A3-0105/94
Risoluzione sulla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione dell'on. Goria sulla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (B3-0759/89),
-vista la propria risoluzione del 9 ottobre 1990 sulla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa (Helsinki II) ,
-vista la propria risoluzione dell'11 luglio 1991 sulla Conferenza sulla sicurezza e la cooperazione in Europa ,
-vista la propria risoluzione del 20 gennaio 1993 sulla concezione e sulla strategia dell'Unione europea in vista del suo ampliamento e della creazione di un ordine paneuropeo ,
-vista la propria risoluzione del 27 maggio 1993 sugli sviluppi dei rapporti Est-Ovest in Europa e sul loro impatto sulla sicurezza europea ,
-visti l'Atto finale di Helsinki, del 1975, la Carta di Parigi per una nuova Europa, del 1990, e tutte le successive dichiarazioni adottate dei Vertici CSCE,
-viste le proposte nell'ambito dell'"Agenda per la pace" illustrate dal Segretario delle Nazioni Unite,
-visto l'articolo 45 del regolamento,
-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0105/94),
A.considerando che con l'entrata in vigore del trattato sull'Unione europea la CSCE è diventata un campo di azioni comuni nel contesto della politica estera e di sicurezza comune,
B.considerando che il Consiglio europeo di Bruxelles, del 29 ottobre 1993 (SN 288/93), ha chiesto al Consiglio di definire le condizioni e le procedure per azioni comuni volte alla promozione della stabilità e della pace in Europa e di promuovere la conclusione di un patto sulla stabilità per risolvere il problema delle minoranze e rafforzare l'inviolabilità delle frontiere,
C.considerando che il consiglio dei ministri UEO del 19 maggio 1993, ha sottolineato l'importanza di sviluppare la cooperazione nell'ambito della CSCE onde appoggiare l'effettiva attuazione di misure di prevenzione dei conflitti e di gestione di crisi, ivi comprese le attività di mantenimento della pace,
D.considerando che la dichiarazione del consiglio NATO dell'11 gennaio 1994 chiede un ulteriore rafforzamento della CSCE come strumento di diplomazia preventiva, di prevenzione dei conflitti, di collaborazione nel campo della sicurezza e di promozione della democrazia e dei diritti dell'uomo,
E.considerando che l'iniziativa "partenariato per la pace" della Nato esprime un impegno comune nei confronti dell'Atto finale di Helsinki e di tutti i successivi documenti CSCE ed invita tutti gli Stati sottoscrittori di tale iniziativa a contribuire ad operazioni compiute sotto l'autorità delle Nazioni Unite e/o sotto la responsabilità della CSCE,
1.sottolinea l'importanza essenziale del ruolo che la CSCE ha svolto e continua a svolgere nel creare norme per prevenire i conflitti, per migliorare le relazioni e per promuovere la cooperazione tra i suoi Stati membri;
2.si compiace per il rafforzamento delle strutture CSCE, in particolare per la creazione di un Foro per la cooperazione in materia di sicurezza, per l'installazione del segretariato CSCE e del comitato permanente Vienna, per la nomina di un segretario generale e quella di un alto commissario per le minoranze nazionali;
3.invita l'Unione europea e i suoi Stati membri ad attivarsi perché vengano rafforzate al più presto le competenze e le dotazioni di personale e di mezzi a disposizione dell'Alto commissario per le minoranze nazionali;
4.invita l'Unione e i suoi Stati membri ad attivarsi perché in senso alla CSCE venga esaminata la possibilità di dotarsi - per l'ambito dei soli Stati membri della CSCE - di un Alto commissario per i diritti umani, che potrebbe avere funzioni e competenze anche più ampie rispetto a quello istituito dalle Nazioni Unite a livello mondiale;
5.si duole profondamente per il fatto che le capacità della CSCE in materia di composizione dei conflitti e di gestione delle crisi siano ancora insoddisfacenti, soprattutto a causa dei suoi complicati meccanismi di crisi, della norma relativa al "consenso" e della mancanza di risorse finanziarie ed operative;
