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Parlamento Europeo - 3 maggio 1994
Libro verde

A3-0270/94

Risoluzione sul Libro verde "La politica sociale europea - Opzioni per l'Unione"

Il Parlamento europeo,

-visto il trattato che istituisce la Comunità europea, in particolare gli articoli 117-124 e 130,

-visto l'Accordo sulla politica sociale di cui al Protocollo n. 14 del trattato sull'Unione europea,

-vista la Carta dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori della Comunità europea e il relativo programma di azione in materia sociale,

-visto il Libro verde della Commissione "La politica sociale europea - Opzioni per l'Unione" (COM(93)0551 - C3-0490/93),

-viste le proprie risoluzioni del 22 novembre 1989, sulla Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali , del 13 settembre 1990 sul programma d'azione della Commissione concernente l'attuazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori - priorità per gli anni 1991-1992 , dell'8 luglio 1992 sul mercato europeo del lavoro dopo il 1992 e del 15 dicembre 1992 sulla prima relazione della commissione concernente l'applicazione della Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori ,

-visti la relazione della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e il parere della commissione per i diritti della donna (A3-0270/94),

A.considerando che il Libro verde sulla politica sociale della Commissione europea ha come obiettivo l'avvio e lo sviluppo di un dibattito sul futuro della politica sociale dell'Unione europea e all'interno di essa; che un ampio dibattito sui futuri orientamenti della politica sociale è necessario per garantire un funzionamento ottimale dell'Unione sotto il profilo socio-economico e giudicano molto positivamente il fatto stesso che i vari soggetti della vita civile prendano parte all'intenso scambio di opinioni sul futuro della politica sociale nell'Unione europea;

B.considerando che è necessario un riesame della politica sociale dell'Unione, in quanto tale politica non è stata condotta con la stessa determinazione dimostrata per altre politiche nella realizzazione del mercato interno, e sembra essersi arenata e non beneficiare delle nuove procedure offerte dal trattato sull'Unione europea; considerando altresì che è necessario compiere nuovi sforzi per il completamento del programma di azione sociale del 1989,

C.considerando che tale stato di cose comporta inquietudine e scontento tra l'opinione pubblica dell'Unione nonché il discredito di tutta la costruzione europea,

D.considerando che la maggiore enfasi posta sulla sussidiarietà nel trattato sull'Unione europea dimostra la necessità di fissare l'adeguato livello decisionale nella definizione del quadro del nuovo assetto socioeconomico e le modalità di cooperazione a tal fine con le autorità competenti, le parti sociali o gli organismi assistenziali,

E.considerando che l'avvio di un dibattito sociale sul Libro verde non deve portare a una ripresa della discussione sulle competenze dell'Unione in materia o a una loro erosione;

F.considerando che il previsto dibattito deve portare a proposte programmatiche concrete e ad accordi operativi tra le parti sociali a livello europeo, nazionale e locale, gli Stati membri, le istituzioni dell'Unione, le autorità regionali e locali e il settore non governativo,

G.considerando che il Libro verde fa il bilancio dei meriti della politica sociale dell'UE e descrive le sfide cui l'Unione dovrà misurarsi nel XXI secolo nonché i profondi cambiamenti della società (con riferimento agli aspetti demografici, ai modelli sociali, alla tecnologia, etc.) per i quali occorrerà trovare una risposta;

H.deplorando vivamente che dopo il giro di consultazioni del settembre 1993 non siano state avanzate immediate proposte concrete volte a ridefinire la politica sociale mediante un nuovo programma d'azione, a fissare le priorità e ad assegnarle ai fini operativi tra tutti gli organismi competenti; condannando altresì il fatto che la Commissione e in particolar modo il Consiglio continuino a non utilizzare pienamente la procedura di voto a maggioranza qualificata, impedendo così ulteriori progressi nella dimensione sociale,

I.deplorando inoltre il fatto che la Commissione, che è stata a lungo impegnata nelle discussioni sul Libro verde, non abbia presentato nuove proposte legislative, in particolare quelle destinate a completare il lavoro del programma di azione sociale del 1989,

J.considerando che, come è stato più volte ribadito dal Consiglio, il mantenimento di un elevato livello di crescita economica (ad alta intensità di lavoro, sostenibile ed ecologica) costituisce una condizione essenziale per una valida politica sociale e che il ravvicinamento delle politiche in materia finanziaria, fiscale, economica e sociale all'interno dell'Unione è di primaria importanza;

K.considerando che le proposte concrete risultanti dal dibattito sul Libro verde dovranno essere messe a punto in stretto coordinamento con l'attuazione del Libro bianco "Crescita, competitività, occupazione",

L.considerando di essersi già pronunciato più volte in favore di una dimensione sociale nell'ambito dell'Unione europea nonché sulla necessità di una politica sociale concreta e coerente e che, nella summenzionata risoluzione del 13 settembre 1990, sono state presentate oltre 100 proposte concrete,

M.considerando che l'Unione dovrà svolgere un ruolo importante nella realizzazione e nel consolidamento del modello sociale europeo; che tale modello, così come tradizionalmente inteso, si trova di fronte a sfide dovute al persistere di elevati livelli di disoccupazione strutturale, al carattere mutevole della produzione e del lavoro, alla globalizzazione e alla maggiore interdipendenza dell'economia mondiale, ai crescenti livelli di povertà ed esclusione sociale e alla generale sperequazione nella società; ritenendo tuttavia che, nonostante la necessità di adeguarsi alle nuove circostanze economiche e sociali, il modello sociale europeo e i suoi obiettivi costituiscono tuttora il valido fondamento della società europea,

N.considerando che la lotta contro la disoccupazione, compresa la disoccupazione a lungo termine, che colpisca uomini o donne, disabili o persone svantaggiate deve essere vista come la principale priorità della politica economica sociale europea dal medio al lungo periodo,

O.considerando che la politica dell'occupazione deve affrontare gli squilibri di carattere quantitativo e qualitativo esistenti sul mercato del lavoro; che, inoltre, vi è una forte necessità di riorganizzare e migliorare il mercato del lavoro, di modo che, nella divisione del lavoro, si dia adeguato spazio alla flessibilità e alla ridistribuzione del lavoro disponibile come pure a nuovi modelli di società;

P.considerando che occorre adottare misure volte all'incentivazione di una crescita basata sull'intensità del lavoro, quali la riduzione degli oneri sociali, in particolare gli oneri salariali accessori, la riduzione del differenziale fra costi salariali lordi e netti, la differenziazione delle aliquote IVA per promuovere l'occupazione, etc.;

Q.considerando che i sistemi di protezione sociale devono contribuire alla lotta contro l'esclusione e che la solidarietà deve rimanere il punto di partenza prioritario; considerando che questi sistemi di protezione sociale devono tener conto della mutata situazione demografica e del fatto che la famiglia non è più l'unica possibile forma di vita associata nella nostra società,

R.considerando che la lotta a livello nazionale e comunitario contro l'esclusione e per migliori condizioni sociali può rappresentare un elemento nell'ambito della creazione di posti di lavoro; rilevando a tale proposito la necessità dell'assistenza sociale ai minori e agli anziani, nonché la necessità di migliori alloggi e di un ambiente di vita più salubre e sicuro soprattutto nelle grandi città che risentono dei disagi urbani e dell'esclusione e che uno sviluppo sociale dei quartieri in grado a coinvolgere gli abitanti stessi è indispensabile per reintegrarli nel flusso della vita urbana,

S.considerando che, nel settore sociale, le relazioni internazionali dell'Unione puntano a far accettare le norme in vigore al suo interno agli altri blocchi commerciali o a livello mondiale;

T.considerando che attualmente è ampiamente riconosciuto il fatto che lo sviluppo del potenziale umano costituisce una condizione preliminare per il raggiungimento degli obiettivi economici, sociali e di qualità della vita fissati dalla Comunità; considerando altresì che la qualità delle risorse umane e il continuo adeguamento delle qualificazioni della manodopera costituiscono per l'Unione un vantaggio competitivo sul piano della concorrenza internazionale; considerando che l'Unione dovrebbe quindi incoraggiare e promuovere la tradizione di una formazione professionale completa,

1.accoglie con soddisfazione la pubblicazione del Libro verde della Commissione, ritenendo che un vasto dibattito sul futuro della politica sociale europea non possa che dar maggior credito e legittimità alle azioni dell'Unione nel settore sociale; ritiene tuttavia che un simile dibattito non debba essere usato come pretesto per pregiudicare o annullare le conquiste e l'acquis, legislativo e non, realizzato a livello comunitario nel settore sociale;

2.ritiene che la sperequazione tra l'integrazione economica e la dimensione sociale del mercato interno non debba essere aggravata coll'avvalersi del Libro verde per rinviare tutte le proposte di iniziative legislative e invocando l'elaborazione di un eventuale nuovo Libro bianco sociale, forse nel 1995;

