A3-0109/94
Risoluzione sullo sviluppo di una politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea in relazione a obiettivi, strumenti e procedure
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Balfe e altri sullo sviluppo di una politica di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea in relazione a obiettivi, strumenti e procedure (B3-1548/92),
-vista la sua risoluzione del 10 giugno 1991 sulle prospettive per una politica europea della sicurezza: l'importanza di una politica europea della sicurezza e le sue conseguenze istituzionali per l'Unione europea ,
-vista la sua risoluzione dell'11 luglio 1991 sulla CSCE ,
-vista la sua risoluzione del 24 ottobre 1991 sullo svolgimento della Conferenza intergovernativa su una comune politica estera e della sicurezza ,
-vista la sua risoluzione del 17 settembre 1992 sul ruolo della Comunità nel controllo delle esportazioni d'armi e dell'industria bellica ,
-vista la sua risoluzione del 17 settembre 1992 sulla dichiarazione finale relativa al Vertice di Helsinki II ,
-vista la sua risoluzione del 18 dicembre 1992 sulla fissazione di una politica estera comune della Comunità europea ,
-vista la sua risoluzione del 20 gennaio 1993 sulla concezione e sulla strategia dell'Unione europea in vista del suo ampliamento e della creazione di un ordine paneuropeo ,
-vista la sua risoluzione del 9 febbraio 1993 sul disarmo, l'energia e lo sviluppo ,
-vista la sua risoluzione del 27 maggio 1993 sugli sviluppi dei rapporti Est-Ovest in Europa e sul loro impatto sulla sicurezza europea ,
-vista la sua risoluzione del 24 febbraio 1994 sulle future relazioni tra l'Unione, l'UEO e l'Alleanza atlantica" ,
-viste le relazioni della commissione per gli affari esteri e la sicurezza su:
a)sviluppi delle relazioni Est-Ovest e loro ripercussioni sulle relazioni tra gli Stati Uniti e l'Europa nel campo della sicurezza (A3-0372/93)
b)ampliamento e neutralità (A3-0077/94) nonché
c)disarmo e controlli sulle esportazioni di armi e non proliferazione di armi di distruzione in massa (A3-0111/94),
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-vista la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza (A3-0109/94),
A.considerando le disposizioni del trattato sull'Unione europea relative alla politica estera e di sicurezza comune,
B.considerando la dichiarazione degli Stati membri dell'UEO sull'Unione dell'Europa occidentale allegata al trattato sull'Unione europea,
C.considerando la dichiarazione di Petersberg del Consiglio dei ministri dell'UEO del 19 giugno 1992 nonché la dichiarazione di Roma del Consiglio dei ministri dell'UEO del 19 marzo 1993,
D.considerando il nuovo piano strategico dell'Alleanza concordato l'8 novembre 1991 dai Capi di Stato e di governo dei paesi membri della NATO, nonché la dichiarazione di Roma sulla pace e la cooperazione,
E.considerando l'articolo J.10 del trattato sull'Unione europea, che prevede la revisione delle disposizioni del trattato relative alla sicurezza in una nuova Conferenza intergovernativa,
F.considerando che nell'attuale situazione politica mondiale, caratterizzata da profondi cambiamenti, dalla crescente necessità di un'azione internazionale per la composizione dei conflitti e dal passaggio da un rapporto di forze bipolare ad uno multipolare, è divenuta palesemente più attuale l'esigenza di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune dell'Unione europea,
G.nella convinzione che le disposizioni del trattato sull'Unione europea relative alla politica estera e di sicurezza comune vadano nella giusta direzione, ma siano sotto molteplici aspetti insufficienti per conferire all'Unione un'adeguata identità in questo settore,
H.con riferimento ai risultati dei più recenti sondaggi d'opinione, da cui risulta chiaramente che la maggioranza dei cittadini della Comunità in tutti gli Stati membri (complessivamente il 70%) vogliono una politica di sicurezza e di difesa comune e che quindi esiste un ampio consenso ad una comunitarizzazione di questi settori,
