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Parlamento Europeo - 8 febbraio 1994
Ruolo dell'Unione in seno all'ONU

A3-0331/93

Risoluzione sul ruolo dell'Unione in seno all'ONU e sui problemi di riforma dell'ONU

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

a)van den Brink sul futuro ruolo della Comunità europea nell'ambito delle Nazioni Unite (B3-1578/90),

b)Arbeloa Muru sull'ONU come centro di un nuovo ordine internazionale (B3-1677/90);

-vista la propria risoluzione del 18 dicembre 1992 sulla fissazione di una politica estera comune,

-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0331/93),

A.essendo convinto che i profondi mutamenti prodottisi nella seconda metà di questo secolo debbano tradursi in una modifica delle finalità e delle strutture delle Nazioni Unite,

B.essendo tuttavia convinto che funzione primaria dell'ONU debba restare quella di prevenire ogni forma di guerra e di aggressione, di promuovere la sicurezza collettiva nonché provvedere agli strumenti per la composizione pacifica delle controversie,

C.considerando le nuove sfide e i nuovi obiettivi che l' Organizzazione deve prefiggersi, quali la tutela dei diritti dell'uomo e dell'ambiente, la salvaguardia dell'ecosistema, la lotta contro il risorgere dei nazionalismi, la lotta contro la miseria e la fame nel mondo, nonchè contro flagelli quali l'AIDS e il consumo di sostanze stupefacenti,

D.considerando che il 50· anniversario dell'ONU potrebbe rappresentare l'occasione in cui questo organismo si evolverà necessariamente in una struttura caratterizzata da una più ampia democrazia, una migliore rappresentanza dei popoli e delle comunità di Stati, come l'Unione europea, e maggiori efficienza e peso politico,

E.prendendo atto del fatto che gli impegni attuali delle Nazioni Unite si sono fatti più numerosi e difficili da gestire (vedi i casi della Bosnia e della Somalia) e che hanno accentuato la necessità di procedere a una riforma quanto mai rapida ed efficace dell'Organizzazione,

F.considerando che gli interventi militari delle Nazioni Unite, nel quadro delle azioni di "peace keeping" e "peace making" o delle azioni umanitarie, evidenziano in maniera deludente che le Nazioni Unite attualmente non sono idonee a operazioni logistico-militari,

G.convinto dell'inadeguatezza del sistema attuale delle Nazioni Unite, sia per quanto concerne le finalità, che devono essere integrate in funzione delle nuove e più pressanti esigenze della comunità internazionale, sia per quanto riguarda il funzionamento dei suoi organi e i mezzi messi a disposizione delle Nazioni Unite per realizzare i suoi obiettivi;

H.considerando che con l'entrata in vigore del Trattato di Maastricht scaturiscono, per l'Unione e per i suoi membri, nuovi compiti e nuovi obblighi, in particolare per quanto riguarda l'attività delle organizzazioni internazionali,

I.ricordando il dettato degli articoli J.2 e J.5 di detto Trattato, secondo il quale gli Stati membri coordinano la propria azione nelle organizzazioni internazionali e gli Stati membri che sono anche membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si concertano e tengano pienamente informati gli altri Stati membri e faranno in modo, nell'esercizio delle loro funzioni, di difendere le posizioni e gli interessi dell'Unione,

J.ritenendo inadeguata l'attuale partecipazione dell'Unione alla vita delle Nazioni Unite e dei suoi organi sussidiari, quale fissata dalla risoluzione 3208 (XIX) dell'Assemblea generale,

K.ricordando come la Comunità sia divenuta membro di pieno diritto della FAO dal 1991 e di come essa sia "de facto" membro del GATT, considerato in via ufficiosa delle Nazioni Unite come appartenente alla categoria degli Istituti specializzati,

1.prende atto delle proposte contenute nell'Agenda per la Pace elaborata dal Segretario generale delle Nazioni Unite, Boutros Ghali; ritiene in tal senso opportuno razionalizzare e coordinare il funzionamento degli organi delle Nazioni Unite nonchè quello degli organismi sussidiari e degli Istituti specializzati, allo scopo di evitare sprechi e inefficienze;

2.sostiene le iniziative volte a organizzare un Vertice per lo sviluppo sociale nel 1995, in occasione del 50· anniversario della fondazione dell'organizzazione, e invita la Commissione a svolgere un ruolo attivo nella sua preparazione e nel suo svolgimento;

3.reputa indispensabile definire in maniera precisa e univoca l'insieme dei principi in base ai quali vengono decisi gli "interventi" dell'Organizzazione;

4.ritiene indispensabile che le unità incaricate del mantenimento della pace siano poste sotto la sola responsabilità del Segretario generale delle Nazioni Unite;

5.ritiene estremamente importante che per ogni impiego delle forze dell'ONU venga definito un chiaro quadro di competenze;

6.ritiene necessario che alcune agenzie delle Nazioni Unite modifichino le loro norme d'azione, in modo da poter operare l'aiuto umanitario con più efficacia; richiama a questo proposito l'attenzione sul fatto che l'OMS non può dichiarare lo stato di epidemia e intervenire in modo conseguente se non successivamente a un'analoga dichiarazione da parte del governo del paese in oggetto;

7.giudica di capitale importanza dopo la democratizzazione delle Nazioni Unite riesaminare il principio del diritto alla non ingerenza negli affari interni di uno Stato membro, al fine di riconoscere come universalmente valido il diritto di ingerenza umanitario (il quale dovrà costituire in futuro uno degli elementi essenziali delle azioni condotte sotto l'egida delle Nazioni Unite), e di definirne i principi e i contenuti per evitarne un uso discrezionale;

