Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 30 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 11 febbraio 1994
Studio antisismico del territorio (articolo 52 del regolamento)

A3-0055/94

Risoluzione sulla creazione di un'area di studio europeo e di pianificazione antisismica del territorio

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

-Bettini, Cramon Daiber e Bandres Molet sulla creazione di un'area di studio europeo e di pianificazione antisismica del territorio (B3-0172/91)

-Llora Vilaplana sui terremoti (B3-0436/92),

-Ferri sulla creazione di Osservatori di sperimentazione nelle zone ad alto rischio sismico e sulla costituzione di un Osservatorio sismico europeo (B3-01634/92),

-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'art. 52 del regolamento, alla propria commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia,

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0055/93),

A.considerando che il terremoto figura tra le catastrofi naturali più devastanti per l'uomo, in seguito a cui nel corso del secolo sono perite in media oltre 20.000 persone all'anno,

B.considerando che vasti territori dell'Unione europea, soprattutto nella parte meridionale, si trovano in aree ad alto rischio sismico,

C.considerando che i rischi derivanti dai terremoti aumentano in modo vertiginoso qualora nelle regioni sismiche vi siano impianti e centrali: oltre ai danni immediati le lesioni possono avere incidenze sugli impianti nucleari, sulle industrie chimiche o sugli oleodotti,

D.considerando che le conseguenze dei terremoti sulla situazione economica ed ecologica delle regioni colpite - interruzioni temporanee o permanenti della produzione, perdite di posti di lavoro, inquinamento ambientale, costi supplementari nel settore sanitario - aumentano in modo progressivo se si tiene conto della crescente densità demografica delle regioni sismiche,

E.considerando che attraverso l'impiego di costruzioni edilizie in grado di resistere a eventuali scosse sismiche il numero delle vittime e l'entità dei danni si riducono per esperienza in modo notevole e che in vista del mercato interno è necessario elaborare e sviluppare adeguate norme edilizie armonizzate a livello comunitario,

F.conoscendo i progetti di ricerca della Comunità sui terremoti nell'ambito dei programmi quadro per la ricerca e lo sviluppo tecnologico nonché l'eccellente infrastruttura per la ricerca sui terremoti di cui dispone il Centro comune di ricerca di Ispra per ricerche strutturali per mezzo di una parete a reazione,

G.considerando che i mezzi messi a disposizione per la ricerca sui terremoti nell'ambito degli attuali programmi specifici di ricerca e sviluppo della Comunità hanno consentito di attuare soltanto un numero insufficiente di progetti,

H.ricordando il particolare significato della protezione civile nella lotta contro le catastrofi naturali e il ruolo della Comunità nel relativo coordinamento volto all'incentivazione della formazione e dell'aggiornamento in quei settori che non possono essere coperti soltanto da misure a livello nazionale,

I.consapevole della decisione, approvata all'unanimità dall'Assemblea generale delle Nazioni unite nel dicembre 1989, di proclamare gli anni '90 il decennio per la riduzione delle catastrofi naturali,

1.ritiene che i problemi provocati da calamità naturali, in particolare dai terremoti, richiedano coordinamento e cooperazione a livello comunitario della ricerca e della politica della ricerca nonché della protezione civile;

2.sostiene pertanto la necessità di incentivare maggiormente la ricerca sulle catastrofi naturali, in particolare sui terremoti, nell'ambito del Quarto programma quadro della Comunità europea per la ricerca e lo sviluppo tecnologico nonché la protezione civile;

3.ritiene che le priorità di ricerca, pur non trascurando lo sviluppo delle reti e il monitoraggio in funzione della previsione, debbano imperniarsi sulla prevenzione dei terremoti nelle aree sismiche a rischio;

4.invita la Commissione a concentrare la promozione dei progetti nel campo della ricerca sui terremoti nell'ambito del prossimo programma quadro in modo da garantire un rapporto equo tra il numero delle richieste presentate e quello delle autorizzazioni;

5.invita la Commissione a coordinare dall'interno le proprie azioni di lotta ai terremoti e a migliorare nel campo della ricerca le informazioni reciproche e il necessario coordinamento;

6.sollecita la Commissione, in vista di una cooperazione internazionale, a valutare l'opportunità di costituire una task force speciale, con l'incarico di coordinare su base interdisciplinare l'analisi e la valutazione dei dati relativi alle catastrofi sismiche su base interdisciplinare e di mettere a disposizione i necessari strumenti organizzativi ed eventualmente finanziari;

7.respinge la proposta di creare un Osservatorio sismico europeo dal momento che esiste già un numero sufficiente di osservatori e che questo porterebbe probabilmente a sottrarre le responsabilità attualmente locali e ad annullare competenze e responsabilità;

8.propone la creazione di un Centro sismico europeo, sintesi dei numerosi osservatori europei nazionali e regionali, da localizzarsi a Ispra o presso altro CCR, in grado di coordinare gli interventi a livello regionale e locale, con lo scopo di coordinarsi anche con altri osservatori nazionali operativi in aree sensibili;

9.individua un ulteriore cardine delle future attività della Comunità nel settore della ricerca sui terremoti nel proseguire lo sviluppo di cataloghi standardizzati di terremoti;

10.invita la Commissione, in vista del completamento del mercato interno, a formulare senza indugi un insieme di norme edilizie e urbanistiche in grado di orientare, limitare e rendere più sicuri gli insediamenti umani in aree sismiche e in aree a rischio vulcanico;

11.vede nell'ulteriore sviluppo della protezione civile a livello comunitario, in particolare nel settore del coordinamento della formazione e dell'aggiornamento, un elemento fondamentale per la prevenzione delle conseguenze derivanti dai terremoti;

12.invita pertanto in questo contesto a convocare una sessione formale del Consiglio dei ministri competenti per la protezione civile nei singoli Stati membri;

13.invita la Commissione a sviluppare ulteriormente i contatti con gli Stati Uniti e con il Giappone a livello operativo sia nel settore della ricerca che nel campo della protezione civile;

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail