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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Politica del personale delle Istituzioni comunitarie

A3-0248/94

Risoluzione sulla politica del personale delle Istituzioni comunitarie

Il Parlamento europeo,

-visto l'articolo 148 del proprio regolamento,

-vista la propria risoluzione del 13 maggio 1991 sulla politica del personale delle Istituzioni comunitarie ,

-vista la relazione della commissione per i bilanci (A3-0248/94),

A.considerando che il Trattato gli conferisce la responsabilità, in quanto ramo dell'autorità di bilancio, di autorizzare gli effettivi di ciascuna istituzione nonché l'insieme degli stanziamenti amministrativi,

B.considerando che si deve vegliare sul rispetto delle restrizioni di bilancio quali risultano dalle prospettive finanziarie allegate all'accordo interistituzionale del 27 ottobre 1993 ;

C.considerando che a medio termine, con l'ampliamento e le responsabilità crescenti della Comunità, le strutture amministrative rischiano di non poter rispondere alla necessità di un'organizzazione efficace delle proprie istituzioni nel rispetto del principio di sussidiarietà,

D.considerando che è necessario indicare un certo numero di azioni di cui le Istituzioni, in particolare la Commissione e il Parlamento, dovranno tener conto in vista di una loro migliore organizzazione a partire dal giugno 1994,

1.stima necessario che ogni Istituzione comunitaria sia soggetta a valutazione periodica approfondita (ogni due anni e mezzo) dei servizi a giustificazione di ogni singolo posto in organigramma, al fine di migliorare l'efficacia dei servizi prestati, reputandone pur necessario un aggiornamento annuo;

2.ribadisce la propria posizione secondo cui qualunque modifica dello Statuto deve preservare l'autonomia e l'indipendenza della funzione pubblica comunitaria; considera tuttavia utile orientarsi verso una profonda revisione dello Statuto del personale, che dovrebbe essere meglio adeguato al ruolo di Amministrazione dell'Unione europea; tale revisione dovrebbe eliminare talune distorsioni e incorporare alcuni elementi di flessibilità per poter reclutare personale più specializzato per un tempo limitato in qualità di agenti temporanei e agevolare gli scambi di agenti con le funzioni pubbliche nazionali e territoriali;

3.deplora che le Istituzioni comunitarie non abbiano dato l'esempio, a seguito dell'Anno degli anziani, eliminando discriminazione in base all'età nel reclutamento del personale; nel contempo accoglie favorevolmente il recente annuncio della Commissione di avere intenzione di elevare i limiti di età per gli agenti temporanei;

4.chiede inoltre che si prendano misure atte a introdurre elementi di motivazione del personale, in particolare con un sistema di notazione che premi di più il merito, nel rispetto della giurisprudenza della Corte di giustizia e del Tribunale di prima istanza (cause Vainker, 1988, e Marcato, 1990);

5.auspica che le istituzioni incrementino la propria cooperazione interistituzionale, con le conseguenti economie di scala e un migliore coordinamento della gestione di taluni servizi, che potrebbero essere gestiti in comune; una relazione dovrà essere presentata all'autorità di bilancio entro il 1· maggio 1994;

6.chiede alla Commissione di esaminare i costi economici dovuti alla dispersione geografica delle sedi delle Istituzioni e delle Agenzie comunitarie;

7.invita tutte le Istituzioni a presentare, se del caso, un piano globale dei servizi suscettibili di privatizzazione sulla base dei criteri di opportunità, efficienza ed economia; le Istituzioni dovrebbero ugualmente indicare le disposizioni da applicare al personale colpito dalle misure in questione (assegnazione a nuovi incarichi, mobilità interistituzionale, prepensionamento volontario, applicazione degli articoli 41 e 50 dello Statuto);

8.reputa anche indispensabile che ogni Istituzione avvii una riflessione sull'impatto dell'ampliamento sul proprio funzionamento e sia pronta a presentare un piano di ristrutturazione per prepararsi a funzionare nel periodo successivo all'ampliamento stesso; si presentano qui di seguito suggerimenti concernenti la Commissione e il Parlamento;

9.invita tutte le Istituzioni a garantire una ripartizione equilibrata tra uomini e donne in tutti i gradi;

