A3-0070/94
Risoluzione sull'evoluzione e futuro della politica vitivinicola
Il Parlamento europeo,
-vista la comunicazione della Commissione al Consiglio sull'evoluzione e sul futuro della politica vitivinicola (COM(93) 0380 - C3-0298/93),
-vista la sua risoluzione del 17 dicembre 1993 sulle attività del corpo di agenti specifici della Commissione per il controllo dei prodotti vitivinicoli ,
-vista la relazione della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale (A3-0070/94),
A.considerando che la riforma della PAC deve essere globale e coerente e che i principi che la informano devono essere estesi anche a settori sinora da essa esclusi, come quello vitivinicolo; che, in tale prospettiva, sono necessarie misure di regolamentazione della produzione e di sostegno dei redditi dei produttori che completino la politica dei prezzi e che la futura politica dovrà essere attuata sulla base di parametri equi, vale a dire di un sistema di raccolta di dati affidabili, in mancanza dei quali sarebbe rimessa in questione l'efficacia di tale misura,
B.considerando che le misure dissuasive della produzione (distillazione a basso prezzo e promozione dello sradicamento delle viti) non hanno permesso di equilibrare il mercato; che, inoltre, il continuo calo delle quotazioni sul mercato, l'incitamento alla limitazione delle rese e la diminuzione dei prezzi istituzionali proposti dalla Commissione non sono stati selettivi e hanno impedito di sviluppare una politica che premiasse la qualità, tant'è vero che gli sforzi dei produttori in tale direzione non hanno potuto essere compensati,
C.considerando l'esistenza di regioni a forte vocazione naturale viticola, tanto che la tradizionale coltivazione a vigneti ha trasformato la vite in una componente dell'economia e della civiltà di tali regioni, nelle quali è necessario realizzare sforzi onde evitare la scomparsa della coltivazione della vigna, tenuto conto dei gravi problemi economici, sociali, di desertificazione e di sistemazione del territorio che ciò comporterebbe,
D.considerando che il vino, pur avendo perso negli anni parte della sua funzione alimentare, resta un prodotto agricolo frutto di una tradizione diffusa in Europa da millenni, di grande importanza culturale, economica e gastronomica,
E.considerando che gli obiettivi dei programmi regionali dovranno essere in sintonia con l'O.C.M comunitaria e pertanto dovranno perseguire il contenimento delle produzioni viticole, la diminuzione delle rese e il miglioramento della qualità,
F.considerando la necessità di ridurre significativamente la produzione di vino per riequilibrare il rapporto con i consumi attraverso la diminuzione delle rese, la continuazione delle politiche di estirpazione e la disincentivazione delle pratiche enologiche che permettono l'immissione sul mercato di prodotti di qualità scadente,
G.considerando che il mercato dell'alcole da bere di origine viticola costituisce uno sbocco tradizionale della viticoltura comunitaria, specie per i viticoltori la cui vocazione principale è di fabbricare acquaviti, e che non va considerato come uno sbocco per le eccedenze viticole,
H.considerando che la disciplina dei processi produttivi e di vinificazione deve essere ridefinita nella prospettiva di meglio favorire la qualità e l'equilibrio del mercato,
I.considerando che è necessario garantire a tutti i produttori della Comunità parità di trattamento e uguali condizioni,
J.considerando che non pare realistico ripartire la Comunità, in ordine alla determinazione della gradazione minima e della facoltà di arricchire, in due sole zone viticole,
K.considerando che la pratica dell'arricchimento indiscriminato ha contribuito a creare eccedenze e portato sul mercato prodotti di qualità scadente,
L.considerando che la ricerca della qualità nelle fasi produttive e nei processi di trasformazione avrà successo soltanto se il costo dell'arricchimento risulterà più elevato,
M.considerando che le crescenti pressioni alle quali sono sottoposti i mercati internazionali (negoziati del GATT, aumento delle importazioni provenienti da nuovi paesi produttori, ecc.) possono comportare una diminuzione delle esportazioni comunitarie e aumentare, nel contempo, la concorrenzialità delle importazioni da paesi terzi, il che, congiunto alle tendenze di riduzione dei consumi, può far crescere ancora di più il livello delle eccedenze,
N.considerando che il trattamento fiscale cui si sottopone il vino è diverso nei vari Stati membri e che, in alcuni di essi, il livello delle tasse e delle accise provoca un rincaro notevolissimo dei prezzi di vendita, il che diventa un elemento dissuasivo del consumo; che, allo stato dei fatti, è contraddittorio che a livello comunitario si appoggi la viticoltura con fondi del FEAOG mentre a livello nazionale si gravano le vendite con imposte esorbitanti; che tale situazione produce, inoltre, effetti distorsivi della concorrenza nel Mercato unico e dovrebbe, conseguentemente, essere corretta,
