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Parlamento Europeo - 3 maggio 1994
URBAN - Iniziative comunitarie di riconversione o adattamento

A3-0264/94

Risoluzione sul progetto di Comunicazione della Commissione agli Stati membri concernente le aree urbane (URBAN)

Il Parlamento europeo,

-visto il progetto di Comunicazione della Commissione agli Stati membri che stabilisce gli orientamenti dei programmi operativi che gli Stati membri sono invitati ad elaborare nell'ambito di un'Iniziativa comunitaria concernente le aree urbane (URBAN),

-visto l'articolo 11 del regolamento CEE n. 2082/93 del Consiglio, che rappresenta la base giuridica delle Iniziative comunitarie e stabilisce che le azioni finanziate devono "rivestire un interesse particolare per la Comunità", nonché il paragrafo 2 di detto articolo che prevede "per una parte limitata delle risorse disponibili" che le forme d'intervento possano interessare zone diverse da quelle normalmente considerate ammissibili ("flessibilità"),

-visto il Codice di condotta per l'attuazione da parte della Commissione delle politiche strutturali, in cui si afferma che "sarà cura (della Commissione), ogni volta che ciò sarà possibile, studiare le richieste del Parlamento onde tenerne conto prima della decisione su ogni iniziativa" ,

-vista la sua risoluzione del 26 ottobre 1990 su una politica concertata di assetto territoriale dove viene sottolineata l'esigenza di strategie capaci di invertire l'attuale tendenza alla concentrazione urbana e la necessità di promuovere la gestione equilibrata dello spazio,

-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul Libro verde della Commissione, nella quale auspica l'adozione di un programma di sviluppo urbano integrato con l'obiettivo di promuovere la crescita economica locale (Relazione Romeos) ,

-vista la sua risoluzione del 17 dicembre 1993 sui problemi e le prospettive delle concentrazioni urbane (Relazione Pack) ,

-vista la sua decisione, adottata nel corso della procedura di bilancio 1994, di creare una linea di bilancio all'interno del capitolo relativo alle Iniziative comunitarie intitolata "Politica urbana",

-visto l'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio del 29 ottobre 1993 e le prospettive finanziarie allegate,

-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio finanziario 1994 (A3-0280/93) , in particolare il paragrafo 8,

-visto il bilancio generale delle Comunità europee , in particolare l'articolo B2-140 e il capitolo B0-40,

-viste le relative disposizioni del Regolamento,

-visti la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e della commissione per i diritti della donna (A3-0264/93),

A.considerando che il Parlamento, grazie alle sue relazioni, ai suoi poteri in materia di bilancio e alla sua influenza sulla Commissione, ha svolto un ruolo determinante nella realizzazione di quest'iniziativa,

B.considerando che il contributo dell'Unione europea alla soluzione dei problemi urbani è limitato per ragioni di sussidiarietà e per mancanza di risorse finanziarie; che questo contributo in futuro dovrà comunque aumentare per poter permettere una vera politica comunitaria per le aree urbane,

C.considerando che l'Iniziativa urbana dovrebbe integrare le politiche a favore dei centri urbani già in corso a livello comunitario, nazionale, regionale e locale,

D.considerando che la politica urbana potrà risultare efficace solo se verrà integrata in un'autentica politica regionale, attuata dall'Unione e dagli Stati membri con l'obiettivo di realizzare una distribuzione più equilibrata della popolazione e delle attività economiche sul territorio dell'Unione,

E.considerando l'opportunità di favorire un miglioramento della cooperazione tra città e territorio circostante,

F.considerando che in qualche caso alcune città hanno beneficiato di considerevoli finanziamenti nell'ambito dei Fondi strutturali e che i Quadri comunitari di sostegno (QCS) per il periodo 1994-1999 contengono ulteriori proposte di spesa,

G.considerando che la Commissione ha proposto per l'iniziativa URBAN una dotazione complessiva di 600 mecu, di cui 400 mecu destinati alle regioni dell'Obiettivo 1; che i finanziamenti saranno a carico sia del FESR che del FSE,

H.considerando che la Commissione prevede di finanziare un massimo di 50 progetti nell'arco di quattro anni,

