Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
gio 30 apr. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 11 febbraio 1994
Cooperative e sviluppo regionale (articolo 52 del regolmento)

A3-0039/94

Risoluzione sul contributo delle cooperative allo sviluppo regionale

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. de la Camara Martinez su un programma d'aiuto a favore delle cooperative (B3-0906/91),

-visti gli articoli 100, 58, secondo comma, e 130 A del trattato CE,

-vista la relazione del Comitato economico e sociale sul contributo delle cooperative allo sviluppo regionale,

-viste le sue precedenti risoluzioni sulle cooperative,

-vista la comunicazione della Commissione al Consiglio sulle imprese nell'economia sociale e la realizzazione del mercato europeo senza frontiere,

-viste le misure comprese nell'iniziativa europea di crescita decise dal Consiglio europeo di Edimburgo, successivamente convalidate e potenziate dai Consigli europei di Copenaghen e Bruxelles,

-visti i regolamenti modificati dei Fondi strutturali

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali,

-vista la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali (A3-0039/94),

A.considerando il peso che riveste all'interno dell'economia europea il settore delle cooperative, che raggruppa più di 60 milioni di soci e dà lavoro a più di 3 milioni di persone,

B.considerando le forme specifiche di organizzazione che caratterizzano le cooperative e che si basano sui principi della partecipazione e della solidarietà fra gli aderenti,

C.considerando che i suddetti principi di solidarietà, partecipazione e, in ultima analisi, preminenza della persona sul capitale costituiscono un arricchimento per la cultura imprenditoriale europea e fanno delle cooperative, spesso strettamente collegate al tessuto sociale locale e regionale, strumenti particolarmente idonei a svolgere un ruolo importante nel recupero delle regioni svantaggiate,

D.considerando che l'attività produttiva delle società cooperative si svolge necessariamente in conformità delle regole di mercato e di una gestione economica equilibrata, malgrado il carattere sociale conferito alle stesse dalla loro struttura e dalle loro finalità specifiche,

E.considerando che il mercato interno comporta un inasprimento del contesto economico in cui operano le cooperative e che, in tale ambito, la loro struttura e i loro obiettivi specifici possono ostacolarne l'adeguamento a una situazione di maggiore concorrenza,

F.considerando che le cooperative si sono rivelate in grado di promuovere e salvaguardare l'occupazione, caratteristica questa particolarmente rilevante nelle regioni colpite da declino industriale,

G.considerando che il settore delle cooperative è costituito in larga misura da piccole e medie imprese,

H.considerando che il settore delle cooperative è estremamente eterogeneo, tanto sotto il profilo giuridico quanto dal punto di vista dell'attività economica,

1.ritiene necessaria un'azione comunitaria al fine di agevolare l'accesso delle società cooperative al mercato interno e di equipararle ad altre forme di attività imprenditoriale attraverso l'eliminazione degli ostacoli giuridici ed economici, per garantire un effettiva parità di opportunità;

2.ritiene tuttavia che l'azione comunitaria non potrà in alcun caso sostituirsi all'iniziativa autonoma delle imprese del settore e che la risposta più efficace alle sfide cui esse si trovano confrontate non possa consistere che nell'associazionismo e nella collaborazione fra dette imprese;

3.ribadisce l'urgente necessità di una forma giuridica alternativa e opzionale che consenta alle società cooperative di operare a livello transnazionale e invita il Consiglio ad adottare rapidamente, tenendo conto delle esigenze del Parlamento, le posizioni comuni sullo statuto della società cooperativa, della mutua e dell'associazione europea;

4.invita gli Stati membri a eliminare gli eventuali ostacoli giuridici ancora esistenti che impediscono l'accesso delle cooperative a taluni settori della vita economica;

5.è consapevole dei vincoli posti alle cooperative quanto alla costituzione del capitale e al consolidamento dei fondi propri (soprattutto a causa della mancanza in taluni Stati membri di disposizioni che autorizzino la presenza di soci investitori non utenti nelle cooperative); ritiene che questi vincoli, insiti nella loro stessa struttura giuridica e organizzativa, le mettano in una posizione di inferiorità rispetto ad altre forme societarie ove si tratta di ottenere i maggiori vantaggi dal mercato interno;

6.ribadisce la necessità di mettere a punto, a livello comunitario, un meccanismo finanziario specifico volto ad agevolare la raccolta di capitali da parte delle società cooperative, viste le nuove esigenze connesse con l'apertura delle frontiere e il finanziamento delle operazioni transnazionali;

