A3-0045/94
Risoluzione sulla XXII relazione della Commissione sulla politica di concorrenza
Il Parlamento europeo,
-vista la XXII relazione della Commissione delle Comunità europee sulla politica di concorrenza (COM(93) 0162 - C3-0191/93),
-vista la risposta della Commissione alla risoluzione del Parlamento in data 18 dicembre 1992 sulla XXI relazione,
-visti la relazione della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e il parere della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini (A3-0045/94),
A.considerando che, se si vuole che la politica comunitaria di concorrenza continui ad avere un ampio sostegno, essa dovrà far fronte a diverse sfide fondamentali,
Completamento del mercato interno
1.ritiene che una decisa applicazione della politica di concorrenza esistente abbia un'importanza fondamentale nel garantire la piena riuscita del mercato interno;
2.ritiene che debbano essere compiuti ulteriori sforzi per affrontare le barriere al mercato interno tuttora esistenti, fra cui le disparità qualitative sul piano regolamentare e amministrativo tra Stati membri dell'Unione europea; invita inoltre la Commissione a procedere nell'applicazione della politica di concorrenza a settori specifici, come i servizi finanziari e i trasporti, a condizione che siano rispettati obblighi minimi in materia di servizio pubblico e, in particolare, che siano accordate garanzie tariffarie agli utenti meno favoriti;
3.insiste su un'attenta verifica dei risultati ottenuti da precedenti azioni della Commissione, ad esempio nel campo dei prezzi degli autoveicoli, per garantire che la politica comunitaria di concorrenza funzioni davvero;
4.chiede una progressiva riduzione nelle forti disparità tuttora esistenti nei livelli generali di aiuto statale fra i vari Stati membri e il corretto instaurarsi per questi aiuti di criteri oggettivi a livello comunitario piuttosto che nazionale;
Promozione della coesione economica e sociale
5.rileva con preoccupazione che i quattro Stati membri più poveri concedono aiuti per occupato inferiori alla media comunitaria e che gli aiuti statali concessi ai produttori nelle quattro maggiori economie comunitarie sono saliti percentualmente, rispetto al totale di questo tipo di aiuti concesso nella Comunità, dal 75% nel periodo 1986-88 al 79% nel periodo 1988-90; ritiene che la politica comunitaria di concorrenza debba affrontare questo problema se si vuole che essa promuova, invece di ostacolarlo, l'obiettivo della coesione economica e sociale;
6.ricorda la sua richiesta che la Commissione riveda quanto prima l'applicazione della politica comunitaria di concorrenza nei nuovi Länder della Germania, soprattutto nella delicata fase di liquidazione delle attività della "Treuhandanstalt", in modo da raggiungere il giusto equilibrio tra un trattamento flessibile verso i nuovi Länder e la correttezza verso il resto della Comunità, pur riconoscendo la necessità di normative transitorie per tener conto delle difficoltà particolari cui sono confrontati i nuovi Länder;
7.chiede alla Commissione di presentare proposte volte a determinare le condizioni per l'eventuale concessione di aiuti alle imprese fortemente colpite da misure nel settore della protezione dell'ambiente o situate in zone ecologicamente fragili;
La politica di concorrenza di fronte al processo di privatizzazione e di liberalizzazione e il diverso ruolo del settore pubblico
8.accoglie con soddisfazione il fatto che questi sviluppi stiano portando ad un'estensione dell'ambito della concorrenza in seno all'Unione europea, ma ribadisce nel contempo l'importanza di rispettare alcuni principi chiave:
-la necessità di garantire una reale neutralità della politica di concorrenza fra il settore pubblico e quello privato,
-la necessità di far sì che venga messo a punto a livello comunitario un quadro comune di obblighi generali in materia di servizi,
-la necessità di garantire che in seno ad ogni Stato membro esistano regolamentazioni efficaci e ampiamente comparative,
-la necessità di garantire che i residui monopoli per lo sfruttamento delle reti siano tenuti alla massima trasparenza ed applichino sistemi uniformi di contabilità dei costi;
Politica di concorrenza e recessione economica in Europa
9.sottolinea il ruolo essenziale che deve svolgere la politica comunitaria di concorrenza nel combattere il rischio che il protezionismo si rafforzi in questa fase di rallentamento e di recessione dell'economia;
10.chiede alla Commissione di tener conto, al momento di valutare gli aiuti pubblici concessi dagli Stati membri alle loro imprese, dell'adeguamento di tali aiuti al processo di riorientamento dell'economia verso un modello di sviluppo sostenibile: riconversione di settori industriali tradizionali come gli armamenti, la siderurgia e la costruzione navale in attività che favoriscano il recupero delle regioni svantaggiate, l'occupazione e la creazione di un ambiente economico, sociale e fisico favorevole sia per i cittadini che per i potenziali investitori;
11.invita la Commissione a continuare a fornire quante più indicazioni possibile sugli aiuti che sono legittimi ed a quali condizioni; accoglie con favore i nuovi orientamenti della Commissione per gli aiuti statali alle PMI e chiede di essere meglio informato sui progressi che essa sta facendo nell'inquadrare in modo più coerente l'impostazione delle strategie per il mercato del lavoro negli Stati membri ed anche per quanto riguarda gli aiuti per salvare e ristrutturare le aziende in difficoltà;