I.considerando che le zone obiettivo sono definite come quartieri geograficamente individuabili all'interno di aree densamente popolate, che presentano un livello demografico minimo, un elevato tasso di disoccupazione, un tessuto urbano in degrado, alloggi inadeguati, mancanza di strutture ricreative e che, in generale, appartengono a città che presentano una dimensione metropolitana in un preciso contesto regionale e interregionale,

J.considerando che dovrebbero risultare ammissibili anche le città di medie dimensioni, con meno di 100.000 abitanti, che costituiscono il centro urbano della loro regione e accolgono più di un quarto della popolazione dell'intera regione,

K.considerando che i criteri applicabili alle zone obiettivo dell'intervento URBAN potranno presentarsi, eccezionalmente, in città aventi una popolazione ben al di sotto dei 100.000 abitanti, ma facenti parte del cosiddetto "patrimonio culturale" dell'Unione europea, per il ruolo decisivo da esse svolto nella storia dell'Europa ovvero per la particolarità della loro architettura e assetto urbano,

L.considerando che la gamma delle azioni ammissibili si estende allo sviluppo economico, all'integrazione sociale e all'ambiente,

M.considerando che la Commissione propone che le autorità locali e ad altro livello e le parti sociali siano coinvolte nella preparazione e nell'attuazione dei programmi operativi, secondo modalità proprie a ciascuno Stato membro,

N.considerando che molti problemi urbani e di assetto territoriale su scala nazionale ed europea sono dovuti ad errori di pianificazione e all'assenza di una coerente strategia di sviluppo urbano,

O.considerando che all'origine di molti problemi urbani vi sono fattori quali la disgregazione di comunità radicate, l'eccessiva concentrazione dello sviluppo commerciale nei centri urbani, con conseguente esodo verso la periferia di residenti stabili e la realizzazione di grandi complessi residenziali la cui progettazione non è adeguata ai bisogni degli abitanti e ai requisiti di sicurezza, cause di un'enorme difficoltà a mantenere una vita familiare normale la cui mancanza è fonte di numerosi problemi urbani,

Osservazioni generali

1.accoglie con favore la decisione di adottare un'Iniziativa comunitaria per far fronte ai problemi delle aree urbane e ritiene che tale Iniziativa costituisca un modesto ma significativo contributo all'ampliamento delle attività dell'Unione europea a favore delle aree urbane, che in futuro potranno essere ulteriormente estese con le opportune modalità;

2.chiede che nell'ambito di questa iniziativa sia concessa priorità ai programmi relativi alle donne ed esorta la Commissione a destinare risorse a favore di programmi, proposte ed azioni che abbiano per obiettivo le donne, e ad informare regolarmente il Parlamento europeo sulla materia;

Obiettivi, dotazione finanziaria e ambito geografico dell'Iniziativa

3.ritiene essenziale che siano delineati e realizzati gli obiettivi di questa iniziativa sulla base delle possibilità finanziarie già istituzionalizzate di URBAN e con la prospettiva di un loro ulteriore incremento in linea con le esigenze reali;

4.rileva che la Commissione non ha indicato espressamente se i 200 mecu disponibili per i centri urbani non rientranti nell'Obiettivo 1 dovranno limitarsi agli obiettivi 2 e 5b; ritiene che un certo grado di flessibilità sia auspicabile, dal momento che i fondi dovrebbero essere utilizzati per promuovere i contatti fra le città delle regioni meno favorite e di quelle centrali; è del parere tuttavia che l'ambito geografico dell'iniziativa dovrebbe essere esteso al fine di prendere in considerazione i gravi problemi urbani esistenti nelle zone ammissibili nell'ambito dell'obiettivo 2 e nelle altre zone industriali al di fuori delle zone ammissibili all'obiettivo 1 e che quindi sia assolutamente indispensabile una maggiore disponibilità di finanziamenti a brevissimo termine;