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10.per quanto concerne la Commissione, si compiace per la gestione del trasferimento dei minibilanci dalla parte B alla parte A del bilancio delle Comunità; ricorda tuttavia che tale trasferimento sarà completo soltanto allorché sarà realizzato il "rimpatrio" dei minibilanci relativi ai fondi strutturali e alla ricerca;

11.constata che, nonostante la creazione di circa 1.000 nuovi posti a titolo della trasformazione degli stanziamenti in impieghi (TCE), il personale esterno della Commissione non è diminuito; è del parere che, ove non sia possibile una sensibile riduzione del personale esterno, già a partire dal prossimo esercizio di bilancio l'insieme della politica TCE debba essere riesaminato;

12.invita la Commissione a una gestione del personale che rispetti una ripartizione geografica equilibrata, nonché a rinunciare alla pratica di riservare posti di grado elevato a una medesima nazionalità; chiede di proporre una relazione su questi problemi da discutere nel quadro dell'ampliamento;

13.invita la Commissione a presentare un documento di riflessione a più lungo termine su una diversa organizzazione dei servizi che

-consenta il mantenimento di una struttura efficace allorché nuovi Stati aderiranno alla Comunità,

-faccia sì che la struttura creata non dia luogo a doppioni tra Direzioni generali e possa essere efficacemente gestita dai Commissari competenti,

-sia più trasparente davanti all'opinione pubblica;

14.chiede alla Commissione di proporre misure concrete di ristrutturazionne che discendano da una riflessione necessaria per evitare il rischio di una perdita di efficienza che andrebbe a detrimento della costruzione europea; le misure dovrebbero essere presentate precedentemente all'investitura da parte del Parlamento del prossimo Presidente della Commissione;

15.esprime profonda preoccupazione per l'estensione dello Statuto del personale di ruolo a una parte del personale responsabile delle Agenzie comunitarie, teme che la creazione già dall'inizio di una situazione differenziata porti inevitabilmente a riprodurre errori già commessi in passato (esempio, JET); invita la Commissione a presentare senza indugio uno Statuto speciale per le Agenzie applicabile a tutti i funzionari che vi lavorano; osserva altresì che la dispersione geografica di tutti questi organismi è fonte di cattiva gestione delle risorse umane e finanziarie;

16.invita inoltre la Commissione a presentare una proposta intesa a definire le funzioni e il ruolo degli agenti temporanei che prestano servizio nelle Istituzioni

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17.si compiace, per quanto concerne il Parlamento europeo, delle riflessioni e delle analisi effettuate all'interno del Segretariato generale nel quadro della valutazione dei servizi; si aspetta che nel corso della prossima legislatura possano essere realizzati passi concreti; invita il Segretario generale a presentare, prima del 30 settembre 1994, un piano globale di ristrutturazione dei servizi, per far fronte ai nuovi compiti dell'istituzione, in particolare in vista dell'ampliamento della Comunità;

18.constata l'esistenza di un numero elevato di organi parlamentari (65) per i quali è necessario provvedere servizi specifici di segreteria, di interpreti, di sale di riunione, con il rischio inevitabile di sovrapposizioni; suggerisce che nella prossima legislatura, una migliore gestione delle risorse umane potrebbe essere ottenuta anche mediante una riduzione degli organi parlamentari;

19.constata che successivamente all'elezione diretta l'assistenza parlamentare è stata soprattutto gestita attraverso il Segretariato generale e le segreterie dei gruppi politici; è del parere che nel corso del periodo 1995-1999 debba essere realizzato un potenziamento dell'assistenza parlamentare individuale;

20.è del parere che tutti i progetti esistenti nell'amministrazione (per esempio Epicentro) debbano prendere in maggiore considerazione il potenziamento dell'assistenza ai singoli deputati e ai loro assistenti;

21.invita, sulla base di questa analisi, la Commissione a presentare non appena possibile le necessarie modifiche allo Statuto degli altri agenti della Comunità per definire e riconoscere il ruolo di questi assistenti; appoggia le misure temporanee proposte dal Collegio dei questori e la creazione di un registro degli assistenti; reputa necessario un migliore controllo sulle spese destinate agli assistenti;

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22.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

 
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