3.fa osservare che l'"acquis" rimane incompleto, in quanto alcune proposte importanti contenute nel programma d'azione in materia sociale devono ancora essere adottate dal Consiglio (protezione dei giovani sul posto di lavoro, lavoro atipico, distacco dei lavoratori, congedo parentale, inversione dell'onere della prova); insiste affinché un nuovo programma d'azione in materia sociale, applicato in ogni suo aspetto, costituisca il fondamento della prossima fase della politica sociale europea; ricorda a tale riguardo che la Carta dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori deve restare un punto di riferimento della legislazione sociale comunitaria e che l'utilizzazione del protocollo sociale del trattato sull'Unione deve consentire il superamento degli ostacoli attuali;

4.constata che gli Stati membri dell'Unione europea hanno una forte tradizione in campo sociale che deve essere urgentemente estesa a livello dell'Unione; ritiene che l'aggiornamento e l'adattamento di tale tradizione alle necessità del nostro tempo non debba condurre ad uno smantellamento dei benefici sociali e che, anzi, le conquiste sociali dovute all'iniziativa e concertazione sindacale debbano essere garantite ed estese, in modo tale che un maggior numero di persone se ne avvantaggi;

5.riafferma il proprio impegno a difesa del modello sociale europeo fondato sull'economia sociale di mercato; ritiene inoltre che occorra stabilire norme a livello europeo per evitare il dumping sociale e gli effetti negativi della concorrenza in tal campo, per garantire la coesione sociale e sviluppare l'armonizzazione fiscale;

6.ritiene altresì che il diritto al lavoro costituisca un elemento essenziale dell'economia di mercato sociale europea;

7.contesta l'ipotesi che si debba rinunciare a una politica sociale perseguita a livello europeo adducendo gli eventuali costi e oneri per la società che essa potrebbe comportare, e ritiene piuttosto che essa costituisca un requisito essenziale per la prosperità economica e l'adeguato funzionamento dei mercati;

8.è costernato dinanzi ai tentativi di bloccare il finanziamento destinato al nuovo programma d'azione a medio termine dell'Unione europea per la lotta contro l'esclusione e la promozione della solidarietà, il cui costo totale, nell'arco di cinque anni e mezzo, è pari a soli 121 milioni di ecu e chiede quindi che vengano compiuti sforzi diretti a qualsiasi livello, per garantire la completa e tempestiva attuazione del programma, salvaguardare il raddoppiamento dei fondi e dimostrare solidarietà nei confronti delle componenti più povere della società;

9.risente della mancanza, nelle considerazioni della Commissione, di una chiara ripartizione delle competenze regionali, nazionali e europee;

10.sottolinea il pericolo che taluni possano avvalersi del dibattito sulla sussidiarietà come di un alibi che consenta loro di non attuare una politica sociale e fiscale comunitaria; dichiara pertanto di diffidare della suddivisione delle politiche da attuare nell'Unione europea in vari settori di competenza prevista dal Libro verde e non desidera pronunciarsi a priori sulla natura e la strategia degli strumenti comunitari, a meno che questi ultimi siano tenuti a rispettare le regole e procedure previste nel trattato;

11.è del parere a tale riguardo che le azioni dell'Unione in campo sociale possano essere suddivise in tre categorie: a) azioni di competenza esclusiva dell'Unione, da realizzarsi esclusivamente mediante azioni intraprese da quest'ultima (tra l'altro libera circolazione dei lavoratori, promozione di criteri sociali minimi, misure di sostegno in campo sociale nel quadro della transizione all'UEM, coesione economica e sociale e aspetti internazionali); b) azioni per le quali l'Unione ha competenze concorrenti con gli Stati membri, ma per la cui realizzazione essa dovrebbe legittimamente rivestire un ruolo preminente (tra l'altro pari opportunità, promozione del dialogo sociale, lotta alla disoccupazione); c) altre azioni per le quali l'Unione ha competenze comuni con gli Stati membri, ma che hanno questi ultimi come principali responsabili, lasciando all'Unione la funzione di creare un quadro comune di priorità (tra l'altro sviluppo delle risorse umane, lotta all'esclusione sociale, azioni a sostegno degli anz

iani, dei disabili e dei senzatetto, convergenza dei sistemi di sicurezza sociale) nonché di promuovere lo scambio di opinioni e informazioni sui diversi approcci in materia di politica sociale seguiti negli Stati membri, di procedere a una valutazione e di presentare raccomandazioni in vista della convergenza delle politiche sociali;

12.si dichiara preoccupato per il fatto che il governo conservatore del Regno Unito continua a rifiutarsi di aderire al protocollo sociale;

13.ritiene che tali azioni dell'Unione debbono essere condotte in funzione delle seguenti priorità: occupazione, diritti dei lavoratori con potenziamento del ruolo delle parti sociali, protezione sociale, lotta contro l'esclusione, parità di trattamento;

