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Parlamento Europeo - 22 aprile 1994
Discriminazioni in materia di occupazione nell'Irlanda del Nord

A3-0151/94

Risoluzione sulle discriminazioni in materia di occupazione nell'Irlanda del Nord

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Balfe e altri sulle discriminazioni praticate nell'ambito del mercato del lavoro nell'Irlanda del Nord (B3-0629/92),

-visti i capitoli 17 e 19 della "Northern Ireland Constitution Act" del 1973, che vietano le discriminazioni per motivi religiosi e politici,

-viste le disposizioni del "Fair Employment Act" (Irlanda del Nord) del 1989,

-visto lo studio dal titolo "The Directory of Discrimination. Northern Ireland 1991", realizzato dall'associazione "Equality",

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-visti la relazione della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e il parere della commissione per le libertà pubbliche e gli affari interni (A3-0151/94),

A.considerando che durante gli ultimi vent'anni la legislazione britannica in materia di condizioni eque di accesso al lavoro non è stata in grado di realizzare un sostanziale cambiamento in positivo della situazione della popolazione cattolica nell'Irlanda del Nord in fatto di disoccupazione,

B.considerando che i rapporti di "monitoraggio" elaborati dalla Commissione per le condizioni eque di accesso al lavoro mostrano fin troppo chiaramente che la popolazione cattolica dell'Irlanda del Nord è connotata da una grave situazione di inferiorità per quanto riguarda la sua presenza nella popolazione economicamente attiva,

C.considerando che nell'Irlanda del Nord la probabilità di rimanere disoccupati è di oltre due volte superiore per i cattolici rispetto ai protestanti,

D.considerando che i cattolici hanno maggiori probabilità di rimanere disocuppati per lunghi periodi,

E.considerando che le cifre che esprimono il differenziale di inflazione - ossia i rispettivi tassi di disoccupazione delle comunità cattolica e protestante - sono influenzate da tre fattori, precisamente la quota di cattolici fra la popolazione economicamente attiva, la quota di cattolici che hanno un impiego e il tasso generale di disoccupazione; che ogni variazione in ciascuna di tali variabili dovuta a un incremento demografico relativamente rapido o all'emigrazione può alterare detto differenziale; ciò significa che esso non rappresenta un indicatore corretto di eventuali progressi verso la parità occupazionale,

F.considerando che nell'Irlanda del Nord i cattolici sono significativamente sottorappresentati negli incarichi con funzioni direttive,

G.considerando che tale situazione vige sia nel settore pubblico che in quello privato,

H.considerando che la situazione economica dell'Irlanda del Nord è particolarmente sfavorevole e che la regione sta attraversando una crisi economica molto grave,

I.considerando altresì che è importante e auspicabile conseguire una riduzione generalizzata della disoccupazione,

J.considerando che la situazione politica della regione, in particolare la mancanza di una soluzione alla questione nordirlandese, incide in modo molto pesante sull'economia della regione,

K.considerando che negli ultimi 25 anni il terrorismo ha contribuito a determinare la grave situazione occupazionale nell'Irlanda del Nord, specie in quelle aree che hanno sempre fatto registrare i livelli più elevati di disoccupazione,

L.considerando che lo specifico problema dell'età e delle qualifiche professionali della forza lavoro nord-irlandese e l'ubicazione delle industrie tradizionali rendono estremamente arduo a breve termine ridurre il differenziale fra i tassi di occupazione cattolico e protestante,

M.considerando che il più elevato tasso di disoccupazione fra i cattolici è dovuto all'interazione nel tempo di una complessa combinazione di fattori,

1.accoglie con soddisfazione gli sforzi compiuti dal governo britannico per l'introduzione di una legislazione contro la discriminazione in materia di occupazione;

2.ritiene tale legislazione molto soddisfacente;

3.constata che nel corso degli ultimi 20 anni la legislazione contro la discriminazione non è stata in grado di realizzare alcuna riduzione effettiva della disoccupazione fra la popolazione cattolica dell'Irlanda del Nord;

4.deplora la mancanza di obiettivi e scadenze precisi per la riduzione del differenziale di disoccupazione che si registra fra le comunità cattolica e protestante;

5.auspica un esame valutativo della legislazione in vigore da parte di gruppi di ricerca indipendenti e internazionali;

6.rileva che la campagna per l'applicazione dei "Principi di MacBride", lanciata a livello mondiale, viene vista dalla popolazione cattolica dell'Irlanda del Nord come un notevole contributo alla soluzione dei loro problemi e ne condivide i principi morali, pur ritenendo accettabile l'argomentazione secondo cui tale campagna può provocare disinvestimenti nell'Irlanda del Nord;

7.accoglie con soddisfazione la promessa da parte della Commissione che i fondi disponibili a titolo dei Fondi strutturali (Obiettivo 1) saranno erogati in modo da promuovere la parità occupazionale in Irlanda del Nord;

8.è profondamente convinto che sia necessaria una soluzione politica della questione nordirlandese mediante il contributo sia della comunità protestante che di quella cattolica, affinché la situazione economica possa migliorare in misura sensibile; sostiene pertanto tutti gli sforzi tesi a riunire i leader politici dell'Irlanda del Nord attorno al tavolo dei negoziati assieme ai governi irlandese e britannico;

9.plaude agli attuali sforzi per progredire verso una soluzione pacifica del conflitto in Irlanda del Nord;

10.rileva che i piani di assistenza ex Obiettivo 1 presentati per l'Irlanda del Nord riconoscono chiaramente che le risorse vanno destinate a chi versa in maggiore bisogno, si tratti di protestanti o cattolici; che il governo britannico intende continuare a garantire che tutti gli interessati a detti piani abbiano pari opportunità; che pertanto, per loro particolare situazione economica, molti nord-irlandesi cattolici dovrebbero vedere migliorata la propria situazione;

11.è convinto che un rinnovato e accresciuto impegno da parte delle autorità britanniche verso l'effettiva applicazione delle leggi anti-discriminatorie darebbe grande impulso agli attuali colloqui e iniziative per una composizione pacifica del conflitto;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi dell'Irlanda e della Gran Bretagna e ai leader politici e religiosi dell'Irlanda del Nord.

 
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