5.concorda con la definizione di zona obiettivo; ritiene che la disoccupazione quale criterio di selezione dovrebbe essere utilizzata con elasticità tenuto conto del fatto che in talune aree e in taluni Stati membri gli indicatori della disoccupazione risentono delle peculiarità delle condizioni occupazionali locali e che inoltre, i criteri basati sulla disoccupazione non essendo gli stessi in tutti i paesi, una stessa o analoga situazione presenta un'immagine diversa;

6.ritiene inadeguato limitare a 50 il numero dei progetti che possono ricevere un aiuto nell'ambito dell'iniziativa URBAN, poiché si tratta soprattutto di una nuova iniziativa comunitaria di cui non si conoscono i progetti e neppure il loro ammontare;

7.rileva che nella selezione dei progetti la Commissione sarà assistita da un gruppo di esperti; ritiene che ciò costituisca un approccio ragionevole nella misura in cui, per motivi formali, le decisioni finali rimangono di competenza della Commissione e perché quest'ultima è maggiormente in grado di inquadrare la politica e le spese comunitarie nonché favorire l'emergenza di progetti integrati;

8.approva la concentrazione degli aiuti nelle aree più povere; suggerisce tuttavia di stanziare una parte di tali aiuti a favore di progetti di ripristino di quartieri in difficoltà, che mettano particolarmente in luce i vantaggi derivanti ad una città dal rinnovamento del tessuto urbano esistente;

Azioni ammissibili

9.rileva che la scelta delle azioni ammissibili si è ispirata a misure la cui validità è già stata comprovata nell'ambito dei Programmi urbani pilota finanziati ai sensi dell'articolo 10 del regolamento del FESR; esorta la Commissione a tener conto, ogniqualvolta ciò sia possibile, dei risultati dei numerosi studi sui centri urbani da essa finanziati in questi ultimi anni, spesso su richiesta del Parlamento;

10.sottolinea l'uso frequente del termine "innovativo" nella descrizione delle azioni; approva l'accento posto su tale aspetto allorché si riferisce, ad esempio, alla combinazione di misure che saranno utilizzate; ritiene tuttavia che non si dovrebbero escludere dall'iniziativa programmi che contemplino strumenti collaudati e affidabili di rinnovo urbano;

11.richiama l'attenzione, fra l'altro per motivi di carattere ecologico, sulla necessità di promuovere il risanamento di vecchie industrie situate al centro delle città e dei terreni contaminati che dovrebbero essere riciclati e destinati a nuova utilizzazione come ad esempio l'edilizia abitativa;

12.ritiene opportuno, considerate le particolari esigenze dei disabili, inserire fra le misure destinate al miglioramento delle strutture nel settore sociale, sanitario e della sicurezza, l'aspetto "assistenza socio-sanitaria di quartiere";

Aspetti sociali

13.fa rilevare che i problemi delle zone urbane depresse hanno una dimensione sia sociale sia economica che, se non affrontate, daranno luogo a un circolo vizioso di continuo declino, disinvestimento e degrado cronici dal quale le società e le economie urbane locali potrebbero trovare difficile uscire;

14.ritiene che nel progetto di Comunicazione sia opportuno accordare maggiore importanza alla creazione di posti di lavoro duraturi e di impieghi altamente qualificati in quanto le zone urbane registrano i più elevati tassi di fallimento di aziende; propone inoltre che al paragrafo 17, primo trattino (Lancio di nuove attività economiche) sia fatta menzione della necessità di disporre di servizi per lo sviluppo delle aziende e di strategie di crescita delle stesse affinché le imprese locali possano estendere le loro attività e potenziare il proprio organico;

15.sottolinea che le zone urbane svantaggiate costituiscono spesso delle sacche isolate all'interno di città relativamente prospere; ritiene inoltre che i progetti decentralizzati locali dovrebbero essere ammessi a beneficiare dell'assistenza prevista nel quadro di tale iniziativa;

16.sottolinea che è altamente probabile che le zone urbane ammissibili comprendano popolazioni composte di un gran numero di minoranze etniche e segnala che la persistenza della discriminazione razziale, sia essa aperta o mascherata, costituisce un fattore che contribuisce ad aggravare i problemi delle zone urbane e deve pertanto essere tenuto in considerazione nei progetti selezionati a titolo della presente iniziativa;

