Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 30 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 20 gennaio 1994
Bosnia-Erzegovina

B3-0053, 0090, 0098, 0111 e 0132/94

Risoluzione sulla persistenza dello stato di guerra in Bosnia-Erzegovina

Il Parlamento europeo,

A.considerando la situazione disperata della popolazione della Bosnia-Erzegovina e la convinzione di quest'ultima di essere stata tradita dall'incapacità di garantire un minimo di rispetto del diritto internazionale,

B.considerando che gran parte della popolazione della Bosnia-Erzegovina continua a mantenere una società multietnica,

C.considerando le continue aggressioni contro la popolazione civile e le frequenti interruzioni nelle consegne di aiuti umanitari,

D.considerando l'isolamento di città e vaste regioni, attuato mediante blocchi ed assedi,

E.considerando l'insoddisfazione delle truppe di UNPROFOR e dei loro comandanti, manifestata dal generale Briquemont e dal generale Cot, per la lacunosità del loro mandato e per la mancanza delle risorse necessarie per l'esecuzione delle decisioni dell'ONU,

F.considerando le richieste in ordine a un intervento militare statunitense per porre fine alla violenza,

G.considerando la riluttanza di alcuni Stati membri dell'Unione europea a inviare truppe, malgrado le solenni promesse,

H.considerando il mandato, la strategia e l'insuccesso dell'ONU e dei negoziatori dell'Unione europea, che cercano costantemente di dividere la Bosnia-Erzegovina su base etnica, nonostante si tratti di uno Stato membro delle Nazioni Unite,

I.considerando le dichiarazioni del Consiglio NATO e del Consiglio di sicurezza dell'ONU,

1.chiede

a)che la politica dell'Unione europea in Bosnia miri con assoluta priorità a pervenire a una soluzione negoziata e ad impedire l'estensione della guerra nei Balcani;

b)che sia riconosciuto e tutelato il diritto del governo legittimo della Bosnia-Erzegovina a uno Stato funzionale;

c)che si decida di trasformare UNPROFOR in una forza incaricata di agire per ottenere la pace, visto che la mancata realizzazione della stessa condanna al fallimento l'opera di "mantenimento della pace";

d)ai contingenti militari di garantire, intervenendo attivamente, la sicurezza di tutte le "zone sicure", come promesso dal Consiglio e dagli Stati membri;

e)che siano aperte vie di approvvigionamento per la zona di Tuzla, nonché l'aeroporto della città, trattandosi del più vasto territorio in cui i bosniaci continuano a mantenere un governo civile multietnico;

f)che si ponga fine al "soffocamento" di Sarajevo;

g)che si ponga fine al blocco della rotazione dei contingenti UNPROFOR;

h)che siano smantellate le postazioni di artiglieria che violano il coprifuoco e che si ponga fine alle attività dei franchi tiratori, conformemente alla decisione della NATO dell'11 gennaio 1994;

i)che sia esplicato ogni sforzo per ridurre al minimo le vittime civili e di UNPROFOR;

j)che si operi attivamente a livello diplomatico e si esercitino pressioni sulla Croazia per porre fine agli attacchi croati contro la Bosnia-Erzegovina e per ripristinare relazioni normali fra i due paesi;

k)che le sanzioni contro il regime di Belgrado siano rigorosamente mantenute fino a che non saranno terminate tutte le aggressioni serbe contro la Bosnia-Erzegovina;

l)che sia prestata un'assistenza attiva a tutti coloro che, nell'ex Jugoslavia, promuovono i diritti dell'uomo, la democrazia e il dialogo contro lo sciovinismo e la pulizia etnica;

m)che il sostegno politico, operativo e finanziario al Tribunale internazionale per i crimini di guerra nell'ex Jugoslavia faccia parte del programma comune d'azione dell'Unione europea;

n)chiede che sia nominato un nuovo negoziatore dell'Unione, dotato di un mandato adeguato e di una nuova strategia per adempierlo;

2.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai segretari generali dell'ONU, della NATO e dell'UEO nonché ai governi della Bosnia-Erzegovina, della Croazia e della Serbia.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail