B3-0298, 0302, 0313, 0323 e 0329/94
Risoluzione sul processo di pace in Medio Oriente
Il Parlamento europeo,
-viste le sue precedenti risoluzioni sul processo di pace in Medio Oriente,
A.profondamente scosso per il massacro compiuto nella Tomba dei Patriarchi a Hebron, venerdì 25 febbraio 1994,
B.profondamente preoccupato per le conseguenze che questa tragedia può avere sul processo di pace e sul riacutizzarsi della tensione nei territori occupati,
C.costernato altresì dalle esplosioni di fanatismo registrate da entrambe le parti e dalle misure di repressione attuate dalle forze armate israeliane, che hanno provocato altre vittime e decine di feriti,
D.apprezzando il rincrescimento espresso dal primo ministro Rabin e l'atteggiamento di grande responsabilità dimostrata dal presidente Arafat e salutando la grande manifestazione di "Peace now - Shalom achshaw" che si è svolta a Tel Aviv,
E.rammentando che la Dichiarazione di principi fa riferimento a una presenza temporanea internazionale o straniera, da concordarsi tra Israele e l'OLP nel quadro dell'accordo di Gaza/Gerico,
F.ribadendo l'importanza che riveste per l'umanità la conclusione tra Israele e i suoi vicini di una pace che offra garanzie di sicurezza per tale paese e giustizia per i palestinesi,
G.lodando gli sforzi compiuti dal presidente Clinton al fine di assicurare la ripresa dei negoziati tra Israele e l'OLP,
1.esprime la sua commossa solidarietà ai familiari delle vittime e alle persone ferite;
2.sottolinea con forza l'esigenza di giungere al più presto alla pace, a una soluzione durevole e giusta nel Vicino Oriente applicando urgentemente la dichiarazione di principio pronunciata congiuntamente dall'OLP e da Israele il 13 settembre 1993;
3.ribadisce il suo vivo attaccamento al processo di pace in corso e la sua volontà di contribuire con tutti i mezzi alla sua positiva conclusione, in particolare promuovendo la cooperazione regionale e intensificando le sue relazioni con i popoli della regione;
4.ribadisce con la massima fermezza la sua condanna di tutte le forme di estremismo e chiede che vengano adottate misure estremamente severe nei confronti di tutti coloro che, con la loro azione violenta, mettono a repentaglio i negoziati di pace;
5.plaude alle misure prese dal governo israeliano al fine di prevenire siffatti atti terroristici, pur riconoscendo la necessità di intraprendere ulteriori iniziative per ripristinare la fiducia dei palestinesi nell'importanza dei negoziati con Israele, ed esorta quindi le autorità israeliane a reprimere fermamente qualsiasi provocazione dei coloni armati;
6.ribadisce la sua convinzione che debba essere osservata in tutti i suoi aspetti la Quarta Convenzione di Ginevra sugli obblighi di una potenza occupante, in tutti i territori che nel 1967 sono caduti sotto l'amministrazione israeliana;
7.invita il governo israeliano a provvedere allo smantellamento di talune colonie israeliane nei territori occupati non contemplati dalla Dichiarazione di principi, dato che ciò può contribuire ad attenuare la tensione sul piano locale senza però escludere una soluzione globale del problema delle colonie;
8.chiede che la questione degli insediamenti ebraici e di una presenza internazionale nei territori occupati sia iscritta all'ordine del giorno dei negoziati;
9.ritiene necessarie - nell'interesse di ambo le parti - misure internazionali, quanto meno di monitoraggio, a garanzia della sicurezza e dei diritti umani di tutti nei territori occupati e invita il Consiglio e la Commissione a interporre i propri buoni uffici per far progredire quanto più possibile il processo negoziale;
10.auspica la ripresa immediata dei negoziati di pace e chiede che siano adottate tutte le misure necessarie a tal fine; chiede pertanto ai governi della Giordania, del Libano e della Siria di riprendere i negoziati con Israele;
11.impegna la propria delegazione per le relazioni con l'OLP a compiere senza indugio una visita nei territori occupati;
12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Segretario generale delle Nazioni Unite e ai partecipanti ai negoziati di pace.