O.considerando che poiché il calo dei consumi è dovuto anche a campagne denigratorie e a mancanza di informazione corretta, si rendono necessarie a tutti i livelli azioni di informazione e promozione del vino che pongano in rilievo la qualità e tipicità dei vari prodotti; considerando che è opportuno che la Commissione elabori un programma, che le regioni in una fase successiva possano adottare, per la promozione e valorizzazione del vino quale prodotto che, consumato in quantità moderate, esprima la tradizione culturale e gastronomica delle regioni d'Europa,
P.considerando che è necessario sia regolamentare che potenziare le interprofessioni chiamate a regolare le rese, a vigilare sull'applicazione delle norme e a promuovere azioni di valorizzazione del vino,
Q.considerando che i problemi devono essere trattati a livello globale del comparto, che occorre rafforzare la coesione in tutto il settore, migliorare l'informazione interna del comparto sulla produzione del mercato e sviluppare azioni di promozione, ricerca e comunicazione, evitando nel contempo una maggiore frammentazione del settore;
I.Considerazioni generali e finanziamento
1.si compiace per l'intenzione della Commissione di intraprendere una riforma globale al fine di equilibrare il mercato entro la fine del decennio e per la semplificazione e la razionalizzazione del settore; ciononostante, esprime i suoi dubbi circa l'efficacia delle misure proposte dalla Commissione nel suo documento di riflessione per riequilibrare il settore e teme che la mancanza di armonizzazione e il mantenimento del regime in deroga accentuino sempre di più le differenze tra le regioni produttrici e trasferiscano sugli Stati membri la responsabilità di garantire i redditi dei produttori oltre che l'onere di sopportare le spese originate dalle eccedenze strutturali, il che sarebbe discriminatorio rispetto ad altri settori agricoli;
2.ritiene che le misure strutturali di sostegno ai redditi e le misure di intervento destinate all'eliminazione delle eccedenze debbano essere finanziate dal bilancio comunitario nella stessa misura prevista dalla riforma della PAC per altri settori agricoli;
3.ritiene necessario attuare disposizioni finanziarie destinate ad accompagnarle, visto che la riforma dell'OCM potrebbe in qualche caso provocare in talune regioni la ristrutturazione di tutto il comparto viticolo;
II.Riassetto della produzione: piani regionali e sradicamento
4.accoglie con soddisfazione il lancio di una politica del potenziale viticolo tramite programmi regionali pluriennali di adattamento ordinato ma ritiene che debbano essere obbligatoriamente applicati alle regioni produttrici di eccedenze strutturali e in cui gli indici di produttività siano molto elevati; è consapevole che essi possono svolgere un ruolo importante nella conservazione del paesaggio naturale e dell'equilibrio ambientale, così come nel riassetto della produzione, nell'applicazione delle misure strutturali e nel riequilibrio del mercato; chiede pertanto alla Commissione e alle autorità competenti degli Stati membri e delle varie regioni di realizzare i massimi sforzi di cooperazione allo scopo di assicurare all'atto pratico la coerenza delle varie azioni previste nei piani a favore delle esigenze del settore a livello comunitario globale; inoltre, i programmi regionali potrebbero contemplare iniziative per le quali si potrebbero prevedere la partecipazione finanziaria non soltanto del FEAOG ma
anche di altri fondi strutturali;
5.considerando che i programmi regionali dovrebbero fissare per tutti i vini (vini da tavola e vini di qualità prodotti in regioni determinate) rese massime per zona e stabilire meccanismi di identificazione e controllo delle aziende che le superino; che, quindi, i produttori responsabili del superamento delle rese permesse dovrebbero essere, proporzionalmente alla percentuale eccedente delle loro produzioni, esclusi dal beneficio del sistema di aiuti comunitari;
6.considera opportuno che lo sradicamento delle viti si inserisca nei programmi regionali, giacché ciò permetterebbe di attenuare le conseguenze nefaste per l'ambiente derivanti dalla distruzione di parti di vigneto a seguito di decisioni isolate di sradicamento; comunque, non è molto ottimista per quel che riguarda il rimboschimento, dato che le piccole dimensioni di molte aziende agricole e l'aridità propria di alcune regioni non permettono lo sviluppo di attività forestali; è quindi del parere che, onde evitare le conseguenze disastrose dell'abbandono delle terre, dovrebbero prevedersi altre alternative quali, per esempio, la vendemmia prima della maturazione, il che elimina la produzione e mantiene il mantello vegetale e, in ogni caso, la possibilità che tali terre beneficino del regime di compensazioni previste per le coltivazioni erbacee;
