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Parlamento Europeo - 10 marzo 1994
La situazione dei cristiani in Kurdistan

B3-0341/94

Risoluzione sulla situazione dei cristiani in Kurdistan

Il Parlamento europeo,

A.preoccupato per l'aumento degli atti di violenza contro la minoranza cristiana, sia da parte delle forze di sicurezza turche in lotta contro il PKK nel Kurdistan turco che del PKK stesso e dei fondamentalisti islamici curdi che operano nell'Irak settentrionale,

B.sottolineando che la zona di sicurezza sotto controllo dell'ONU nell'Irak settentrionale è intesa ad assicurare la sopravvivenza dei curdi e dei cristiani,

C.constatando che nel territorio tra Siria, Iran, Irak e Turchia vivono tuttora, secondo talune stime, 180.000 cristiani, il cui numero nella sola Turchia sudorientale si è oggi ridotto da 200.000 a 3.000,

D.consapevole della posizione particolarmente difficile dei cristiani in Kurdistan, doppiamente discriminati, da un lato in quanto curdi e dall'altro in quanto minoranza cristiana,

E.consapevole del fatto che in Kurdistan molti curdi disposti al dialogo prendono le distanze dall'estremismo del PKK,

1.condanna gli atti di violenza perpetrati contro la minoranza cristiana rimasta in Kurdistan, fra cui le aggressioni mortali contro sacerdoti, gli assalti alle chiese e alle scuole tenute da religiosi e l'espulsione della popolazione di interi comuni dalle terre dei suoi antenati;

2.condanna le violenze perpetrate in Kurdistan contro la minoranza cristiana da fanatici musulmani e dai militanti del PKK, che è un partito estremista di orientamento marxista;

3.chiede alla Turchia di far desistere le unità paramilitari sostenute dall'esercito turco da qualsiasi minaccia contro i curdi di religione cristiana;

4.chiede ai dirigenti curdi dell'Irak di rispettare i diritti dell'uomo e di assicurare la protezione di quanti professano altre religioni;

5.considera questa protezione particolarmente necessaria giacché a seguito dello spostamento del Quartier generale del PKK nell'Irak settentrionale, previsto per il 1994, ci si deve attendere un peggioramento della situazione dei cristiani;

6.invita i governi degli Stati membri dell'Unione europea in generale, e in particolare quello della Germania, a concedere il necessario visto d'entrata ai cristiani del Kurdistan che intendono chiedere asilo nel territorio dell'Unione per sfuggire alla persecuzione;

7.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai ministri degli esteri dell'UE, al governo turco nonché all'Assemblea nazionale del Kurdistan (nell'Irak settentrionale).

 
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