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Parlamento Europeo - 20 gennaio 1994
Sicurezza marittima

B3-0055, 0080, 0091, 0094, 0102, 0104, 0114, 0131 e 0134/94

Risoluzione sulla sicurezza marittima

Il Parlamento europeo,

-viste le sue numerose risoluzioni sugli incidenti marittimi e sulla sicurezza marittima nelle acque dell'Unione,

-visti la Comunicazione della Commissione "Per una politica comune della sicurezza marittima" (COM(93) 66 def.) e l'accluso programma d'azione, nonché l'articolo 75 del Trattato CE che prevede espressamente misure atte a migliorare la sicurezza dei trasporti,

-vista la risoluzione del Consiglio dei ministri dei trasporti del 7 e 8 giugno 1993 sulla sicurezza marittima,

A.preoccupato per il ripetersi degli incidenti marittimi nelle acque dell'Unione europea, in particolare di recente il naufragio di una vinacciera nel dicembre 1993 e di una nave da carico nel gennaio 1994 fra la Corsica e la Sardegna, zone già segnalate come le più sensibili ad eventuali conseguenze disastrose per l'ambiente e per l'ecosistema marittimo,

B.considerando la riunione dei ministri dell'ambiente della Francia e dell'Italia a Bonifacio, il 19 gennaio 1993, che si è occupata del divieto di transito delle navi che trasportano merci pericolose nelle Bocche di Bonifacio; considerando che Francia e Italia hanno presentato una proposta di risoluzione all'IMO destinata a sostituire l'attuale risoluzione 670 (16) - che prevede di raccomandare agli Stati membri dell'IMO di vietare, o quantomeno di scoraggiare decisamente, il transito nello stretto di Bonifacio delle navi che trasportano materiali pericolosi,

C.constatando che, a seguito della perdita di contenitori da parte di una nave di incerta origine al largo di Bordeaux, migliaia di detonatori sono stati ritrovati sulle spiagge dell'Atlantico; considerando i rischi che la presenza di tali esplosivi e di altri prodotti tossici comporta per la popolazione e l'ambiente, rischi che hanno indotto le autorità regionali a vietare l'accesso all'intero litorale; constatando i danni causati all'industria del turismo,

D.considerando l'importanza del trasporto marittimo e il ruolo che la navigazione marittima può svolgere per il riequilibrio modale nell'Unione, come sottolineato nel Libro bianco della Commissione per una mobilità sostenibile (COM(92) 494),

E.considerando il deplorevole ritardo con il quale l'Unione europea ha affrontato il problema della sicurezza marittima in mare e nei porti,

F.considerando che a seguito del naufragio della petroliera Exxon Valdez in Alaska nel 1989, gli Stati Uniti hanno adottato, indipendentemente dall'IMO (Organizzazione marittima internazionale), norme di sicurezza più rigorose di quelle comunitarie per quanto riguarda le navi che navigano nelle acque americane e desiderando richiamare l'attenzione delle istituzioni comunitarie sull'attuazione dei programmi Arcantel e N.T.M.M. (Network for Transport Management in Mediterranean) riguardanti il potenziamento della comunicazione telematica interportuale e la sicurezza marittima, programmi che le istituzioni comunitarie hanno cofinanziato nell'ambito dei fondi destinati alla cooperazione interregionale e ciò a partire dal 1990,

1.chiede alla Commissione e al Consiglio di attuare urgentemente una vera e propria politica della sicurezza marittima nell'Unione, in base al programma d'azione figurante nella comunicazione della Commissione e alle risoluzioni del Parlamento europeo;

2.ritiene che una maggior cooperazione tra le istituzioni comunitarie e gli Stati membri sia indispensabile per un'efficace protezione delle acque dell'Unione e per l'attuazione di una vera e propria politica comune;

3.ricorda che il "pacchetto" di misure positive di aiuto alla flotta comunitaria, in particolare la creazione di un registro EUROS e la definizione dell'armatore comunitario, deve essere considerato parte integrante di una politica dell'Unione per la sicurezza marittima e chiede al Consiglio di approvarlo;

4.chiede ai governi degli Stati membri di rafforzare le convenzioni esistenti già adottate dall'IMO; invita il Consiglio e gli Stati membri a coordinare la loro azione per escludere dalle acque territoriali e dai porti dell'Unione le navi non conformi agli elevati standard di sicurezza necessari per la preservazione delle vite umane, dell'ambiente e dell'ecosistema;

5.chiede al Consiglio dei ministri dei trasporti e dell'ambiente di rendere più efficace il suddetto programma d'azione mediante le seguenti misure:

-l'estensione della zona di sicurezza al di là delle 12 miglia nautiche,

-la creazione di una rete di rotte marittime obbligatorie per evitare il transito delle navi con a bordo merci pericolose e inquinanti attraverso zone ecologicamente sensibili,

-l'obbligo per le navi di dotarsi di un sistema di posizionamento in tempo reale, fin dall'entrata nella zona di sicurezza, per inviare al controllo un segnale via radio,

-l'inasprimento delle norme di sicurezza per quanto riguarda la progettazione delle navi, il livello di qualificazione dell'equipaggio e le condizioni di lavoro sulle navi;

6.chiede alla Commissione di sostenere ulteriormente la presa di posizione di Francia e Italia presso l'IMO perché questa nuova risoluzione venga approvata con la massima urgenza; chiede inoltre agli Stati membri, in particolare a Francia e Italia, di dotarsi degli strumenti necessari a combattere efficacemente l'inquinamento marino; chiede alla Commissione di sostenere l'opera di disinquinamento che dovrà essere messa in atto a seguito di questo incidente;

7.ritiene che la Commissione dovrebbe esaminare con le autorità internazionali dell'IMO l'opportunità di rivedere per motivi di sicurezza a bordo delle navi, la regolamentazione concernente il trasporto delle materie pericolose che devono essere caricate sul ponte, ma che, in tal modo, possono essere proiettate in mare durante violente tempeste;

8.chiede il divieto formale di transito per le Bocche di Bonifacio delle petroliere, delle navi che trasportano sostanze pericolose e di quelle di grosso tonnellaggio;

9.chiede alla presidenza greca di convocare una sessione "Jumbo" dei ministri dei trasporti e dell'ambiente che affronti il tema della sicurezza marittima;

10.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e all'Organizzazione marittima internazionale (IMO).

 
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