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Parlamento Europeo - 21 aprile 1994
Trattato di non proliferazione delle armi nucleari

A3-0139/94

Risoluzione sulle priorità energetiche da tenere in considerazione nel quadro della revisione del trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (TNP)

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Linkohr sulle priorità energetiche da tenere in considerazione nel quadro della revisione del TNP (B3-0334/93),

-viste le sue risoluzioni

.del 9 febbraio 1993, sul disarmo, l'energia e lo sviluppo ,

.dell'11 marzo 1992, sui rischi di proliferazione delle armi atomiche connessi all'esistenza dei "mercenari nucleari" ,

.del 17 settembre 1992, sul ruolo della Comunità nel controllo delle esportazioni di armi e dell'industria bellica ,

.del 19 novembre 1992, sul trasporto internazionale di plutonio ,

-visto il trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (TNP),

-visto il trattato sull'Unione europea,

-visto il trattato istitutivo della Comunità europea dell'energia atomica, in particolare il capitolo VII,

-visto lo statuto dell'Agenzia internazionale dell'energia atomica,

-visti i trattati di Tlatelolco e Rarotonga,

-visto l'accordo tra Argentina e Brasile firmato nella sede dell'AIEA il 13 dicembre 1991,

-vista la Carta europea dell'energia adottata il 16 e 17 dicembre 1991,

-visto l'accordo di Lisbona del 23 maggio 1992,

-visti l'accordo tra Russia e Ucraina reso pubblico il 4 settembre 1993 e l'accordo firmato il 14 gennaio 1994 a Mosca da Stati Uniti, Russia e Ucraina,

-visto l'accordo tra Israeliani e Palestinesi firmato il 13 settembre 1993,

-viste le conclusioni dell'audizione pubblica sulla non proliferazione delle armi nucleari tenuta dalla sottocommissione per la sicurezza e il disarmo il 24 novembre 1992,

-viste le conclusioni dell'audizione pubblica sul tema "Aiuti invece di armi - Una proposta concreta per la riconversione militare Est-Ovest" (Aid instead of Arms - A Practical Proposal of East-West Military Conversion), svoltasi il 28 e 29 aprile 1993 (commissione per gli affari esteri e la sicurezza, commissione per i bilanci, commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, commissione per le relazioni economiche esterne e delegazione per le relazioni con le Repubbliche della Comunità di Stati indipendenti),

-viste le dichiarazioni dei vertici del G7 tenuti nel 1992 a Monaco e nel 1993 a Tokio,

-viste le conclusioni dell'audizione pubblica del Ministro dell'energia atomica della Federazione Russa svoltasi il 21 settembre 1993,

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per l'energia, la ricerca e la tecnologia (A3-0139/94),

A.tenendo presenti gli sforzi di cooperazione con la CSI e i paesi dell'Europa centrale e orientale che la Comunità ha effettuato (in particolare nel quadro dei programmi TACIS e PHARE) e che comprendono i settori della sicurezza nucleare e delle garanzie nell'accezione che questo termine presenta nel contesto del trattato EURATOM e dello statuto dell'AIEA, che dovrebbero estendersi all'immagazzinamento e all'ulteriore utilizzazione a fini civili del materiale derivante dallo smantellamento delle testate nucleari,

B.tenendo presente l'impegno assunto in virtù dell'accordo di Lisbona da Bielorussia, Kazakistan e Ucraina di firmare il trattato START I e ratificare il TNP il più presto possibile, nonché di trasferire in Russia entro la fine del 1999 tutte le armi nucleari che attualmente si trovano nei loro territori affinché vengano smantellate, e tenendo presente altresì che tale accordo non è stato ratificato dall'Ucraina,

C.considerando i risultati delle quattro conferenze di revisione del trattato sulla non proliferazione delle armi nucleari (TNP), svoltesi negli anni 1975, 1980, 1985 e 1990,

D.tenendo conto del fatto che sono già iniziati i lavori preparatori in vista della conferenza di revisione da tenere nel 1995 e considerando il carattere particolare di detta conferenza che, 25 anni dopo l'entrata in vigore del TNP, deve decidere in merito alla sua proroga,

E.tenendo presenti i seguenti fattori condizionanti:

-il fatto che attualmente sono firmatari del trattato tutti i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza nonché tutti gli Stati membri della Comunità europea,

-il mutamento sostanziale che la fine della guerra fredda presuppone anche nel campo della proliferazione delle armi nucleari e delle garanzie,

-le allarmanti informazioni che si sono potute ottenere nel corso delle ispezioni imposte al termine della guerra del Golfo: a) tanto in merito ad un programma di produzione di armi nucleari portato avanti senza cambiamenti da uno Stato firmatario del TNP, b) quanto in merito al commercio di tecnologie a duplice utilizzo e di materiale fissile necessario per tale produzione di armi,

