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Parlamento Europeo - 24 febbraio 1994
Provvedimenti a favore degli anziani

A3-0029/94

Risoluzione sugli interventi a favore delle persone anziane

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

-Lane sull'assistenza agli anziani (B3-0719/92),

- McMahon e altri sulla situazione degli anziani: azione comunitaria e reddito (B3-0737/92),

-McMahon e altri sulla situazione degli anziani: pensionamento e discriminazione sul lavoro basata sull'età (B3-0738/92),

-Díez de Rivera e altri sulla situazione degli anziani: alloggi e ambiente (B3-0739/92),

-Cox e altri sulla situazione degli anziani e delle persone che prestano loro assistenza (B3-0740/92),

-Ceci e altri sulla situazione degli anziani e in particolare sulla salute (B3-0741/92),

-Díez de Rivera e altri sulla situazione degli anziani e in particolare sulla tutela del consumatore e la sicurezza (B3-0742/92),

-Friedrich e altri sulla situazione degli anziani: diritti civili e libera circolazione (B3-0743/92),

-Stewart-Clark e altri sulla situazione degli anziani: trasporti e turismo (B3-0744/92),

-Stewart-Clark e altri sulla situazione degli anziani in particolare sui vincoli generazionali, l'istruzione, i mezzi di informazione e la cultura, B3-0745/92,

-Van Hemeldonck e altri sulla situazione delle donne anziane

(B3-0746/92),

-Fitzgerald e altri sulla situazione degli anziani nelle regioni e nelle zone rurali (B3-0747/92),

-Cox e altri sulla situazione degli anziani: flessibilità dei regimi pensionistici professionali (B3-0748/92),

-Van Hemeldonck e altri sulla situazione degli anziani: problemi assicurativi per le persone e i lavoratori anziani (B3-0749/92),

-Fitzgerald e altri sulla situazione degli anziani nell'agricoltura

(B3-0750/92),

-Ceci e altri sulla situazione degli anziani e sulla ricerca in materia di sanità pubblica (B3-0751/92),

-Friedrich e altri sulla situazione degli anziani nell'Europa centrale ed orientale (B3-0752/92),

-Llorca Vilaplana sulla terza età (B3-0878/92),

-Stewart sulle esigenze sociali degli anziani nella Comunità

(B3-0905/92),

-Kostopoulos sull'acquisto del diritto alla pensione da parte di soggetti ultracinquantacinquenni (B3-1100/92),

-Lafuente López sulla creazione del centro comunitario di ricerche sociologiche sulla terza età (B3-1660/92),

-Pollack sulle misure a favore degli anziani (B3-1664/92),

-Ribeiro sull'Anno europeo degli anziani e della solidarietà tra le generazioni (B3-0137/93),

-Fernández Albor sulla promozione di corsi per la formazione di operatori professionali in assistenza geriatrica esterna (B3-1146/93),

-Lafuente López sulla promozione dei piani pensionistici individuali

(B3-1150/93),

-Ferrer sulla realizzazione di un secondo programma comunitario per gli anziani (B3-1396/93),

-de la Cámara Martínez sulla creazione di un Istituto europeo di geriatria e gerontologia (B3-1673/93),

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-viste le petizioni indirizzate al Parlamento europeo sulla situazione delle persone anziane,

-viste le proprie risoluzioni del 13 settembre 1990 sul programma d'azione della Comunità per quanto riguarda l'attenzione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori , dell'11 ottobre 1990 sulle azioni comunitarie a favore degli anziani , del 12 giugno 1992 sull'organizzazione dell'anno europeo degli anziani e della solidarietà fra le generazioni e dell'8 luglio 1992 sul mercato europeo del lavoro dopo il 1992 ,

-vista la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali, in particolare i paragrafi 24 e 25,

-visto il Trattato CE, in particolare gli articoli 2, 3, 8, 8A, 48 bis-73H, 126, 127 e 129 e il relativo protocollo sociale,

-visti la raccomandazione del Consiglio del 27 luglio 1992 sulla convergenza degli obiettivi e delle politiche di protezione sociale e il proprio parere in materia del 14 febbraio 1992 nonché la risoluzione del Consiglio del 30 giugno 1993 sui regimi di pensionamento flessibile ,

-vista la raccomandazione del Consiglio del 24 giugno 1992 in cui si definiscono i criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale e la propria risoluzione del 14 maggio 1992 recante parere al riguardo ,

-vista la dichiarazione del Parlamento degli anziani, approvata il 24 novembre 1993 a Lussemburgo,

-vista la dichiarazione di principio del Consiglio dell'Unione europea e dei Ministri degli affari sociali riuniti in sede di Consiglio l'8 dicembre 1993, in occasione della conclusione dell'Anno europeo degli anziani e della solidarietà tra le generazioni 1993 ,