12.ribadisce tuttavia che la risposta dell'Unione europea alla recessione economica e alla necessità di promuovere lo sviluppo economico non può basarsi unicamente sulla politica di concorrenza, la quale deve essere invece fiancheggiata da efficaci politiche regionali, sociali, ambientali e industriali; ritiene, ad esempio, che l'instaurazione di un coerente quadro di riferimento in materia di politica industriale destinato ad un settore specifico sarebbe più efficace di un semplice codice settoriale sugli aiuti di Stato che operi nel contesto della politica di concorrenza;
Come far fronte all'intensificarsi della concorrenza mondiale
13.ritiene che la sfida posta dall'intensificarsi della concorrenza mondiale richieda che si guardi ai singoli casi di politica di concorrenza non tanto nell'ottica di un mercato comunitario chiuso in sé, quanto tenendo conto delle realtà operanti sui mercati mondiali; sottolinea inoltre la necessità di modulare l'applicazione delle norme di concorrenza a livello europeo e internazionale in funzione delle esigenze in materia di protezione dei piccoli produttori indipendenti sui mercati regionali, di protezione sociale dei lavoratori e di tutela dell'ambiente;
14.chiede che si attui un sistema internazionale di concorrenza nel quadro di una nuova serie di negoziati GATT e che venga ribadito il principio della reciprocità per gli Stati membri dell'OCSE nell'accesso ai mercati;
15.chiede inoltre che in tutte le convenzioni commerciali alle quali partecipa l'Unione europea venga inclusa una clausola sociale in cui si specifichi che sarà accordato un elevato grado di preferenza alle importazioni provenienti da paesi che provvedono a far rispettare le norme in materia di lavoro basate sulle convenzioni dell'OIL;
Politica di concorrenza, Spazio economico europeo e paesi dell'Europa centrale ed orientale
16.accoglie con favore la stretta integrazione delle politiche di concorrenza della Comunità e dell'EFTA nell'ambito dello Spazio economico europeo e chiede che nelle prossime relazioni annuali venga effettuata un'analisi minuziosa del funzionamento di questo meccanismo;
17.sottolinea di nuovo la sfida particolare posta alla politica comunitaria di concorrenza dai mutamenti economici in corso nei paesi dell'Europa orientale e centrale; chiede che si proceda con flessibilità e comprensione, dato che questo processo di trasformazione non ha precedenti, ma chiede alla Commissione di esaminare dettagliatamente i problemi che solleva;
Necessità di applicare la politica di concorrenza in modo trasparente, responsabile, vicino all'utente e decentrato
18.ritiene che occorra soddisfare tutte le condizioni summenzionate, se si vuole che la politica comunitaria di concorrenza abbia il più ampio sostegno da parte dell'opinione pubblica;
19.chiede che venga rafforzata la responsabilità della Commissione di fronte al Parlamento e che:
-la risposta della Commissione alla risoluzione annuale del Parlamento gli sia presentata entro sei settimane dalla sua adozione,
-la Commissione presenti un calendario ad hoc delle attività in materia di politica di concorrenza per l'anno prossimo e che tutte le nuove proposte e comunicazioni della Commissione siano trasmesse al Parlamento nello stesso momento in cui sono trasmesse agli Stati membri;
20.deplora di non essere stato consultato sull'adozione di una risoluzione del Consiglio sullo sviluppo di un servizio universale nel settore delle telecomunicazioni, vista l'importanza che il Parlamento attribuisce all'argomento, in quanto rappresentante dei consumatori europei;
21.decide di tenere annualmente un'audizione volta a stabilire l'impatto della politica di concorrenza sugli affari, le imprese e l'occupazione e a cooperare nell'elaborazione di proposte per un'applicazione della politica di concorrenza dell'Unione europea più efficace, responsabile e decentralizzata;
22.chiede alla Commissione di riflettere in generale sugli obiettivi politici ed economici della politica di concorrenza sia all'interno dell'Unione che nei confronti dei paesi terzi, visto il nuovo contesto nel quale essa dovrà essere portata avanti e visti in particolare il Libro bianco del Presidente Delors, lo Spazio economico europeo, la recessione economica e l'aumento della disoccupazione, elaborando poi un Libro verde che riporti i risultati di tale riflessione;
23.ribadisce la necessità che la politica comunitaria di concorrenza sia resa quanto più possibile chiara e comprensibile a tutti gli interessati e che le procedure della Commissione in materia di politica di concorrenza siano rese ancor più trasparenti, rapide ed efficaci, oltreché in grado di colmare le carenze procedurali individuate dal Tribunale di Primo grado e dalla Corte di giustizia;
24.ritiene necessario un aumento del personale della DG IV responsabile per tale settore, in modo che la Commissione possa rispondere a tali esigenze a lungo termine;
25.ritiene che l'applicazione decentrata della politica di concorrenza ed il rispetto del principio di sussidiarietà siano criteri importanti ed utili ed accoglie con soddisfazione le misure prese recentemente dalla Commissione a questo proposito; ribadisce tuttavia che questi principi non devono portare ad una rinazionalizzazione della politica di concorrenza o a una disparità nell'applicazione della legislazione in materia di concorrenza fra le varie parti della Comunità;
Soglia di controllo delle concentrazioni
26.accoglie con favore la recente comunicazione della Commissione su questo argomento e ritiene che essa dimostri ampiamente quanto sia giusto abbassare questo limite; deplora quindi la decisione della Commissione di rimandare una decisione in merito quanto meno al 1996, a causa delle obiezioni sollevate da taluni Stati membri;
27.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, all'Autorità di sorveglianza dell'EFTA, alle autorità competenti in materia di concorrenza negli Stati membri e negli Stati dell'EFTA nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri e degli Stati dell'EFTA.