7.ritiene necessario, al fine di evitare l'attuazione di politiche contraddittorie nei diversi livelli amministrativi della O.C.M. del settore, che le regioni, che attuano i programmi di loro competenza prefissando e ottenendo consideravoli risultati in termini di riduzione del potenziale vitivinicolo e delle rese e di miglioramento della qualità, possano usufruire di una riduzione parziale degli oneri della distillazione obbligatoria;
8.chiede che nella ripartizione delle capacità produttive si tenga conto della realtà socioeconomica, della vocazione a produzioni di qualità e della mancanza di alternative;
III. Aiuti ai redditi
9.ritiene che il sistema di sostegno dei redditi dovrebbe essere selettivo e favorire, prioritariamente, i produttori con minori rese, le cui prassi agricole siano compatibili con l'ambiente, nonché quelli situati in regioni essenzialmente viticole nelle quali non esistono alternative di produzione; l'impegno di non arricchire artificialmente la gradazione alcolica o la riduzione delle rese per ettaro potrebbero costituire dei parametri da tenere in considerazione per incrementare gli aiuti;
IV.Distillazioni
10.ritiene che, in attesa che l'insieme delle nuove misure di ristrutturazione del settore facciano sentire i loro effetti, le distillazioni debbano continuare a essere il principale mezzo di intervento e di sostegno del mercato, per cui la riduzione dei prezzi e delle quantità dovrebbe essere graduale e parallela al successo ottenuto dalle altre misure per il riequilibrio del settore;
11.ritiene opportuno che si includano tutti i vini, vini da tavola e vini di qualità prodotti in regioni delimitate, nel bilancio vitivinicolo e che tutti vengano sottoposti agli obblighi di distillazione; è inoltre necessario fissare criteri minimi omogenei per la loro classificazione come "vini di qualità prodotti in regioni delimitate", criteri volti a determinare le zone di produzione su basi obiettive, a delimitare le superfici, a definire le varietà e le prassi agronomiche ed enologiche, a fissare le rese massime, a rafforzare i controlli, ecc.;
12.ritiene consigliabile il mantenimento di una distillazione preventiva che incentivi i produttori a consegnare le loro eccedenze di peggior qualità all'inizio della campagna, con un prezzo di partenza pari ad almeno il 70% del prezzo di orientamento, che potrebbe avere un carattere degressivo in funzione del risanamento del mercato nel corso delle campagne successive; le quantità consegnate per questa distillazione preventiva potrebbero essere deducibili dalla distillazione obbligatoria;
13.ritiene che nella fissazione dei valori assoluti delle produzioni nazionali di riferimento, in vista dell'applicazione del sistema delle distillazioni, occorra prendere in considerazione per ogni Stato membro le produttività medie delle sue regioni, l'assenza di alternative agricole e il consumo nazionale di alcol di vino, affinché esista una maggiore equità e giustizia nella ripartizione delle penalizzazioni;
14.è del parere che non si debba sottovalutare il mercato di alcool destinato alla fabbricazione di acquavite, brandy, vini liquorosi, aromatizzati ecc. e che può essere fornito a partire dalle distillazioni; a tale riguardo, riconosce la necessità di sostenere tale sottosettore concedendo un aiuto per i contratti di distillazione conclusi con utilizzatori di tale tipo di alcool e prevedendo, in ogni caso, la possibilità che tali quantità possano essere deducibili dalla quota di distillazione obbligatoria;
15.ritiene che sarebbe opportuno portare l'obbligo di distillazione dei sottoprodotti al 15% ed estenderlo a tutti i vini, stabilendo un prezzo sufficientemente remunerativo per questo tipo di prodotti;
V.Pratiche enologiche
16.sostiene che l'attuale saturazione del mercato nonché l'obiettivo di una produzione di qualità rendono necessario configurare l'arricchimento come una misura eccezionale per compensare circostanze naturali e climatologiche avverse e non come una prassi corrente sulla quale appoggiare una produzione di rese altissime; che, conseguentemente, si dovrebbe elevare la gradazione alcolica minima naturale sino a un 7 o 8%, secondo le regioni, e stabilire che i livelli di arricchimento massimo non debbano essere superiori all'1,5 e al 2% vol.;
17.chiede che si prevedano, ai fini dell'arricchimento e della gradazione minima, almeno tre zone viticole;
18.ritiene che all'attuale stato della tecnica si possa ottenere un mosto concentrato rettificato allo stato cristallino che, essendo neutro dal punto di vista organolettico e potendosi dosare convenientemente, è adatto tecnicamente a sostituire il saccarosio; pertanto, ritiene che nelle zone in cui le condizioni naturali climatiche possono rendere necessario l'arricchimento, esso dovrebbe praticarsi a medio termine esclusivamente con mosto concentrato rettificato, il che permetterebbe al settore stesso di riassorbire parte delle sue eccedenze;