-visti la relazione della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e i pareri della commissione per i diritti della donna, della commissione giuridica e per i diritti dei cittadini, della commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni, della commissione per i trasporti e il turismo, della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione, della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale e della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0029/94)

A.considerando l'importanza crescente della popolazione anziana nelle nostre società e la ricchezza che essa costituisce, in termini di esperienza, di conoscenza, di cultura e di valori,

B.considerando che l'aumento dell'aspettativa di vita offre nuove e grandi opportunità per la società tutta, ma che i mutamenti socio-demografici, in particolare l'invecchiamento della popolazione, pongono problemi nuovi,

C.considerando che spetta agli Stati membri e all'Unione europea dare una risposta adeguata a tale sfida in termini qualitativi e quantitativi e assicurare agli anziani il posto che è loro dovuto nella società nonché il pieno esercizio della cittadinanza,

D.considerando che nel perseguire tali obiettivi si deve tener presente in particolare la situazione specifica delle donne anziane e tener conto della grande diversità di situazioni degli anziani nelle aree urbane, rurali o periferiche,

E.considerando che l'attuazione dell'Unione schiude alle persone anziane nuove prospettive nel campo della politica sociale e della sanità pubblica,

F.considerando che fra i principali problemi e sfide che si pongono oggigiorno per gli anziani spiccano quelli concernenti il reddito e i sistemi pensionistici, l'autonomia e i regimi di assistenza e di prestazione di cure mediche e sanitarie, la mobilità e l'integrazione nella società, la solidarietà intergenerazionale e l'adattamento del mercato del lavoro,

I.Reddito delle persone anziane

1.ritiene che il regime legale delle pensioni debba rimanere l'elemento basilare del sistema pensionistico in tutti gli Stati membri della Comunità europea e ribadisce il proprio summenzionato parere con cui invita il Consiglio e gli Stati membri ad applicare pienamente le raccomandazioni del Consiglio relative ai criteri comuni in materia di risorse e prestazioni sufficienti nei sistemi di protezione sociale;

2.esige l'adattamento regolare, secondo le procedure proprie a ciascuno Stato, dei trattamenti pensionistici all'evoluzione del costo della vita o alla dinamica salariale nonché la rivalutazione delle pensioni per i più anziani;

3.chiede alla Commissione di presentare al Consiglio una raccomandazione che definisca come obiettivo sociale fondamentale della Comunità la determinazione di un trattamento di quiescenza minimo, destinato a garantire ai pensionati, al momento della cessazione dell'attività lavorativa, un reddito sostitutivo tale da assicurare loro un tenore di vita decoroso e rispettoso della dignità umana; propone che tale minimo pensionistico venga definito in ogni Stato in termini di congrua percentuale della retribuzione nazionale media per un lavoro a tempo pieno;

4.ricorda la propria rivendicazione relativa all'introduzione sul piano comunitario del diritto a un reddito minimo, indipendentemente dai periodi di attività professionale, per lottare contro la povertà che colpisce in ampia misura le persone anziane, in particolare le donne in età avanzata;

5.reputa indispensabile, nel quadro della libera circolazione dei lavoratori e ai fini del buon funzionamento del mercato interno, uniformare la nozione di inabilità al lavoro e tendere a un'armonizzazione delle condizioni, attualmente assai divergenti, che danno diritto a pensioni di invalidità;

6.rammenta le proprie precedenti richieste (si veda la risoluzione summenzionata sul mercato del lavoro dopo il 1992, parte III: Prospettive future del regime pensionistico e della sicurezza sociale) e insiste affinché vengano adottate iniziative a livello comunitario e nazionale onde garantire un più rigoroso controllo normativo e una protezione effettiva dei contribuenti e dei beneficiari contro i rischi di insolvenza, frodi e abusi; chiede inoltre un'adeguata rappresentanza dei contribuenti e dei pensionati nei consigli di amministrazione dei fondi pensionistici;

7.chiede energicamente che i governi nazionali si astengano dall'applicare provvedimenti tali da far gravare oneri sproporzionati sui pensionati sminuendo così i progressi compiuti in materia di prestazioni pensionistiche;

8.insiste affinché si punti a medio termine a un coordinamento dei sistemi pensionistici, per esempio per quanto riguarda il ravvicinamento dell'età pensionabile, la flessibilità del collocamento a riposo e la pensione "personalizzata" (pensioni parziali);

9.invita la Commissione a studiare la formula dell'"assicurazione-assistenza" già all'esame in un certo numero di Stati dell'Unione europea, onde aiutare gli Stati a meglio preparare le proprie decisioni sul piano nazionale nella prospettiva della convergenza comunitaria dei regimi nazionali di sicurezza sociale;

