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Parlamento Europeo - 22 aprile 1994
Cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'America latina e dell'Asia (PVSALA)

A3-0218/94

Risoluzione sulla cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'America Latina e dell'Asia (PVSALA)

Il Parlamento europeo,

-viste le proposte di risoluzione presentate dall'on. Sanchez García:

-sul progetto ecoturistico internazionale "Dall'Europa all'America del Sud: le isole Canarie e il Venezuela sulla rotta di Humboldt" (B3-0293/93), e

-sulla necessità di approvare un programma di cooperazione allo sviluppo in Guatemala (B3-0620/93),

-visto il regolamento 443/92 del 25 febbraio 1992 che regola la cooperazione finanziaria e tecnica e la cooperazione economica con i paesi in via di sviluppo dell'America Latina e dell'Asia (PVSALA), per un importo di 2.750.000 ECU su 5 anni (1991-1995),

-visti gli accordi di cooperazione firmati con alcuni paesi o gruppi di paesi dell'America Latina e dell'Asia,

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-visti la relazione della commissione per lo sviluppo e la cooperazione e i pareri della commissione per i trasporti e il turismo e della commissione per la cultura, la gioventù, l'istruzione e i mezzi di informazione (A3-0218/94),

1.sottolinea l'importanza delle conferenze interministeriali annue del processo di San José, delle riunioni CE/Gruppo di Rio e delle riunioni interparlamentari CE/America Latina, da un lato, e degli incontri regolari tra i ministri degli affari esteri CE/ASEAN, dall'altro;

2.ribadisce la necessità di un nuovo accordo CE/ASEAN che contempli tutti i settori di cooperazione senza escludere la questione dei diritti umani e della democratizzazione e invita gli Stati membri che bloccano la conclusione di un nuovo accordo di cooperazione ad abbandonare le loro resistenze;

3.è del parere che l'Unione europea debba continuare a svolgere un ruolo fondamentale nell'approfondimento della democrazia e del rispetto dei diritti umani in America Latina e in Asia per fare in modo che continui a essere un elemento essenziale della cooperazione; sottolinea che non può aversi discrepanza tra l'istituzionalizzazione formale dei diritti dell'uomo e il loro reale rispetto;

4.si compiace che la Commissione intenda creare un servizio di ispezione indipendente, come ripetutamente richiesto dal Parlamento, giacché il servizio di valutazione esistente non costituisce un'alternativa adeguata a un servizio di ispezione, per il fatto che non occupa una posizione indipendente nell'ambito dell'organizzazione della Commissione europea ed è eccessivamente orientato verso la valutazione dei progetti e non a sufficienza verso una valutazione delle politiche in senso più ampio;

5.constata che il settore agricolo e della sicurezza alimentare occupa i capitoli più importanti in volume di progetti (80%) e di fondi (70% degli aiuti finanziari e tecnici), e che i progetti comunitari sono stati basati più sulla produzione agricola che sullo sviluppo rurale;

6.osserva che i paesi ALA, salvo alcune eccezioni, non si battono solo per i problemi di sviluppo rurale ma hanno bisogno di sfruttare tutte le possibilità di una maggiore cooperazione economica e commerciale e che, se da un lato l'economia latinoamericana ha registrato una crescita in termini assoluti a seguito dei programmi di adeguamento strutturale, dall'altro le popolazioni latinoamericane sono diventate più povere malgrado gli sforzi di cooperazione dell'Unione europea;

7.è del parere che sia necessaria una valutazione completa (non soltanto una valutazione ispirata a criteri di bilancio/fine di progetto) che consenta di esaminare la portata quantitativa e qualitativa della cooperazione: l'effettiva utilizzazione delle linee di bilancio, l'efficacia degli accordi di terza generazione, la programmazione pluriennale, cosicché si possa analizzare l'efficacia degli aiuti per i beneficiari e l'effettivo impatto sullo sviluppo delle popolazioni;

8.invita la Commissione a continuare a migliorare, come sta già facendo, i metodi di preparazione, esecuzione, controllo e valutazione dei progetti e a perfezionare l'approccio integrato della gestione del ciclo del progetto; ritiene, inoltre, che la Commissione debba esaminare insieme ai paesi beneficiari di quali capacità istituzionali, amministrative e di gestione dei progetti questi ultimi dispongano;

9.chiede alla Commissione di individuare, di comune accordo con i paesi beneficiari, i settori prioritari e di esaminare l'opportunità di concentrare in ciascun paese una percentuale maggiore delle risorse in operazioni di carattere strutturale o di consolidamento di politiche settoriali per le quali sia necessaria una programmazione da parte del paese o della regione;