19.ritiene che, oltre ai limiti massimi di aumento della gradazione alcolica naturale, lo zuccheraggio dovrebbe essere sottoposto ad altre regole quali la limitazione della quantità massima di zucchero da utilizzare per ettaro;
20.ritiene che, ai fini della trasparenza nei confronti dei consumatori e della difesa dei loro diritti, l'etichetta della bottiglia dovrebbe specificare se il vino è stato sottoposto o meno all'arricchimento mediante saccarosio, mosto concentrato rettificato o mosto concentrato;
VI.Aiuti alla produzione di mosto
21.è del parere che fino a che continuerà a essere praticato nella Comunità l'arricchimento con il saccarosio, onde consentire una neutralità dei costi dei vari procedimenti di arricchimento, si dovranno mantenere gli aiuti alla produzione di mosto concentrato, visto che tale pratica contribuisce anche alla riduzione delle eccedenze; inoltre è del parere che tali aiuti debbano essere mantenuti per una fase transitoria necessaria per affinare le tecnologie e creare un mercato di tale prodotto;
VII. Sottosettore degli alcoli
22.esprime la propria preoccupazione di fronte al pericolo che il problema delle eccedenze strutturali si trasferisca al settore degli alcoli e chiede alla Commissione di presentare proposte per la razionalizzazione di questo settore che permettano una netta separazione tra il mercato degli alcoli industriali e quello destinato a scopi alimentari;
VIII. Commercializzazione e promozione del vino
23.invita la Commissione a creare i meccanismi necessari a garantire la preferenza comunitaria e la conformità dei vini importati agli stessi requisiti che si esigono dalla produzione comunitaria per la sua commercializzazione;
24.pone in rilievo l'importanza di procedere a un'armonizzazione della regolamentazione internazionale in materia di definizione del vino e dei prodotti della vigna nonché delle norme relative alla protezione delle denominazioni di origine;
25.ritiene opportuno che la Commissione elabori un programma a livello comunitario, che le diverse regioni potrebbero adattare in un momento successivo, di promozione e di valorizzazione del vino, elemento primordiale della tradizione culturale e gastronomica d'Europa e caratteristico della sua civiltà, il cui consumo in quantità moderate ha numerosi effetti benefici per la salute; non bisogna, d'altro canto, dimenticare la promozione dei prodotti della vite in generale e la possibilità di diversificare l'offerta verso eventuali nuovi prodotti la cui domanda può aumentare con le nuove tendenze del mercato;
26.ritiene necessario adottare una visione dinamica del mercato e lanciare, con la partecipazione delle Istituzioni pubbliche dell'interprofessione, una vera e propria politica di promozione commerciale del vino; a tal uopo sarebbe interessante la creazione di una linea comunitaria di sostegno per la costruzione di un fondo dedicato a compiti di studio e di ricerca sull'evoluzione del mercato e le abitudini di acquisto e di consumo, repertoriando le possibilità relative a ogni tipo di prodotto; d'altro lato, ritiene valida l'idea della Commissione di creare una linea di aiuti per la ricerca e la formazione tecnica dei viticoltori e degli enologi;
27.ritiene inoltre che la Commissione dovrebbe finanziare la promozione dei vini comunitari al di fuori del territorio dell'Unione;
28.chiede alla Commissione di presentare anche, contestualmente all'invio della proposta legislativa al Parlamento europeo, una prospettiva sull'impatto degli accordi del GATT in tale settore;
IX.Interprofessioni
29.sottolinea la necessità tanto di regolamentare e potenziare le interprofessioni, tenuto conto della loro potenziale partecipazione al risanamento del mercato, quanto di collaborare all'applicazione delle norme e alla messa a punto dei controlli, favorire la trasparenza del settore e sviluppare le azioni promozionali;
X.Controlli
30.pone in rilievo che una condizione indispensabile per il successo della riforma del settore è la sistematizzazione dei controlli allo scopo di garantire l'applicazione uniforme della normativa vitivinicola, mediante la creazione di un laboratorio comunitario centrale di arbitrato, il rafforzamento del corpo di controllori comunitari, che, con una dotazione di risorse umane e materiali sufficienti, possa collaborare con le autorità nazionali e regionali esercitando funzioni d'ispezione, repressione e sanzione delle frodi; chiede inoltre l'istituzione di un catasto viticolo operativo e la verifica dell'evoluzione delle superfici mediante fotogrammetria area;
31.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.