A3-0112/94
Risoluzione sulla necessità di valutare i costi effettivi derivanti alla Comunità dal "Non Ambiente"
Il Parlamento europeo,
-visto il rapporto della Task Force della Commissione sull'ambiente e il mercato interno "1992, La dimensione ambientale",
-visto il Quinto programma di azione della Commissione a favore dell'ambiente "Per uno sviluppo durevole e sostenibile" (COM(92)0023) ,
-viste la risoluzione del Parlamento del 17 novembre 1992 e quella del Consiglio a tale riguardo,
-visti gli articoli 2 e 130 R, paragrafo 2, del trattato sull'Unione europea,
-visto il capitolo X del Libro Bianco della Commissione sulla crescita, la competitività e l'occupazione,
-vista la proposta di risoluzione degli onn. Collins, Schleicher, Iversen e Amendola sulla necessità di valutare i costi effettivi derivanti alla Comunità dal "Non Ambiente" (B3-0836/93),
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0112/94),
A.considerando che la mancata internalizzazione dei costi ambientali esterni porta tanto all'esaurimento prematuro delle risorse naturali quanto all'impoverimento dell'ambiente e contrasta con il principio di sviluppo sostenibile come figura all'articolo 2 del trattato sull'Unione,
B.considerando che la mancata internalizzazione dei costi ambientali esterni genera inaccettabili differenze a livello di competitività e quindi distorsioni sul mercato interno,
C.considerando che il Parlamento ritiene che non tutti i costi ambientali possano essere internalizzati (come è possibile calcolare in termini monetari la scomparsa di specie naturali?),
D.considerando che, in base al principio di sussidiarietà, è più adeguato affrontare tale questione a livello dell'Unione,
E.considerando che i provvedimenti necessari per realizzare un'economia sostenibile comporteranno, per una certa parte della popolazione dell'Unione, costi di adeguamento temporanei, a livello sia regionale che nazionale,
F.considerando che chi inquina deve essere chiamato a rispondere quanto prima del danno prodotto, con notevoli effetti dissuasivi,
G.preoccupato per i sempre più gravi problemi ambientali che portano gradualmente all'esaurimento delle risorse naturali e umane dalle quali dipende la nostra crescita economica e consapevole, per esempio, del fatto che la composizione dell'atmosfera è mutata in seguito alla rivoluzione industriale, registrando un aumento del livello di CO2 pari al 50% e del livello di metano pari al 400%; consapevole inoltre del fatto che un'ulteriore riduzione dell'1% della fascia di ozono determinerà, secondo le stime, un aumento dei casi di cancro della pelle pari al 2% e un calo della produzione agricola pari all'1% e che il 35% della superficie forestale totale d'Europa è stato distrutto, con conseguente impoverimento della diversità biologica e delle risorse di legno,
H.considerando che da 20 a 75 specie vengono distrutte ogni giorno, che a questo ritmo almeno 150.000 specie scompariranno entro il 2015 e che l'estinzione di ogni specie rappresenta un danno economico per il pianeta e per l'umanità,
I.considerando che lo sfruttamento eccessivo dei terreni fa perdere grandi spazi alla produzione agricola (nonché la perdita di molte popolazioni floristiche e faunistiche), mettendo in tal modo a repentaglio l'approvvigionamento alimentare mondiale,
J.considerando che i costi dei danni all'ambiente stanno crescendo in proporzione maggiore della crescita economica misurata in modo tradizionale,
K.considerando che numerose compagnie di assicurazione hanno tenuto conto dell'elemento ambientale aumentando i loro premi in funzione dell'aumento delle calamità naturali registrato negli ultimi anni,
L.considerando che le calamità naturali (in particolare le tempeste) hanno dato origine nel 1992 a domande di indennizzo per 22,5 miliardi di dollari americani (con un aumento del 108% rispetto al 1991), che 13.284 vite sono andate perdute, che la perdita globale effettiva e il danno economico a livello nazionale sono ascesi a molte volte questa cifra e considerando infine che esiste una forte probabilità che il numero crescente di calamità naturali sia almeno in parte dovuto a mutamenti climatici,
M.considerando che gli incidenti marittimi verificatisi in acque internazionali vi hanno riversato non solo oltre 2 milioni di tonnellate di petrolio dal 1987 in poi, ma anche molte altre sostanze chimiche estremamente inquinanti, colpendo gli ecosistemi locali e contribuendo alla loro estinzione,
N.considerando che la spesa complessiva per ripulire la parte tedesca del Reno nel periodo 1966-1989 è ammontata a circa 30.000.000 ECU,
O.considerando che il poter disporre di acqua di buona qualità a fini potabili, agricoli e industriali sta diventando in numerose parti del mondo una questione politica di estrema rilevanza, non ultimo perché in passato l'acqua è stata troppo spesso sprecata, mal gestita e usata in eccesso,
P.considerando che attualmente 26 paesi, in cui vivono complessivamente 232 milioni di persone, hanno problemi di scarsità di acqua a causa di un uso non sostenibile,
Q.considerando che l'uso sconsiderato di acqua riduce le riserve sotterranee, abbassa le superfici freatiche e provoca siccità in molti paesi e considerando che la scarsità di acqua probabilmente porterà a conflitti politici e/o militari nel prossimo futuro,
R.considerando che con le tecniche attualmente disponibili il settore agricolo potrebbe ridurre il suo fabbisogno d'acqua del 10-50%, il settore industriale del 40 sino al 90% e le città di circa il 30%, senza con ciò sacrificare la produzione economica o la qualità della vita,
