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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Situazione degli zingari

A3-0124/94

Risoluzione sulla situazione degli zingari nella Comunità

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.

a)Bandres Molet sulla situazione della comunità gitana nella CE (B3-0478/92),

b)Ramírez Heredia sull'accordo tra la Germania e la Romania per i rimpatri forzati di zingari romeni (B3-1503/92),

c)Piermont sull'accoglienza di Rom jugoslavi in Germania (B3-0995/93),

-viste le petizioni nn. 219/92, 683/92 e 727/93,

-visti i principi sottesi alla Carta delle Nazioni Unite nella quale si afferma tra l'altro il principio del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali per tutti, senza distinzione di razza, sesso, lingua o religione,

-vista la Dichiarazione universale dei diritti umani proclamata il 10 dicembre 1948 a Parigi con la quale tra l'altro si tracciano le linee di un ordine internazionale fondato sulla protezione della libertà e dei diritti fondamentali dell'individuo,

-visti gli articoli 2, 7, 48, 51, 52-66, 119, 173 e 117 del trattato CE,

-vista la giurisprudenza della Corte di giustizia sui diritti umani, in particolare quella che fa riferimento ai diritti delle minoranze,

-vista la Convenzione europea dei diritti umani del Consiglio d'Europa del novembre 1950,

-viste le conclusioni delle due commissioni d'inchiesta istituite dal Parlamento europeo nel 1985 e 1989 sul razzismo e la xenofobia,

-viste le decisioni della Conferenza per la sicurezza e la cooperazione in Europa, in particolare la risoluzione firmata da 34 Capi di governo, nel novembre 1990 a Parigi, nella quale per la prima volta il popolo Rom è stato menzionato in quanto tale in un testo di valore giuridico internazionale,

-vista la comunicazione della Commissione europea del 19 novembre 1990 sull'adesione della Comunità in quanto tale alla Convenzione europea dei diritti umani ,

-vista la Dichiarazione comune dell'11 giugno 1986 del Parlamento, del Consiglio e dei rappresentanti degli Stati membri riuniti con il Consiglio e la Commissione, contro il razzismo e la xenofobia ,

-vista la Carta europea dei diritti sociali fondamentali,

-vista la sua Dichiarazione dei diritti e delle libertà fondamentali approvate il 12 aprile 1989 nella quale si descrivono i principi basilari di una comunità di diritto fondata sul rispetto della dignità umana e dei diritti fondamentali ,

-visto l'Atto unico europeo entrato in vigore il 1· luglio 1987, nel quale si rende pubblica la decisione di promuovere la democrazia sulla base dei diritti fondamentali sanciti dalla Costituzione degli Stati membri, dalla Convenzione per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali e dalla Carta sociale europea, in particolare la libertà, l'uguaglianza e la giustizia sociale,

-vista l'affermazione dell'Atto unico sulla responsabilità che incombe alla Comunità di agire con coesione e solidarietà allo scopo di difendere più efficacemente i propri interessi comuni e la propria indipendenza, così come di far valere i principi della democrazia e del rispetto del diritto e dei diritti umani,

-viste le Dichiarazioni del Consiglio europeo di Dublino (25 e 26 luglio 1990) e di Maastricht (9 e 10 dicembre 1991) sul razzismo e la xenofobia ,

-visto il parere del Comitato economico e sociale del 23 novembre 1988 sulla proposta di risoluzione del Consiglio relativa alla lotta al razzismo e alla xenofobia ,

-vista la sua risoluzione dell'11 marzo 1993 sul rispetto dei diritti umani nella Comunità europea (relazione annuale del 1993) ,

-vista la sua risoluzione del 16 settembre 1983 sulla situazione concernente lo statuto del settore del commercio senza sede fissa o ambulante ,

-vista la sua risoluzione del 17 marzo 1989 sull'analfabetismo e l'istruzione dei bambini i cui genitori non hanno dimora stabile ,

-vista la sua risoluzione del 24 maggio 1984 sulla situazione degli zingari nella CE ,

-viste le conclusioni della Conferenza internazionale di studi gitani svoltasi a Roma dal 20 al 28 settembre 1991,

-viste le conclusioni della Conferenza europea sugli zingari organizzata dalla Conferenza permanente dei poteri locali e regionali d'Europa, svoltasi in Cecoslovacchia dal 15 al 17 ottobre 1992,

-vista la raccomandazione 1203 (1993) approvata dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa il 2 febbraio 1993,

-vista la Dichiarazione e il Piano di azione sulla lotta al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e all'intolleranza formulata a Vienna il 9 ottobre 1993 dai capi di Stato o di governo degli Stati membri del Consiglio d'Europa,

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni (A3-0124/94),

A.considerando che la legislazione comunitaria è destinata a evolversi costantemente sotto la pressione degli avvenimenti e a estendersi a nuovi settori, in conformità dell'articolo 235 del Trattato CE,

B.vivamente preoccupato dall'incremento del razzismo e della xenofobia, in particolare dagli atti di violenza razzista ai danni delle minoranze residenti in taluni degli Stati membri della Comunità,

C.consapevole che la protezione dei diritti umani negli Stati membri è di competenza delle giurisdizioni nazionali e degli organi istituiti congiuntamente al Consiglio d'Europa,

D.considerando che il popolo Rom, a causa delle discriminazioni che subisce da secoli, non è sufficientemente organizzato per far valere i propri diritti e difendere le proprie libertà fondamentali nella società in cui vive,

E.considerando che il popolo Rom è una delle minoranze più importanti nell'Unione europea,