6.invita la CSCE a intensificare e perfezionare le sue attività in favore di elezioni libere e leali in tutti gli Stati membri;
7deplora vivamente che il Parlamento europeo non sia stato ammesso, come membro a pieno titolo, all'assemblea parlamentare della CSCE e propone che il prossimo Parlamento europeo avvii un dialogo con le competenti autorità onde questa situazione possa essere rivista;
8.ritiene che anche l'Unione europea in quanto tale, oltre ai suoi Stati membri, debba diventare parte della CSCE; l'Unione sarà il portavoce degli Stati membri relativamente a quegli argomenti per i quali le saranno state trasferite le competenze;
9.invita l'Unione europea a formulare proposte per migliorare i meccanismi di consultazione e di suddivisione dei compiti, dei ruoli e delle responsabilità tra l'ONU, la CSCE, la NATO, l'UEO e l'Unione europea stessa, nel contesto di uno sforzo comune per contribuire alla stabilità economica, politica e militare in Europa e onde evitare doppioni, sperpero di risorse e possibili controversie;
10.invita l'Unione europea ed i suoi Stati membri a contribuire all'ulteriore rafforzamento della CSCE quale Foro paneuropeo e transatlantico per la collaborazione in materia di sicurezza e quale strumento adeguato per la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi sotto il mandato delle Nazioni Unite, a mente del capitolo VIII della Carta dell'ONU;
11.auspica che tra i suoi "cesti" di cooperazione la CSCE rafforzi in particolare la collaborazione a fini di tutela e risanamento ambientale;
12.chiede all'Unione europea ed ai suoi Stati membri di sostenere attivamente gli sforzi per migliorare le capacità operative della CSCE in materia di preallarme, di prevenzione dei conflitti e di gestione delle crisi,
13.chiede all'Unione europea e ai suoi Stati membri di concorrere - eventualmente anche cooperando con altri Stati della CSCE che già sono attivi in questo campo - alla formazione di personale specializzato per missioni di monitoraggio, mediazione, prevenzione e composizione dei conflitti;
14.ritiene che la CSCE sia il quadro ottimale per la conclusione e messa in opera di un patto di stabilità in Europa e per lo sviluppo di misure politiche e diplomatiche tendenti a prevenire, conciliare, ridurre e risolvere i conflitti e invita dunque l'Unione europea e i suoi Stati membri a coordinare strettamente la loro azione comune e a consultare il Parlamento europeo al riguardo;
15.chiede che gli sia presentata una proposta esaustiva a livello di Unione europea che definisca ed elabori più dettagliatamente una serie di principi fondamentali per la prevenzione dei conflitti e la gestione delle crisi che prenda altresì in considerazione ulteriori proposte in ordine alla stabilità regionale, ivi compresi lo sviluppo di un piano per la cooperazione nei Balcani nonché la cooperazione tra gli Stati baltici;
16.si compiace per la decisione del Consiglio CSCE del 1· dicembre 1993 a Roma, e si pronuncia per una sua rapida attuazione;
17.sottolinea che è essenziale che la CSCE concentri il suo interesse sulla ex-Jugoslavia per garantire, sotto mandato, una sorveglianza permanente del rispetto delle norme e dei principi CSCE, la promozione del rispetto dei diritti dell'uomo e la protezione delle minoranze nazionali,
18.ritiene che, a seguito dei successivi ampliamenti della CSCE, sia particolarmente necessaria una nuova elaborazione della Carta CSCE di Parigi al fine di conciliare, tenendo in debito conto le risoluzioni dell'ONU, il principio di non ingerenza ed il rispetto dell'integrità territoriale con i principi del rispetto dei diritti umani, inclusa la protezione delle minoranze, tenendo presenti i pericoli derivanti dal rafforzamento del nazionalismo;
19.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai parlamenti degli Stati membri e ai segretari generali della CSCE, della Nato, delle Nazioni Unite e dell'UEO.