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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Diritti umani nella politica estera della Comunità

B3-0401, 0402, 0403 e 0404/94

Risoluzione sui diritti umani nel settore della politica estera dell'Unione europea

Il Parlamento europeo,

-viste le disposizioni del trattato sull'Unione europea, firmato a Maastricht il 7 febbraio 1992, in particolare il suo Titolo V, Disposizioni relative alla politica estera e di sicurezza comune,

1.riafferma che i diritti umani - quali enunciati, fra l'altro, nella Dichiarazione universale sui diritti umani, nella Convenzione internazionale sui diritti civili e politici e nella Convenzione europea sui diritti umani - sono universali, indivisibili e interdipendenti;

2.afferma che il rispetto dei diritti dell'individuo, delle sue libertà fondamentali e la sua integrazione sociale ed economica in un regime di democrazia pluralista sono condizioni sine qua non del suo sviluppo integrale e fanno parte integrante del rispetto dei diritti umani;

3.ritiene che il consolidamento e la promozione dei regimi democratici, gestiti da leggi e istituzioni propri di uno Stato di diritto, che garantiscono la salvaguardia delle libertà fondamentali dell'individuo e la difesa dei diritti umani sono elementi essenziali della definizione della politica estera dell'Unione;

4.afferma che le violazioni dei diritti umani preoccupano giustamente la comunità internazionale e che tale preoccupazione non dovrebbe essere considerata come un'ingerenza negli affari interni di un paese e ritiene, nello stesso ordine di idee, che neppure gli interventi umanitari possano essere considerati un'ingerenza negli affari interni di un paese;

5.afferma che la situazione della donna merita un'attenzione particolare da parte dell'Unione, con l'obiettivo ultimo di conseguire una reale ed effettiva uguaglianza fra uomini e donne;

6.si inquieta in modo particolare per la sorte di milioni di bambini di tutto il mondo minacciati dalla carestia e da varie forme di sfruttamento e di violenza;

7.ricorda il proprio sostegno all'edificazione di un'Europa pluriculturale, nella quale regni la tolleranza basata sul rispetto delle differenze di sesso, razza, religione, lingua, cittadinanza; ricorda in questo senso le sue varie prese di posizione contro la purificazione etnica ed esprime il proprio sostegno all'azione dell'Alto commissario per le minoranze della CSCE e chiede che gli siano messi a disposizione i mezzi necessari per la prevenzione dei conflitti;

8.ritiene che un'efficace politica sui profughi vada riconcepita e attuata velocemente, in modo particolare negli Stati dell'Unione in cui è alta la tensione in questo senso, e sottolinea l'esigenza che l'Unione elabori degli orientamenti per una migliore ripartizione fra gli Stati membri degli oneri derivanti dall'afflusso dei profughi;

9.è del parere che in ogni accordo Unione europea - paesi terzi debba essere inserita la clausola del rispetto dei diritti umani e dei diritti sociali e che vi debbano essere previsti strumenti di sospensione automatica degli accordi in caso di violazione di tali diritti e ritiene che l'effettiva applicazione dei trattati ratificati dovrà costituire la linea d'azione della politica estera dell'Unione;

10.invita il Consiglio e la Commissione a compiere ulteriori passi avanti per quanto riguarda la trasparenza dei fondi di bilancio destinati all'attuazione di una politica coerente nel settore dei diritti umani, la quale è indispensabile ai fini di un'analisi corretta delle priorità, delle linee d'azione e dei progetti previsti in questo settore nonché per meglio coordinare l'impegno degli Stati membri in materia di diritti umani, oggi ancora troppo dispersivo e basato sull'iniziativa dei singoli Stati;

11.riconosce che l'impegno a sviluppare una politica estera e di sicurezza comune ha reso ancora più importante la cooperazione fra Parlamento, Consiglio e Commissione sulle questioni attinenti ai diritti umani;

12.sottolinea la necessità che la Commissione e il Consiglio, fatte salve le necessarie garanzie di riservatezza, gli forniscano maggiori informazioni su tali questioni;

13.ritiene che il mandato dell'organo parlamentare competente in materia di diritti umani dovrebbe includere anche le politiche dell'Unione volte a sostenere la democrazia;

14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione nonché ai governi e ai parlamenti degli Stati membri.

 
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