14.per quanto riguarda le priorità di cui al paragrafo 12:

a)lavoro, politica occupazionale e crescita generatrice di lavoro: ritiene che per favorire l'occupazione, nel quadro delle iniziative di crescita proposte dal Libro bianco della Commissione e dal Vertice di Bruxelles del 10-11 dicembre 1993, sia opportuno attuare:

-un migliore funzionamento del mercato del lavoro mediante potenziamento e adeguamento dei servizi e delle agenzie pubbliche di occupazione, l'eliminazione delle rigidità e la promozione della mobilità, in particolare a livello comunitario; sarà prestata una particolare attenzione alle difficoltà cui vanno incontro i lavoratori transfrontalieri;

-una riorganizzazione della durata del lavoro sulla base di accordi tra parti sociali, intesa a promuovere la creazione di posti di lavoro (promozione del lavoro a metà tempo, riduzione dell'orario di lavoro giornaliero o settimanale, tempo riservato alla formazione, anno sabbatico o congedo parentale);

-un alleggerimento del costo non salariale del lavoro, in particolare del lavoro non qualificato, mediante adeguate misure fiscali.

-una riduzione degli oneri salariali accessori mediante opportune misure di politica fiscale;

b)formazione, formazione permanente, formazione professionale: ritiene che la partecipazione all'istruzione e all'addestramento sia un diritto fondamentale di tutti i residenti; conferisce grande significato all'adozione di misure mirate e finanziarie a livello europeo nel settore della formazione, in particolare della formazione professionale e ritiene necessario che le nuove misure siano adottate urgentemente così da offrire ogni anno la possibilità di partecipare alla formazione al 2,5% della popolazione attiva;

c)lavoratori frontalieri: constata che nelle regioni frontaliere le autorità statali, le imprese e i lavoratori continuano ad agire indipendentemente gli uni dagli altri, in particolare per quanto riguarda il lavoro transfrontaliero; ritiene che le parti sociali debbano intervenire in proposito e prende posizione a favore di una maggiore cooperazione interregionale, mediante la quale sia possibile promuovere anche negoziati sui contratti collettivi di lavoro a livello di regioni frontaliere; ritiene che le nuove normative nazionali debbano essere oggetto di un'analisi di impatto in termini di pendolarismo che ne determini gli effetti per il lavoro e i lavoratori transfrontalieri; ritiene che, analogamente a quanto avviene in materia di anti-trust, la Commissione debba costituire una speciale unità di controllo che vigili a che gli Stati membri non violino i diritti dei cittadini dell'Unione sanciti dal trattato UE e dai regolamenti, e alla quale i cittadini possano rivolgersi;

d)condizioni di lavoro e diritti dei lavoratori: constata che a livello comunitario si sono compiuti taluni progressi nel settore delle condizioni di lavoro e ritiene che sia ora necessario consolidare la normativa in vigore, vigilare sul suo rispetto e, laddove necessario, adeguarla allo stato attuale della conoscenza e della tecnica; sono altresì necessarie direttive concernenti:

-il divieto di discriminare il lavoratore che difenda i propri diritti ovvero rifiuti condizioni di lavoro inaccettabili,

-il diritto di consultazione e partecipazione alle questioni relative all'impresa,

-la tutela contro la diffusione e la trasmissione di dati personali,

-un'adeguata tutela contro il licenziamento,

-il pagamento della retribuzione anche nel periodo di ferie e in caso di malattia;

-una clausola concernente il lavoro nei contratti di lavori pubblici;

il ruolo svolto dalla Comunità in materia di fissazione delle norme concernenti l'ambiente di lavoro - salute, sicurezza, ambiente, riconoscimento delle malattie professionali - deve essere mantenuto e ampliato; le direttive e i regolamenti quadro futuri dovranno definire gli obiettivi e i principi di applicazione al fine di facilitare una sana pratica della sussidiarietà; tale approccio sarà completato da direttive o regolamentazioni speciali a seconda dei soggetti o dei settori interessati; deve essere potenziato sia a livello europeo sia a livello nazionale il ruolo attivo delle parti sociali; si deve provvedere a una rapida applicazione del protocollo sociale, nonché al recepimento della legislazione comunitaria mediante negoziati collettivi a livello nazionale;

e)parità di trattamento e azioni a favore dei disabili: sottolinea che i disabili sono cittadini dell'Unione europea e che la questione della parità di trattamento ha attinenza con i diritti umani; invita la Commissione

