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Parlamento Europeo - 10 febbraio 1994
Problemi della pesca (1)

B3-0189, 0194, 0196, 0198, 0199, 0208 e 0210/94

Risoluzione sulla crisi nel settore della pesca

Il Parlamento europeo,

A.considerando che l'Europa Azzurra è una politica comune dell'Unione europea e ricordando a tale riguardo che il reddito dei pescatori deve essere garantito a livello compatibile con la dignità degli uomini al lavoro e delle loro famiglie,

B.considerando la gravissima crisi che scuote l'intero settore della pesca: artigiani, armatori, industriali, grossisti, rivenditori, fornitori,

C.sottolineando che la gravità di un indebitamento divenuto ormai insostenibile, l'assottigliarsi delle risorse marine, la contrazione dei consumi, le distorsioni monetarie in seno all'Unione sono fattori importanti di questa crisi,

D.deplorando il fatto che la disperazione dei pescatori, gravemente colpiti nei loro redditi da diversi mesi, abbia provocato manifestazioni di grande violenza,

E.considerando che le scelte operate dal Consiglio dell'Unione europea tendono a produrre squilibri di mercato, favorendo ingiustificatamente le importazioni a danno dei produttori,

F.considerando che la crisi dello scorso inverno non ha dato luogo ad alcuna riforma seria della politica comune della pesca da parte della Comunità, e ciò malgrado la gravità della situazione economica e sociale del settore,

G.considerando che questo settore economico e sociale è d'importanza vitale per le regioni marittime interessate;

1.ribadisce la necessità di fugare le angosce dei pescatori affinché riacquistino fiducia nella dimensione europea del loro mestiere;

2.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di prendere e mantenere per un certo lasso di tempo i provvedimenti di emergenza del caso, come, per esempio, la rivalutazione dei prezzi minimi a un livello sufficiente alle frontiere esterne e la limitazione delle importazioni, per consentire al mercato di riassumere la sua funzione di normale regolatore dell'attività;

3.riafferma in modo costante che i problemi di fondo non potranno essere risolti senza un vero sforzo di bilancio da parte degli Stati e della Comunità per finanziare, nel rispetto delle norme di una concorrenza leale, una politica sociale, la formazione, una migliore gestione delle risorse marine, una ristrutturazione negoziata delle flotte, in concertazione con le organizzazioni professionali e le parti sociali;

4.chiede alla Commissione di presentare quanto prima al Consiglio una proposta di regolamento per istituire uno strumento finanziario che assicuri un'indennità compensatoria per i crolli dei prezzi dei prodotti della pesca; tale indennità potrebbe essere cofinanziata dal bilancio comunitario e dagli Stati membri interessati;

5.approva la decisione della Commissione di introdurre un nuovo prezzo minimo per il salmone ma esprime la propria preoccupazione per il fatto che questa nuova misura potrebbe non essere sufficiente per l'industria dell'allevamento del salmone della UE in quanto sezioni di tale industria sono state esposte a una continua concorrenza sleale a seguito del dumping di salmone norvegese per svariati anni;

6.invita la Commissione a studiare la possibilità di offrire assistenza addizionale alle sezioni dell'industria di allevamento del salmone che hanno maggiormente sofferto a causa di tale concorrenza sleale, in particolare alle regioni insulari e periferiche dell'Irlanda e della Scozia che hanno dovuto far fronte all'onere addizionale derivante da costi di trasporto estremamente elevati;

7.invita il Consiglio ad adottare la proposta della Commissione sugli sbarchi operati da battelli di paesi terzi;

8.esige l'immediata attuazione di provvedimenti che blocchino le importazioni a prezzi di dumping e chiudano le frontiere esterne ai prodotti che non ottemperano alle norme sanitarie imposte alla produzione comunitaria;

9.chiede che siano rafforzati tutti i controlli intesi a far meglio osservare i regolamenti della politica comune della pesca, vale a dire i controlli sanitari alle frontiere, il rispetto delle zone di pesca, il rispetto dei contingentamenti e della preferenza comunitaria;

10.chiede che le conseguenze delle violenze siano rapidamente indennizzate dagli Stati membri interessati nel rispetto della legge;

11.chiede un dibattito politico di fondo sulla pesca in presenza della Commissione e del Consiglio in occasione delle sedute del prossimo mese di marzo; invita la Commissione a comunicargli in questa occasione tutte le misure che saranno state prese e le azioni programmate per assicurare la perennità e la prosperità dell'industria comune della pesca marittima;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

 
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