A3-0228/94
Risoluzione su un nuovo sistema delle risorse proprie per l'Unione europea
Il Parlamento europeo,
-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,
-vista la sua risoluzione del 10 giugno 1992 sulla comunicazione della Commissione "Dall'Atto Unico al dopo Maastricht - I mezzi per realizzare le nostre ambizioni" ,
-vista la propria risoluzione del 27 ottobre 1993 sull'adozione di un Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio nel periodo 1993-1999 ,
-visto l'Accordo interistituzionale del 29 ottobre 1993 sulla disciplina di bilancio , in particolare la Dichiarazione sul sistema delle risorse proprie,
-vista la Conferenza sul sistema delle risorse proprie alla presenza di rappresentanti dei parlamenti degli Stati membri e della Presidenza del Consiglio del 21 e 22 febbraio 1994,
-vista la relazione della commissione per i bilanci (A3-0228/94),
A.considerando che la Comunità deve disporre di risorse proprie sufficienti a coprire le sue spese,
B.considerando che, per quanto riguarda le risorse proprie, in particolare le due di più recente creazione, la prassi ha in qualche modo snaturato il carattere di risorsa propria, benché sul piano giuridico si tratti innegabilmente e in modo irrinunciabile di risorse proprie,
C.ritenendo che le riforme proposte dalla Commissione, che prevedono una riduzione dell'aliquota massima IVA dall'1,4% all'1% e una limitazione della base imponibile al 50% del PIL indeboliscano ulteriormente il carattere di risorsa propria delle entrate IVA,
D.ritenendo che l'attuale sistema delle risorse proprie non conduca a un'equa ripartizione degli oneri né in base al criterio del PIL nazionale né a quello del PIL pro capite,
E.ritenendo che un reale sistema delle risorse proprie debba soddisfare requisiti di trasparenza, equità ed equilibrio,
F.considerando che le entrate proprie dell'Unione influiscono sulla natura e non sulla portata delle entrate e che il sistema delle entrate è pertanto neutro,
G.considerando che la questione dell'equità delle entrate deve essere orientata rispetto al PIL degli Stati membri o dei cittadini dell'UE e non può essere direttamente collegata alle modalità di spesa,
H.considerando che un'Unione europea che si sviluppa democraticamente nel rispetto del principio della sussidiarietà deve disporre di autonomia finanziaria nei settori di sua competenza, anche perché la prospettiva europea non può essere adeguatamente percepita dai parlamenti degli Stati membri,
I.considerando che il sistema di risorse che alimenta il bilancio di ogni amministrazione pubblica, così come la sua procedura di approvazione, sono strettamenti legati alla responsabilità di bilancio di tutte le democrazie rappresentative,
J.considerando che l'Unione europea assegna beni pubblici che devono essere finanziati mediante entrate pubbliche vincolate all'Unione,
1.invita il Consiglio e gli Stati membri a creare, entro la scadenza del 1999 delle previsioni finanziarie attualmente in vigore, un reale sistema di risorse proprie per l'Unione e ad avviare i negoziati su tale sistema delle risorse proprie nel quadro delle conferenze intergovernative del 1996;
2.invita la Commissione a presentare, prima dell'avvìo delle conferenze intergovernative del 1996, una proposta su un sistema delle risorse proprie per la Comunità fondato interamente su risorse proprie;
3.ritiene che l'Unione debba disporre di risorse proprie sufficienti a finanziare i compiti conferitile e che le forniscano una base finanziaria autonoma per la realizzazione dei suoi obiettivi politici nel rispetto del principio della sussidiarietà;
Elementi di un sistema delle risorse proprie
4.sostiene la creazione di un sistema di risorse chiaro e comprensibile per i cittadini e che possa essere riscosso e controllato in modo uniforme in tutta la Comunità;
5.sostiene la creazione di un sistema di risorse che tenga conto, nella ripartizione dei costi, delle capacità contributive dei singoli Stati membri e dei contribuenti;
6.sostiene la creazione di un sistema di risorse che non comporti maggiori oneri per i cittadini ma metta in evidenza quale percentuale del gettito fiscale spetta legittimamente all'Unione e quale agli Stati membri;
7.sostiene la creazione di un sistema di risorse che realizzi, mediante le modalità di prelievo, un collegamento diretto e una responsabilità tra l'Unione europea (mediante le sue autorità di bilancio: il Consiglio e il Parlamento) e i contribuenti, favorendo in tal modo il legame democratico tra i cittadini e l'Unione;
Una nuova terza risorsa propria
8.ritiene che le prime due categorie di entrate - prelievi, dazi doganali, premi, importi e dazi compensativi - rappresentino risorse proprie in virtù delle competenze di commercio estero della Comunità e debbano essere mantenute come tali; sottolinea tuttavia che tali risorse andranno progressivamente diminuendo, soprattutto a seguito dei recenti accordi GATT e della riforma in corso della PAC;
9.ritiene che debba essere creata una nuova terza fonte d'entrata, in luogo delle attuali terza e quarta risorsa, avente la forma di un'aliquota determinata dell'imposta sul valore aggiunto, in quanto tale imposta, nonostante tutte le discussioni su una definizione "equa" della base imponibile, rappresenta la base più affidabile per le risorse proprie; infatti, l'IVA è politicamente controllabile; essa è nota agli Stati membri e familiare ai cittadini e può e deve essere armonizzata a livello comunitario;
