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Parlamento Europeo - 11 marzo 1994
Sicurezza dei mari

A3-0068/94

Risoluzione su una politica comune sulla sicurezza dei mari (COM(93) 0066 - C3-0122/93)

Il Parlamento europeo,

-vista la comunicazione della Commissione su "Una politica comune sulla sicurezza dei mari" e il relativo programma d'azione (COM(93) 0066 - C3-0122/93),

-vista la risoluzione del Consiglio dell'8 giugno 1993 su una politica comune sulla sicurezza dei mari ,

-visto il progetto di cinque ministri dei trasporti dell'UE (D, F, B, GB, NL) del 26 gennaio 1994, per il miglioramento della sicurezza dei mari e la riduzione dell'inquinamento marino,

-visti la relazione della commissione per i trasporti e il turismo e il parere della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0068/94),

A.considerando che negli ultimi anni si sono verificati scarsi miglioramenti in materia di sicurezza dei mari, con un livello costantemente alto di perdite di vite umane e di navi,

B.considerando che, oltre all'inaccettabile perdita di vite umane, gli incidenti in mare possono provocare immensi e difficilmente rimediabili danni all'ambiente e sono causa di un importante spreco di risorse, sia per quanto riguarda la perdita delle navi e del loro carico che per le necessarie operazioni di recupero e di bonifica;

C.considerando che il trasporto di merci via mare dovrebbe essere incoraggiato nell'ambito di una politica sostenibile in materia di trasporti in quanto contribuisce a ridurre la congestione e l'inquinamento terrestre,

D.considerando che l'industria cantieristica della Comunità ha subito un declino negli ultimi anni, in parte a causa dell'aumento del ricorso alle bandiere di comodo,

E.considerando che l'aumento del ricorso alle bandiere di comodo spesso corrisponde a una riduzione del livello di sicurezza e di protezione sociale,

F.considerando che le proposte della Commissione concernenti misure positive per gli aiuti alla navigazione non sono state approvate dal Consiglio, contrariamente ai desideri espressi dal Parlamento, e che in particolare non è stato creato il registro EUROS,

G.considerando che, in vista del carattere internazionale tanto del settore della navigazione quanto dei mari in cui opera prevalentemente, è auspicabile adottare misure per migliorare la sicurezza in mare e fare in modo che vengano applicate, per quanto possibile, a livello internazionale,

H.considerando che i lavori dell'IMO devono pertanto essere sostenuti e incoraggiati e che la Comunità e i suoi Stati membri dovrebbero approvare e attuare tutte le convenzioni e risoluzioni dell'IMO su tale problematica,

I.considerando tuttavia che occorre intraprendere azioni anche a livello comunitario per quanto riguarda la fissazione dei criteri per le costruzioni navali e il controllo delle condizioni delle navi che fanno scalo nei porti comunitari, assicurando il rispetto degli standard sociali e delle norme di sicurezza,

1.approva la comunicazione della Commissione concernente una politica comune sulla sicurezza dei mari e l'analisi ivi contenuta e insiste affinché il programma d'azione venga eseguito attentamente e rapidamente;

2.considera che l'adozione della linea per le operazioni specifiche in materia di navigazione nel bilancio 1994 (articolo B2-705) rappresenti un utile primo passo in questo campo ma che il programma di azione contenuto nella comunicazione della Commissione richieda un impegno finanziario pluriennale da parte della Comunità;

3.approva le proposte della Commissione concernenti norme e standard comuni per gli organismi addetti all'ispezione e al controllo delle navi (COM(93) 218) e il livello minimo di addestramento per la professione dei marittimi (COM(93)0217), che è comunque in procinto di esaminare in modo particolareggiato nel contesto di relazioni separate;

4.deplora che alcune proposte, la cui adozione nel 1993 era stata promessa dalla Commissione nel suo programma di azione, e cioè quelle sul potenziamento del controllo pubblico sui porti, sull'applicazione convergente nella Comunità di talune risoluzioni IMO e sulle norme comuni in materia di sicurezza per le attrezzature marittime, non siano ancora state trasmesse al Parlamento;

5.spera di ricevere queste proposte nel prossimo futuro e invita la Commissione a concludere i suoi lavori sulle altre proposte annunciate nel programma d'azione;