-gli immensi pericoli che comporta il collasso del sistema sovietico di controllo delle esportazioni e dei depositi nucleari di armi e loro componenti situati nella CSI e negli altri Stati dell'ex Unione Sovietica,

-l'inquietante prospettiva che alcuni tra gli specialisti nel settore delle armi nucleari (da due a tre mila) di cui disponeva l'ex Unione Sovietica eventualmente diventino "mercenari nucleari",

-le prospettive di "gara verso la bomba atomica" tra paesi rivali che sussistono nel Terzo mondo e le frustrazioni che possono nascere in seguito al maggior rigore dimostrato dal mondo occidentale in questo campo dopo la fine della guerra fredda,

-il decisivo contributo al regime di non proliferazione rappresentato dalla firma di trattati regionali, di cui quelli di Tlatelolco e di Rarotonga costituiscono illustri precedenti,

F.considerando che l'iniziativa adottata nel marzo 1992 da Comunità europea, Stati Uniti, Giappone e Federazione Russa al fine di istituire il Centro internazionale di scienza e tecnologia di Mosca - il cui principale obiettivo consisterebbe nel riorientare le attività di scienziati e ingegneri del settore nucleare civile e militare della CSI verso scopi pacifici - non è ancora pienamente operativa a causa della mancanza di decisione delle autorità competenti della Federazione Russa,

G.considerando il particolare interesse che nel futuro sistema di garanzie rivestiranno gli aspetti energetici, ovvero

-l'importanza, sia per la politica delle garanzie che per la politica energetica, della riconversione delle testate atomiche in combustibile per centrali nucleari, quando soltanto nell'ex Unione Sovietica sono immagazzinate tra 27.000 e 30.000 armi nucleari tattiche e strategiche,

-la necessità di continuare a fornire a tutti i paesi firmatari del TNP combustibile sufficiente a soddisfare le loro esigenze civili in conformità con le politiche energetiche intraprese a livello nazionale e regionale,

-il peso che l'energia nucleare e la sua sicurezza rivestono nell'ambito della Carta europea dell'energia, in particolare per il ruolo strategico che detta energia sostiene ai fini dell'approvvigionamento energetico e della capacità di esportazione della CSI,

Formulazione di una posizione comunitaria adeguata

1.chiede che, seguendo l'esempio tracciato dalla Cooperazione politica di elaborare in questo campo posizioni comuni almeno dall'anno 1988, di effettuare dichiarazioni congiunte in seno alle Assemblee generali della AIEA dal 1989 e di aderire collettivamente ai cosiddetti "Orientamenti di Londra", si formuli oggi, con senso dell'opportunità, una posizione per quanto possibile comune nel nuovo quadro dell'Unione politica, in vista della revisione del TNP nel 1995; constata con soddisfazione che la Commissione ha intrapreso a tale scopo lavori preparatori che consentono il dialogo con le altre istituzioni comunitarie;

2.ritiene del resto che la posizione comunitaria debba abbracciare tutte le finalità del TNP, rafforzando le misure giuridiche e diplomatiche volte ad evitare risolutamente la proliferazione e, nel contempo, promuovendo energicamente un effettivo disarmo nucleare sotto il controllo internazionale, come previsto all'articolo VI del trattato; chiede che la posizione dell'Unione contempli a questo fine l'instaurazione di un regime di controllo internazionale e globale del ciclo completo dell'uranio, del plutonio ed eventualmente del torio per usi civili, includendovi i materiali derivanti dal ciclo militare a seguito dello smantellamento parziale degli arsenali nucleari;

3.chiede che la Comunità includa negli accordi di cooperazione con paesi terzi, previsti o in fase di negoziazione, clausole di condizionalità basate sullo studio di un quadro internazionale di non proliferazione delle armi nucleari, e che le eventuali azioni di cooperazione in materia di ricerca, sviluppo o formazione nel campo dell'energia nucleare siano limitate al suo utilizzo per scopi pacifici;

4.suggerisce di ricorrere maggiormente ai servizi di valutazione tecnica forniti dal gruppo STOA;

Perfezionamento del sistema delle garanzie

5.chiede che la posizione comunitaria abbracci tutti gli aspetti attinenti al perfezionamento del sistema delle garanzie, compreso il necessario potenziamento delle ispezioni e la previsione di sanzioni efficaci irrogate dal Consiglio di Sicurezza;

6.chiede che la posizione comunitaria comprenda altresì tutti gli aspetti energetici pertinenti, conformemente alle esigenze a lungo termine esistenti a livello nazionale o regionale;

