A3-0140/94
Risoluzione sulle relazioni economiche e commerciali tra l'Unione europea e l'America latina
Il Parlamento europeo,
-vista la propria risoluzione del 23 gennaio 1987 sulle relazioni economiche tra la Comunità europea e l'America latina ,
-visto l'Atto finale della XI Conferenza interparlamentare Comunità europea -America latina ,
-visto il parere della commissione per le relazioni economiche esterne su un piano europeo per l'America latina (B3-1079/90) ,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Escuder Croft sulle relazioni economiche e commerciali tra la Comunità economica europea e l'America latina (B3-0488/91),
-vista la proposta di risoluzione presentata dalla on. Llorca Vilaplana sulla possibilità di dar vita a un mercato comune atlantico (B-1349/93),
-viste le sue risoluzione del 13 luglio 1990, 22 febbraio 1991, 14 febbraio 1992, 15 maggio 1992, 19 novembre 1992, 15 luglio 1993, 10 settembre 1991 e 15 luglio 1993 sulla conclusione degli accordi-quadro di cooperazione economica e commerciale tra la Comunità europea e le Repubbliche di Argentina, Cile, Uruguay, Paraguay, Brasile, Costa Rica, el Salvador, Guatemala, Honduras, Nicaragua, Panama, Stati Uniti messicani e Patto Andino
-vista la sua risoluzione del 15 dicembre 1992 sul trattato di libero scambio tra Stati Uniti d'America, Canadà e Messico ,
-visti la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne e il parere della commissione per i trasporti e il turismo (A3-0140/94),
A.esprimendo la sua soddisfazione per i progressi conseguiti nel consolidamento della democrazia in America latina, pur con l'eccezione di alcuni paesi, nonché per le prospettive di recupero dell'economia latinoamericana, e convinto che si tratti di due processi non solo paralleli ma anche complementari e strettamente collegati tra loro,
B.considerando che la rivitalizzazione dei processi di integrazione economica e commerciale nel continente americano dovrebbe favorire un migliore inserimento dell'America latina nel contesto dell'economia e della politica internazionali,
C.considerando che, data la crescente interdipendenza nel contesto dell'economia mondiale e l'emergenza di problemi globali, l'Unione europea non può rimanere al margine dei processi di integrazione economica e commerciale nel continente americano,
D.considerando che i programmi di risanamento economico e finanziario che i governi sono stati costretti ad applicare hanno comportato un elevato costo sociale, l'impoverimento di vasti strati della popolazione e l'accentuazione delle disuguaglianze per quel che riguarda la distribuzione dei redditi e della ricchezza,
E.considerando che il consolidamento della democrazia nella regione dipende in grande misura dalla dimensione e dall'efficacia dei programmi sociali di lotta contro la povertà,
F.considerando che il debito estero continua a essere un serio ostacolo per lo sviluppo economico e sociale dell'America latina in quanto limita la capacità di crescita ritardando la modernizzazione dell'economia e impedendo il mantenimento e la modernizzazione delle infrastrutture sociali,
G.considerando che propugnare la sostituzione delle coltivazioni e la diversificazione mediante l'aiuto tecnico e finanziario costituisce la premessa indispensabile per far fronte ai gravi effetti destabilizzanti che l'economia della droga esercita sulle fragili democrazie andine e centroamericane,
H.considerando che la maggioranza dei paesi latinoamericani destinatari di un trattamento doganale preferenziale nel contesto del sistema delle preferenze generalizzate della Comunità (SPG) non può trarre profitto dallo stesso, data la limitata diversificazione delle sue esportazioni verso la Comunità,
I.considerando che l'America latina deve svolgere un ruolo di primo piano per quel che riguarda la conservazione delle risorse naturali e il mantenimento degli equilibri ambientali del mondo,
J.considerando che l'America latina sta lentamente riguadagnando la fiducia dei mercati finanziari internazionali,
K.constatando che negli ultimi anni i paesi latinoamericani hanno ridotto in maniera cospicua i loro dazi doganali nel contesto di un processo di apertura e di liberalizzazione esterna delle loro economie,
L.constatando che gli interscambi commerciali tra l'Unione europea e l'America latina non sono in questo momento all'altezza delle possibilità delle due regioni,
M.considerando che la stabilità degli investimenti diretti europei in America latina pone in rilievo la fiducia e l'impegno dell'Unione europea nei confronti della regione nei momenti più critici del decennio degli anni '80,
N.considerando, infine, che con il suo potenziale demografico ed economico l'America latina deve figurare tra gli interlocutori mondiali di maggiore importanza dell'Unione europea,
1.manifesta il proprio convincimento che lo sfruttamento dei risultati dell'Uruguay Round, in particolar modo il graduale smantellamento dell'Accordo multifibre, la riduzione del numero e del livello delle "punte dei dazi doganali" e una protezione più efficace della proprietà intellettuale, dovrebbero potenziare il commercio industriale tra le due regioni;
2.ritiene che l'accordo finale per la liberalizzazione degli interscambi agricoli nel contesto dell'Uruguay Round sarà molto positivo per il miglioramento dell'accesso ai mercati internazionali dei prodotti agricoli e pastorizi latino-americani e, pertanto, per la conclusione del processo di riforma e di modernizzazione economiche in America latina;
