Radicali.it - sito ufficiale di Radicali Italiani
Notizie Radicali, il giornale telematico di Radicali Italiani
cerca [dal 1999]


i testi dal 1955 al 1998

  RSS
ven 01 mag. 2026
[ cerca in archivio ] ARCHIVIO STORICO RADICALE
Archivio PE
Parlamento Europeo - 11 marzo 1994
Rifugiati in Africa

A3-0049/94

Risoluzione sui rifugiati in Africa

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione degli onn. Alvarez de Paz e Arbeloa Muru sui rifugiati in Africa (B3-0053/92),

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3-0049/94),

A.vista la gravità della situazione dei profughi in Africa, che sono circa sei milioni e mezzo, e ricordando che tale cifra fa riferimento ai soli profughi censiti dall'UNHCR provenienti da e aventi ottenuto asilo in uno dei paesi dell'Africa,

B.constatando che il numero delle persone sfollate all'interno dei singoli paesi è aumentato considerevolmente nel corso degli ultimi anni e supera attualmente i 13 milioni e mezzo,

C.considerando che l'OUA ha ampliato la definizione contenuta nella Convenzione di Ginevra del 1951 e nel Protocollo del 1967, affermando che si considera rifugiato chiunque sia obbligato, a motivo di un'aggressione, di un'occupazione esterna, di una dominazione straniera o di avvenimenti che compromettono gravemente l'ordine pubblico in una parte o nella totalità del proprio paese di origine o del paese del quale possiede la cittadinanza, ad abbandonare la residenza abituale per cercare rifugio in un altro luogo, al di fuori del proprio paese di origine o del paese del quale ha la cittadinanza; che appare necessario che l'Unione europea e gli Stati membri, nel definire la loro politica in questo settore, facciano riferimento a questa definizione più ampia dello status di rifugiato,

D.preoccupato perché l'attenzione della comunità internazionale non è più centrata sull'Africa e il problema dei rifugiati africani viene ampiamente ignorato,

E.preoccupato inoltre per

-l'utilizzazione a scopo politico dei rifugiati da parte dei governi e delle opposizioni, dei paesi d'origine e di accoglienza, nelle loro lotte interne ed esterne; tale utilizzazione malsana comporta situazioni destabilizzanti in questi Stati,

-il ruolo svolto da taluni gruppi di rifugiati nei paesi di accoglienza, allorché si integrano nelle forze di ribellione nazionale e mettono in pericolo la stabilità di un paese e la sicurezza della sua popolazione,

F.turbato dalle condizioni in cui vivono tanti profughi africani, in maggioranza donne e bambini che si trovano in una situazione di indigenza sia fisica che morale e di insicurezza estreme,

G.considerando che l'aumento del numero di rifugiati è dovuto anche alla disgregazione degli Stati, come è accaduto in Somalia, in Liberia e nel Burundi, nonché alle guerre civili che ne sono seguite,

H.preoccupato dal rifiuto di accordare lo status di rifugiato ai somali da parte di taluni Stati membri, che hanno invocato la Convenzione di Ginevra che subordina il riconoscimento dello status di rifugiato all'esistenza di persecuzioni a opera delle autorità del paese d'origine,

I.consapevole della notevole capacità delle comunità africane di assorbire un numero elevato di rifugiati, che altrimenti dovrebbero essere sistemati in misura maggiore nei campi di accoglienza,

J.ricordando che

-l'insediamento dei rifugiati nei paesi di accoglienza può provocare atteggiamenti di rigetto da parte delle popolazioni locali, sia per ragioni di appartenenza etnica, tribale, ecc., sia perché esse considerano questi gruppi di rifugiati come dei "privilegiati", a motivo dell'aiuto loro fornito dalla comunità,

-questo insediamento pesa sulla situazione economica e sociale, già precaria, dei paesi di accoglienza,

K.preoccupato dal fatto che numerosi paesi africani rinviano attualmente gruppi di rifugiati nei paesi d'origine o dei quali hanno la cittadinanza, senza tener conto dei pericoli cui vanno incontro in patria,

L.rilevando che la politica comunitaria a favore dei rifugiati è stata messa a punto principalmente grazie alle iniziative e alle pressioni esercitate dal Parlamento europeo,

1.chiede che nella formulazione delle politiche di cooperazione e di sviluppo con i paesi africani, sia nell'ambito della Convenzione di Lomé e degli Accordi e Protocolli mediterranei sia a livello di accordi bilaterali, la Comunità europea e i suoi Stati membri tengano conto delle cause fondamentali che determinano gli spostamenti di profughi e di sfollati;

2.ritiene che politiche volte a migliorare le condizioni economiche, a ridurre le discriminazioni nei confronti di gruppi etnici, religiosi e sociali, a promuovere il rispetto per i diritti umani e il buon governo e a impedire l'insorgenza di conflitti armati costituiscano il mezzo migliore per evitare in futuro il fenomeno dei rifugiati;