6.constata che nella comunicazione della Commissione non figura la questione del pilotaggio; chiede alla Commissione di proporre eventualmente di concerto con l'IMO, criteri internazionali relativi all'obbligo del pilota;

7.è favorevole all'introduzione di un sistema generale di gestione del traffico marittimo per controllare le rotte della navigazione nelle acque della Comunità europea, in particolare per tutte le navi che trasportano petrolio e carichi pericolosi e in particolare in zone sensibili dal punto di vista ambientale ed economico; sottolinea che tale sistema deve essere utilizzato come un aiuto ai naviganti, consentendo loro di esercitare la loro abilità, e non come un sistema cieco e automatizzato che si sostituisce alla loro volontà;

8.chiede la creazione di una rete di vie marittime obbligatorie per evitare il transito, attraverso zone ecologicamente sensibili, delle navi che trasportano merci pericolose e inquinanti;

9.chiede, alla luce dei recenti incidenti della "Braer" e della "Aegean Sea", che vengano intraprese azioni per migliorare i criteri di sicurezza delle navi cisterna tenendo conto dei rapporti elaborati a conclusione delle indagini e delle istruttorie, grazie all'installazione di sistemi duplici, pienamente indipendenti, per quanto riguarda il carburante e gli impianti ausiliari, i sistemi di emergenza e rimorchiaggio, i sistemi di ancoraggio utilizzabili in caso di mancanza di energia elettrica, e un sistema per trasferire alla zona di prua i membri dell'equipaggio che si trovino in pericolo all'interno dell'imbarcazione;

10.chiede che vengano intraprese azioni anche per perfezionare i criteri di sicurezza degli altri tipi di nave e, in particolare, delle navi cisterna e delle rinfusiere; chiede alla Commissione di presentare al riguardo proposte che tengano conto dell'opportunità di attrezzare i container con dispositivi di segnalazione per facilitarne l'identificazione e il recupero e della necessità di introdurre metodi di carico più sicuri per evitare che i container siano accatastati a gruppi di quattro e che i vecchi container vengano riempiti con carichi troppo pesanti e per evitare anche che le rinfusiere di vecchio tipo subiscano eccessive sollecitazioni a causa dell'impiego di tecniche di carico più moderne;

11.invita la Commissione a elaborare proposte in tal senso in collaborazione con l'IMO, a cui dovranno essere in un secondo tempo presentate; ritiene auspicabile che a lunga scadenza l'Unione europea aderisca all'IMO quale membro di pieno diritto e a breve scadenza aderisca invece alle Convenzioni dell'IMO su questa materia; invita il Consiglio e gli Stati membri a insistere affinché l'IMO adotti tali misure ma ad essere preparati, qualora i progressi nell'ambito di tale organismo siano insufficienti, a intraprendere azioni a livello comunitario;

12.invita gli Stati membri ad accelerare le procedure di ratifica delle Convenzioni IMO che ancora non sono state ratificate e, se del caso, a insistere per l'incorporazione delle risoluzioni IMO nelle Convenzioni in modo da rendere obbligatoria la loro applicazione; quale primo passo, occorre esaminare eventualmente se qualcuna delle convenzioni dell'IMO debba essere applicata obbligatoriamente a livello comunitario a tutte le navi indipendentemente dalla bandiera;

13.ritiene d'importanza vitale per il miglioramento della sicurezza in mare che il settore della navigazione nella Comunità venga rafforzato mediante l'adozione di misure positive da parte della Commissione e invita il Consiglio ad adottarle quanto prima unitamente alla proposta che istituisce un registro navale comunitario e stabilisce il diritto di battere bandiera comunitaria per le unità adibite alla navigazione marittima come modificata dal parere del Parlamento del 26 ottobre 1990 sulla proposta della Commissione per un regolamento del Consiglio che istituisce un registro comunitario e stabilisce il diritto di battere bandiera comunitaria per le unità adibite alla navigazione marittima ; rileva che tale registro comunitario esige l'accordo degli Stati membri per designare quale Stato debba tenere detto registro per l'Unione; sottolinea l'importanza di prevedere questa alternativa addizionale alle bandiere di comodo nell'ambito della lotta contro le navi sotto norma nonché per incentivare l'occupazione

di marittimi europei;