II.Iniziative volte a favorire la capacità di vita autonoma

10.constata che la maggioranza degli anziani è in grado di condurre responsabilmente una vita autonoma e ribadisce il diritto per gli anziani al riconoscimento e alla tutela della dignità umana;

11.rileva che la Carta sociale riconosce a tutti gli anziani il diritto a un'adeguata assistenza sociale e sanitaria e chiede che vengano rimosse le soglie che rendono arduo l'accesso alle cure, anche in ambito transfrontaliero;

12.ricorda che l'assistenza deve essere accompagnata dalla massima considerazione per la dignità, l'autonomia, l'integrità, la vita privata degli anziani nonché per i beni di loro proprietà e chiede al riguardo che si presti particolare attenzione agli anziani che vivono in istituti;

13.richiama l'attenzione sulla grande importanza delle cure preventive e dell'autoassistenza e chiede ai pubblici poteri e all'iniziativa privata di incrementare i loro sforzi volti a fornire agli anziani informazioni e una formazione, nonché a prevenire o contenere la richiesta di interventi assistenziali;

14.chiede che venga realizzata un'offerta di servizi di assistenza tale da far fronte alle mutate esigenze e auspica che si punti prioritariamente all'assistenza in ambito domestico;

15.chiede che venga sostenuta l'assistenza non ufficiale e chiede in particolare che familiari, parenti o altre persone che provvedono personalmente alle cure possano fruire di aiuti materiali, agevolazioni finanziarie o fiscali e assistenza professionale, e sollecita la costituzione di una rete di strutture in grado di assumersi temporaneamente i compiti di assistenza;

16.sottolinea in particolare la crescente importanza della geriatria e gerontologia; sollecita iniziative intese a migliorare la formazione e specializzazione professionale degli operatori e a rendere più attraenti le professioni del settore sanitario; richiama l'attenzione sulla stringente necessità di sviluppare ulteriormente le cure con effetti palliativi onde garantire i diritti degli anziani a una morte dignitosa;

17.insiste affinché vengano intensificati gli sforzi di ricerca per quanto riguarda sia i servizi sociali e sanitari che i principali fattori di rischio per la salute degli anziani, con particolare riferimento all'immobilizzazione, all'instabilità, all'incontinenza e al declinare delle facoltà mentali, spesso dovuti ad affezioni cardiovascolari e cerebrovascolari, ed artrite, osteoporosi, al morbo di Alzheimer ed altri disturbi mentali;

18.auspica che nel programma d'azione HELIOS a favore degli handicappati sia dedicata la necessaria attenzione a tutte le categorie di anziani handicappati;

19.richiama l'attenzione sugli alti costi delle cure mediche e di altro tipo impartite alle persone anziane, le quali, se insufficientemente assicurate, rischiano di precipitare nella povertà, e invita pertanto gli Stati membri a scongiurare questo pericolo, per esempio introducendo un'assicurazione che copra il tipo di cure qui ricordate, in modo da consentire a tutti gli anziani di essere assistiti in modo soddisfacente;

III.Anziani e mercato del lavoro

20.constata che la società non può fare a meno delle conoscenze e dell'esperienza degli anziani e che il non tenerne conto rappresenterebbe un enorme spreco;

21.rammenta la lotta che ha costantemente condotto contro le discriminazioni dei più anziani sul mercato del lavoro, in particolare nelle istituzioni comunitarie, e chiede alla Commissione di dare il buon esempio evitando di discriminare i lavoratori più anziani al momento dell'assunzione di personale;

22.chiede che il principio di parità di opportunità e di trattamento per i lavoratori più anziani sia applicato rigorosamente, conformemente alla raccomandazione n. 162 dell'OIL, e che siano adottate misure positive specifiche per migliorarne le condizioni di lavoro;

23.ritiene che i lavoratori e le lavoratrici anziani debbano poter beneficiare di programmi di istruzione permanente, di perfezionamento, di formazione e riqualificazione, in modo da escludere qualsiasi discriminazione nel quadro della vita professionale, ed esige che il mercato del lavoro, data la disoccupazione dilagante, venga stimolato mediante finanziamenti pubblici;

24.ritiene che la formula del pensionamento anticipato venga utilizzata per ridurre i posti di lavoro, discriminando in tal modo gli anziani, e che il pensionamento anticipato non serva a promuovere il diritto al lavoro;

25.chiede che la parità uomo-donna sia applicata anche al momento del pensionamento, in particolare per quanto riguarda l'età pensionabile e il metodo di calcolo delle pensioni;

