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Parlamento Europeo - 19 aprile 1994
Orientamenti delle politiche economiche

B3-0386/94

Risoluzione sui grandi orientamenti delle politiche economiche

Il Parlamento europeo,

A.considerando che la Comunità registra ormai da vari anni una situazione economica e sociale caratterizzata da un accentuato rallentamento della crescita economica, il cui effetto è un marcato degrado della situazione dell'occupazione in Europa, che colpisce tutti i salariati, in particolare i più giovani,

B.tenendo conto della crescente disperazione delle popolazioni europee, dovuta al complessivo fallimento di tutte le politiche tradizionali finora condotte allo scopo di tentare di riassorbire la disoccupazione, e considerando altresì il rischio di una lacerazione del tessuto sociale delle nostre società nonché il fenomeno dell'esclusione che essa comporta,

C.considerando il ruolo determinante delle piccole e medie imprese ai fini della creazione di posti di lavoro nella Comunità,

D.considerando, nella prospettiva dell'Unione economica e monetaria, i principali vincoli imposti agli Stati membri in materia di convergenza e gli scarsi margini di manovra di cui questi ultimi dispongono per far fronte alla drammatica situazione dell'occupazione,

E.considerando che, probabilmente, un ritorno alla crescita, peraltro già percepibile, che non si tradurrà in un rapido rallentamento della disoccupazione,

OCCUPAZIONE

1.auspica vivamente che l'attuazione pratica del Libro bianco su "La crescita, la competitività e l'occupazione" apporterà elementi di risposta concreti per un rilancio dell'attività economica, affinché nell'Unione europea si ricomincino a creare posti di lavoro e sia salvaguardato il tessuto sociale degli Stati membri;

2.reputa indispensabile, senza per questo rimettere in discussione l'obiettivo dell'UEM, restituire agli Stati membri i necessari margini di manovra per consentire loro di rispondere con maggior flessibilità alle legittime aspettative delle popolazioni in ordine al progressivo riassorbimento della disoccupazione;

3.rammenta il ruolo determinante delle PMI in materia di creazione di posti di lavoro e di salvaguardia del tessuto sociale nonché a livello di competitività degli Stati; sottolinea la necessità di un rafforzamento delle politiche volte a favorire la creazione e lo sviluppo delle PMI;

4.reputa indispensabile pervenire nel medio termine a una riduzione sensibile del costo della manodopera non qualificata nonché dei prelievi sui salari modesti e minimi, sugli oneri di famiglia e sui contributi di assicurazione- malattia;

5.considera che la riduzione del tempo di lavoro non può certo essere una panacea per lottare contro la disoccupazione e mette in guardia da qualsiasi politica comunitaria che tendesse a considerare l'occupazione in una prospettiva di ripartizione della penuria;

6.rammenta l'importanza del lavoro a tempo parziale quale una delle possibili risposte alla drammatica situazione della disoccupazione alla luce delle esigenze di taluni settori di attività e reputa che il ricorso a tale tipo di lavoro comporti svariati vantaggi ed eviti, in particolare, gli inconvenienti più gravi derivanti da una riduzione generale e massiccia della durata del lavoro;

7.reputa indispensabile promuovere lo sviluppo di una politica sociale specifica a favore delle regioni periferiche e svantaggiate che miri in particolare alla creazione di posti di lavoro e al miglioramento dei servizi pubblici, nonché allo sfruttamento ottimale delle iniziative comunitarie;

8.chiede alla Commissione, nel quadro del suo Libro bianco, di promuovere l'azione degli Stati membri a favore di una mobilitazione di tutte le loro risorse umane e naturali in uno spirito di solidarietà e di rafforzamento della coesione sociale, senza per questo rimettere in discussione le indispensabili politiche di risanamento delle finanze pubbliche;

9.ricorda che lo strumento nonché l'obiettivo di qualsiasi politica di risollevamento dell'occupazione nell'Unione non può essere di ridurre o sminuire l'importanza del lavoro umano ma al contrario di rivalutarne il ruolo nell'economia;

10.reputa che per consentire un miglioramento dell'occupazione nell'Unione sia indispensabile realizzare una migliore ripartizione del carico fiscale diminuendo le imposte sul lavoro e tenendo maggiormente in considerazione le risorse rare e non rinnovabili;

CRESCITA E COMPETITIVITA'

11.rammenta l'imperiosa necessità di stimolare la crescita nella Comunità, consapevole tuttavia che essa, da sola, non è in grado di por fine al drammatico livello della disoccupazione;

12.prende atto del consenso scaturito in occasione del Consiglio ECOFIN del 22 novembre 1993 per l'individuazione di taluni grandi "orientamenti" destinati a rafforzare la crescita e a ripristinare la fiducia, in particolare il perseguimento del un risanamento finanziario, una riduzione dei tassi di interesse, una crescita della flessibilità del mercato del lavoro e un alleggerimento del costo del lavoro;

13.è del parere che qualsiasi strategia a medio termine a favore della crescita, della competitività e dell'occupazione debba valorizzare in via prioritaria i grandi serbatoi di manodopera che esistono attualmente negli Stati della Comunità, incentivando in particolare la costruzione di infrastrutture di trasporto, adottando decisioni in campo fiscale che restituiscano fiducia agli imprenditori e stimolino le imprese a effettuare investimenti immobiliari, aumentando il numero delle PMI e perseguendo a termine una franchigia completa dei contributi del datore di lavoro, fino al livello dei bassi salari;

14.ricorda che svariati settori come la biotecnologia, le telecomunicazioni e i lavori nelle infrastrutture rappresentano significativi "serbatoi di crescita";

15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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