A3-0409/93
Risoluzione sulla situazione delle donne occupate in agricoltura negli Stati membri della Comunità
Il Parlamento europeo,
-vista la direttiva del Consiglio dell'11 dicembre 1986 relativa all'applicazione del principio della parità di trattamento fra gli uomini e le donne che esercitano un'attività autonoma, ivi comprese le attività nel settore agricolo, e relativa altresì alla tutela della maternità nonché il proprio parere del 23 maggio 1984 ,
-vista la propria risoluzione del 16 marzo 1989 sui coniugi che lavorano in agricoltura e in aziende a conduzione familiare ,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Fernandez-Albor sulla promozione della donna nelle campagne (B3-0610/92),
-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,
-visti la relazione della commissione per i diritti della donna oltreché il parere della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale (A3-0409/93),
A.considerando che non poche donne sono tuttora occupate in agricoltura e che il futuro nelle campagne dipenderà in larga misura dal ruolo che sarà riservato alla donna,
B.considerando che il lavoro della donna e specie dell'agricoltrice-coadiuvante si sottrae, non di rado, alla legislazione rendendo pertanto necessario un riconoscimento, persino uno status professionale del lavoro prestato da dette donne,
1.rileva che, nonostante la direttiva dell'11 dicembre 1986 tesa a garantire una parità di trattamento delle donne occupate in agricoltura, ben pochi sono gli Stati membri che hanno adottato i provvedimenti necessari per garantire il riconoscimento del lavoro prestato dalle donne nell'azienda agricola;
2.rammenta che, a norma dell'articolo 11 della Direttiva, il Consiglio avrebbe dovuto riesaminarla, previa proposta della Commissione, entro il 1· luglio 1993 e che, a norma dell'articolo 13, gli Stati membri avrebbero dovuto inoltrare alla Commissione entro il 30 giugno 1991 tutti i dati opportuni sull'applicazione della direttiva onde consentire alla stessa di riferire al Consiglio;
3.invita pertanto la Commissione a sottoporgli senza indugio la relazione sull'applicazione di detta direttiva promessa al Consiglio nel Terzo Programma d'azione;
4.invita altresì la Commissione sia a organizzare una conferenza con le organizzazioni agricole rappresentative delle agricoltrici e le associazioni femminili sui problemi incontrati dalle donne occupate in agricoltura, in particolare dalle agricoltrici-coadiuvanti, e sul ruolo delle donne nell'ambito della nuova politica agricola comune, sia a varare una capillare campagna di sensibilizzazione dell'opinione pubblica mirante a promuovere un'immagine positiva del lavoro effettuato dalle agricoltrici;
5.chiede alla Commissione di agevolare il funzionamento di un gruppo europeo di donne attive nel mondo agricolo e rurale nel quadro delle azioni condotte dalla lobby europea di donne che organizzi attività a livello comunitario (seminari, visite e scambi), il cui finanziamento potrebbe avvenire a carico della linea del bilancio comunitario B2-514 intitolata "Formazione e informazione" per azioni di carattere europeo in ambiente agricolo e rurale;
6.sollecita la Commissione a presentare, in base a detta relazione e a detti lavori, una proposta che integri la direttiva 86/613/CEE, affinché le agricoltrici-coadiuvanti godano di uno status professionale che consenta loro di godere di diritti propri e non solo derivati;
7.chiede che gli articoli 7 e 8 della direttiva prevedano misure più vincolanti nei confronti degli Stati membri;
8.chiede infine che gli Stati membri si impegnino sia ad adottare i provvedimenti necessari al riconoscimento del lavoro prestato dalle coltivatrici-coadiuvanti nonché del loro apporto allo sviluppo dell'attività agricola e del mondo rurale sia a riconoscere, a fini pensionistici, il lavoro agricolo prestato dalle donne;
9.insiste presso la Commissione perché essa promuova, a livello comunitario e contestualmente alla riforma della PAC e dei Fondi strutturali, iniziative finalizzate ad azioni
a)integrate per il varo di infrastrutture sociali, in particolare per quanto riguarda la salute, la cultura e l'istruzione;
b)di formazione professionale, che comprendano corsi di gestione dell'azienda agricola, agriturismo, agricoltura biologica, diversificazione delle attività, nuove tecnologie e formule associative, avvalendosi anche di metodi di educazione a distanza;
c)atte a garantire un'informazione aggiornata destinata a dette donne per il tramite di centri quali il MIRIAM, di reti informatiche oltre che dei mezzi di informazione;
10.invita gli Stati membri e le organizzazioni politiche e professionali ad adottare le misure necessarie per incrementare la partecipazione delle donne agli organi decisionali e rappresentativi, soprattutto nel mondo rurale, come già si chiedeva nel terzo programma d'azione;
11.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio oltre che ai governi degli Stati membri.