10.ritiene che una percentuale dell'IVA destinata all'Unione, riscossa direttamente sulla base di dichiarazioni fiscali e indicata come tale sulle fatture, sia il metodo più adatto a soddisfare i requisiti di semplicità e di trasparenza e, pertanto, il più suscettibile di creare un reale collegamento tra i contribuenti e il destinatario (l'Unione europea);
11.ritiene che una dichiarazione esplicita della percentuale comunitaria sotto forma di certificati IVA separati possa aiutare a modificare valutazioni erronee da parte dei cittadini sui costi dell'Unione e pertanto rafforzare la loro identificazione con l'Unione stessa;
12.ritiene che il crescente passaggio di compiti dagli Stati membri all'Unione debba essere accompagnato da un adeguato trasferimento di risorse proprie, che possono facilmente essere adeguate ai compiti necessari e voluti;
13.considera degna di essere presa in considerazione, in linea di principio, l'introduzione di "imposte educative" a carattere economico e/o ambientale; è tuttavia dell'opinione che queste, in virtù del loro carattere regressivo e del loro diverso impatto sui singoli Stati, possano rappresentare solo una forma complementare di finanziamento e debbano piuttosto essere lasciate agli Stati membri;
Il problema dell'equità fiscale
14.ribadisce il principio dell'equità fiscale, anche se è chiaro che questa non può essere raggiunta in termini assoluti, ma solo perseguita;
15.ritiene necessario, per pervenire a una maggiore equità fiscale a livello individuale, l'esame approfondito della possibilità di un'aliquota IVA dell'Unione ripartita; a tal fine, si dovrebbe prendere in considerazione un'aliquota di base per i prodotti di un paniere generale di beni e un'aliquota più elevata per tutti gli altri prodotti;
16.ritiene tuttavia possibile, per il raggiungimento di una maggiore equità fiscale a livello nazionale, effettuare a livello degli Stati membri una stabilizzazione tra entrate e spese analoga a quella esistente tra i Länder tedeschi e successiva all'elaborazione del bilancio per il relativo esercizio, al fine di compensare gli squilibri esistenti per quanto concerne il PIL;
17.sottolinea esplicitamente che le entrate della prima e della seconda categoria riscosse ai confini esterni e ai posti di frontiera dell'Unione continuano a essere entrate dell'Unione e non vanno a beneficio della località, regione o Stato membro che operano la riscossione (a tal fine l'Unione europea paga attualmente agli Stati membri un contributo del 10%);
18.ritiene che l'equità fiscale debba essere considerata una questione distinta da quella dell'equa distribuzione; quest'ultima è generalmente definita a livello politico e deve essere orientata agli obiettivi dell'Unione quali la coesione economica e sociale di tutte le sue parti; sottolinea in proposito che i benefici economici del mercato interno sono considerevolmente superiori agli importi versati dai membri all'Unione, soprattutto per gli Stati più evoluti economicamente;
19.ritiene che un sistema corretto di entrate e spese, approvato democraticamente, contribuisca decisamente a rendere superflue quelle soluzioni parziali che, storicamente, hanno pesato sul bilancio della Comunità;
20.approva, al fine di conseguire l'obiettivo di un sistema unitario e generale di risorse proprie, la concessione di deroghe temporanee per singoli Stati membri; respinge tuttavia l'idea di una Comunità "à la carte" per quanto concerne il sistema delle risorse proprie, nella quale ogni singolo Stato chieda condizioni di favore a tempo indeterminato;
Sistema finanziario e dialogo democratico
21.ritiene che il passaggio al livello europeo un numero sempre maggiore di competenze politiche, quali le politiche nei settori dell'agricoltura, del commercio estero, del mercato interno, dell'aiuto allo sviluppo, dei trasporti, sociale, economico e monetario, debba andare di pari passo con un'adeguata dotazione dell'Unione di poteri legislativi democratici; tra questi rientrano anche competenze fiscali e di bilancio, nonché un'adeguata autonomia finanziaria ("no representation without taxation");
22.ritiene che il trasferimento continuo da parte degli Stati membri di importi prefissati, svincolato dalle decisioni dell'autorità di bilancio, sia in contrasto con una procedura democratica, conduca a inutili spese supplementari e favorisca risultati insensati sul piano della politica di bilancio; sottolinea pertanto che un'autonomia di bilancio dell'Unione europea avrebbe un impatto positivo sulla sussidiarietà nel vero senso della parola e rafforzerebbe il senso di responsabilità dei cittadini nei confronti delle imposte versate;
23.sottolinea la necessità di assoggettare le entrate e le uscite ad una gestione di bilancio avveduta e, soprattutto alla luce delle decisioni di Maastricht, a rigorosi controlli a fini di lotta contro le frodi; sottolinea a questo proposito che la disponibilità nei confronti di maggiori controlli aumenta con la crescita dell'autonomia finanziaria;
24.invita la Commissione a incorporare nella sua proposta i criteri e gli elementi summenzionati per un nuovo sistema delle risorse proprie;
25.invita il Consiglio a impiegare i criteri e gli elementi summenzionati come base dei negoziati su un nuovo sistema delle risorse proprie dell'Unione;
26.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato economico e sociale, al Comitato delle regioni nonché ai parlamenti e ai governi degli Stati membri.