3.chiede alla Commissione di considerare i seguenti elementi, nel contesto della riformulazione del SPG della Comunità: concentrazione del sistema su un minor numero di paesi beneficiari; ampliamento a un maggior numero di manufatti, maggiore flessibilità per quel che riguarda le norme d'origine, permettendo l'accumulazione subregionale, e maggiore semplicità amministrativa nell'applicazione del sistema;
4.considera imprescindibile la proroga del trattamento preferenziale speciale (statuto di paese "meno sviluppato", nel contesto del SPG, accordato ai paesi andini impegnati nella lotta contro il narcotraffico ("iniziativa Colombia") e ai paesi dell'Istmo (Mercato comune centroamericano e Panama), impegnati nel risanamento economico della regione;
5.sottolinea ancora una volta gli sforzi compiuti dal Consiglio e dalla Commissione nelle Conferenze di San José, i cui risultati sono così soddisfacenti, e ribadisce il proprio auspicio che, una volta raggiunta la pace e intrapreso il cammino della democrazia, si intensifichino gli sforzi per contribuire allo sviluppo dei paesi dell'America centrale;
6.riconosce che l'applicazione dell'Accordo di libero scambio nell'America del Nord (NAFTA) inciderà sulla natura delle relazioni politiche e commerciali e sugli investimenti dell'Unione europea nel continente americano, in particolar modo in Messico;
7.ricorda la necessità che l'Unione europea intensifichi le sue relazioni politiche ed economiche con i paesi dell'America latina e chiede alla Commissione di vagliare la possibilità di una prossima negoziazione di accordi di libero scambio con i principali fornitori o clienti di detti paesi;
8.appoggia le iniziative della Commissione volte a concedere un aiuto tecnico, fondato sulla sua esperienza, per porre in atto le prossime tappe del processo di integrazione del MERCOSUR e, concretamente, ritiene che dovrebbe attribuirsi un'attenzione prioritaria alla definizione di
.criteri di armonizzazione delle politiche macroeconomiche e di meccanismi di stabilizzazione delle fluttuazioni commerciali causate da fluttuazioni nei tassi di cambio delle monete,
.unione doganale e criteri per il coordinamento delle politiche di promozione delle esportazioni e misure di salvaguardia,
.criteri per la ristrutturazione dei settori economici più vulnerabili al processo di integrazione commerciale,
.strumenti di coesione tra i paesi partecipanti;
9.ricorda che il successo dei processi di integrazione economica e commerciale in corso in America latina dipende in gran parte da due premesse di base: il coordinamento delle legislazioni in materia di incentivi agli investimenti stranieri diretti e una politica di sostegno della concorrenza nei mercati regionali;
10.ritiene che, nel contesto dell'assistenza tecnica all'America latina, la riforma fiscale dovrebbe costituire il settore prioritario e chiede alla Commissione di creare una "task force" di esperti fiscali che lavorino in stretta cooperazione con i governi latinoamericani che stanno riformando in concreto le loro strutture fiscali;
11.ritiene che la decisione politica a seguito della quale la BEI potrà intervenire in America latina doti l'Unione europea di uno strumento finanziario fondamentale che le permette di ribadire il suo maggior impegno politico nei confronti della regione e di appoggiare gli sforzi di penetrazione commerciale in America latina delle imprese europee;
12.si compiace per il fatto che il numero e la qualità dei progetti di investimento latinoamericani che hanno sollecitato il finanziamento della BEI superino il volume posto a disposizione su questa linea e ritiene che, se tali risultati si confermassero al termine del periodo sperimentale, il volume dei finanziamenti accordato dovrebbe essere sostanzialmente aumentato;
13.ritiene che la costituzione di imprese miste composte da piccole e medie imprese europee e latinoamericane possa contribuire in modo decisivo allo sviluppo, in America latina, di un tessuto industriale concorrenziale e, su tale linea, sostiene il potenziamento del programma CE-IIP (CE-partner per gli investimenti internazionali) come strumento particolarmente atto a migliorare la cooperazione industriale tra imprese delle due aree;
14.sottolinea che sono necessari maggiori sforzi e nuove formule che permettano di adattare il volume del debito estero latinoamericano alle possibilità reali dell'economia di tali paesi;
15.raccomanda agli Stati dell'Unione europea di rivedere il loro sistema di sgravi fiscali relativi alle riserve per i fallimenti delle banche, in modo tale che lo sgravio si conceda unicamente a condizione di ridurre gli obblighi contrattuali del paese debitore del Terzo mondo nell'ambito di un programma di adeguamento concordato con l'FMI o con la Banca Mondiale;
16.propone che la Commissione gli presenti ogni anno una relazione esecutiva che gli permetta di valutare il grado di conseguimento degli obiettivi prefissati negli accordi-quadro di cooperazione sottoscritti con tutti i paesi o gruppi di paesi latinoamericani e, in particolare, che lo informi dei risultati delle riunioni delle commissioni miste;
17.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, ai governi degli Stati membri e dei paesi latinoamericani, nonché al Parlamento latinoamericano.