17.rileva che sarà necessario combinare gli sforzi del FESR e del FSE per finanziare tale iniziativa; ritiene che la Commissione debba essere più esplicita relativamente all'entità del contributo finanziario di ciascun fondo, e in particolare del FSE;

18.insiste sulla necessità di una complementarità tra i progetti finanziati a titolo della presente iniziativa e i programmi operativi finanziati nel contesto dei Quadri comunitari di sostegno ed altri programmi comunitari attinenti, in particolare il Quarto programma d'azione di lotta contro la povertà e l'iniziativa LEONARDO; ritiene che la prova di una tale complementarietà dovrebbe essere fornita nell'ambito dei progetti presentati e far parte dei criteri di selezione della Commissione;

19.esorta la Commissione a tenere pienamente conto, nell'elenco delle azioni ammissibili, delle specifiche esigenze delle donne e delle famiglie, particolarmente per quanto concerne la sicurezza nelle zone urbane e la messa a disposizione di servizi e infrastrutture che consentano alle donne di conciliare meglio il lavoro e la vita familiare;

Scambi di esperienze e assistenza tecnica

20.condivide l'importanza attribuita agli scambi di esperienze, al trasferimento di "know-how" e alla creazione di reti fra città europee; ritiene opportuno che a tali reti partecipino città situate al di fuori delle regioni ammissibili; raccomanda inoltre che le città non facenti parte dell'Unione, specialmente quelle dei paesi candidati all'adesione e dell'Europa orientale, possano partecipare alle reti costituite;

21.rileva tuttavia che le reti in questione non garantiscono il pieno rispetto, da parte delle città, della migliore prassi nelle decisioni correnti di politica e pianificazione urbane; sollecita la Commissione a vigilare sulle attività delle reti da essa finanziate e, in particolare, ad esaminare in quale modo gli scambi di esperienze possono meglio influenzare la politica dal punto di vista pratico;

22.ritiene che sarebbe utile organizzare seminari per promuovere lo scambio di esperienze tra i funzionari incaricati dell'elaborazione e gestione dei programmi urbani; sottolinea l'importanza dell'assistenza tecnica per il successo dell'Iniziativa;

Condizionalità

23.propone che l'aiuto sia concesso a condizione che la città beneficiaria disponga di una coerente strategia urbana basata sulla migliore prassi per quanto concerne aspetti quali la politica di pianificazione, di azzonamento e dei trasporti; sottolinea che, se vengono perseguite politiche di pianificazione sbagliate, gli aiuti saranno spesi essenzialmente per curare i sintomi del degrado urbano, mantenendone inalterate le cause;

Assegnazione degli aiuti

24.rileva che gli Stati membri sono invitati a presentare programmi operativi, ma che non è prevista alcuna disposizione per le sovvenzioni globali, utilizzando ad esempio, consorzi di sviluppo urbano come organi intermediari; raccomanda che l'aiuto, a prescindere dalla forma che assumerà, sia erogato dalle città, consorzi urbani o amministrazioni territoriali beneficiarie anziché dalla burocrazia degli Stati membri, in modo da garantire l'efficienza, la trasparenza e l'addizionalità della spesa;

Prestiti BEI

25.ricorda che la BEI ha acquisito una certa esperienza nel finanziamento di progetti urbani e ritiene che essa dovrebbe essere incoraggiata a integrare l'Iniziativa urbana con i suoi prestiti;

Consultazione e compartecipazione

26.ritiene che i cittadini interessati dai programmi urbani finanziati nell'ambito dell'Iniziativa dovrebbero essere consultati direttamente o tramite i loro rappresentanti eletti a livello locale; è dell'avviso che molti dei più gravi errori di pianificazione compiuti in passato avrebbero potuto essere evitati se fosse stata realizzata un'autentica consultazione;

Relazioni

27.chiede alla Commissione di informarlo con regolarità sull'attuazione dell'iniziativa contestualmente al suo svolgimento e di notificargli ognuno dei progetti accolti, nonché di fornirgli indicazioni sulle somme destinate a ciascun obiettivo;

28.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato delle regioni e agli Stati membri.

 
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