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Parlamento Europeo - 22 aprile 1994
Inclusione del fattore ambiente nel calcolo del PIL

A3-0244/94

Risoluzione sull'inclusione del fattore ambiente nel calcolo del prodotto interno lordo

Il Parlamento europeo,

-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Collins e altri sull'inclusione di considerazioni di ordine ambientale nel calcolo del prodotto nazionale lordo (B3-0329/93),

-visto il Quinto programma d'azione "Per uno sviluppo durevole e sostenibile" (COM(92)0023 del 27.03.1992),

-visti gli impegni assunti a Rio dalla Comunità europea, in particolare l'Agenda 21,

-vista la risoluzione del Consiglio sul Quinto programma d'azione ,

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per la protezione dell'ambiente, la sanità pubblica e la tutela dei consumatori (A3-0244/93),

A.considerando che la mancata inclusione dei costi ambientali nel calcolo del prodotto interno lordo riduce notevolmente l'attendibilità di quest'ultimo, che non si presta quindi a essere utilizzato come indicatore nelle decisioni politiche,

B.considerando che il fatto di non inserire nel calcolo dei costi le perdite in termini di risorse e i danni ambientali intacca le prospettive di vita delle future generazioni,

C.considerando che solo dati attendibili in materia ambientale consentono di verificare il buon esito delle misure politiche,

D.convinto che, se si vuole pervenire a uno sviluppo sostenibile, l'economia deve conformarsi a principi ecologici per quanto riguarda le sue regole e i suoi strumenti, in particolare al livello degli indicatori e delle contabilità nazionali,

E.considerando che, per quanto concerne l'utilità e l'accettabilità di indicatori ambientali, ecobilanci e contabilità verde, sono assolutamente indispensabili una gerarchia e una valutazione quantitativa dei diversi problemi ambientali quali la perdita di biodiversità, la scarsità di risorse naturali, i mutamenti climatici, l'assottigliamento dello strato di ozono, le piogge acide, l'inquinamento atmosferico, i rifiuti, le risorse idriche e il rumore,

F.considerando che un sistema coerente di indicatori ambientali è una condizione imprescindibile per l'inclusione di aspetti ambientali nella politica generale ("contabilità verde"),

G.convinto che sia meglio disporre di indicatori ambientali imperfetti che non disporne affatto, in quanto anche indicatori vaghi e imprecisi consentirebbero almeno di integrare nelle decisioni economiche e politiche le situazioni ambientali da essi rilevate e considerazioni economiche a lungo termine,

H.convinto che gli indicatori ambientali, fra i quali, per esempio, un "Prodotto nazionale verde", costituiscano il presupposto di un'equa distribuzione delle ricchezze della società fra gli attori economici, fra Nord e Sud e fra le generazioni attuali e quelle future,

1.invita la Commissione a intensificare, sul piano qualitativo e quantitativo, la raccolta di dati con rilevanza ambientale, affinché una corretta valutazione e un maggiore equilibrio delle condizioni ambientali possano portare a un miglioramento della politica ambientale e conseguentemente della qualità della vita;

2.sottolinea che, in considerazione della portata globale della problematica, un approccio specificamente comunitario (o addirittura nazionale) sarebbe inadeguato, perché non terrebbe sufficientemente conto della particolare responsabilità ecologica che incombe alla Comunità in quanto maggiore potenza economica a livello mondiale;

3.auspica, in vista di un'elaborazione comune di statistiche attendibili sull'ambiente, una cooperazione ottimale tra Eurostat, l'Agenzia europea dell'ambiente, gli Uffici statistici nazionali e le Agenzie nazionali per l'ambiente, nonché organizzazioni internazionali come l'ONU e soprattutto l'OCSE;

4.invita la Commissione e gli Stati membri a fornire un impulso alla comunità scientifica in vista di un progresso nel dibattito e del raggiungimento del consenso sulla gerarchia e sulla valutazione quantitativa dei diversi problemi ambientali, in modo da poter giungere a indicatori ambientali, ecobilanci e contabilità verde che siano utili e accettabili;

5.chiede alla Commissione di pubblicare ogni anno una Relazione sull'ambiente, incentrata su elementi quali una gestione economica sostenibile, prezzi ecocompatibili, costi del consumo di risorse e indici di carico ambientale;

6.invita la Commissione e gli Stati membri a raccogliere nell'ambito dell'Audit ambientale quei dati sull'ambiente che possono essere trasferiti dal livello aziendale a quello macroeconomico;

7.accoglie con favore il progetto "Indice di carico ambientale" presentato dalla Commissione e chiede che i risultati delle sue ricerche siano resi disponibili nel prossimo futuro; invita la Commissione a presentare quanto prima proposte concrete sulla base dei risultati di tale progetto;

8.chiede alla Commissione, in particolare al suo Ufficio statistico, di intensificare i suoi sforzi volti a elaborare statistiche attendibili e dettagliate sui rifiuti, con particolare riguardo ai danni concreti da essi prodotti sull'ambiente, nonché sulle materie prime secondarie, in quanto la mancanza di siffatte statistiche ostacola seriamente l'allestimento di una "contabilità verde";

9.chiede l'elaborazione di norme internazionali per la raccolta di dati in materia ambientale;

10.chiede alla Commissione di svolgere studi approfonditi in vista della presentazione di proposte concernenti nuovi sistemi di contabilità nazionale basati sull'impiego di unità fisiche (energia, contenuto energetico, diversità biologica, quantitativi di rifiuti), piuttosto che su unità puramente monetarie;

11.ritiene che si dovrebbero riconsiderare gli attuali modelli di sviluppo, che favoriscono in modo indifferenziato le esportazioni di risorse naturali verso i paesi industrializzati, dal momento che essi non tengono conto né dei danni provocati all'ambiente dalla riduzione di tali risorse né dal fatto che queste ricchezze naturali rappresentano sempre un patrimonio limitato;

12.è dell'avviso che la nuova Organizzazione mondiale del commercio dovrebbe garantire che i costi ambientali siano presi in considerazione anche nel caso di prodotti commercializzati a livello internazionale, in modo da contrastare sia il dumping ecologico che il protezionismo da esso provocato;

13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio nonché all'OCSE, all'ONU, all'UNEP, alla FAO, all'UNSTAT, all'Agenzia dell'ambiente, agli Uffici statistici nazionali e a EUROSTAT.

 
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