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Parlamento Europeo - 22 aprile 1994
Relazioni economiche e commerciali tra la CE e l'India

A3-0098/94

Risoluzione sulle relazioni economiche e commerciali tra la CE e l'India

Il Parlamento europeo,

-vista la propria risoluzione del 22 gennaio 1988 sulla cooperazione CE-India, soprattutto per quanto riguarda la "Operation Flood" ,

-vista la propria risoluzione del 26 ottobre 1988 sulle relazioni economiche fra la CE e l'Associazione dell'Asia del Sud per la cooperazione regionale (SAARC) ,

-vista la proposta di risoluzione dell'on. De Clercq e altri sulle relazioni economiche e commerciali fra la CE e l'India (B3-1075/92),

-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,

-vista la relazione della commissione per le relazioni economiche esterne (A3-0098/94),

A.considerando che l'India, il secondo Stato più popolato del mondo, è da un lato il decimo paese più industrializzato ma dall'altro anche il secondo paese in via di sviluppo,

B.apprezzando la tradizione democratica dell'India che, dall'indipendenza ottenuta nel 1947, è stata in grado di preservare e consolidare le proprie istituzioni democratiche,

C.apprezzando il ruolo di guida esercitato dall'India in seno al movimento dei paesi non allineati,

D.preoccupato dei recenti disordini interni nella regione del Kashmir nonché per la tensione tra l'India e il Pakistan e richiamandosi al sostegno del Parlamento per una soluzione del conflitto nel Kashmir sulla base delle risoluzioni ONU,

E.vivamente allarmato dal rapporto dell'OIL del marzo 1993 in cui si constata tra l'altro che in India 15 milioni di persone, tra cui 5 milioni di bambini, sono soggetti a schiavitù per debiti,

F.richiamandosi all'importanza inerente alla stabilità delle relazioni politiche per un florido sviluppo economico dell'India a livello interno nonché in relazione ai suoi partner commerciali,

G.richiamandosi all'ampio accordo di cooperazione, negoziato tra la CE e l'India nel dicembre 1992, che però non è ancora entrato in vigore,

H.consapevole che la CE, nel quadro della sua politica di sviluppo a favore dei paesi in via di sviluppo non associati dell'America latina e dell'Asia, ha sostenuto costantemente lo sviluppo dell'India con cospicui contributi finanziari,

1.constata che il rispetto dei principi democratici e dei diritti umani costituisce il fondamento riconosciuto da entrambe le parti per una collaborazione economica e commerciale tra la CE e l'India;

2.si compiace del negoziato di un ampio accordo di cooperazione su partenariato e sviluppo tra le due parti, che dovrà sostituire l'accordo concluso nel 1991;

3.si dichiara favorevole a una rapida applicazione dell'accordo che intensificherà e amplierà ad altri settori la cooperazione tra la CE e l'India;

4.si attende, soprattutto in virtù del miglioramento delle condizioni di intervento degli investitori esteri e della tutela del patrimonio intellettuale ai quali l'accordo mira, impulsi positivi per l'approfondimento delle reciproche relazioni economiche;

5.si richiama all'importanza fondamentale che riveste il flusso di capitali privati di investimento, sotto forma di trasferimenti di tecnologie ma anche di innovazioni sociali, oltre che all'aiuto pubblico per lo sviluppo fornito dalla CE e da altri paesi industriali e organizzazioni internazionali dell'Occidente ai fini dell'utilizzazione del potenziale economico dell'India;

6.sollecita il governo indiano a vigilare con maggiore impegno sul rispetto delle convenzioni dell'OIL in India, in particolare di quelle concernenti la riduzione del lavoro minorile (nn. 5 e 138) e il divieto di lavoro forzato (nn. 29 e 105), nonché ad adoperarsi perché si ponga fine al sistema disumano della schiavitù per debiti;

7.sottolinea l'importanza strategica di ampliare l'infrastruttura dell'India che, nei settori energia, traffico e telecomunicazioni, minaccia di diventare un freno allo sviluppo economico;

8.si attende quindi da una liberalizzazione anche di questi settori perlopiù sotto controllo nazionale un notevole contributo agli investimenti esteri;

9.constata con soddisfazione che la CE è ormai il partner più importante dell'India sia per quanto riguarda gli scambi con l'estero che gli investimenti esteri diretti;

10.si compiace a tale proposito delle riduzioni su prelievi doganali e importazioni effettuate autonomamente dall'India negli anni scorsi e ricorda che il mercato interno dell'India è protetto come sempre da barriere doganali straordinariamente elevate;

11.si attende da una positiva conclusione dei negoziati GATT un incremento sensibile delle reciproche relazioni economiche, soprattutto grazie a un'ulteriore riduzione dei dazi, alla graduale liberalizzazione del commercio dei tessili, all'apertura reciproca dei mercati dei servizi nonché al miglioramento delle condizioni di investimento (TRIM) e della tutela della proprietà intellettuale (TRIP);

12.si compiace dell'atteggiamento costruttivo dimostrato dall'India come rappresentante di spicco dei paesi in via di sviluppo nel progresso dei negoziati GATT;

13.saluta con favore le profonde riforme economiche avviate in India nel 1991, volte a liberalizzare e rendere meno burocratico il sistema economico indiano, e fa presente la necessità che tali riforme siano recepite anche a livello di Stati federati nonché di amministrazioni regionali e locali;

14.riconosce che con il crollo dell'ex Unione Sovietica l'India ha perduto un importante partner commerciale e di sviluppo, per cui si è acuita ulteriormente la necessità di riforme economiche;

15.si compiace in particolare dell'abolizione dell'obbligo della licenza di importazione per svariate merci nonché della parziale rimozione dei monopoli nazionali in materia di commercio estero;

16.constata con soddisfazione che le condizioni quadro dell'economia globale dell'India sono allora notevolmente migliorate, come ne testimoniano il calo dell'inflazione e del deficit del bilancio nazionale nonché la stabilizzazione della bilancia delle partite correnti e delle riserve valutarie;

17.invita vivamente l'India a proseguire nel processo di riforma della politica economica e, in particolare, a migliorare le condizioni in materia di investimenti esteri, concludendo accordi per la loro protezione, nonché in materia di tutela della proprietà intellettuale, adottando efficaci norme giuridiche nazionali;

18.fa presente l'importanza strategica dell'India in quanto potenza economica e politica di punta nell'Asia meridionale e sud-orientale;

19.identifica nell'istituzionalizzazione della cooperazione regionale prevista nell'Associazione per la cooperazione regionale dell'Asia del Sud (SAARC) un approccio promettente per la stabilizzazione politica e lo sviluppo economico dell'Asia meridionale;

20.sollecita la Commissione a riservare particolare attenzione, nella cooperazione con l'India, agli aspetti connessi alla cooperazione regionale;

21.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, ai governi degli Stati membri nonché al governo e al parlamento dell'India.

 
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