I.considerando che l'Unione europea ha il dovere di contribuire in tutto il mondo all'eliminazione della povertà e del sottosviluppo, all'affermazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, alla salvaguardia della pace per mezzo della diplomazia preventiva nonché al contenimento dei conflitti, e che una politica di sicurezza comune è il presupposto per poter ottemperare efficacemente a tale dovere,
J.considerando che la politica di sicurezza e di difesa comune non può fondarsi esclusivamente sull'analisi delle circostanze attuali, ma deve tener conto di potenziali mutamenti politici, del possibile insorgere di nuovi focolai di tensione e del pericolo di un'estensione dei conflitti a regioni e continenti limitrofi,
1.ravvisa nei seguenti punti gli obiettivi prioritari di una politica di sicurezza e di difesa comune alla cui realizzazione all'interno e all'esterno dell'Europa dovrebbe contribuire l'Unione europea:
a)promozione di una politica di progressivo disarmo e di riequilibrio politico, sociale, economico ed ecologico, capace di ridurre ed eliminare le cause di tensioni e conflitti,
b)rafforzamento della sicurezza e dell'integrità territoriale dell'Unione europea e dei suoi Stati membri in tutte le sue forme e salvaguardia dei suoi interessi legittimi,
c)mantenimento della pace e rafforzamento della sicurezza internazionale, conformemente ai principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché ai principi dell'Atto finale di Helsinki e agli obiettivi della Carta di Parigi,
d)affermazione del rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali e promozione della democrazia e dei principi dello Stato di diritto,
e)prevenzione dei conflitti militari mediante un'azione diplomatica preventiva, elaborazione e promozione di una politica di pacificazione e salvaguardia della pace basata principalmente sull'impiego di mezzi non militari e approntamento di forze capaci di metterla in atto,
f)contenimento dei conflitti militari conformemente all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;
2.convinto che una politica di sicurezza e di difesa comune debba fondarsi prioritariamente sulla azione preventiva, sul piano politico, diplomatico, sociale, economico e giuridico e sugli sforzi per la composizione pacifica dei conflitti; che l'impiego di mezzi militari dovrebbe essere preso in considerazione solo quale "ultima ratio" e che tale politica debba orientarsi agli aspetti economici, sociali, ecologici, culturali e di altro genere della società civile ed internazionale;
3.deplora che le disposizioni del trattato sull'Unione europea relative alla politica estera e di sicurezza comune (PESC) si basino su un approccio intergovernativo, che limita la partecipazione del Parlamento europeo al semplice diritto di consultazione e d'informazione nonché alla possibilità di rivolgere raccomandazioni non vincolanti al Consiglio; prevede che le deliberazioni siano adottate all'unanimità e sottrae la PESC alla competenza della Corte di giustizia europea;
4.deplora che gli autori del trattato sull'Unione abbiano preferito affidare la politica estera e di sicurezza comune a un'agenzia separata quale è l'UEO, invece che integrarla pienamente nell'Unione;
5.invita il Consiglio ad utilizzare energicamente il nuovo strumento d'azione comune previsto dagli articoli J.1.3 e J.3 del trattato sull'Unione nonché dalle decisioni del Consiglio del 26 ottobre 1993 onde contribuire, mediante misure preventive, di salvaguardia e di garanzia della pace, alla sicurezza e alla stabilità in Europa e nel mondo;
6.auspica che nell'ambito della Conferenza intergovernativa di revisione delle disposizioni relative alla PESC, prevista per il 1996, venga contemplata la progressiva sostituzione delle procedure intergovernative con procedure comunitarie basate in particolare sul principio maggioritario (maggioranza qualificata speciale) in seno al Consiglio, sull'obbligatorietà delle decisioni del Consiglio e sul ruolo ben definito del Parlamento europeo nell'esercizio dei diritti di controllo;
7.reputa indispensabile che l'Unione europea agisca come tale nei consessi internazionali quali per esempio l'ONU, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la CSCE, il Consiglio d'Europa e che si doti di adeguati poteri politici e della personalità giuridica all'uopo necessaria;
