B3-255, 0258, 0261, 0264, 0265 e 0267/94
Risoluzione sulla situazione della donna nell'Unione europea
Il Parlamento europeo
1.saluta nella ricorrenza dell'8 marzo, giornata internazionale della donna, tutte le donne del mondo ed esprime la sua riconoscenza per il loro contributo allo sviluppo e al benessere dell'umanità;
2.ricorda che quest'anno ricorre il decimo anniversario dell'istituzione al Parlamento europeo della commissione per i diritti della donna e si compiace della perseveranza con cui i suoi membri, i suoi presidenti e il personale a essa assegnato hanno sempre salvaguardato gli interessi delle cittadine dell'Unione europea, così come quelle dei paesi terzi;
3.approva l'azione della Commissione nel settore delle pari opportunità per uomini e donne e auspica che essa rafforzi ulteriormente la sua azione, inserendo in particolare l'aspetto della parità in questo campo, attuando in particolare misure che garantiscano il rispetto della politica d'integrazione, in tutte le politiche dell'Unione europea, della parità di trattamento e di opportunità;
4.ritiene che le donne siano attualmente sottorappresentate negli organi decisionali a livello di istanze politiche nazionali, regionali e locali nonché in altri settori quali quello finanziario, dei mezzi di comunicazione, quello giudiziario, delle organizzazioni sociali e degli organi consultivi;
5.ritiene che una pari rappresentanza di donne e uomini in detti organi decisionali non possa che potenziarne la legittimità e la qualità;
6.chiede alla Commissione di intensificare il suo impegno al fine di promuovere la partecipazione delle donne al processo decisionale;
7.chiede agli Stati membri di far pressione sulle parti sociali e i partiti politici affinché promuovano azioni positive nelle loro organizzazioni e nelle imprese, onde garantire l'accesso delle candidate donne ai posti vacanti dove sono sottorappresentate; ritiene che occorra prefiggersi taluni obiettivi ben precisi e introdurre un sistema di quote se essi non saranno stati raggiunti entro l'anno 2000;
8.biasima il Consiglio per gli scarsi progressi realizzati in questi ultimi anni sul piano legislativo e ricorda che ritiene indispensabile l'adozione di direttive sul lavoro atipico, sulla parità di trattamento fra uomini e donne nei regimi obbligatori e complementari della previdenza sociale, sul capovolgimento dell'onere della prova e sul congedo parentale, al fine di eliminare le discriminazioni cui sono soggette molte donne sul mercato del lavoro;
9.rivolge un appello alle deputate nei parlamenti nazionali degli Stati membri perché sostengano e seguano molto attentamente i dossier europei concernenti le donne e coordinino l'azione parlamentare con le loro colleghe al Parlamento europeo;
10.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di vigilare in modo particolare sull'attuazione delle condizioni e dei provvedimenti indispensabili alla promozione e alla garanzia della parità di possibilità fra donne e uomini, in via prioritaria nei settori dell'istruzione, della formazione, della ricerca e dello sviluppo oltre che delle politiche occupazionali e del mercato del lavoro;
11.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di porre in atto provvedimenti quali la flessibilità dell'orario di lavoro, lo sviluppo dei modi di custodia dei figli, il reinserimento professionale delle donne che si sono dedicate per un certo periodo di tempo all'educazione dei figli, le politiche di previdenza sociale e fiscale che tengano conto degli oneri familiari, nell'intento di conciliare le responsabilità familiari e professionali;
12.chiede alla Commissione, al Consiglio e agli Stati membri di rivolgere una particolare attenzione alla politica d'informazione delle donne sulle disposizioni, misure e programmi che le riguardano;
13.chiede agli Stati membri di provvedere al finanziamento dei centri di accoglienza per le donne e le ragazze in gravi difficoltà;
14.veglia a che il principio di uguaglianza tra uomini e donne sia applicato senza discriminazioni alle persone che risiedono legalmente nell'Unione;
15.esige che Eurostat raccolga maggiori dati e statistiche sulla situazione delle donne in settori quali l'istruzione, l'accesso all'occupazione e l'esclusione sociale, onde consentire l'adozione di misure più mirate;
16.si compiace che il processo di democratizzazione permetta alle donne nei paesi in via di sviluppo di affermarsi progressivamente e sottolinea l'importante ruolo mobilizzatore svolto dall'Assemblea paritetica ACP-CEE per quanto riguarda le donne nei paesi firmatari della Convenzione di Lomé;
17.si dichiara solidale con tutte le donne del mondo che si trovano in situazioni di conflitto armato, di miseria, di estrema povertà e di fanatismo, che riducono la loro libertà e la parità fra uomini e donne, e assicura loro il proprio appoggio;
18.auspica che l'Unione europea fornisca un contributo importante, con la partecipazione attiva del Parlamento, alla Conferenza internazionale sulla popolazione e lo sviluppo (Il Cairo - Egitto, 5-13 settembre 1994), segnatamente per quanto concerne la "reproductive health", e alla IV conferenza mondiale sulla donna (Pechino - Cina, 4-15 settembre 1995);
19.invita le elettrici e gli elettori a votare in massa alle prossime elezioni europee affinché un maggior numero di donne siano elette al Parlamento europeo;
20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.