7.chiede alla Commissione di informare il Parlamento in merito alle possibilità offerte - ai fini del controllo dell'eccedenza di materiale nucleare e militare originatasi in seguito allo smantellamento delle armi nucleari - dall'immagazzinamento del materiale come scorie radioattive, dal riciclaggio sotto forma di combustibile per centrali atomiche convenzionali e dall'utilizzo di reattori veloci non superconvertitori;

8.suggerisce che il Centro comune di ricerca aderisca e contribuisca al programma CAPRA per la riduzione degli attinidi e la combustione del plutonio;

9.chiede, alle condizioni cui si riferiscono i precedenti punti 2-6 e il punto 11 in appresso, che la posizione comunitaria promuova la proroga del TNP e il potenziamento della capacità operativa della AIEA;

10.chiede inoltre che si evitino inutili sovrapposizioni tra la AIEA e i meccanismi destinati a controlli di sicurezza analoghi a quelli istituiti all'articolo 77 del trattato CEEA;

Soluzioni regionali

11.chiede che, basandosi sull'articolo VII del TNP, l'Unione europea porti avanti un'azione politica volta a promuovere soluzioni a livello regionale le quali, oltre a creare zone denuclearizzate che nell'insieme interessino tutto il pianeta ed eliminino definitivamente la minaccia nucleare, prevedano rimedi realistici per le esigenze energetiche di tali regioni e provvedano ai necessari trasferimenti di tecnologie, intensificando nel contempo i controlli sull'utilizzazione di tecniche duali e promuovendo l'utilizzo di strumenti di rilevamento e verifica di eventuali programmi clandestini di ampia portata;

12.si compiace del fatto che l'adesione del Sudafrica al TNP consenta di considerare il continente africano come zona denuclearizzata; si compiace inoltre dell'adesione di Cuba al trattato di Tlatelolco e chiede che l'Unione europea intraprenda una vigorosa azione diplomatica affinché il Brasile faccia altrettanto, di modo che anche l'America Latina possa divenire una zona libera da armi nucleari;

CSI e paesi dell'Europa centrale e orientale

13.chiede che si acceleri l'applicazione dei principi sanciti nella Carta europea dell'energia e che si promuovano gli investimenti e gli scambi di tecnologie e di materie prime da e verso i paesi dell'ex Unione Sovietica;

14.chiede che la Comunità europea rafforzi la cooperazione con la CSI e i paesi dell'Europa centrale e orientale e cerchi di ottenere la massima efficacia nell'esecuzione dei programmi TACIS e PHARE, prestando nel loro ambito sufficiente attenzione agli aspetti attinenti alle garanzie nonché allo sviluppo delle capacità energetiche;

15.chiede che la Comunità e gli altri paesi che parimenti hanno contribuito a lanciare l'iniziativa relativa al Centro internazionale di scienza e tecnologia di Mosca offrano sufficienti facilitazioni agli esperti nucleari che lavorano presso il medesimo affinché si specializzino nelle applicazioni energetiche; chiede inoltre alle autorità competenti della Federazione Russa di adottare lo strumento legislativo necessario per la sua istituzione;

16.chiede che la Comunità europea, in cooperazione con le altre parti interessate, ottenga garanzie in ordine alla corretta applicazione dell'accordo di Lisbona e, in modo particolare, al processo messo in moto dall'Accordo tripartito firmato a Mosca il 14 gennaio 1994;

17.chiede che la Comunità istituisca meccanismi o clausole di condizionalità nel contesto degli accordi di cooperazione economica e commerciale con paesi terzi della regione, quale strumento volto tanto a favorirne l'applicazione integrale, nel caso di paesi firmatari, quanto a promuoverne l'universalità, nel caso di paesi ancora non aderenti;

Medio Oriente

18.chiede che nell'ambito dei negoziati volti a conseguire, a partire dall'accordo israelo-palestinese, una pace durevole per l'intera regione, si prevedano la creazione di una zona denuclearizzata e una stretta collaborazione per quanto riguarda gli aspetti essenziali della politica energetica;

Sud-Est asiatico

19.chiede che la Comunità europea, mediante gli strumenti a sua disposizione, appoggi le azioni internazionali intraprese allo scopo di ottenere che la Repubblica democratica popolare di Corea dia una risposta soddisfacente alle richieste di trasparenza e di rispetto in ordine alla verifica degli impegni di salvaguardia assunti;

20.chiede che i servizi della Commissione incaricati del controllo di sicurezza ai sensi del trattato CEEA applichino col massimo rigore le disposizioni particolari di controllo alle esportazioni di materiale nucleare dalla Comunità verso la Repubblica democratica popolare di Corea;

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21.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

 
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