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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Situazione in Bosnia-Erzegovina

B3-0454, 0467, 0479, 0487 e 0489/94

Risoluzione sulla situazione in Bosnia-Erzegovina

Il Parlamento europeo,

A.considerando la disperata situazione della città di Gorazde, dichiarata dalle Nazioni Unite "zona di sicurezza" e attualmente soggetta a continui bombardamenti da parte delle forze serbe,

B.considerando il pericolo, ormai concreto, che l'epurazione etnica e la ridefinizione dei confini della Bosnia-Erzegovina si avvicinino in modo decisivo alla loro realizzazione,

C.deplorando che l'ONU dal punto di vista politico e la NATO dal punto di vista militare abbiano fallito clamorosamente nel dare esecuzione alla risoluzione del Consiglio che garantisce la protezione di Gorazde in quanto "zona di sicurezza",

D.riconoscendo la grave responsabilità degli Stati dell'Unione europea che non hanno fornito i mezzi militari richiesti dal comandante dell'UNPROFOR per garantire la protezione delle zone di sicurezza e porre fine all'aggressione e così sostenere l'autorità dell'ONU in Bosnia-Erzegovina,

E.riconoscendo che le esitazioni e l'incoerenza del governo americano e del Consiglio dell'Unione hanno fortemente indebolito la posizione dell'ONU e dell'Unione,

F.considerando che osservatori delle forze ONU a Gorazde e nei suoi dintorni sono stati sequestrati da truppe serbe bosniache e che circa 200 persone, fra truppe UNPROFOR e personale ausiliario ONU, sono tenute in ostaggio,

G.considerando che nuovi attacchi sono stati sferrati contro le città di Tuzla e Sarajevo e che truppe serbe bosniache hanno cercato di riappropriarsi dell'artiglieria pesante posta sotto il controllo dell'ONU dall'inizio di febbraio,

H.sottolineando che la sconfitta delle forze che difendono i principi del diritto internazionale e la sicurezza collettiva non può che incoraggiare altre aggressioni in futuro,

I.considerando che a convogli di aiuti umanitari è stato impedito di raggiungere la popolazione sofferente in Bosnia-Erzegovina,

J.ricordando le sue precedenti risoluzioni in cui chiede che si ponga fine alle aggressioni nell'ex Jugoslavia,

1.condanna l'aggressione delle forze serbe contro l'enclave di Gorazde, attacco che ha già causato la morte di diverse centinaia di persone e che costituisce un'aperta violazione delle risoluzioni 824 e 836 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite concernenti le cosiddette "zone di sicurezza";

2.sottolinea la crescente esigenza di evitare, conformemente alle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU, la divisione dello Stato sovrano della Bosnia-Erzegovina e l'espulsione degli abitanti dai loro territori;

3.ribadisce la propria richiesta affinché sia esplicato ogni sforzo per offrire piena protezione alle persone che si trovano nelle zone di sicurezza e per garantire che non siano frapposti ostacoli alle consegne di aiuti umanitari in tali zone;

4.rileva che la richiesta alla NATO di fornire appoggio aereo alle truppe ONU a Gorazde e nei dintorni è stata formulata sulla base della richiesta, da parte dei comandanti ONU in Bosnia-Erzegovina, di fornire alle truppe e agli ausiliari dell'ONU protezione dagli attacchi sferrati da truppe serbe bosniache; approva quindi tale richiesta in quanto conforme alle condizioni e alle procedure prescritte dalla NATO e dal Consiglio di sicurezza dell'ONU;

5.avverte che se non si interverrà efficacemente per fermare gli aggressori in Bosnia si costituirà un precedente che potrà condurre alla diffusione del conflitto armato in altre parti d'Europa e al collasso del sistema di sicurezza collettiva sviluppato sin dal 1945;

6.si appella a tutti gli Stati membri affinché assistano UNPROFOR nello svolgimento della sua missione mettendo a disposizione il personale, il materiale e i fondi necessari a soddisfare le loro richieste e appoggiando le misure da essi ritenute essenziali per porre fine agli attacchi dei serbi, che sono venuti meno agli impegni più volte assunti;

