(articolo 52 del regolamento)A3-0084/94
Risoluzione sulla relazione annuale della Commissione relativa all'attuazione dei Fondi strutturali nel corso dell'esercizio 1992
Il Parlamento europeo,
-vista la relazione annuale della Commissione sull'attuazione dei Fondi strutturali nel 1992 (COM(93) 0530 - C3-0467/93),
-vista la relazione della Corte dei conti relativa all'esercizio 1992
-vista la sua risoluzione del 16 dicembre 1993 sulle conclusioni della missione d'inchiesta della commissione per il controllo dei bilanci in Italia sulla gestione e i controlli nel settore dei Fondi strutturali ,
-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del suo regolamento, alla commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali,
-visti la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (A3-0084/94),
A.considerando che l'esame della relazione coincide con la preparazione della prossima serie di Quadri comunitari di sostegno (QCS) per il periodo 1994-1999,
B.considerando che le difficoltà sollevate nelle relazioni annuali, in particolare nell'ultima sul 1992, vanno tenute in considerazione in sede di preparazione dei QCS onde evitare il ripetersi in futuro degli stessi problemi,
Introduzione
1.si compiace del fatto che la Commissione ha compiuto uno sforzo per rispondere alle domande del Parlamento europeo, che la relazione fornisce maggiori informazioni sugli aspetti qualitativi delle spese strutturali, in particolare per quanto concerne:
-l'attuazione dei principi della riforma,
-la valutazione degli interventi comunitari,
-il ruolo delle parti sociali,
-gli aspetti ambientali,
2.rileva altresì con soddisfazione l'introduzione di vari elementi concreti nella relazione, che consentono al lettore di avere una visione più ampia dell'impatto reale delle azioni dei Fondi strutturali,
Aspetti finanziari
3.prende atto delle informazioni finanziarie contenute nella relazione della Commissione sul funzionamento dei Fondi strutturali nel corso del 1992; rileva che nel 1992 gli impegni per i tre Fondi strutturali ammontavano a 16.924,6 mecu ai quali si aggiungono 1.046 mecu per i nuovi Länder e che gli importi corrispondenti per i pagamenti ammontavano rispettivamente a 15.816 mecu e a 1.237 mecu; rileva che al 31 dicembre 1992 gli aiuti concessi in impegni ammontavano a 47.167 mecu (ai prezzi del 1989),
4.rileva con soddisfazione che alla fine del quarto anno di applicazione dei nuovi Fondi strutturali l'esecuzione dei Fondi dell'Obiettivo 1 per il periodo 1989-1992 ammonta a circa l'80%, ma deplora che l'importo per l'Italia, pari al 65%, sia nettamente più basso della media,
5.rileva che il problema dell'assorbimento degli stanziamenti si pone soprattutto nelle regioni italiane dell'Obiettivo 1; constata che tali difficoltà traggono origine essenzialmente dalle relazioni tra le regioni e lo Stato e talvolta tra le stesse regioni a causa della mancanza di trasparenza e di coinvolgimento degli interlocutori sociali nelle varie fasi di predisposizione, attuazione e verifica dei QCS;
Raddoppio dei Fondi
6.constata con soddisfazione che secondo le cifre fornite nella relazione (capitolo II, tabelle 6 e 7), tra il 1987 e il 1992 è stato conseguito il raddoppio degli stanziamenti d'impegno per le regioni dell'Obiettivo 1 e che a fine 1992 l'esecuzione degli stanziamenti per i Fondi strutturali progrediva, nell'insieme, al ritmo necessario per garantire il conseguimento del raddoppio dei tre Fondi tra il 1987 e il 1993; prende atto, tuttavia, delle critiche mosse dalla Corte dei conti quanto alla suddivisione per Obiettivo delle iniziative comunitarie ed insiste perché la Commissione vi dia seguito;
Obiettivo 2
7.rileva che nel 1992 ha avuto inizio la seconda fase dei programmi dell'Obiettivo 2 e che sono stati decisi complessivamente 87 programmi, ripartiti tra i programmi FESR monofondo, 15 programmi FSE monofondo e 52 programmi plurifondo FESR/FSE;
Iniziative comunitarie
8.ricorda che nel corso del 1992 la Commissione ha lanciato l'iniziativa comunitaria RETEX; rileva che la relazione menziona un certo numero di difficoltà emerse all'interno di talune iniziative, constata tuttavia che il bilancio dell'insieme delle iniziative resta estremamente positivo;
Aspetti sociali
9.appoggia la ricerca di una maggior flessibilità nell'applicazione dei criteri previsti dal regolamento sul FSE, ma sottolinea la necessità di assicurare una lettura trasparente e uniforme degli stessi; chiede pertanto agli Stati membri di fornire alla Commissione informazioni esaurienti in merito;
10.sottolinea il fatto che i disoccupati a lungo termine annoverano tra le loro fila un gran numero di lavoratori non qualificati con ridotte possibilità di reinserimento professionale; condivide pertanto la volontà espressa dalla Commissione di concentrare gli sforzi su questa categoria;
11.esprime tuttavia preoccupazione per i dubbi espressi sia dalla Commissione sia dalla Corte dei conti in merito al reale impatto delle azioni strutturali a favore dei disoccupati a lungo termine;
12.è senz'altro favorevole alla ricerca di un approccio globale ed individualizzato alla formazione, comprendente una formazione di base, la consulenza professionale su base volontaria, una formazione specialistica che sfoci in qualifiche riconosciute in tutti gli Stati membri, dei tirocini in azienda e aiuti nella ricerca di uno sbocco professionale;
