A3-0262/94
Risoluzione sul progetto di comunicazione agli Stati membri che stabilisce gli orientamenti dei programmi operativi e delle sovvenzioni globali che gli Stati membri sono invitati ad elaborare nell'ambito di un'iniziativa comunitaria concernente la riconversione economica di zone carbonifere (RECHAR II)
Il Parlamento europeo,
-vista la comunicazione della Commissione agli Stati membri (COM(94)0046 - C3-0130/94),
-visti i regolamenti modificati del 20 luglio 1993 relativi ai Fondi strutturali, in particolare l'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 2082/93 del Consiglio e l'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2083/93 del Consiglio,
-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 relativa al Libro verde della Commissione sulle iniziative comunitarie,
-visto il Codice di condotta per l'attuazione da parte della Commissione delle politiche strutturali e, in particolare, il paragrafo 2 in cui si afferma che "sarà sua cura, ogni volta che ciò sarà possibile, studiare le richieste del Parlamento onde tenerne conto prima della decisione su ogni iniziativa",
-visto l'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio, del 29 ottobre 1993, e le prospettive finanziarie ad esso allegate,
-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul bilancio generale delle CE per l'esercizio 1994 (A3-0280/93), e in particolare il suo paragrafo 8,
-visto il bilancio generale delle CE e in particolare l'articolo B2-140 e il capitolo B0-40,
-viste le pertinenti disposizioni del proprio regolamento,
-vista la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e i pareri, della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e della commissione per i diritti della donna (A-0262/94),
A.considerando che in passato ha sostenuto le iniziative comunitarie quali strumenti efficaci con chiari intendimenti ed obiettivi, essendo rivolte a settori economici specifici che sono in fase di trasformazione strutturale o che ne subiscono le conseguenze negative,
B.considerando che, nell'ambito della riforma dei Fondi strutturali per il periodo 1989-93, RECHAR è stata ritenuta un'iniziativa comunitaria importante e che è stata dotata di 300 milioni di ecu (su un totale di 5,8 miliardi destinati alle iniziative),
C.considerando che la Commissione ha proposto di proseguire l'iniziativa RECHAR con una dotazione di 400 milioni di ecu per il periodo 1994-97, dei quali solo 100 milioni di ecu destinati alle regioni dell'obiettivo 1,
1.ricorda che le iniziative sono state concepite al fine di rendere meno gravosi i problemi regionali derivanti dalle trasformazioni strutturali ed economiche attraverso il cofinanziamento di programmi e di progetti innovativi consistenti essenzialmente in misure di riconversione che dovrebbero avere un considerevole interesse europeo;
2.insiste affinché questi obiettivi continuino a costituire la base delle iniziative altrimenti sarebbe più semplice ridurre i contributi dei bilanci nazionali;
3.ricorda il criterio di addizionalità, facendo presente che l'esperienza ottenuta nell'applicare tale principio dimostra chiaramente che la verifica dovrebbe avvenire anche a livello locale o regionale e non soltanto a livello nazionale; sollecita la Commissione e gli Stati membri a dimostrare che il criterio di addizionalità viene soddisfatto;
4.propone che siano aumentati gli stanziamenti di bilancio di 100 milioni di ecu;
5.insiste inoltre affinché i criteri di ammissibilità siano applicati correttamente e i finanziamenti siano decisi non soltanto sulla base di un calcolo puramente aritmetico delle perdite di posti di lavoro, ma anche tenendo conto di tutto il tessuto socioeconomico del bacino carbonifero in questione, della qualità e del contenuto innovativo dei programmi proposti, delle conoscenze che potranno essere acquisite e della possibilità di divulgare i risultati ottenuti;