8.appoggia la prosecuzione del processo di controllo e riduzione degli armamenti chimici, batteriologici, convenzionali e nucleari e della relativa tecnologia ed auspica che l'Unione europea in quanto tale abbia un atteggiamento compatto nei relativi negoziati, agendo all'unisono;
9.auspica che l'Unione europea svolga pienamente il suo ruolo in materia di sicurezza e difesa, nel quadro dell'Alleanza atlantica diventando "membro collettivo" della NATO, in modo che l'Alleanza stessa possa poggiare su due pilastri di pari importanza;
10.considera con favore le riflessioni in atto su entrambe le sponde dell'Atlantico circa l'opportunità di fissare in un trattato globale tutte le relazioni di natura politica, economica e di difesa tra l'Unione europea, gli Stati Uniti e il Canada;
11.raccomanda che nell'ambito della Conferenza di revisione prevista per il 1996 si decida che l'Unione dell'Europa occidentale (UEO), compreso il trattato su cui si fonda, confluisca nell'Unione europea, preferibilmente nel 1998, alla scadenza cinquantennale di detto trattato;
12.ritiene opportuno che si provveda al più presto a sincronizzare la Presidenza dell'Unione europea con quella dell'UEO, in modo che la Presidenza di entrambi i Consigli venga assunta di volta in volta dal medesimo Stato, prevedendo una regolamentazione speciale per gli Stati membri dell'Unione che non aderiscono pienamente all'UEO;
13.è favorevole alla piena adesione, nella forma ritenuta idonea, all'UEO di tutti gli Stati membri dell'Unione europea, per rafforzare la capacità d'azione e la coesione di quest'ultima in materia di sicurezza e di difesa;
14.è favorevole all'ampliamento del ruolo operativo dell'UEO, in particolare attraverso la creazione di un nucleo di pianificazione dell'UEO e la collaborazione a livello di capi di stato maggiore, con l'obiettivo a lungo termine di istituire una struttura di comando militare comune dell'Unione nonché attraverso una più stretta cooperazione militare, specialmente nei settori della logistica, della formazione, della difesa aerea, delle esercitazioni e dei trasporti;
15.è favorevole all'impiego di unità militari degli Stati membri dell'UEO, poste sotto il comando di quest'ultima, anche per missioni umanitarie e interventi di salvataggio, missioni di dissuasione e azioni di mantenimento e ripristino della pace;
16.auspica che la Conferenza di revisione delle disposizioni della PESC preveda l'approvazione del Parlamento europeo a maggioranza dei membri che lo compongono per le missioni militari della UEO nonché l'approvazione dei parlamenti degli Stati membri partecipanti a tali missioni;
17.è favorevole alla progressiva trasformazione del corpo franco-belga-tedesco, al quale parteciperà prossimamente anche la Spagna, in una struttura militare operativa, aperta a tutti gli Stati membri dell'Unione, composta di varie unità multinazionali, suscettibile di essere impiegata a nome dell'Unione europea su decisione del Consiglio e previa approvazione del Parlamento europeo, sulla base dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite;
18.considera allo stesso tempo l'"EUROCORPS" quale struttura basilare di forze armate comuni dell'Unione europea, che dovrebbero essere poste sotto la responsabilità dell'istituenda struttura di comando militare comune dell'Unione e, se necessario, potrebbero essere impiegate in stretto accordo con gli organi dell'Alleanza atlantica, della CSCE e dell'ONU;
19.ritiene necessario che nel bilancio dell'Unione europea vengano stanziati fondi adeguati per azioni comuni e misure imprevedibili nell'ambito della PESC;
20.raccomanda, in vista dell'auspicata cittadinanza dell'Unione e sulla base del principio di parità di trattamento, iniziative volte ad armonizzare le disposizioni legislative e regolamentari che disciplinano, negli Stati membri dell'Unione in cui esiste l'obbligo di leva, il servizio militare e il servizio civile sostitutivo, tenendo conto del patrimonio giuridico e costituzionale e delle tradizioni dei singoli Stati membri;
21.raccomanda che il diritto all'obiezione di coscienza venga incluso tra i principi costituzionali dell'Unione;