8.ritiene necessario che le Nazioni Unite possano disporre di unità di riserva, disponibili in permanenza in quanto caschi blu, unità che possano essere impiegate in tempi rapidi in situazioni di emergenza; chiede agli Stati membri di contribuire fattivamente alla costituzione di tali unità in termini finanziari e in termini di personale;

9.è d'avviso che l'applicazione selettiva del diritto internazionale - nella fattispecie delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza - come per esempio, almeno finora, quella su Cipro - nuoccia alla credibilità delle Nazioni Unite; auspica una maggiore coerenza e un identico rigore nell'applicazione delle medesime;

10.ritiene che l'azione dell'ONU sarà credibile soltanto quando i suoi organi saranno dotati di reali strumenti integrati in termini di uomini e in termini finanziari e tecnici atti a mettere effettivamente in opera le loro decisioni;

11.auspica che sia creata, sotto l'egida dell'ONU, una Corte internazionale dell'ambiente, indipendente dagli Stati, dotata di strumenti adeguati e avente il ruolo di proteggere in nome della comunità internazionale la qualità dell'ambiente come diritto fondamentale della persona umana;

12.ritiene necessario che per espletare le sue nuove funzioni l'ONU si doti di un'Agenzia mondiale dell'Ambiente, di cui la futura Agenzia europea dell'ambiente rappresenterà l'organo regionale e i cui incarichi saranno i seguenti:

-definire una rete mondiale di sorveglianza della qualità dell'ambiente

-dirigere gli attuali programmi dell'ONU, il PSNU e l'UNEP

-assicurare la gestione della "Global Environment Facility" (GEF)

-promuovere lo sviluppo e la diffusione delle tecnologie ecologiche

-sviluppare la formazione e l'informazione in materia ambientale;

13.ritiene necessario che gli Stati membri dell'ONU rispettino integralmente i loro obblighi finanziari;

14.esprime la sua preoccupazione per alcuni ritardi mostrati dalle Nazioni Unite e delle agenzie specializzate nel reagire verso certe situazioni di crisi (per esempio Somalia, Liberia, Sudan) e considera prioritario che l'ONU indaghi sulle cause di questi ritardi e modifichi i propri metodi di conseguenza;

15.ritiene opportuna una modifica delle relazioni tra l'Assemblea generale e il Consiglio di sicurezza, al fine di associare la prima in modo più funzionale e puntuale alle decisioni del secondo;

16.si compiace per l'istituzione di un tribunale internazionale permanente, nell'ambito delle Nazioni Unite, incaricato di giudicare i responsabili di crimini di guerra e contro l'umanità in applicazione della risoluzione n. 808 del Consiglio di sicurezza per la costituzione di un tribunale internazionale incaricato di perseguire le persone responsabili di gravi violazioni della legge umanitaria internazionale perpetrate sul territorio della ex Jugoslavia dal 1991, e chiede che siano mobilitate le risorse necessarie per il funzionamento di questo tribunale affinché esso possa efficacemente operare;

17.auspica che sia presa in considerazione l'eventuale creazione in seno all'ONU di un'Assemblea parlamentare consultiva che consenta di associare in maniera più proficua ai lavori delle istanze dell'ONU i rappresentanti eletti dai popoli;

18.ritiene che il raggruppamento di popoli indigeni in coordinamenti rappresentanti grandi insieme geografici, come per esempio l'Amazzonia, il Sahel, l'Artico ecc., semplificherebbe notevolmente e quindi favorirebbe il loro accesso a una migliore rappresentanza in seno all'ONU e si impegna di conseguenza a favorire tali raggruppamenti;

19.è convinto che lo sviluppo della politica estera e di sicurezza comune dovrà sostituirsi alla politica estera degli Stati membri, affinché si soddisfino le giuste aspettative nei confronti dell'Unione, all'esterno e in seno alle Nazioni Unite;

20.è del parere che il ruolo di rappresentanza e di coordinamento dell'Unione in seno alle Nazioni Unite dovrebbe, a termine, essere determinato di concerto tra il Consiglio, la Commissione e il Parlamento; invita la Commissione a utilizzare i nuovi poteri che le sono stati conferiti dal Trattato di Maastricht per formulare quanto prima delle proposte che vadano nel senso indicato dalla presente risoluzione;

21.ritiene che al momento della realizzazione della politica estera e di sicurezza comune in modo istituzionalmente completo si potrà porre il problema di attribuire all'Unione europea lo statuto di membro di pieno diritto dell'Assemblea generale dell'ONU e del Consiglio di sicurezza;

22.ritiene che organizzazioni internazionali come l'UE, l'UEO, la NATO, l'OCSE, l'EFTA, il Consiglio d'Europa dovrebbero coordinarsi tra di loro per consultare e cooperare con l'ONU in merito alle operazioni di quest'ultimo sul continente europeo, tenendo conto dell'evoluzione della situazione politica internazionale ai fini di una migliore delimitazione dei compiti;

23.si interroga sulla validità dei criteri utilizzati per essere ammessi come membri permanenti del Consiglio di sicurezza, che riflettono il modello di potere del 1945;

24.ritiene necessario intraprendere iniziative per rendere il Consiglio di sicurezza più rappresentativo delle realtà mondiali degli anni '90;

25.ritiene che la conclusione logica del Titolo V del Trattato di Maastricht, sulle disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune, sia per l'Unione quella di diventare membro permanente del Consiglio di sicurezza;

26.ritiene opportuno l'aumento del numero di membri permanenti del Consiglio di sicurezza per migliorare la sua rappresentatività;

25.incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio, nonché ai governi degli Stati membri dell'Unione europea e al Segretario generale dell'Organizzazione delle Nazioni Unite.

 
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