10.lamenta la scarsa programmazione pluriennale della cooperazione e la scarsa attenzione prestata alle donne nell'elaborazione e nell'attuazione dei progetti (solo un 20% dei descrittivi dei progetti fa riferimento alle medesime); lamenta inoltre le scarsissime valutazioni dell'impatto ambientale dei progetti;

11.invita la Commissione a incrementare il proprio appoggio a favore dei settori più poveri delle popolazioni urbane, che sono le più colpite dall'adeguamento strutturale, e a studiare con i paesi più colpiti e le ONG campagne massicce di alfabetizzazione, di formazione professionale e di lotta contro il lavoro infantile;

12.invita gli Stati membri a sviluppare politiche di investimenti privati e pubblici nei paesi ALA in modo da favorire la cooperazione industriale, il trasferimento di tecnologia, la cooperazione scientifica e tecnologica attraverso piccole e medie imprese e "joint ventures", istituendo un sistema di coordinamento che elimini gli ostacoli eventualmente derivanti dalla cooperazione tra paesi diversi;

13.è del parere che la Commissione dovrebbe rivalutare il ruolo delle delegazioni e, in concreto:

a)assegnare loro maggiori competenze nel processo decisionale con riguardo ai progetti specifici, ai programmi e alle politiche da seguire in ciascun paese o regione;

b)dotarle di risorse maggiori sia finanziarie che umane, tra cui esperti delle problematiche ambientali e della condizione della donna, affinché possano tenere debitamente conto non solo degli aspetti economici ma anche di quelli sociali e ambientali e possano informare compiutamente la popolazione locale interessata dai progetti così come gli agenti economici e sociali in merito alle opportunità del mercato europeo, alle possibilità che offrono gli accordi di terza generazione e i singoli strumenti di cooperazione economica (ALINVEST, ECIP, BC-NET e COOPECO) e all'accesso ai finanziamenti della BEI;

14.rammenta le disposizioni del Trattato CE (130 X) sulla politica di cooperazione coordinata fra gli Stati membri e altri donatori internazionali quali la Banca mondiale e l'FMI e chiede al Consiglio di compiere sforzi più cospicui per un coordinamento in tal senso; si compiace inoltre con la Commissione per le ottime iniziative di coordinamento portate avanti di recente nelle Filippine, in Pakistan, nel Nicaragua e in Perù;

15.ritiene che ai fini di una maggiore coerenza e concertazione politica tra l'Unione europea e gli Stati membri UE in materia di cooperazione allo sviluppo sia necessario un maggior controllo parlamentare sui fondi destinati alla cooperazione, sia da parte del Parlamento europeo che da parte dei parlamenti degli Stati membri;

16.si compiace della decisione del Consiglio dei ministri delle finanze dell'aprile 1992 (Porto) che comprende l'America Latina e l'Asia tra le regioni beneficiarie dei prestiti della BEI, richiesta ripetutamente avanzata dal Parlamento, nonché del fatto che tali prestiti siano già stati utilizzati in Argentina, Costa Rica e Thailandia, e confida che la medesima possibilità sia estesa ad altri paesi;

17.chiede ai paesi dell'America Latina e dell'Asia di compiere sforzi maggiori nel settore dell'integrazione regionale riguardo alle politiche commerciali, doganali e monetarie;

18.sottolinea l'importanza del mercato europeo per i paesi latinoamericani e asiatici e rileva che gli accordi del GATT creano condizioni favorevoli per l'ingresso di prodotti agricoli del Sud sul mercato europeo;

19.ritiene tuttavia che l'armonizzazione delle norme tecniche, ambientali, sanitarie, fitosanitarie e altre che non abbiano relazione con l'ambito commerciale non possa servire da pretesto per impedire l'importazione di taluni prodotti;

20.ritiene che la Commissione non dovrebbe svolgere attività di cooperazione per le quali gli Stati o i loro agenti economici e sociali sono maggiormente preparati;

21.invita i paesi dell'America Latina e dell'Asia nonché i paesi dell'Unione europea a coltivare maggiormente le reciproche relazioni storiche e culturali (scambi culturali universitari, tutela del patrimonio culturale);

22.esige da parte della Commissione l'osservanza dell'art. 16 del regolamento (CEE) n. 443/92 che prevede la presentazione al Parlamento di una relazione annuale sull'attuazione della cooperazione con i paesi in via di sviluppo dell'Asia e dell'America latina;

23.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi degli Stati membri.

 
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