6.approva che si continui a destinare fondi nell'ambito di RECHAR II alle regioni che rientrano attualmente negli obiettivi 1, 2 e 5b), ma ritiene che, laddove giustificato, debba esservi una determinata flessibilità, come potrebbe essere il caso per un ridotto numero di zone carbonifere escluse dal primo programma RECHAR e soprattutto di quelle zone che non possono più beneficiare di RECHAR in quanto non rientrano più nell'obiettivo 1, 2 o 5b, nonostante abbiano perso un considerevole numero di posti di lavoro nel settore minerario;
7.chiede che tale flessibilità si applichi anche alle zone comprese negli obiettivi 1, 2 e 5b che, pur non avendo raggiunto la soglia della perdita di 1.000 posti di lavoro, abbiano un tasso di disoccupazione particolarmente elevato, una eccessiva dipendenza dall'attività mineraria e siano geograficamente isolate dalle assi di sviluppo e da altri centri industriali;
8.chiede che nell'ambito della presente iniziativa sia data la priorità ai programmi delle donne e invita la Commissione ad assegnare risorse a programmi, proposte e azioni che abbiano per obiettivo le donne e a riferire regolarmente al Parlamento europeo a questo proposito;
9.appoggia il principio della concentrazione dei fondi, viste le risorse disponibili, ma ritiene che una determinata flessibilità in seno a RECHAR coinvolgerebbe solo un ridotto numero di casi con copertura geografica limitata, e sia preferibile ad un approccio eccessivamente rigido che escluderebbe zone carbonifere vere e proprie;
10.manifesta stupore per il fatto che il programma RECHAR II non sia stato dotato di fondi più consistenti e che il programma sia stato proposto per soli quattro anni anziché per l'intero prossimo periodo di finanziamento, nonché per l'arbitraria ripartizione iniziale dei fondi tra le regioni dell'obiettivo 1, cui è stato destinato un ammontare ridotto, e l'insieme delle zone minerarie europee;
11.appoggia l'inclusione delle zone produttrici di lignite ma, vista la portata della ristrutturazione necessaria in questo settore, per accettare tale inclusione insiste che questa sia accompagnata da stanziamenti supplementari;
12.chiede, per quanto concerne il criterio dei posti di lavoro perduti o a rischio, che si verifichi sempre se si tratti di impieghi direttamente connessi con l'attività mineraria;
13.chiede che possano beneficiare dei fondi del bilancio CECA solo le imprese che abbiano contribuito al suo finanziamento o, se del caso, i paesi che, dopo la loro adesione, abbiano contribuito direttamente al finanziamento di tale bilancio;
14.chiede che in RECHAR II vengano incluse anche altre zone di attività mineraria sotterranea non destinata a fini energetici, soggette ad analoghe difficoltà di sviluppo anche dopo la loro riconversione, e che si prevedano fondi supplementari per il loro finanziamento;
15.sottolinea che nel decidere in merito ai criteri di ammissibilità, debba essere fatta una netta distinzione tra, da un lato, le conseguenze di un declino economico generale e quelle di un declino industriale e, dall'altro, la necessità di adeguarsi a nuove situazioni di mercato, fondamentali e durevoli; occorre tener conto fondamentalmente della capacità relativa di ciascuna delle regioni considerate di assorbire le perdite di posti di lavoro;
16.insiste affinché, per la determinazione delle zone ammissibili, siano considerati, oltre ai posti di lavoro perduti o a rischio, altri elementi quali il tasso di disoccupazione, la dipendenza economica rispetto all'industria in questione e la situazione di isolamento geografico o perifericità;
17.chiede alla Commissione di aggiungere un articolo che preveda la possibilità di una cooperazione transfrontaliera tra le ex regioni minerarie;
18.ritiene indispensabile che i contributi concessi dal FESR e dal FSE siano presentati separatamente;
19.chiede alla Commissione di precisare in quale misura prevede di far contribuire il bilancio operativo CECA all'iniziativa RECHAR, nel contesto del phasing in, in particolare per quanto riguarda le azioni di formazione professionale di cui al punto j della sua comunicazione agli Stati membri.