7.si appella a tutte le parti affinché sia concordato, organizzato e rispettato un immediato cessate il fuoco, le truppe ritornino alle posizioni occupate prima dell'inizio degli attacchi contro Gorazde e quest'ultima sia ripristinata come zona di sicurezza;

8.fa appello al governo degli Stati Uniti affinché renda assolutamente chiara la propria determinazione a contribuire all'esecuzione delle risoluzioni dell'ONU in Bosnia-Erzegovina;

9.approva e incoraggia gli sforzi esplicati dal governo della Federazione russa per esercitare pressioni sui leader serbi in Bosnia e sul governo di Belgrado in ordine alla cessazione di una guerra che impone un onere sempre più pesante alla popolazione serba;

10.condanna il fatto che le truppe serbe abbiano preso in ostaggio soldati e ausiliari dell'ONU e chiede alle Nazioni Unite e al Consiglio dell'Unione di intensificare le pressioni sulla Repubblica di Serbia in ordine alla cessazione dell'invio di truppe serbo bosniache e al rilascio di tutti gli ostaggi;

11.raccomanda a tutte le parti di riprendere i negoziati in vista di una soluzione pacifica del conflitto e chiede all'Unione europea, agli Stati Uniti, alla Federazione russa e all'ONU di convocare una Conferenza di pace su basi nuove, con nuovi partner democratici, che escluda qualunque suddivisione etnica della Bosnia-Erzegovina e qualunque riconoscimento dei profitti di guerra, miri a una soluzione di pace globale per tutte le regioni dell'ex Jugoslavia e offra sostegno internazionale ai democratici e a quelle forze che lavorano per la pace nella regione;

12.ribadisce che le sanzioni economiche nei confronti della Serbia devono essere mantenute fino a quando non sarà concluso e attuato un accordo di pace scritto e vincolante;

13.ritiene che soltanto una mobilitazione delle forze democratiche nei paesi europei possa convincere gli Stati membri dell'Unione e le Nazioni Unite a ricorrere a tutti i mezzi necessari per prevenire nuovi massacri e evitare all'Europa altre "epurazioni";

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al presidente della Federazione russa, al presidente degli Stati Uniti, ai governi de jure dell'ex Jugoslava e al Segretario generale delle Nazioni Unite.

b)B3-0409, 0463 e 0469/94

Risoluzione sulla situazione in Burundi

Il Parlamento europeo,

A.ricordando le sue precedenti risoluzioni sul Burundi,

B.scosso dalla morte del presidente Ntaryamira in un incidente aereo, avvenuto in circostanze poco chiare, e preoccupato dal conseguente vuoto di potere creatosi nel paese,

C.ricordando che Cyprien Ntaryamira era stato nominato presidente del Burundi dopo l'assassinio del presidente Ndadaye a seguito del fallito colpo di Stato dell'ottobre 1993, cui hanno fatto seguito massacri che hanno provocato decine di migliaia di vittime fra la popolazione civile,

D.convinto fermamente che una riconciliazione nazionale non sarà possibile finché i responsabili di questi orribili crimini contro l'umanità non saranno assicurati alla giustizia,

E.considerando che l'instabilità politica del Burundi rischia di far precipitare il paese in un nuovo ciclo di sanguinose guerre civili che avrebbero ripercussioni dirette sulla popolazione,

1.condanna l'assassinio di Cyprien Ntaryamira e i massacri che hanno provocato decine di migliaia di vittime fra la popolazione civile;

2.condanna in particolare l'esercito quale principale responsabile dei massacri e dell'interruzione del processo di democratizzazione iniziato con le elezioni del giugno 1993;

3.lancia un appello a tutte le forze democratiche del paese affinché l'ordine costituzionale sia ristabilito e la democrazia rispettata;

4.chiede un potenziamento dell'aiuto umanitario a favore dei profughi del Burundi nei paesi vicini e dei profughi del Ruanda in Burundi;

5.chiede alle Nazioni Unite di intraprendere un'iniziativa internazionale volta a evitare altri massacri;

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, agli Stati membri, al governo del Burundi e ai paesi ACP.

 
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