3.è convinto che la sicurezza e la soluzione dei conflitti non debbano più essere considerate in termini puramente militari, dal momento che risultano intrinsecamente legate allo sviluppo economico, ambientale e sociale;

4.ritiene di poter svolgere in futuro, viste le divergenze delle parti in conflitto su taluni punti basilari, un ruolo prezioso di arbitro e conciliatore nell'ambito delle riunioni regionali africane finalizzate alla soluzione dei problemi dei rifugiati;

5.insiste sulla necessità che l'assistenza ai rifugiati sia pienamente integrata nelle politiche globali - nazionali e regionali - concernenti lo sviluppo e gli aiuti allo sviluppo e che tali politiche comprendano misure di aiuto durature e non soltanto temporanee;

6.sollecita l'istituzione di sistemi di allarme rapido e la creazione di scorte alimentari e d'urgenza seguendo una logica di prevenzione, al fine di ridurre per quanto possibile l'impatto di calamità naturali quali la siccità, le carestie e le inondazioni, che sono all'origine del fenomeno dei rifugiati;

7.manifesta il suo apprezzamento per l'inestimabile contributo fornito dall'UNHCR e da altre agenzie e ONG nell'opera di assistenza e di reintegrazione dei profughi;

8.riconosce il ruolo fondamentale svolto dalla Comunità europea, tramite la Commissione e i suoi delegati, nella cooperazione con le agenzie specializzate e i governi africani per la protezione, il sostentamento e la definitiva integrazione, il rimpatrio volontario e il reinsediamento dei profughi;

9.considera necessario rafforzare l'assistenza ai profughi e agli sfollati sia nell'ambito della Convenzione di Lomé (articolo 225) sia attraverso il bilancio comunitario, pur riconoscendo che questo tipo di aiuto è soltanto un palliativo e che l'unica soluzione accettabile a lungo termine è costituita dal ritorno su base volontaria o dall'integrazione dei profughi nella società, obiettivi questi che la politica comunitaria di assistenza ai rifugiati deve perseguire a lunga scadenza;

10.auspica una maggiore armonizzazione delle politiche e un più stretto coordinamento degli aiuti fra la Comunità e gli Stati membri conformemente al Trattato sull'Unione europea;

11.rileva che le donne e i bambini rappresentano generalmente una quota proporzionalmente molto elevata tra i rifugiati e chiede che venga compiuto ogni sforzo per assicurarne la protezione e il benessere;

12.è pienamente consapevole della particolare necessità di assicurare ai rifugiati un'istruzione e una formazione professionale atte a favorire la loro reintegrazione nella società;

13.riconosce il ruolo speciale svolto dall'Ufficio europeo per l'aiuto umanitario d'urgenza (ECHO) nel coordinamento e nell'attuazione di una strategia e di una politica globale dell'Unione europea nei confronti dei rifugiati, accoglie con favore l'accordo quadro di cooperazione firmato recentemente con l'UNHCR e insiste sul diritto della Comunità di esercitare un controllo sui fondi e i materiali da essa forniti alle agenzie delle Nazioni Unite;

14.è consapevole dei gravi effetti prodotti sull'ambiente dai profughi, che attraverso lo sfruttamento del suolo, dei combustibili e delle risorse idriche possono sconvolgere delicati equilibri ecologici; invita l'UNHCR e le altre agenzie competenti, nonché i paesi di accoglienza, a vigilare e ad adottare misure di prevenzione per la salvaguardia dell'ambiente;

15.fa presente che in Africa il numero dei rifugiati per cause economiche sta aumentando in seguito al degrado ambientale, alla desertificazione, all'erosione dei suoli e alle carenze idriche; sottolinea il legame esistente fra gestione dell'ambiente e fenomeno dei profughi e chiede a tale riguardo che ne siano affrontate le cause al fine di risolvere i problemi da esso provocati;

16.chiede che il caso dei richiedenti asilo provenienti dai paesi o da uno Stato in cui non esiste più un'autorità, come nel caso della Somalia, della Liberia e del Burundi, sia esaminato tenendo conto della realtà di ciascuno di questi paesi;

17.nota l'atteggiamento restrittivo assunto dalla maggior parte dei governi dell'Unione europea nei confronti delle richieste di riconoscimento dello status di rifugiato o del diritto d'asilo, definiti dall'Accordo di Schengen; chiede una maggiore flessibilità nei casi in cui esistano effettive ragioni umanitarie e insiste sulla necessità di rispettare scrupolosamente le procedure stabilite dalla Convenzione di Ginevra;

18.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri, all'UNHCR e al Comitato di collegamento delle ONG.

 
Argomenti correlati:
stampa questo documento invia questa pagina per mail