14.sottolinea che, per quanto riguarda la sicurezza dei mari, la maggiore esigenza è di promuovere il rigoroso rispetto degli standard esistenti unitamente al rafforzamento da parte degli Stati sul controllo dei porti, potenziando i servizi ispettivi degli Stati membri in modo da ridurre il numero di navi al di sotto delle norme che navigano nei mari europei; invita la Commissione a presentare proposte concernenti le attività e il coordinamento dei lavori degli ispettorati nazionali a livello comunitario e a esaminare la possibilità di un finanziamento comunitario per assicurare che tutti gli ispettorati nazionali siano in grado di operare con lo stesso elevato grado di efficienza;

15.ritiene che dovrebbero essere effettuati ulteriori e meglio mirati controlli casuali sulle navi nei porti europei, e introdotti metodi di ispezione più completi, inclusi i controlli della struttura degli scafi mediante tecnologie e metodologie avanzate trattenendo regolarmente le navi in caso siano necessarie riparazioni e invita la Commissione a prendere anche in considerazione la creazione di un sistema informatizzato accessibile sul piano internazionale, allo scopo di fornire al pubblico su base mensile i particolari delle navi sotto norma che vengono trattenute nei porti; questi elementi potrebbero essere inseriti nella sua proposta concernente l'elaborazione di un elenco di casi che giustificano più di altri l'intensificazione delle ispezioni in vista della particolare minaccia che rappresentano alla sicurezza o all'ambiente;

16.approva la direttiva del Consiglio che stabilisce esigenze minime in materia di informazioni per gli spedizionieri, gli operatori navali e i capitani delle imbarcazioni in entrata e in uscita dai porti comunitari con a bordo prodotti pericolosi o inquinanti, ma chiede che tale legislazione venga completata quanto prima con l'introduzione di un sistema completo obbligatorio di informazioni che permetta agli Stati membri di avere prontamente accesso a tutte le necessarie informazioni che vengano trasmesse per tutte le imbarcazioni che utilizzano la zona economica esclusiva della Comunità;

17.ritiene che i servizi di guardie costiere nazionali dovrebbero essere rafforzati e potenziati fino a costituire una guardia costiera europea unificata, per consentire di effettuare controlli e verifiche più complete della navigazione nelle acque costiere, e chiede alla Commissione di prendere in considerazione la possibilità di fornire addestramento e coordinamento dei servizi dei singoli Stati nonché le azioni necessarie per la creazione di una guardia costiera europea;

18.invita la Commissione ad avviare una partecipazione a livello europeo a un sistema di controllo della navigazione via satellite, per consentire di stabilire in modo preciso la posizione delle navi che operano nelle acque territoriali degli Stati membri e controllare il movimento delle imbarcazioni con carichi pericolosi;

19.ritiene che l'attribuzione di un'elevata percentuale di incidenti in mare a "errori umani" copra un gran numero di fattori quali addestramento insufficiente, condizioni inadeguate in materia sanitaria e di sicurezza a bordo, eccesso di ore di lavoro, mancanza di personale, condizioni di lavoro inadeguate e manutenzione insufficiente della nave; invita la Commissione a modificare i criteri relativi ai livelli di personale e ai periodi di riposo, a vietare le operazioni da parte di un solo elemento e a effettuare indagini in merito al problema della stanchezza e dell'eccesso di straordinari, assicurando al contempo che gli ufficiali e l'equipaggio delle navi siano capaci di intendere appieno le istruzioni date usando una sola lingua;

20.invita la Commissione a tener conto delle implicazioni derivanti dall'introduzione di un registro marittimo europeo che, unitamente alle disposizioni di controllo in vigore nello Stato di approdo, consentirebbe alla Comunità di sorvegliare opportunamente, disciplinare e controllare la navigazione nelle acque comunitarie e di assicurare il rispetto delle convenzioni marittime internazionali;

21.ritiene che degli obiettivi della politica comune sulla sicurezza in mare si dovrebbe tener conto nei programmi di ricerca della Comunità;

22.sottolinea la necessità della partecipazione degli organismi locali e regionali all'elaborazione delle misure adottate a norma del programma d'azione;

23.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, agli Stati membri e all'Organizzazione marittima internazionale.

 
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