B3-0158, 0160, 0169 e 0209/94
Risoluzione sulle elezioni locali in Turchia nel marzo 1994
Il Parlamento europeo,
A.ricordando le sue precedenti risoluzioni sui diritti dell'uomo in Turchia e la situazione delle province che ospitano popolazioni curde nella regione sud-orientale del paese, in particolare la risoluzione del 16 settembre 1993 sull'assassinio di Memhmet Sincar, membro curdo del parlamento turco, e sulla situazione dei curdi in Turchia ,
B.sconvolto dal continuo progredire del conflitto nel Kurdistan, che ha mietuto parecchie migliaia di vittime,
C.preoccupato di garantire che alle prossime elezioni regionali del 27 marzo gli elettori delle province soggette allo stato d'emergenza possano esprimere liberamente il proprio voto senza paura di intimidazioni e persuaso che tali elezioni siano suscettibili di sondare l'opinione delle popolazioni sud-orientali in misura più significativa di un'elezione nazionale,
D.persuaso che una congrua presenza internazionale a tali elezioni creerebbe un clima di maggior fiducia,
E.ritenendo che la presenza internazionale durante le celebrazioni del Capodanno curdo del marzo 1993 abbia contribuito a impedire il ripetersi delle violenze e delle uccisioni di massa verificatesi l'anno precedente,
F.considerando che alle elezioni già svoltesi in Turchia si è potuto constatare lo sforzo da parte di tale paese di compiere progressi verso la stabilizzazione della democrazia,
1.ribadisce fermamente la sua condanna del PKK e di tutti gli altri gruppi terroristi curdi e riafferma il proprio impegno nei confronti del mantenimento dell'integrità territoriale dello Stato turco;
2.ribadisce con fermezza la sua condanna delle violenze commesse contro i civili da elementi delle forze militari e di sicurezza;
3.ritiene che non si debba ricercare una soluzione militare alla situazione del Sud-Est turco e che il "problema curdo" debba essere risolto democraticamente in una Turchia pluralista che riconosca le diversità etniche, culturali e linguistiche della propria popolazione;
4.esprime la sua profonda preoccupazione per il grandissimo numero di assassinii in circostanze perlopiù non chiarite, in particolare di vari attivisti del Partito popolare dei lavoratori (HEP) e di giornalisti curdi;
5.ritiene che i partiti o gruppi politici legali non violenti possano subire restrizioni nell'organizzazione di una campagna elettorale e che le modalità di svolgimento delle elezioni debbano essere conformi alle norme internazionali;
6.chiede la cessazione delle operazioni militari di tutte le parti durante le elezioni, che sia ridotto al minimo il coinvolgimento dei militari nell'organizzazione delle elezioni, e che si agisca con la massima prudenza durante questo periodo;
7.esprime il timore che alla dissoluzione del partito HEP, che aveva 18 seggi in parlamento ed è stato dichiarato fuori legge in quanto sospettato di appoggiare la causa dell'autodeterminazione curda, possano far seguito disposizioni analoghe contro il partito DEP (Partito della democrazia), un partito legale pro-curdo, succeduto al HEP, che propugna la violenza;
8.auspica che vengano compiuti i passi neessari per inviare una missione di osservatori del Parlamento europeo nelle province del Sud-Est della Turchia durante la campagna elettorale e le elezioni e chiede alle autorità turche di offrire tutta la loro cooperazione agli osservatori;
9.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché al governo e all'Assemblea nazionale della Turchia.