B3-0410, 0436, 0455 e 0465/94
Risoluzione sulla situazione dei curdi in Turchia
Il Parlamento europeo,
-ricordando le proprie risoluzioni in materia, e in particolare quella del 10 marzo 1994 ,
-viste la Convenzione di Ginevra sui profughi, la Convenzione europea dei diritti umani e la Convenzione contro la tortura del Consiglio d'Europa,
A.considerando che sei degli otto deputati curdi fermati il 2 e 4 marzo 1994 sono ancora detenuti dalla polizia turca,
B.considerando che la presenza di osservatori alle elezioni in zone dove i diritti umani sono minacciati contribuisce a garantire il processo democratico,
C.considerando che alcuni osservatori, tre irlandesi, tre britannici e un neozelandese, sono stati arrestati nel marzo 1994 nel Sud-Est della Turchia mentre seguivano la fase preparatoria delle elezioni e notando con disappunto che l'Unione europea ha omesso di menzionare, nella sua dichiarazione del 31 marzo 1994 sui diritti dell'Uomo in Turchia, l'arresto di questi osservatori alle elezioni,
D.essendo a conoscenza di varie relazioni e documenti delle delegazioni europee che nel marzo 1994 si sono recate nel Sud-Est della Turchia per seguire le festività del "Neworz" presso la popolazione civile e le elezioni municipali,
E.indignato per l'assassinio di Theophilos Georgiades, che per anni è stato presidente del comitato cipriota di solidarietà con il popolo curdo,
1.esprime la propria indignazione per il fatto che osservatori neutrali possano essere detenuti arbitrariamente e senza alcuna motivazione e condanna il comportamento di talune autorità dello Stato turco, che nel marzo 1994 hanno ostacolato la libertà di movimento delle delegazioni europee;
2.invita le autorità turche a giustificare il loro comportamento arbitrario e a scusarsene con gli arrestati;
3.esprime il proprio sgomento per l'alto numero di giornalisti arrestati, imputati, "scomparsi" e ritrovati uccisi, che esercitavano la loro attività soprattutto nel Sud-Est del paese;
4.ribadisce la sua richiesta di liberare i deputati curdi, di rinunciare a perseguirli e di reintegrarli nei loro diritti di parlamentari;
5.esprime la propria inquietudine per il fatto che, nel corso delle operazioni militari nel Sud-Est del paese, le forze dell'esercito turco abbiano distrutto 519 villaggi nel 1993 e già più di 120 villaggi nei primi mesi del 1994;
6.prende atto con stupore di relazioni che documentano come nel marzo 1994 siano state utilizzate nel Sud-Est del paese armi della NATO, nonché armi e strumenti che erano stati messi a disposizione dal governo federale tedesco solo a determinate condizioni;
7.accoglie quindi con soddisfazione che la Germania abbia cessato ogni aiuto militare alla Turchia e chiede agli altri Stati membri dell'Unione di fare altrettanto;
8.ritiene che debba essere garantito a tutti coloro che vivono legalmente nel loro territorio l'esercizio pacifico dei diritti politici, senza che ciò possa dar adito a misure repressive;
9.chiede ai governi dell'Unione di garantire tali diritti ai curdi e di astenersi da qualsiasi misura arbitraria in materia;
10.lancia a tal fine un appello per un cessate il fuoco generale e chiede all'Unione di favorire una soluzione pacifica della questione curda;
11.condanna gli attentati terroristici di Istanbul e in altri luoghi, rivendicati dal PPK, che ostacolano una soluzione pacifica del problema curdo;
12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alle autorità turche, al Consiglio, al Segretario generale e al Presidente dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, all'Alto Commissario per le minoranze nazionali della CSCE e al Segretario generale delle Nazioni Unite.