26.auspica vivamente che vengano rese più elastiche le modalità del pensionamento e che sia data ai salariati la possibilità di prepararvisi; insiste affinché la transizione dalla vita attiva alla pensione, pur attuata in modo armonioso e in funzione delle istanze individuali, non si risolva nello smembramento sociale, ma venga operata in un quadro sociale chiaramente definito; si pronuncia a favore di nuove forme di collocamento a riposo - pensione parziale o prepensionamenti progressivi - anziché per un'uscita precoce e generalizzata dal mercato del lavoro; auspica che gli anziani attivi in imprese possano, prima del loro pensionamento, istruire e formare i più giovani;

27.invita la Commissione e gli Stati membri ad analizzare la possibilità di impiegare, a condizioni di lavoro e di remunerazione soddisfacenti, addetti anziani nelle attività di tutela e recupero ecologico, di solidarietà sociale, di aiuto umanitario e di divulgazione culturale;

28.ribadisce espressamente che non si deve giungere a una competizione tra le generazioni e che, invece, si deve poter inaugurare un'era della solidarietà; ritiene che il principio della solidarietà debba applicarsi non solo ai rapporti tra le generazioni, tra i giovani e gli anziani, ma anche agli ambienti economici e ai poteri pubblici, nel quadro della politica attuata sul mercato del lavoro;

IV.Integrazione e partecipazione alla vita civile

29.sollecita una politica di integrazione e partecipazione che riconosca gli anziani come cittadini a pieno titolo, rimuova gli ostacoli alla loro partecipazione alla vita economica, sociale, culturale e politica e promuova la solidarietà tra le generazioni e tra gli anziani stessi;

30.auspica iniziative che migliorino lo status giuridico degli anziani e impediscano ogni forma di discriminazione basata sull'età;

31.auspica un deciso sforzo per una più corretta e articolata percezione dell'anziano e della vecchiaia e chiede maggiore apprezzamento e sostegno per l'importante contributo che gli anziani possono apportare alla società, soprattutto mediante il volontariato, tra l'altro nel settore dell'assistenza sociale e sanitaria;

32.sollecita interventi per assicurare o migliorare la mobilità degli anziani, in particolare:

-una rapida esecuzione della raccomandazione della Commissione del 10 maggio 1989 relativa ai passaporti per gli anziani, con diritti specifici e l'introduzione di un apposito tesserino per i viaggi;

-iniziative atte a migliorare l'accessibilità dei vari mezzi di trasporto e in particolare dei trasporti pubblici a buon prezzo;

-migliori opportunità di un effettivo esercizio del diritto di soggiorno e di libera circolazione;

33.constata che un crescente numero di anziani, soprattutto nelle grandi città, si sente minacciato dall'aumento degli incidenti stradali e della criminalità; sollecita misure per incrementare la sicurezza e ritiene che ciò questo rappresenti un compito prioritario per le amministrazioni locali;

34.sottolinea la necessità di migliorare le condizioni abitative, in particolare migliorando la qualità degli alloggi, fornendo abitazioni e un magliore adeguamento delle strutture abitative alle mutate e specifiche esigenze degli anziani; chiede al riguardo che si presti particolare attenzione al contesto abitativo e all'integrazione degli alloggi per anziani nel complesso delle strutture edilizie;

35.sottolinea che gli anziani hanno notevoli opportunità di autorealizzazione; rileva l'importanza dell'associazionismo nelle attività socioculturali e ricreative e chiede che esso venga maggiormente incentivato e che siano adottate iniziative nel campo dell'istruzione e della formazione degli anziani;

36.chiede che la partecipazione degli anziani alle strutture decisionali venga rafforzata abolendo i limiti di età e prevedendo strutture consultive e partecipative, soprattutto nelle istituzioni;

V.In generale

37.esprime la propria soddisfazione in merito ai risultati del trascorso programma d'azione pluriennale (1991-1993) e dell'Anno europeo degli anziani e della solidarietà tra le generazioni e chiede alla Commissione di sviluppare ulteriormente gli strumenti della politica per gli anziani, tenendo conto delle esperienze acquisite;

38.chiede alla Commissione e al Consiglio di concludere, insieme al Parlamento europeo, l'Anno europeo degli anziani e della solidarietà tra le generazioni con la sollecita approvazione di una dichiarazione comune sui principi di base e gli obiettivi generali della politica degli anziani nell'Unione europea e negli Stati membri;

39.auspica, sulla base dell'articolo 7 del Protocollo sociale, che la Commissione dedichi un capitolo a sé stante alla situazione degli anziani e alla politica degli anziani nella sua relazione annuale sulla politica sociale e la situazione demografica;

40.chiede che venga approvato quanto prima un nuovo programma d'azione pluriennale europeo a favore degli anziani, comprendente misure concrete e uno scadenzario;

41.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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