A3-0183/94
Risoluzione sulle misure contro i danni ambientali causati dall'interruzione della catena alimentare
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione degli onn. Lüttge e Langenhagen sulle misure contro i danni ambientali causati dall'interruzione della catena alimentare (B3-0299/93),
-visto il capitolo 17.46 dell'Agenda 21,
-vista la relazione speciale n. 3/93 della Corte dei conti delle Comunità sull'attuazione delle misure per la ristrutturazione, l'ammodernamento e l'adeguamento delle capacità delle flotte da pesca della Comunità,
-vista la relazione della Commissione (SEC(92) 2046) sulla pesca industriale nel Mare del Nord, nello Skagerrak e nel Kattegat,
-visto il documento di lavoro dei servizi della Commissione SEC(92) 2406 sulla valutazione degli effetti biologici della pesca industriale nel Mare del Nord nonché nello Skagerrak e nel Kattegat,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale,
-vista la relazione della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale (A3-0183/94),
A.preoccupato per le numerose inadeguatezze che si riscontrano nell'assegnazione e nell'utilizzazione degli aiuti finanziari nell'ambito della politica strutturale delle Comunità europee nel settore della pesca,
B.preoccupato per il fatto che talvolta le sovvenzioni comunitarie per la creazione di capacità sono dirette principalmente e di preferenza alle zone sensibili, nelle quali sono già concentrate le più importanti flotte e attività di pesca, cioè alle stesse zone che sono maggiormente gravate dal problema dell'eccesso di capacità, che è o deve essere eliminato con gli aiuti alla cessazione definitiva,
C.preoccupato per il fatto che imbarcazioni messe ufficialmente in disarmo sono state vendute in paesi terzi e continuano a essere impiegate in attività di pesca,
D.preoccupato per il fatto che alcuni di questi paesi terzi non hanno firmato le convenzioni internazionali sulla gestione e la conservazione delle risorse, per cui le imbarcazioni in questione possono pescare in talune acque internazionali senza essere soggette ai vincoli che valgono per i pescherecci battenti bandiera comunitaria,
E.preoccupato per il fatto che in alcuni casi le sovvenzioni pubbliche concesse per la cessazione di capacità sono state utilizzate per creare nuove capacità,
F.essendo a conoscenza della più recente politica comune della pesca della Comunità europea, mirante a garantire il mantenimento delle riserve ittiche a un livello sufficiente ad assicurare la sopravvivenza economica del settore della pesca,
G.considerando che per raggiungere questo obiettivo è necessario limitare lo sfruttamento delle risorse in misura tale che la sopravvivenza a lungo termine delle riserve non sia minacciata dall'entità del prelievo praticato,
H.considerando che la pesca industriale danneggia in modo grave soprattutto le specie giovani di pesci, granchi e la fauna marina più piccola, ma allo stesso tempo nuoce anche allo sfruttamento durevole delle risorse ittiche commestibili,
I.consapevole dell'eccesso di capacità della flotta da pesca comunitaria, che globalmente per l'insieme delle zone di pesca della Comunità è valutato mediamente a circa il 40%,
J.considerando che le misure di ammodernamento promosse dalla Comunità, con l'installazione di nuovi motori e di dispositivi elettronici, contribuiscono a un chiaro aumento dello sforzo di pesca e quindi si oppongono all'adeguamento di capacità che viene perseguito,
K.considerando che il progresso tecnico nel settore della pesca dall'epoca dell'istituzione della politica comune della pesca è stato tale da far raggiungere agli strumenti di cattura e di localizzazione un grado di perfezione che ha condotto alla scomparsa dell'equilibrio tra catture e risorse, nel senso che ogni stock può essere oggi localizzato e sfruttato con un'efficienza senza precedenti nella storia della pesca,
L.considerando che una riduzione dell'intensità della pesca industriale darebbe luogo a un sensibile aumento della biomassa che potrebbe forse alleviare la crisi della pesca di pesce commestibile,
M.preoccupato per il fatto che, a causa dei molteplici apporti di sostanze tossiche provenienti dai fiumi, dall'aria e dalla costa, il biotopo marino diviene inadatto alla vita di un gran numero di organismi che costituiscono spesso la base alimentare degli animali marini di dimensioni maggiori,
N.preoccupato per il fatto che la pesca intensiva con la rete a strascico nel Mare del Nord danneggia in modo duraturo l'ecosistema del fondo marino,
O.considerando che una precisa valutazione della capacità di cattura della flotta comunitaria viene resa difficile a causa delle diverse unità di misura adottate negli Stati membri,
P.considerando che elevati prezzi di ritiro inducono alla pesca indiscriminata,
1.chiede l'istituzione di contingenti per la pesca industriale, e un severo controllo del loro rispetto, poiché questa attraverso l'eccessiva cattura del cicerello sottrae la base alimentare a numerose altre specie animali, fra cui anche pregiati pesci commestibili;
2.chiede che non vengano ammessi metodi di cattura che danneggiano in modo duraturo il fondo marino, dato che oltre il 90% degli organismi marini trascorre su di esso o al suo interno alcune fasi di vita;
3.propone che, in zone idonee, vengano previste aree protette di fondo marino, di sufficiente ampiezza, che possano essere destinate alla ricerca, in cui siano vietate tutte le attività di sfruttamento e quelle recanti disturbo, per consentire la rigenerazione delle risorse ittiche;
4.chiede l'uniformazione delle unità di misura della capacità di cattura per le diverse flotte degli Stati membri;
5.chiede l'istituzione di un registro comunitario delle navi da pesca, che consenta una migliore conoscenza della flotta comunitaria;
6.chiede che le opere di ammodernamento siano autorizzate solo per progetti che consentano una migliore valorizzazione delle catture, una pesca più selettiva nonché un miglioramento delle condizioni generali di lavoro e di sicurezza degli equipaggi;
7.chiede che l'opportunità di promuovere progetti di nuove costruzioni venga valutata rigorosamente in funzione della situazione delle risorse ittiche e che, a tale scopo, i mezzi destinati alla ricerca comunitaria siano aumentati in misura sensibile;
8.chiede l'adeguamento dell'attuale capacità di cattura della flotta comunitaria, portandola ad un livello che consenta di praticare l'attività della pesca in misura tale da assicurare la conservazione a lungo termine delle risorse, per uno sfruttamento continuo, regolare ed economicamente redditizio e per la preservazione della diversità ecologica;
9.chiede severi controlli per impedire la cattura di pesci sotto misura e la trasformazione intenzionale di pesci commestibili in farina di pesce;
10.chiede che si eviti di fissare prezzi di ritiro troppo elevati, poiché essi inducono ad un'eccessiva attività di pesca;
11.chiede che la pesca di popolazioni costituite da pesci ancora in crescita sia consentita solo in misura limitata;
12.chiede che la pesca destinata al consumo umano abbia la priorità rispetto alla pesca industriale;
13.chiede che vengano costantemente messi a punto e promossi sistemi di pesca, imbarcazioni e attrezzi da pesca selettivi ed ecologicamente accettabili;
14.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.