F.considerando le particolari esigenze che il veloce sviluppo demografico induce per certi aspetti sociali delicati come la scolarizzazione e l'esercizio di talune libertà fondamentali quali il diritto di stabilimento e il diritto di voto,

G.considerando le specificità culturali e tradizionali del popolo Rom, che richiedono interventi "ad hoc", opportunamente ponderati,

H.considerando che queste specificità creeranno per il popolo Rom particolari necessità al momento del suo inserimento nella realtà economica e sociale della "Europa del nuovo millennio",

I.considerando che i Rom sono tuttora vittime delle guerre in Europa e vengono perseguitati, come nell'ex Jugoslavia, da tutte le parti in lotta,

J.considerando l'accordo per il rimpatrio sottoscritto il 24 settembre 1992 tra la Repubblica federale di Germania e la Romania, che ha comportato il rimpatrio forzato di Rom rumeni e la cui conclusione era collegata alla concessione di un credito di un miliardo di marchi alla Romania,

1.chiede ai governi degli Stati membri di mettere a punto le misure giuridiche, amministrative e sociali che consentano di garantire il miglioramento della situazione sociale degli zingari e dei nomadi in Europa;

2.chiede che tutti i cittadini di paesi terzi con residenza legale in uno Stato membro, in particolare gli zingari, beneficino del medesimo diritto alla libertà di circolazione negli Stati membri riconosciuto ai cittadini dell'Unione europea;

3.raccomanda ai governi degli Stati membri di completare la Convenzione europea dei diritti umani con un protocollo aggiuntivo sulle minoranze nel quale la definizione di minoranza possa comprendere gli zingari in forma esplicita, attraverso un riferimento alle minoranze che non abbiano un territorio proprio;

4.chiede alla Commissione edelle Comunità al Consiglio d'Europa di elaborare una relazione generale sulla situazione degli zingari nei rispettivi Stati membri, in particolare per quanto concerne le misure coercitive prese dagli Stati, le violazioni dei diritti umani, ecc.;

5.raccomanda alla Commissione e al Consiglio di avviare iniziative, sotto forma di proposte dirette ai governi o alle autorità locali e regionali competenti degli Stati membri, in materia culturale, dell'istruzione, dell'informazione e dell'uguaglianza dei diritti;

6.chiede il mantenimento nei bilanci comunitari, e nella misura del possibile l'incremento, delle linee di bilancio che consentono il finanziamento delle azioni sociali, culturali ed educative a favore degli zingari;

7.raccomanda alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri di contribuire per quanto possibile all'integrazione economica, sociale e politica degli zingari, allo scopo di superare lo stato di necessità e di povertà nel quale ancora oggi vive la grande maggioranza della popolazione zingara europea;

8.riconosce che in numerosi Stati dell'Europa centrale e orientale gli zingari sono oggetto di persecuzioni e si pronuncia pertanto a favore del fatto che gli Stati membri dell'UE esaminino con grande cura le richieste di asilo presentate da zingari provenienti da tali paesi;

9.deplora gli accordi relativi al rimpatrio tra Stati membri dell'Unione europea e Stati dell'Europa centrale e orientale in cui i profughi vengono trattati come merce;

10.insiste sulla necessità che si promuovano misure nel settore dell'istruzione per una lotta efficace al razzismo e alla xenofobia e chiede pressantemente alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri di promuovere una serie di misure che possano contribuire a superare gli ostacoli principali alla scolarizzazione dei figli degli zingari e dei nomadi;

11.chiede alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri di riconoscere la lingua e gli altri aspetti della cultura zingara come parte integrante del patrimonio culturale europeo;

12.raccomanda alla Commissione e al Consiglio di studiare a fondo i problemi dell'istruzione e della formazione diretta agli zingari e ai nomadi, in particolare la scolarizzazione dei bambini zingari che non hanno una conoscenza adeguata della lingua del paese o della regione in cui risiedono; raccomanda inoltre l'istituzione di un programma di formazione specifico che consenta di inserire nei corsi di studio l'insegnamento nella lingua degli zingari e a predisporre nella sua attività relativa all'istruzione interculturale, strumenti di informazione per gli insegnanti della materia;

13.ricorda alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri il ruolo decisivo dei mezzi di comunicazione di massa e dei poteri locali e regionali per cancellare i pregiudizi razziali e invoca la piena cooperazione con il Comitato economico e sociale, con il Consiglio d'Europa e con la CSCE per garantire che i problemi relativi al razzismo e alla xenofobia vengano affrontati in modo efficace;

14.chiede alla Commissione e agli Stati membri di realizzare programmi che informino adeguatamente la popolazione sulla vera cultura degli zingari, privilegiando in particolare i programmi informativi realizzati dagli zingari stessi;

15.ricorda agli zingari cittadini comunitari il loro diritto di presentare petizioni al Parlamento europeo allorché considerino di essere stati vittime di comportamenti razzisti;

16.chiede al governo tedesco di risarcire i Rom e i loro familiari per le persecuzioni subite a opera del nazismo;

17.invita gli Stati membri a non espellere dal loro territorio i Rom profughi dalla Romania e dall'ex Jugoslavia e ad agevolare il ricongiungimento delle famiglie;

18.sollecita la Commissione e il Consiglio a istituire un centro europeo di ricerca e di informazione tramite il quale le organizzazioni di zingari più rappresentative possano trattare con le autorità comunitarie tutte le questioni politiche, sociali o culturali che li concernono;

19.incoraggia le organizzazioni di zingari a unirsi a livello europeo e invita la Commissione e gli Stati membri a sostenere finanziariamente la loro unione;

20.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.

 
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