A3-0348/93
Risoluzione sulla situazione in Somalia
Il Parlamento europeo,
-viste le proposte di risoluzione
(a)dell'on. Kostopoulos, sulla morte per fame in Somalia (B3-1278/92),
(b)dell'on. Mitolo ed altri, sulla situazione in Somalia (B3-1282/92),
(c)dell'on. Arbeloa Muru e altri, sui "boat people" somali ad Aden (B3-1348/92),
-viste le sue precedenti risoluzioni relative alla guerra civile e alla fame in Somalia, segnatamente la risoluzione del 24 giugno 1993 e la risoluzione sulla Somalia approvata dall'Assemblea paritetica ACP-CE in Botswana il 1· aprile 1993 ,
-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3- 0348/93),
A.considerando che la guerra civile in Somalia e l'ingente numero di vittime causate dal combattimento e dalla carestia hanno reso necessario un intervento della comunità internazionale che puntasse, anche con mezzi militari, al disarmo della popolazione e a garantire l'inoltro degli aiuti alla popolazione civile,
B.considerando che, in simili condizioni di anarchia politica e caos amministrativo, le Nazioni Unite hanno una particolare responsabilità per quanto riguarda il ripristino dell'ordine e della pace con mezzi pacifici per il popolo somalo, fermo restando il fatto che la responsabilità primaria di dotare il paese di un'amministrazione civile spetterà ai somali attraverso i rappresentanti che essi dovranno liberamente eleggere,
C.considerando che molti Stati membri delle Nazioni Unite hanno risposto ad importanti risoluzioni adottate dal Consiglio di sicurezza ed agli appelli del Segretario generale, dichiarando la propria disponibilità a fornire aiuti umanitari e un supporto militare che consenta un intervento finalizzato a garantire fra l'altro la distribuzione dell'aiuto alimentare e altre forme di assistenza,
D.considerando che la guerra civile prosegue malgrado la presenza delle forze dell'ONU,
E.costernato dal degrado della sicurezza, soprattutto a Mogadiscio, e dalla persistenza della violenza che continua a causare vittime fra il personale delle Nazioni Unite, gli agenti dell'aiuto umanitario e le popolazioni somale,
F.considerando che l'intervento di UNOSOM II non è stato seguito dal disarmo delle singole fazioni, responsabili dell'anarchia e della carestia,
G.deplorando le numerose vittime fra la popolazione civile e i caschi blu in questo conflitto,
H.considerando le aspre critiche delle organizzazioni umanitarie e di taluni governi degli Stati membri per quanto riguarda le modalità di intervento delle forze dell'ONU,
I.ribadendo la giustezza delle critiche rivolte a taluni aspetti dell'intervento delle forze delle Nazioni Unite, in particolare per quanto riguarda i pericoli mortali ai quali la popolazione civile di Mogadiscio è stata spesso esposta,
J.considerando che il Consiglio di sicurezza ONU ha deciso di por fine a questo intervento, qualunque sia il risultato della missione, all'inizio dell'anno 1955,
K.ritenendo che l'azione umanitaria d'urgenza e i negoziati con le parti in conflitto debbano essere condotti parallelamente al fine di individuare una soluzione politica globale per la Somalia,
L.considerando che al di fuori di Mogadiscio la situazione è relativamente tranquilla ed esistono quindi le condizioni per affrontare la fase di ricostruzione,
M.considerando l'esigenza di garantire il coordinamento e la coerenza dell'attività dell'ONU in Somalia, nel quadro di un chiarimento degli obiettivi perseguiti dalle forze di UNOSOM II e dalle altre agenzie dell'ONU,
N.considerando il contributo straordinario del Comitato internazionale della Croce Rossa e di altri organismi non governativi internazionali in Somalia e ricordando il loro coraggioso impegno in particolare nel periodo precedente al coinvolgimento dell'ONU,
O.considerando lo straordinario contributo dato dalle organizzazioni non governative operanti in Somalia e le precarie condizioni in cui sono costrette ad operare ed il fatto che molti volontari sono stati uccisi o feriti nell'esercizio dei loro compiti umanitari,
