A3-0195/94
Risoluzione sui processi di democratizzazione nei paesi dell'Africa occidentale
Il Parlamento europeo,
-viste le proposte di risoluzione presentate dagli onn.
.Cabezón Alonso e Verde I Aldea sulla transizione politica in Guinea equatoriale (B3-1072/92),
.Balfe sulla democratizzazione in Camerun (B3-1501/92),
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-avendo delegato, a norma dell'articolo 52 del regolamento, il potere deliberante alla sua commissione per lo sviluppo e la cooperazione,
-vista la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3-0195/94)
A.considerando che non esiste un modello unico di democrazia e che ciascun paese ha il diritto di scegliere il modello democratico più conforme al tipo di società che gli è proprio,
B.ricordando che sebbene i valori democratici siano universali, le istituzioni democratiche debbono tener conto delle peculiarità etniche e culturali di ciascun paese,
C.ricordando che la democrazia non si limita all'instaurazione di un sistema pluripartitico e di elezioni ma che ne fanno parte altresì il rispetto delle libertà fondamentali e dei diritti dell'uomo, nonché la creazione e il buon funzionamento di tutte le istituzioni democratiche,
D.considerando che la mancanza di democrazia economica internazionale costituisce un freno allo sviluppo economico e sociale della popolazione africana e che le difficoltà economiche vengono prese a pretesto da parte di alcuni governanti per l'interruzione del processo di democratizzazione,
E.rammentando che la cooperazione decentrata consente di sostenere le forze vive delle società civili nonché i partiti politici, la stampa, i gruppi di pressione e le associazioni, desiderosi tutti di instaurare la democrazia, ricordando inoltre che la cooperazione decentrata figura quale elemento preminente nella Convenzione di Lomé,
F.ricordando che i programmi di adeguamento strutturale privi di dimensione sociale, le politiche di monocoltura controllate dall'esterno e l'indebitamento sono causa di un deterioramento del livello di vita delle popolazioni e sottolineando che queste difficoltà economiche e sociali possono essere all'origine di un cambiamento di valori democratici dovuto a deviazioni autoritaristiche,
1.si congratula con gli Stati dell'Africa occidentale, i relativi partiti politici e le società civili in generale che hanno optato per la democrazia e si sono impegnati ad instaurare democraticamente un regime politico basato sul pluralismo pacifico, senza esclusioni né discriminazioni, e nel rispetto dei diritti dell'uomo;
2.rammenta alla Commissione e al Consiglio dell'UE che le nuove democrazie dell'Africa occidentale, come altre regioni del mondo, devono far fronte alla difficoltà di procedere simultaneamente a riforme economiche, politiche e istituzionali con i conseguenti sforzi finanziari implicati;
3.chiede all'Unione europea di adottare con urgenza misure di accompagnamento destinate a mitigare gli effetti perversi della svalutazione del franco CFA sulle popolazioni meno favorite dell'Africa occidentale;
4.chiede all'UE e ai suoi Stati membri di continuare a sostenere finanziariamente, politicamente e tecnicamente gli Stati e le società civili che desiderano instaurare un quadro istituzionale democratico e sottolinea, in particolare, i programmi di formazione destinati alle persone impegnate nel buon funzionamento delle istituzioni democratiche, tra cui i giudici, gli avvocati, le forze armate e i funzionari pubblici in generale, nonché la sensibilizzazione della popolazione ai propri diritti democratici;
5.condanna senza riserve le violazioni dei diritti dell'uomo, il blocco o l'interruzione dei processi democratici da parte dei regimi di certi paesi, condanna altresì la confisca delle istituzioni democratiche da parte delle forze armate;
6.esorta l'UE e i suoi Stati membri a sostenere chiaramente la democrazia e a fare della democratizzazione e della difesa dei diritti dell'uomo nell'Africa occidentale un elemento essenziale della cooperazione e del dialogo politico, come già avviene negli altri paesi in via di sviluppo;
7.respinge il concetto di un'"Africa utile" di taluni governi occidentali che, per interessi geostrategici o geopolitici, sostengono delle democrazie di facciata e dei regimi autoritari;
8.esige che l'UE e i suoi Stati membri cessino qualsiasi politica di appoggio alle democrazie di facciata e ai regimi autoritari dell'Africa occidentale, come pure di altri paesi in via di sviluppo, e mantengano le sanzioni contro detti regimi, sospendendo la cooperazione con i governi interessati, pur mantenendo gli aiuti umanitari, purché siano percepiti direttamente dai loro destinatari;
9.chiede al Consiglio e alla Commissione che l'articolo 5 della Convenzione di Lomé sia modificato per adeguarlo ad altre convenzioni già firmate con altri paesi in via di sviluppo e i paesi dell'Est europeo nei quali la democrazia e i diritti dell'uomo costituiscono l'elemento essenziale della cooperazione i cui risultati dipendono dal rispetto effettivo di detti diritti e dei valori democratici;
10.chiede alle istituzioni dell'UE di utilizzare maggiormente le possibilità della cooperazione decentrata, come prevista dalla Convenzione di Lomé, in modo da trarre maggior profitto dalle organizzazioni popolari indipendenti e democratiche che rappresentano la base e sono ben radicate nella tradizione e nella cultura delle popolazioni;
11.esorta il Consiglio e gli Stati membri ad utilizzare tutte le possibilità di cui dispongono per far sì che si instauri una vera democrazia economica in seno alle istituzioni finanziarie internazionali;
12.chiede agli Stati membri dell'UE di cancellare, in larga misura, il debito per far diminuire la pressione economica e sociale che grava sulle popolazioni in seguito a programmi di adeguamento strutturale eccessivamente incentrati su criteri economici;
13.loda le attività dell'OUA nel suo sforzo volto a raggiungere una soluzione pacifica della guerra civile in Liberia che consenta a questo Stato e ai paesi limitrofi di progredire verso la democrazia;
14.chiede ai paesi dell'Africa occidentale di promuovere uno sviluppo armonioso dei movimenti di opposizione, dei partiti politici, di una stampa libera, dei sindacati e di altre associazioni, che rappresentano segnali evidenti di democrazia e di rispetto dei diritti umani;
15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati dell'Africa occidentale e degli Stati membri dell'UE, all'OUA e all'ONU.