A3-0236/94
Risoluzione sulla situazione nello Sri Lanka
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione presentata dall'on. Saby e altri sulla situazione nello Sri Lanka e il problema dell'LTTE (B3-1275/92),
-avendo delegato il potere deliberante, in applicazione dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per gli affari esteri e la sicurezza,
-visto l'articolo 45 del proprio regolamento,
-visti la relazione della commissione per gli affari esteri e la sicurezza e il parere della commissione per lo sviluppo e la cooperazione (A3-0236/94),
A.riconoscendo che l'Unione europea ha l'interesse e il dovere di contribuire a proteggere la democrazia e di promuovere il rispetto dei diritti dell'uomo nello Sri Lanka, dove il suffragio universale vige dal 1931, più a lungo che in qualsiasi altro paese dell'Asia,
B.riconoscendo che da molti anni la democrazia nello Sri Lanka subisce gli attacchi di organizzazioni terroristiche e allarmato per la recrudescenza delle azioni violente da parte dell'LTTE nella penisola di Jaffna, che hanno mietuto centinaia di vittime nell'ottobre e nel novembre 1993,
C.riconoscendo che all'epoca della seconda insurrezione del JVP nel 1988-89 - quando il governo ricorse al reclutamento di milizie arruolate e controllate a livello locale e solo superficialmente addestrate - sono state commesse da entrambe le parti gravi e numerose violazioni dei diritti umani, in particolare indiscriminate uccisioni e "scomparse", e che la recente scoperta di fosse comuni a Suriyakande ricorda tristemente tale periodo,
D.prendendo atto della determinazione a mantenere la democrazia nello Sri Lanka, dimostrata dallo svolgimento di libere e regolari elezioni regionali nel maggio 1993 - a meno di un mese dall'assassinio del presidente - elezioni in cui l'opposizione ha conquistato la maggioranza in tre consigli provinciali su sette,
E.consapevole dei risoluti sforzi del governo indiano per frenare le attività illegali dell'LTTE nel Tamil Nadu,
F.riconoscendo che il ritiro delle forze indiane dallo Sri Lanka, in seguito all'accordo tra Colombo e Delhi, ha notevolmente migliorato le relazioni interstatali,
G.ricordando la relazione Seefeld sulla situazione nello Sri Lanka approvata nel 1988,
1.invita il governo dello Sri Lanka ad attuare integralmente le raccomandazioni del gruppo di lavoro dell'ONU sulle persone scomparse nonché quelle di Amnesty International;
2.chiede al governo dello Sri Lanka di adoperarsi affinché i mezzi di informazione possano funzionare senza impedimenti, senza intimidazioni e senza coercizioni;
3.invita la Commissione a istituire senza ulteriori indugi una missione permanente a Colombo, progetto all'esame fin dalla metà degli anni '80;
4.invita l'Unione europea, nell'ambito della politica estera e di sicurezza comune, a chiudere tutte le sezioni dell'LTTE sul suo territorio, dato che esse vengono usate per diffondere il terrorismo nei confronti di un paese pacifico e per estorcere fondi ai tamil che vivono sul territorio dell'Unione europea al fine di compiere azioni violente;
5.invita l'Unione europea ad assistere le comunità dello Sri Lanka che lottano per difendere i diritti dell'uomo e la democrazia e chiede in particolare di sostenere l'Associazione dei docenti universitari di Jaffna i cui membri, correndo grandi rischi, raccolgono documentazione sulle violazioni dei diritti dell'uomo perpetrate sia dall'LTTE che dalle forze di sicurezza nella penisola di Jaffna, nonché di assistere il Consiglio della democrazia liberale, un'organizzazione apartitica che si adopera attivamente ai fini di una composizione democratica del conflitto etnico tra tutte le parti in causa;
6.rivolge un appello al governo e al parlamento dello Sri Lanka a mettere in vigore leggi volte a tutelare i diritti umani, compreso il progetto di legge della commissione per i diritti umani;
7.invita le autorità dello Sri Lanka a processare coloro che si sono resi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, in particolare durante la repressione della ribellione del JVP, e ad assicurare che le persone riconosciute colpevoli di aver violato i diritti umani o di aver tollerato tali violazioni, nei confronti di singalesi, tamil o altri cittadini dello Sri Lanka, siano allontanate dalle posizioni di potere;
8.chiede al governo dello Sri Lanka di rilasciare certificati di morte alle famiglie delle persone ritenute scomparse o presunte morti, trascorso un anno o più dalla scomparsa;
9.ricorda a detto governo che esso ha accettato una raccomandazione del gruppo di lavoro dell'ONU sulle persone scomparse forzatamente o involontariamente, secondo cui se venissero scoperti cadaveri che si presume siano quelli di persone scomparse, esso potrebbe chiedere l'aiuto di periti legali internazionali; ritiene che tali esperti dovrebbero essere chiamati per esaminare le fosse comuni di Suriyakande;
10.sollecita le autorità dello Sri Lanka a porre fine ai ripetuti arresti di persone che hanno già dimostrato di non essere sostenitori del terrorismo;
11.chiede con fermezza al governo dello Sri Lanka di studiare la possibilità di insegnare nelle scuole del sud la lingua tamil e di prevedere, parallelamente, la messa a disposizione di mezzi per l'insegnamento del singalese nel nord e nell'est del paese;
12.ritiene che, tra l'altro, una forma proficua di aiuto allo Sri Lanka da parte dell'Unione europea consisterebbe nella messa a disposizione di libri e materiale didattico per l'insegnamento dell'inglese;
13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio e ai governi dell'India e dello Sri Lanka.