P.considerando il forte contributo della Comunità Europea all'aiuto umanitario,
Q.considerando la recente decisione del Consiglio dei Ministri dello sviluppo del 25 maggio 1993 su un programma di riabilitazione per l'Africa,
R.considerando i caratteri peculiari della situazione nel Somaliland e prendendo atto della dichiarazione di indipendenza di tale regione,
S.considerando i risultati della quarta conferenza sugli aiuti umanitari alla Somalia, tenutasi ad Addis Abeba tra il 29 novembre e il 1· dicembre 1993,
1.ritiene che l'efficacia dell'intervento delle Nazioni Unite in Somalia sia stata in gran parte vanificata dalla scarsa chiarezza sugli obiettivi politici da perseguire e dalla scarsa coerenza dei mezzi utilizzati, problemi che hanno tra l'altro provocato serie divergenze tra i paesi le cui forze operano nel quadro del mandato dell'ONU;
2.invita gli Stati membri delle Nazioni Unite, in particolare gli Stati membri dell'Unione europea, a contribuire attivamente alla revisione in atto della strategia ONU in Somalia consentendo alle Nazioni Unite stesse di agire nel pieno rispetto di tutte le pertinenti sezioni della Carta delle Nazioni Unite;
3.deplora la perdita di numerose vite umane fra i civili somali e i caschi blu delle Nazioni Unite;
4.ritiene tuttora necessaria la presenza dei caschi blu dell'ONU in Somalia al solo scopo di assicurare l'aiuto umanitario e l'avvio della ricostruzione e di promuovere la riconciliazione del paese;
5.chiede con forza che il previsto ritiro dalla Somalia di numerosi contingenti militari non significhi in alcun modo una rinuncia al perseguimento degli obiettivi militari e politici stabiliti dalle Nazioni Unite; chiede in particolare che si mettano in atto tutte le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza all'azione delle Organizzazioni non governative, somale ed estere, e dei civili impegnati nell'aiuto di emergenza e nella ricostruzione; chiede che si solleciti il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite a indicare in quali forme ciò dovrà avvenire;
6.insiste sul fatto che una soluzione politica può essere efficace solo se individuata dagli stessi somali e di conseguenza lancia un appello a tutte le forze politiche nonché ai rappresentanti della società civile somala perché essi stessi trovino una soluzione politica, democratica e pacifica al conflitto e invita le Nazioni Unite, la Comunità europea e i suoi Stati membri a rilanciare le azioni diplomatiche ed essere pronti ad offrire i loro buoni uffici al fine di promuovere negoziati reali;
7.ritiene che le Nazioni Unite dovrebbero in tempi brevi esporre alla comunità internazionale il bilancio politico della missione UNOSOM II e del suo impatto rispetto agli obiettivi fissati, soprattutto per quanto riguarda il disarmo delle fazioni;
8.ribadisce la necessità di disarmare le fazioni somale rivali e rimpiange le opportunità perdute a tale riguardo; sollecita la Comunità europea a sostenere le operazioni di sminamento al fine di consentire la bonifica del terreno agricolo e da pascolo;
9.invita la Commissione ad attuare la decisione del Consiglio europeo di riaprire senza indugio un ufficio della Commissione in Somalia e sollecita la Commissione a tenere debito conto della situazione nelle singole regioni all'atto delle concessioni degli aiuti e a non concentrarsi eccessivamente sulla situazione a Mogadiscio;
10.invita le ONG impegnate negli aiuti umanitari a continuare il loro lavoro di salvataggio in Somalia e chiede alla CE e ai suoi Stati membri di continuare a fornire aiuto tecnico e finanziario;
11.valuta positivamente i tentativi della Commissione miranti a coinvolgere le ONG nella programmazione della futura strategia di ricostruzione e chiede che si cerchi di associare direttamente a tali iniziative le autorità regionali somale; ove esistano e siano sufficientemente rappresentative delle popolazioni o, in loro assenza, gruppi e associazioni locali di comprovata credibilità;