S.considerando che nella ex Germania orientale il trattamento dei suoli e delle acque freatiche contaminati, soprattutto dall'industria, comporterà secondo le stime una spesa attorno ai 16 miliardi di ECU entro il 2005,
T.considerando che la spesa per riparare i danni all'ambiente è normalmente un multiplo della spesa per la prevenzione, come dimostrato fra l'altro dall'esperienza della ex Germania orientale,
U.considerando che le ultime stime dei danni ambientali complessivi a carico dell'economia tedesca causati dal regime dell'ex Germania orientale ammontano a 305 miliardi di ECU , riportando il valore netto della produzione di merci e servizi al livello dei primi anni '80,
V.considerando che l'80% dei circa 50.000 prodotti chimici industriali non è stato ancora esaminato sotto il profilo degli eventuali effetti tossici e considerando che gli incidenti in cui erano presenti sostanze pericolose hanno provocato dal 1985 in poi 2.905 morti e più di 20.500 feriti ,
1.invita la Commissione a intraprendere uno studio completo, come a più riprese chiesto da questo Parlamento nelle sue risoluzioni sul terzo, quarto e quinti programma d'azione in materia ambientale, dall'Atto unico e dal Trattato sull'Unione, sulla relazione che intercorre tra economia, degrado ambientale ed esaurimento delle risorse naturali, prendendo in considerazione almeno quattro scenari in cui operare una migliore protezione ambientale per il futuro dell'Unione: 1) status quo, 2) rafforzamento della politica ambientale, 3) sviluppo economico incentrato sull'ambiente, 4) uno scenario di sviluppo sostenibile;
2.invita la Commissione a far sì che tale studio verta principalmente sul modo pratico in cui i danni all'ambiente possono essere internalizzati in un'economia di mercato, nonché sugli strumenti economici più adeguati da impiegare in vista di una migliore protezione dell'ambiente;
3.chiede che la Commissione proponga una strategia dettagliata con relativo scadenzario che preveda un cambiamento globale dei sistemi fiscali, così da trasferire l'onere fiscale dal lavoro e dal reddito per colpire il consumo di energia e di risorse naturali e chi arreca danni all'ambiente;
4.invita la Commissione a tenere conto delle conseguenze più ampie dei nuovi strumenti di politica ambientale, quale la responsabilità per i danni all'ambiente, con l'ausilio sia del settore assicurativo o bancario che delle informazioni ambientali fornite dalle società al momento della loro quotazione in borsa;
5.chiede alla Commissione di valutare in che modo i provvedimenti già adottati, quali l'etichetta ecologica, il controllo ambientale e le valutazioni di impatto ambientale, possono essere ampliati e resi più sistematici e trasparenti allo scopo di consentire ai consumatori di effettuare le loro scelte essendo pienamente consapevoli delle conseguenze ambientali che esse comportano;
6.invita la Commissione a presentare, in collaborazione con l'Agenzia europea dell'ambiente e Eurostat, proposte intese a istituire un sistema statistico organico che fornisca regolarmente dati attinenti all'ambiente, a livello dell'Unione nonché a livello nazionale e regionale, comprensivo di indicatori chiave che mettano in relazione ambiente ed economia, garantendo l'armonizzazione a monte dei processi e dei metodi di analisi, tattamento e consolidamento dei dati;
7.invita la Commissione a rafforzare il controllo sull'applicazione delle direttive ambientali negli Stati membri e a creare un corpo di ispettori comunitari;
8.invita la Commissione a tenere conto, nell'esercizio della sua politica ambientale, dell'esistenza di altri strumenti, quali le gare di appalto di forniture, gli accordi con taluni settori industriali, le autorizzazioni negoziabili e la pianificazione a costo minimo, nonché a prestare un'attenzione particolare alle politiche incentrate sulla domanda, segnatamente nei settori in cui l'Unione svolge un'azione molto rilevante, quali i settori agricolo, energetico, dei trasporti e del turismo;
9.suggerisce di intraprendere studi specifici, per esempio nei settori energetico, agricolo, dei trasporti, del turismo e dell'industria chimica, in relazione al modo in cui attuare una politica che combini gli strumenti e i provvedimenti legislativi sopraccitati, allo scopo di ottenere vantaggi sostanziali dal punto di vista ambientale e di correggere gli attuali squilibri che le politiche nazionali ed europee hanno causato in tali settori;
10.chiede alla Commissione di prendere in considerazione, negli studi settoriali sopra citati, l'eventualità di agire al di fuori dell'Unione europea ogniqualvota gli investimenti destinati alla riduzione dell'inquinamento o al risanamento delle zone degradate si riveleranno, ai fini del conseguimento degli obiettivi ambientali, più vantaggiosi di un'azione equivalente intrapresa all'interno dell'Unione;
11.invita la Commissione a proporre misure addizionali tese a rendere meno gravosi i costi di adeguamento temporanei nel caso in cui si creino gravi squilibri a livello regionale o ai danni di taluni settori sociali;
12.sottolinea il fatto che, per risultare accettabili alla comunità imprenditoriale, i provvedimenti suggeriti devono avere effetti ipotizzabili, chiari e a lungo termine, nonché prevedere periodi di transizione ben definiti;
13.invita la Commissione a esaminare a fondo le conseguenze ambientali dell'Accordo generale sulle tariffe doganali e sul commercio (GATT) e dell'Accordo generale sul commercio di servizi (GATS), come previsto nella dichiarazione finale dell'Uruguay Round e negli statuti della proposta Organizzazione mondiale del commercio;
14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.