13.ritiene che gli aiuti all'occupazione possano riscuotere maggior successo se coordinati con le azioni di sostegno alla ricerca, alla produzione e alla formazione professionale nel quadro di un approccio multifondo;
14.rileva, sia nei negoziati sui QCS sia nel dibattito sulle future iniziative comunitarie, la tendenza a trasformare le azioni specifiche a favore di categorie particolarmente esposte in componenti di politiche più generali; è dell'avviso che, data la difficile congiuntura economica, particolari garanzie, quali l'introduzione di quote di stanziamenti riservate, debbano essere introdotte a favore di queste categorie;
15.rileva in particolare l'alto livello di occupazione fra coloro che hanno seguito una formazione finanziata dalla Comunità destinata a portatori di handicap;
16.sottolinea il ruolo fondamentale dell'istruzione nel consentire a tutti i giovani di sviluppare tutte le loro potenzialità nella vita lavorativa e ritiene necessario un rinnovato impegno per migliorare le facoltà di lettura, scrittura e far di conto di quanti abbandonano presto la scuola;
17.reitera l'importanza di una valutazione anche qualitativa delle azioni di formazione cofinanziate dal FSE ed invita la Commissione ad elaborare indicatori più precisi in tal senso;
18.chiede che le parti sociali, in quanto dirette protagoniste nel mercato del lavoro, partecipino attivamente alle varie fasi dell'azione strutturale, in particolare nella programmazione e nella valutazione della stessa.
Controlli
19.sottolinea l'importanza dei controlli in loco effettuati dalla Commissione e considera che quest'ultimi vanno effettuati nella misura del possibile in collaborazione con le altre istanze di controllo al fine di renderli più rigorosi; rileva che nel 1992 la Commissione ha effettuato 19 visite per quanto concerne il FESR, 43 visite per quanto concerne il FSE e 15 visite per quanto concerne il FEAOG, alle quali si aggiungono i 91 controlli in loco effettuati dal Controllare finanziario; insiste sulla piena cooperazione degli Stati membri nell'attuazione dei controlli;
20.si preoccupa del fatto che i controlli hanno rivelato che non sempre gli Stati membri rispettano le norme comunitarie in materia di appalti pubblici, sia per motivi cosiddetti d'urgenza o perché i progetti sono suddivisi artificialmente per non oltrepassare la soglia oltre la quale è richiesta la pubblicità; considera che la Commissione debba vigilare a che tale importante principio della legislazione comunitaria sia applicato in modo trasparente;
Verifica del principio dell'addizionalità
21.prende atto degli sforzi compiuti dalla Commissione per garantire l'applicazione del principio di addizionalità; deplora vivamente che taluni Stati membri non sembrano aver collaborato con la Commissione nella misura necessaria per garantire tale verifica; rileva altresì con una certa inquietudine che nella relazione riporta che "la verifica dell'addizionalità si inserisce nell'ambito della compartecipazione e si fonda su informazioni trasmesse dallo Stato membro interessato, delle quali i servizi della Commissione non sono in grado di controllare l'esattezza"; insiste perché alla verifica dell'addizionalità sia attribuita una collocazione importante nell'ambito dei controlli in loco;
Assistenza tecnica
22.rileva che la relazione evidenzia che nel 1992 si è manifestata una tendenza a fare più frequentemente ricorso ai mezzi che i QCS riservano all'assistenza tecnica sia per l'Obiettivo 1 che per l'Obiettivo 2; ricorda che il Parlamento europeo ha sempre insistito sull'importanza dell'assistenza tecnica quale mezzo per superare taluni dei problemi riscontrati al momento dell'attuazione dei Fondi;
Ruolo degli strumenti di prestito e relazioni con le sovvenzioni
23.rileva che nel 1992 il volume dei prestiti approvati dalla Banca europea per gli investimenti (BEI) a favore dello sviluppo regionale ammontava complessivamente a 11.793 mecu, equivalente ad un aumento del 25% rispetto al 1991, di cui 6.400 mecu per le regioni dell'Obiettivo 1;
24.ricorda le sue richieste di instaurare una più stretta associazione della BEI all'elaborazione e all'attuazione dei finanziamenti strutturali; considera che tale collaborazione deve collocarsi al più alto livello al momento dell'elaborazione dei nuovi QCS;
Valutazione degli interventi
25.prende atto degli sforzi compiuti dalla Commissione per quantificare l'effetto degli interventi comunitari pur rilevando le carenze degli indicatori della crescita economica; rammenta la sua richiesta alla Commissione di approntare indicatori che tengano conto dei vari aspetti dello sviluppo e che siano del pari applicati per la valutazione a posteriori;
26.auspica che il raddoppio dei Fondi ed una migliore efficacia nell'attuazione nel corso del prossimo periodo incrementino l'apporto della Comunità al tasso di crescita e che sia data la priorità al conglobamento dei criteri di sviluppo duraturo nella scelta dei progetti e nell'assegnazione di finanziamenti;
27.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.