12.sostiene la strategia avviata dall'UNHCR al fine di prevenire, nella misura del possibile, l'esodo dei profughi, pur riconoscendo che i somali sono stati costretti a lasciare in gran numero il loro paese a causa dei problemi connessi alla sicurezza e che i paesi che ospitano i profughi somali hanno bisogno dell'aiuto internazionale a sostegno dei programmi umanitari di assistenza;
13.riconosce il particolare contributo fornito dalle donne e dalle loro associazioni in Somalia e chiede il loro coinvolgimento nel processo negoziale sulle future istituzioni del paese;
14.invita la Comunità a mobilitare tutte le risorse necessarie nel quadro del programma indicativo nazionale della Somalia e della copertura finanziaria che è già stata riconosciuta a titolo di Lomé III nonché di altre fonti di finanziamento al fine di avviare uno sviluppo strutturale e sostenuto nel resto del paese in cui regna una relativa pace;
15.ribadisce la necessità di sbloccare i fondi destinati alla Somalia dalla Convenzione di Lomé IV; auspica a tal fine che si possa individuare rapidamente un'autorità provvisoria in grado di ratificare tale Convenzione;
16.esprime il proprio sostegno al programma di riabilitazione per la Somalia elaborato dalla Commissione CE nel quadro della più generale iniziativa per la riabilitazione in vari paesi africani e invita la Commissione stessa ad adoperarsi per una sua sollecita e coerente attuazione;
17.ritiene che tra i criteri da utilizzare nel programma di riabilitazione occorra considerare le seguenti priorità:
a)massimo utilizzo possibile di personale qualificato somalo, anche nella prospettiva del rientro nel paese di tecnici e intellettuali;
b)sviluppo di programmi alimentari e produttivi capaci di sostituire l'aiuto esterno;
c)interventi nel settore veterinario basati sulla formazione e l'equipaggiamento di veterinari somali;
d)inserimento di componenti di "Institutional Building" a livello locale e regionale nella riorganizzazione dei settori sanitario, scolastico, ecc.;
18.invita la Comunità ad agire nel quadro del sistema delle Nazioni Unite al fine di contribuire alla definizione di un piano di intervento sociale ed economico capace di rendere efficace l'aiuto umanitario e di avviare la ricostruzione del paese;
19.insiste sulla necessità di garantire prioritariamente i servizi socio-sanitari di base, l'istruzione, la formazione professionale e il recupero delle attività agro-pastorali per il mercato interno e per l'esportazione;
20.sottolinea l'urgenza della costituzione formale di un comitato internazionale "inter-agenzie", in cui la Comunità Europea sia rappresentata, avente il compito di sorvegliare permanentemente lo stato di avanzamento dei piani di riabilitazione nel paese, anche al fine di garantire la necessaria coerenza metodologica e di finalità dei differenti progetti;
21.ribadisce la necessità di definire una strategia delle Nazioni Unite sulle prospettive della Conferenza di riconciliazione nazionale e sul ruolo
-delle organizzazioni regionali e dei paesi dell'area
-dell'associazionismo somalo nelle sue diverse articolazioni
-dei programmi di riabilitazione nel quadro del processo di riconciliazione nazionale;
22.rileva come le difficoltà emerse nel corso della quarta Conferenza sugli aiuti umanitari, tenutasi ad Addis Abeba da 29 novembre al 1· dicembre 1993, dimostrino ancora una volta l'impossibilità di pervenire all'obiettivo della pacificazione del paese in assenza di una chiara e uniforme strategia della comunità internazionale
-sulle risorse disponibili
-sugli obiettivi a breve e medio termine
-sugli interlocutori somali
-sulla distribuzione geografica degli interventi
-sui sistemi di verifica degli interventi realizzati;
23.è convinto che occorra avviare un piano d'azione volto a garantire il rispetto dei diritti umani in Somalia, con particolare riferimento al rispetto dei diritti delle donne, così come richieste da 'Amnesty International' e da altre ONG;
24.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e al Segretario generale delle Nazioni Unite.