7.si compiace a tale proposito per la costituzione della società di investimenti SOFICATRA, progetto pilota appoggiato dalla Commissione, poiché essa costituisce il primo passo verso un meccanismo di finanziamento più complesso e ambizioso che si dedichi alle operazioni a carattere transfrontaliero o transnazionale, pur consolidando l'insediamento locale delle imprese, indipendentemente dalla loro forma giuridica;

8.ricorda che l'attività imprenditoriale delle cooperative riguarda per buona parte la gestione di piccole e medie imprese e ritiene che sia fondamentale garantire la piena partecipazione delle cooperative alle politiche comunitarie di sostegno alle PMI;

9.prende atto con soddisfazione del fatto che buona parte delle misure comprese nell'iniziativa europea di crescita sono intese a sostenere le piccole e medie imprese, delle quali si riconosce dunque il ruolo fondamentale per la ripresa economica e l'occupazione nella Comunità, e reputa necessario mantenere e potenziare gli elementi dello strumento temporaneo di prestito BEI destinati alle PMI, soprattutto utilizzando il meccanismo europeo di finanziamento con fondi propri e quasi fondi propri delle imprese dell'economia cooperativa mutualistica e associativa, compresi fondi comuni d'investimento;

10.condivide l'analisi della Commissione esposta nel Libro bianco su crescita, competitività e occupazione quanto al ruolo che possono svolgere le PMI nella ripresa economica e al loro contributo all'occupazione ed invita gli Stati membri, conformemente alle conclusioni del Consiglio europeo di Bruxelles del 10 e 11 dicembre 1993, a inserire nella loro politica economica le misure proposte in detto documento, e in particolare quelle che si riferiscono alla riduzione delle restrizioni a carattere fiscale, amministrativo o di altro tipo, che ostacolano l'attività di dette imprese;

11.sollecita in questo stesso spirito gli Stati membri che ancora non vi abbiano provveduto a concludere le procedure nazionali di ratifica relative alla costituzione del Fondo europeo di investimento;

12.si dichiara pienamente convinto del fatto che il settore delle cooperative svolge una funzione di primo piano nello sviluppo regionale, non solo come fattore di promozione e difesa dell'occupazione, ma anche perché assolve spesso a funzioni più ampie di quelle meramente economiche contribuendo a una maggiore integrazione e coesione sociale; ritiene dunque necessario riconoscere e rafforzare tale ruolo coinvolgendo maggiormente il settore delle cooperative nell'applicazione delle politiche strutturali comunitarie;

13.ricorda alla Commissione l'impegno da essa assunto di tener conto delle esigenze specifiche di formazione delle imprese dell'economia sociale nel decidere il finanziamento delle azioni a carico del Fondo sociale europeo a titolo dell'obiettivo n. 3;

14.ritiene che il Fondo sociale debba contribuire nel quadro dell'obiettivo n. 4 (anticipazione delle trasformazioni industriali) a una formazione qualificata finalizzata alla creazione di nuove società cooperative nonché ad azioni di formazione che consentano ai lavoratori di rilevare più facilmente società in difficoltà sotto forma di imprese solidaristiche;

15.reputa che il coinvolgimento, seppure limitato, delle parti sociali nell'applicazione del principio della cooperazione offra al settore delle cooperative migliori prospettive quanto al fatto che si tenga conto di esso nell'applicazione dei Fondi strutturali e invita la Commissione e gli Stati membri a riconoscere il settore cooperativo come interlocutore economico e sociale per attuare l'utilizzazione dei Fondi strutturali a livello regionale;

16.raccomanda alla Commissione di fare ampio ricorso allo strumento della sovvenzione globale e di esaminare, se del caso, le modalità di una possibile collaborazione con intermediari del settore delle cooperative;

17.è convinto che, per consentire alle cooperative di avvalersi pienamente dei vari strumenti di sostegno comunitari, sia necessario innanzitutto che vi sia un regolare flusso di informazioni fra le società del settore e le Istituzioni comunitarie, in particolare la Commissione, e si compiace per la creazione della rete di informazione ARIES e per il sostegno ad essa accordato dalla Commissione, che l'ha riconosciuta sportello europeo;

18.invita la Commissione ad accordare ad ARIES un sostegno all'altezza del programma che essa le ha affidato, ossia la messa a punto di una rete europea dell'economia sociale;

19.invita la Commissione a presentare quanto prima il suo programma di lavoro sulle imprese dell'economia sociale e a inserire nello stesso un bilancio quantitativo e qualitativo del ricorso da parte di dette imprese agli strumenti e alle politiche comunitarie che le riguardano;

20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, agli Stati membri e ai rappresentanti delle associazioni europee delle cooperative, delle mutue e delle associazioni.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail