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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Futuro del Trattato CECA

A3-0223/94

Risoluzione sul futuro del Trattato CECA

Il Parlamento europeo,

-viste le disposizioni del Trattato CECA, in particolare i suoi articoli 49 - 56,

-vista la sua risoluzione del 9 luglio 1992 sulle conseguenze di bilancio e finanziarie del futuro del Trattato CECA ,

-vista la comunicazione del 18 novembre 1992 della Commissione sul futuro del Trattato CECA - attività finanziarie (SEC(92) 1889 def.),

-viste le attualizzazioni della comunicazione del 18 novembre 1992, una del 21 aprile 1993 (SEC(93)0625), l'altra del 20 ottobre 1993 (SEC(93)1596 def.),

-viste le conclusioni del Consiglio dell'industria del 24 novembre 1992,

-vista la nota del 10 giugno 1993 della Presidenza danese del Consiglio e il Memorandum del governo francese del 22 febbraio 1993,

-vista la comunicazione del 19 ottobre del 1993 del commissario Christophersen sul futuro del Trattato CECA - attività di prestito passivo e attivo (COM(93)0512/3),

-visto l'articolo 148 del suo regolamento,

-visti la relazione della commissione per i bilanci e i pareri della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia e della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e l'ambiente di lavoro (A3-223/94),

A.considerando che i vari orientamenti previsti e i vari panorami presentati a titolo di illustrazione fino a oggi non sono stati oggetto di nessuna decisione formale da parte delle competenti istituzioni,

B.considerando che il "phasing out" del Trattato CECA è entrato in una fase operativa con la definizione del bilancio operativo CECA 1994,

C.considerando "lo sciopero" del parere conforme operato dal Consiglio sulle domande di prestiti a esso presentate,

D.considerando la mancanza di disposizioni concrete da parte della Commissione per la creazione di una "phasing in" delle attività CECA nel bilancio generale,

1.ritiene indispensabile che il quadro di analisi attualmente previsto sia oggetto di una concertazione adeguata e che il Parlamento e le altre parti interessate prendano parte alle decisioni che saranno adottate in materia;

2.ribadisce la sua posizione secondo la quale qualsiasi panorama di "phasing out" delle attività CECA potrà trovare l'accordo del Parlamento solo in presenza di un'adeguata corrispondenza di "phasing in" di queste attività nel bilancio generale;

3.sottolinea a tale riguardo che il parallelismo delle procedure fra il bilancio generale e il bilancio CECA dovrà consentire di verificare nel corso degli anni questa corrispondenza;

4.si attende dalla Commissione per il bilancio 1995, conformemente alle linee direttrici relative a tale esercizio, linee di bilancio dotate di stanziamenti;

5.ritiene infatti essenziale la ripresa o il proseguimento delle attività CECA nel bilancio generale, in quanto ciò deve consentire di alleggerire gli obblighi del bilancio operativo CECA mantenendo una gestione prudente delle riserve;

6.chiede che questo graduale inserimento riguardi sia le attività di ricerca sia gli aiuti di carattere sociale e regionale;

7.ritiene a tale riguardo che dovrebbero essere sfruttate tutte le possibilità del Quarto programma quadro nei confronti soprattutto dei programmi specifici direttamente interessati nonché dei vari obiettivi dei fondi strutturali, compreso l'obiettivo 4 del Fondo sociale europeo;

8.segnala inoltre che il prepensionamento deve essere mantenuto a titolo di misura speciale e che deve essere prevista al riguardo un'apposita normativa nel quadro dei fondi strutturali;

9.precisa tuttavia che nessun trasferimento di fondi provenienti dalle riserve o dalla tesoreria CECA potrà servire da finanziamento complementare di questo "phasing in";

10.chiede alla Commissione di comunicargli quali sono le conseguenze dell'ampliamento sul bilancio operativo, tenuto conto della piena partecipazione dei paesi aderenti al finanziamento della CECA;

11.chiede che, di fronte alla notevole diminuzione della competitività che affligge i settori siderurgico e carboniero, si proceda ad accelerare la riduzione progressiva del prelievo CECA, in modo da giungere quanto prima ad abolirlo;

12.invita la Commissione, per quanto riguarda le attività di assunzione ed erogazione di prestiti, a precisare meglio le proprie conclusioni per quanto riguarda sia la riduzione di queste attività sia il loro trasferimento o la loro soppressione;

13.rammenta a tale proposito le principali conclusioni del Consiglio dell'industria del 24 novembre 1992 al riguardo e si interroga sull'impossibilità affermata dalla Commissione di ridurre sia pur parzialmente, prima del 1997, l'attività di prestito attivo e passivo;

14.ritiene in particolare che i prestiti alla riconversione, articolo 56, con bonifico di interessi potrebbero essere progressivamente ridotti e soppressi, tenuto conto in particolare dei meccanismi simili decisi dai Consigli europei di Copenaghen e di Edimburgo, ma sottolinea l'importanza di una consultazione preliminare con il Parlamento e le altre parti interessate prima che venga presa una decisione definitiva in questo settore;

15.reputa che la Commissione debba riorientare i prestiti a favore delle case popolari per i lavoratori verso obiettivi di miglioramento ambientale (e delle abitazioni interessate) delle zone CECA, in particolare nell'ambito comunale, in modo da recuperare quegli ambienti che più gravemente hanno sofferto degli effetti di questa attività economica;

16.riafferma d'altra parte la priorità che occorre dare alle misure sociali collegate alla ristrutturazione dei settori siderurgico e cerbonifero, nonché alle azioni nel settore della ricerca;

17.si rammarica a questo riguardo del fallimento della ristrutturazione intrapresa dalla Commissione per la ripresa della siderurgia privata e la invita a proseguire i suoi lavori in questo senso;

18.invita la Commissione, per quanto riguarda taluni suggerimenti formulati dal Parlamento, a completare il panorama da lei proposto fino al 2002, in modo da consentire una migliore visione del residuo finanziario disponibile a tale data ed eliminare le incertezze giuridiche connesse alla sua disponibilità;

19.sottolinea che è importante che il Parlamento si pronunci in occasione di ogni procedura di bilancio CECA sulle varie questioni legate al futuro del Trattato CECA in base a una comunicazione specifica della Commissione che aggiorni i suoi dati in relazione al panorama presentato;

20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione e la relazione a essa attinente al Consiglio, alla Commissione, al Comitato consultivo CECA e ai governi degli Stati membri.

 
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