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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Diritti dell'uomo in Iran

B3-0413, 0431, 0432 e 0458/94

Risoluzione sui diritti dell'uomo in Iran

Il Parlamento europeo,

A.considerando i frequenti casi di violazione dei diritti in Iran segnalati da organizzazioni internazionali per la difesa dei diritti umani,

B.ricordando il documento redatto dal relatore del Parlamento europeo sull'Iran, nonché la relazione del 2 marzo 1994 della commissione parlamentare per i diritti dell'uomo della Camera dei Comuni britannica, dal titolo "The Teheran Murder Machine", incentrata sull'assassinio di attivisti dell'opposizione iraniana da parte di agenti del governo dell'Iran,

C.rammentando che recenti dimostrazioni popolari nell'Iran orientale e meridionale e a Teheran hanno portato a vasti scontri tra le guardie rivoluzionarie e i cittadini delusi,

D.esprimendo sgomento per l'uccisione di decine e l'arresto di centinaia di persone da parte delle forze di sicurezza nel corso di tali dimostrazioni,

E.preoccupato per il fatto che la nuova legge ratificata dal parlamento iraniano autorizza formalmente la polizia ad aprire il fuoco in caso di dimostrazioni e proteste,

F.deplorando lo sprezzo continuamente mostrato dal governo iraniano nei confronti dei diritti umani fondamentali, che in molti casi ha portato a detenzioni ed esecuzioni senza giusto processo, alla scomparsa di persone e perfino all'assassinio di oppositori del regime residenti al di fuori dell'Iran,

G.considerando che il 21 febbraio 1994 la sig.ra Homa Darabi, pediatra specializzata in psichiatria infantile, si è data fuoco a un incrocio stradale molto trafficato del nord di Teheran in segno di protesta contro la sistematica violazione dei diritti della donna,

H.considerando che Sobhani Hossein, Mohamadi Rouf, Khosravi Baham e Moradi Ghaderi erano stati arrestati il 15 luglio 1992 nei pressi della città di Djounrou, nel Kurdistan iraniano,

I.considerando che anche Abdolahi Adel aveva subito anni di carcerazione,

J.considerando che le suddette cinque persone sono state imprigionate e torturate nel carcere di Kermanshah (la più grande città curda, situata nel sud del Kurdistan iraniano), sono state fucilate in questa stessa prigione e i loro corpi restituiti alle famiglie nel febbraio 1994,

K.preoccupato dalla repressione della comunità cristiana - con particolare menzione per l'omicidio del vescovo Haik Hovsepian Mehr - e di altre minoranze come i Baha'i, oltreché dei musulmani non conformisti, maggioritari nel paese,

1.porge le sue condoglianze alle famiglie delle vittime e condanna questo nuovo omicidio politico perpetrato dal regime iraniano;

2.si dichiara solidale con la lotta delle forze democratiche iraniane per il rispetto dei diritti fondamentali da parte delle autorità del loro paese;

3.condanna la guerra liberticida ingaggiata dal regime iraniano, la repressione nei confronti dello stesso popolo iraniano all'interno del paese e l'uso dell'intimidazione, della forza e del terrorismo contro cittadini iraniani e contro l'opposizione politica all'estero;

4.insorge contro l'incarcerazione di migliaia di detenuti politici in Iran e ne chiede la liberazione alle autorità iraniane, congiuntamente al rispetto dei diritti dell'uomo nel loro paese;

5.chiede al Consiglio e alla Commissione di fare quanto è in loro potere affinché in Iran si rilascino i prigionieri politici e si rispettino i diritti dell'uomo;

6.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e alle autorità iraniane.

 
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