-a creare in seno alla DG V una nuova direzione responsabile per la messa a punto di iniziative a favore dei disabili

-a costituire un esempio, insieme ad altre istituzioni dell'Unione, garantendo l'occupazione a tutti i livelli delle persone disabili

-a studiare a tal fine le prassi migliori attualmente seguite negli Stati membri per individuare le più adeguate ed efficaci e a elaborare su tale base il nuovo codice di comportamento per le istituzioni dell'Unione nonché una raccomandazione sull'integrazione dei disabili nel mercato del lavoro

-a garantire un controllo delle implicazioni che le proposte legislative e di altro tipo possono avere per le persone disabili

-a garantire che, dopo l'inserimento di Horizon in una più vasta iniziativa comunitaria, i disabili continueranno a ricevere una quota garantita di fondi disponibili

-a garantire che i disabili, tramite le organizzazioni che li rappresentano, siano consultati su tutte le questioni e le decisioni che toccano i loro interessi;

invita infine gli Stati membri a cogliere l'opportunità fornita dal riesame del trattato nel 1996 e ad aggiungere un articolo che vieti ogni forma di discriminazione;

f)misure a favore degli anziani: invita gli Stati membri a trasporre in pratica la dichiarazione sugli anziani e la solidarietà tra le generazioni;

g)tutela e sicurezza sociale: giudica assurdo adottare un atteggiamento di attesa nel settore della tutela sociale a livello europeo e sollecita vivamente la Commissione, il Consiglio e le parti sociali a sviluppare un'azione a livello europeo che favorisca il mantenimento e miglioramento della tutela sociale; chiede che in sede di riforma dei sistemi di sicurezza e di tutela sociale si faccia in modo da rispondere alle necessità di ciascuna categoria di persone (necessità legate all'età, al sesso, alla situazione familiare, alla salute o alle condizioni socioeconomiche) nonché da incentivare le persone e offrire loro opportunità concrete di prendere parte attivamente al mercato del lavoro; chiede agli Stati membri di attuare la raccomandazione del Consiglio relativa alla convergenza degli obiettivi di protezione e di politica sociale, e alla Commissione di promuovere un adeguato scambio di dati su tutti i sistemi di sicurezza sociale secondo criteri analoghi, onde acquisire una migliore comprensione del lor

o grado di convergenza, che potrà favorire lo sviluppo di norme minime europee e la progressiva armonizzazione dei sistemi di tutela sociale; ritiene che sia indispensabile un'autentica convergenza della protezione sociale e che, in tale contesto, non possa essere eluso il problema del relativo finanziamento; un'eventuale revisione del finanziamento della sicurezza sociale non deve determinare una riduzione del livello di protezione e si devono prevedere nuove entrate per via fiscale;

h)lotta contro l'esclusione: ritiene che la lotta contro l'esclusione sociale debba essere un punto chiave della politica dell'Unione e dei suoi Stati membri e chiede pertanto il potenziamento e l'utilizzazione ottimale dei fondi a destinazione strutturale, nonché politiche attive di inserimento mediante l'occupazione;

i)pari opportunità: ritiene che la parità di trattamento di uomini e donne nell'Unione rappresenti un aspetto importante della politica sociale per il futuro; invita pertanto il Consiglio ad adottare quanto prima le due direttive sull'inversione dell'onere della prova e sul congedo parentale; sollecita l'adozione di misure che promuovano la partecipazione a parità di diritti e possibilità di uomini e donne al processo lavorativo, in particolare per quanto riguarda la promozione della formazione continua, nonché la possibilità di congedi parentali e per malattia del bambino e i servizi per la custodia dei bambini;

sottolinea l'importanza di una politica comunitaria in materia di ammissione di persone provenienti da paesi terzi, diritto d'asilo e immigrazione che garantisca ai lavoratori migranti e alle loro famiglie la parità dei diritti e possibilità ottimali di integrazione;

15.ritiene che occorra perseguire tutti gli obiettivi summenzionati e includere le azioni per la loro attuazione in nuovo programma sociale che la Commissione dovrà presentare entro l'autunno 1994 ed è del parere che l'Unione debba disporre di tutti gli strumenti necessari per l'attuazione della politica sociale a livello europeo;

16.ricorda inoltre la sua richiesta di inserire clausole sociali e ambientali negli accordi commerciali internazionali;

17.auspica che la revisione del trattato nel 1996 renda possibile innanzitutto una politica sociale e fiscale e integri i diritti sociali fondamentali dei cittadini quale elemento costitutivo dell'Unione europea;

18.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione, al Comitato economico e sociale e ai governi degli Stati membri.

 
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