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Parlamento Europeo - 11 marzo 1994
Salvezza delle foreste europee
(articolo 52 del regolamento)

A3-0115/94

Risoluzione su misure urgenti per la salvezza delle foreste europee

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Görlach sulla modifica delle leggi europee sulle sementi (doc. B3-0300/93),

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-avendo delegato il potere deliberante alla commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori a norma dell'articolo 52 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0115/94),

A.considerando che la selvicoltura svolge in Europa un'essenziale funzione economica, ecologica, sociologica e culturale e che la preservazione della molteplicità e delle bellezze naturali delle foreste nel continente europeo - in origine ricoperto da foreste - riveste pertanto una particolare importanza,

B.riconoscendo i molteplici effetti positivi delle foreste naturali per il benessere comune, come difesa dall'erosione del suolo, per la stabilizzazione del bilancio idrico e del microclima, per la purificazione dell'aria, quale biotopo di numerose specie animali e vegetali nonché quale ambiente di riposo per l'uomo,

C.considerando che, pur essendo riconosciute, le funzioni ecologiche della foresta vengono però a tutt'oggi subordinate in pratica alle funzioni di ordine economico, benché in determinate zone il ruolo protettivo delle foreste sia di gran lunga superiore al valore economico,

D.preoccupato per il progressivo aumento della moria delle foreste e per l'entità del disboscamento per far spazio a superfici agricole e terreni fabbricabili (questi ultimi in particolare nei paesi mediterranei),

E.considerando che le foreste sono seriamente minacciate dai rapidi cambiamenti climatici giacché gli alberi, che hanno una lunga vita, non sono in grado nel breve termine di sviluppare strategie di adattamento,

F.considerando che la selvicoltura è caratterizzata da lunghi periodi di produzione e da una scarsa possibilità di manipolazione tecnica e che pertanto gli obiettivi economici vanno adeguati alle condizioni naturali,

G.considerando che attualmente il 50% del fabbisogno comunitario di legno è coperto dalle importazioni e che in futuro si può prevedere un ulteriore aumento del fabbisogno di legno come combustibile e materiale da costruzione,

1.sostiene una politica silvicola in grado di stabilire un rapporto equilibrato tra l'uso della funzione economica e l'uso della funzione ecologica, la preservazione della fauna e flora, la tutela del suolo, la stabilizzazione del bilancio idrico, ecc.;

2.chiede agli Stati membri di modificare le loro normative forestali in maniera tale da garantire la diversità biologica e genetica del patrimonio forestale, in quanto

a)soltanto foreste naturali caratterizzate da un'elevata diversità biologica sono in grado di resistere ai pericoli di rapidi cambiamenti climatici

b)la selvicoltura naturale presenta vantaggi in termini economici giacché comporta una riduzione dei rischi e dei costi di lavoro nonché un aumento dei prezzi del prodotto;

3.sollecita gli Stati membri ad applicare quanto prima le esistenti direttive comunitarie in materia di riduzione delle sostanze nocive nell'atmosfera per arrestare l'incessante moria della vegetazione;

4.lancia un appello ai gestori di aziende di allevamento di massa, in particolare quelle situate in prossimità di zone boschive, affinché riducano le emissioni di ammonio (NH4+), in quanto esse modificano le condizioni del suolo a tal punto da danneggiare il patrimonio forestale;

5.ricorda che la selvicoltura può contribuire notevolmente alla riduzione del crescente inquinamento da CO2, corresponsabile dell'effetto serra, poiché gli alberi fissano l'anidride carbonica dell'atmosfera e il legno che ne deriva può essere utilizzato come materia prima rinnovabile o come combustibile;

6.appoggia le richieste delle associazioni ecologiste di mantenere la fauna selvatica a un livello tale che il ringiovanimento naturale delle foreste, in particolare di quelle che esplicano una funzione protettiva nelle zone montane, possa essere garantito senza l'ausilio di recinzioni, giacché tale processo di ringiovanimento delle foreste protettive viene pregiudicato dai danni causati dalla selvaggina;

7.ricorda il principio di economia forestale secondo cui non possono essere abbattuti più alberi di quanti ne ricrescano;

8.sollecita le regioni dell'Unione europea a creare riserve naturali che includano la gamma più ampia possibile delle specie forestali europee;

9.chiede che nel processo di rimboschimento di superfici agricole messe a riposo nell'ambito della politica agricola comune vengano rispettati i principi e gli obiettivi della selvicoltura naturale e che la concessione di sussidi sia vincolata all'impegno di preservare le foreste attuali e i biotopi degni di protezione, affinché le piantagioni arboree con monocolture a crescita rapida siano limitate a quei terreni in cui questa coltura è sostenibile, non ha, cioè, ripercussioni negative su zone limitrofe;

10.esorta i responsabili della selvicoltura a sostituire vulnerabili conifere caratterizzate da scarsa diversità genetica e particolarmente soggette ai colpi di vento, alla putrefazione rossa, ai danni causati dalla neve, alle infestazioni di bostrichi, con foreste miste stabili ad alta diversità genetica e con una produttività durevolmente maggiore;

11.si dichiara favorevole a una gestione mirata degli incendi forestali e al rimboschimento di aree forestali distrutte dalle fiamme con alberi indigeni, in quanto essi sono geneticamente adattati alle condizioni locali;

12.sottolinea la necessità di piantare una vegetazione preforestale adeguata in quelle zone con un livello di degrado tale da rendere impossibile il rimboschimento;

13.raccomanda di appoggiare in suddette zone le azioni di rimboschimento di gruppi ecologisti indipendenti;

14.sollecita le autorità competenti a mitigare le disposizioni che consentono la coltivazione di foreste per l'ottenimento di sementi e materiale da riproduzione per garantire l'adattamento all'ambiente circostante e la resistenza ai parassiti del materiale da riproduzione e il mantenimento della diversità genetica, in quanto l'applicazione della vigente normativa sulle sementi comporta una considerevole restrizione del potenziale genetico, giacché soltanto poche aree forestali sono ammesse per la produzione di sementi;

15.sollecita i governi degli Stati membri ad applicare pene maggiori alle infrazioni delle normative forestali, poiché la vigente legislazione forestale, che prevede la tutela e la crescita di foreste più naturali e più vicine alla natura, spesso non viene applicata con la dovuta energia oppure le infrazioni non vengono sufficientemente perseguite;

16.consiglia di eseguire e promuovere studi di base a lungo termine, poiché le conoscenze sugli ecosistemi forestali sono ancora scarse;

17.chiede all'Agenzia europea dell'ambiente di realizzare una cartografia e un inventario forestali a livello comunitario giacché i dati esistenti non sono compatibili e le indicazioni relative alla superficie boschiva totale nella Comunità oscillano tra i 43 milioni e i 68 milioni di ettari;

18.sollecita le scuole e i mezzi di informazione a svolgere una più intensa attività d'informazione dell'opinione pubblica sull'importanza e sugli effetti positivi delle foreste per il benessere comune, affinché l'urgenza di immediate misure atte a risolvere la problematica forestale, ossia i problemi connessi con l'erosione, la destabilizzazione del bilancio idrico, la moria della vegetazione, l'inquinamento atmosferico e l'avanzare della steppa, sia percepita da tutte le fasce della popolazione e da tutti i responsabili politici;

19.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione a essa attinente al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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