20.invita la Commissione a creare una linea di bilancio autonoma pari al 10% degli stanziamenti, destinata a specifiche misure di sostegno della donna, nel rispetto dei principi dell'Unione europea in materia di pari opportunità;
21.rileva che l'industria carboniera è un esempio particolarmente eclatante di un settore tradizionale di base che ha subito gravissime perdite sia a livello di produzione che di occupazione;
22.rileva che le zone carbonifere sono spesso regioni monoindustriali dipendenti dalla produzione di quel particolare settore, che offrono poche alternative occupazionali all'infuori del settore agricolo, esso stesso in gravi difficoltà;
23.si rammarica per il fatto che nell'ambito della politica energetica generale della Comunità, al carbone venga attribuito un ruolo sempre meno importante quale fonte energetica diversificata, sicura e competitiva;
24.è convinto che il carbone continui ad essere per molte zone minerarie la fonte principale di attività economica. E' tuttavia del parere che gli sforzi da compiere nelle zone minerarie carbonifere debbano essere diretti alla creazione di altre attività economiche allo scopo di ridurre la dipendenza industriale delle zone medesime e facilitarne la diversificazione industriale;
25.sollecita tuttavia l'attento esame degli usi alternativi del carbon fossile e della lignite, che rimangono una preziosa ed abbondante fonte energetica primaria;
26.ricorda che la produzione annua di carbone della Comunità è scesa dai 500 milioni di tonnellate alla fine degli anni '50, a circa 235 milioni di tonnellate nel 1985, per giungere a soli 193 milioni di tonnellate nel 1991; ricorda inoltre che il consumo di carbone comunitario è essenzialmente destinato alla produzione di energia elettrica e, in secondo luogo, all'industria siderurgica e al riscaldamento, e che la differenza tra la produzione e il consumo viene coperta dalle importazioni provenienti da paesi terzi;
27.è consapevole del fatto che nel 1955 il settore carboniero occupava 1.860.000 lavoratori, cifra che è scesa a 260.000 unità nel 1991 con conseguenze sociali e regionali particolarmente gravi, e che, nel caso della Spagna e del Portogallo, sebbene le perdite di posti di lavoro non siano state molto elevate, esiste tuttavia un contesto di dipendenza da questa industria e un contesto socioeconomico con tassi di disoccupazione molto elevati; che, nonostante gli spettacolari aumenti di produttività, che hanno permesso ad alcuni paesi quali il Regno Unito di applicare prezzi in convergenza con quelli del mercato mondiale, la mancata adozione di una politica energetica coerente comporterà quasi inevitabilmente ulteriori chiusure di miniere e perdite di posti di lavoro;
28.condivide l'opinione espressa nella proposta della Commissione secondo cui occorre sostenere gli investimenti immateriali destinati ad agevolare l'integrazione delle PMI nel loro contesto economico;
29.chiede una valutazione dettagliata dei risultati di tale iniziativa in ciascuna area carbonifera interessata;
30.afferma la necessità di un approccio industriale strategico nell'industria carbonifera così come in altri settori;
31.sottolinea la necessità di un rapido processo di integrazione delle attività sociali della CECA nella Comunità così come di un uso costante di tutti i diversi strumenti disponibili per migliorare la formazione dei lavoratori.
32.sottolinea l'importanza di mantenere la partecipazione locale nello sviluppo e nell'attuazione del programma RECHAR, mediante comitati locali di programma nei quali le parti sociali siano associate alle autorità locali e regionali, non soltanto in virtù di obblighi giuridici, ma soprattutto a motivo della loro profonda conoscenza ed esperienza; l'applicazione di programmi nazionali unici degli Stati membri, gestiti dai governi, rappresenterebbe un grave passo indietro;
33.ricorda che le iniziative comunitarie possono far ricorso a più di uno strumento nell'ambito dei Fondi strutturali e che i progetti nel settore del carbone e della lignite possono avvalersi anche di altre risorse comunitarie; chiede pertanto che i programmi integrati siano attentamente coordinati, al fine di utilizzare appieno i mezzi disponibili;
34.chiede alla Commissione di informare periodicamente il Parlamento sull'esecuzione di questa iniziativa, includendo un quadro delle somme destinate a ciascun obiettivo;
35.approva la proposta della Commissione riguardante RECHAR II, con le modifiche proposte nella presente risoluzione;
36.incarica il proprio Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.