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Parlamento Europeo - 20 gennaio 1994
50a sessione della Commissione ONU dei diritti dell'uomo

B3-0063, 0095 e 0139/94

Risoluzione sulla 50a sessione della Commissione ONU dei diritti dell'uomo (Ginevra 31 gennaio - 11 marzo 1994)

Il Parlamento europeo,

-viste la Carta delle Nazioni Unite, la Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e la Convenzione contro la tortura ed altre pene o trattamenti crudeli, disumani o degradanti,

-viste la Convenzione europea per la tutela dei diritti dell'uomo e le libertà fondamentali e la Convenzione europea per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti disumani o degradanti,

-visto il trattato sull'Unione europea e in particolare il suo preambolo e i suoi articoli J e J.1,

-viste le sue risoluzioni dell'11 marzo 1993 sui diritti dell'uomo nella Comunità europea - Relazione annuale del Parlamento europeo , e del 12 marzo 1993 sui diritti dell'uomo nel mondo e sulla politica comunitaria dei diritti umani per gli anni 1991/1992 ,

-vista la sua risoluzione del 27 maggio 1993 sulla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo (Vienna, giugno 1993) ,

A.avendo preso conoscenza del progetto di ordine del giorno della 50a sessione della Commissione per i diritti dell'uomo del Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite e profondamente ispirato, da un lato, dalla Dichiarazione e dal programma d'azione di Vienna approvati il 25 giugno 1993 dalla Conferenza mondiale sui diritti dell'uomo, (in particolare i paragrafi da 25 a 32 "Persone appartenenti a minoranze nazionali, religiose e linguistiche" e da 54 a 62 "diritto a non essere torturati" della parte II,) e dall'altro, dalla Dichiarazione di Vienna approvata il 9 ottobre 1993, dal Vertice del Consiglio d'Europa, (in particolare, l'allegato II "Minoranze nazionali"),

B.convinto del carattere universale, imprescrittibile, indivisibile ed inalienabile dei diritti dell'uomo, del primato del diritto e del necessario rafforzamento dei meccanismi giuridici internazionali, che presiedono alla tutela dei diritti individuali e collettivi,

1.condanna ogni attentato alla dignità umana, le torture, le pene e i trattamenti disumani o degradanti, provengano essi dagli Stati, da gruppi o da singole persone, e caldeggia la predisposizione di un protocollo facoltativo che integri e perfezioni le vigenti disposizioni internazionali; ribadisce la sua condanna della pena di morte;

2.sollecita l'aumento dei contributi versati al Fondo Contributi Volontari delle Nazioni Unite per le vittime della tortura;

3.reputa necessario l'inserimento di una clausola sociale in tutti gli accordi commerciali internazionali destinata a contrastare pratiche analoghe ai trattamenti disumani o degradanti;

4.rammenta il suo appoggio alla designazione di un Alto Commissario per i diritti dell'uomo presso il Segretario generale delle Nazioni Unite;

5.sollecita lo stanziamento dei fondi necessari al funzionamento del Tribunale penale internazionale incaricato di giudicare gli autori delle violazioni del diritto umanitario perpetrate nella ex Jugoslavia, onde consentire un lavoro efficace;

6.auspica un coordinamento degli organi e delle istituzioni cui è attribuito un ruolo preventivo e ispettivo per quanto attiene al rispetto dei diritti dell'uomo (Consiglio d'Europa, Alto Commissario della CSCE per le minoranze nazionali);

7.appoggia qualsiasi iniziativa tesa al rispetto dei diritti politici, socio-economici e culturali delle minoranze nazionali;

8.caldeggia lo svolgimento in aprile 1994 di una conferenza iniziale sulla stabilità in Europa e sulle minoranze nazionali (punto III e allegato I delle conclusioni della Presidenza - Consiglio europeo di Bruxelles del 10 e 11 dicembre 1993) oltreché la predisposizione di una convenzione quadro che specifichi gli obblighi degli Stati in tema di protezione delle minoranze nazionali in seno al Consiglio d'Europa;

9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi degli Stati membri e degli Stati candidati all'adesione.

 
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