22.è favorevole alla creazione in tempi brevi di un'Agenzia europea per gli armamenti, che funga da quadro di riferimento per le misure volte a rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri dell'Unione europea nel settore della produzione degli armamenti e della riconversione a fini civili dell'industria bellica; accoglie favorevolmente a tale proposito le iniziative della Commissione, in particolare il programma CONVER e il nuovo "Obiettivo 4" del Fondo sociale e chiede che tali iniziative siano proseguite e sviluppate;
23.chiede in particolare alla Commissione di prospettare in tempi brevi una linea di bilancio separata per CONVER svincolata dalle restrizioni imposte dai criteri di ammissibilità dei fondi strutturali; auspica inoltre che gli stanziamenti destinati a CONVER siano potenziati;
24.ricorda la possibilità di localizzare e distruggere milioni di mine terrestri mediante la tecnica delle microonde e chiede all'Unione europea di prendere al riguardo le opportune iniziative;
25.ritiene opportuno e nell'interesse degli Stati membri includere anche il settore degli armamenti nel mercato interno e chiede dunque che nell'ambito della prossima Conferenza intergovernativa venga soppresso o modificato l'articolo 223 del trattato CE;
26.ritiene che la realizzazione di eventuali impianti e tecnologie a scopi di informazione militare nel quadro dell'Unione europea debba essere rimandata a quando ne saranno chiarite le condizioni politiche;
27.ritiene assolutamente necessaria un'azione comune di ricerca e bonifica nei territori dell'originaria CSI contaminati dalle radiazioni, in collaborazione con le Repubbliche interessate;
28.chiede l'introduzione di regole comuni per una politica restrittiva dell'Unione europea nel settore delle esportazioni di armi, sulla base di un catalogo di criteri vincolanti, di rigorosi meccanismi di controllo e di una politica comunitaria che tenga conto delle disposizioni ancora vigenti del COCOM;
29.è dell'opinione che gli aspetti relativi alla sicurezza e alla difesa dell'Unione europea dovrebbero possedere una dimensione paneuropea, che tenga convenientemente conto degli interessi relativi alla sicurezza degli Stati dell'Europa centrale, orientale, nordorientale, sudorientale e mediterranea, compresa la Russia e che la CSCE, in seno alla quale l'Unione europea agisce congiuntamente, dovrebbe rappresentare una tribuna privilegiata in tale materia;
30.appoggia lo sviluppo di relazioni organiche tra le istituzioni dell'Unione europea e l'UEO da una parte e, dall'altra, tra l'Unione/UEO e gli Stati con i quali sono attualmente in corso negoziati per l'adesione, nonché gli Stati con cui vengono conclusi o sono progettati accordi europei, in vista del loro graduale e pieno coinvolgimento in tutte le attività dell'Unione, i quali ottemperino alle disposizioni della Carta delle Nazioni Unite, dell'Atto finale di Helsinki e della Carta di Parigi concernenti i diritti dell'uomo e le libertà fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto;
31.sottolinea tuttavia che le relazioni tra l'Unione/UEO e gli Stati con i quali sono attualmente in corso negoziati per l'adesione, o sono progettati accordi europei, avvengano nella piena consapevolezza da parte di questi Stati che l'appartenenza alla UEO, quale alleanza militare, non è una premessa indispensabile all'adesione all'Unione europea;
32.giudica necessario l'insediamento di una commissione a pieno titolo per la sicurezza e la difesa, immediatamente dopo le elezioni al nuovo Parlamento, al fine di garantire il rispetto delle disposizioni del titolo V del trattato sull'Unione;
33.ritiene che il Parlamento europeo debba essere dotato di un'adeguata struttura amministrativa per questo settore, in considerazione della sempre maggiore importanza che questioni connesse alla sicurezza e alla difesa rivestono per l'Unione europea;
34.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi e ai parlamenti degli Stati membri dell'UE, ai governi e ai parlamenti degli Stati candidati all'adesione nonché ai Segretari generali dell'UEO, della NATO, della CSCE e delle Nazioni Unite.