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Parlamento Europeo - 3 maggio 1994
INTERREG II - Iniziative comunitarie di riconversione o adattamento

A3-0267/94

Risoluzione relativa a un progetto di comunicazione della Commissione agli Stati membri che stabilisce gli orientamenti dei programmi operativi che gli Stati membri sono invitati ad elaborare nell'ambito di un'iniziativa comunitaria in materia di cooperazione transfrontaliera e reti energetiche selezionate (INTERREG II)

Il Parlamento europeo,

-visto il regolamento (CEE) n. 2081/93, che modifica il regolamento (CEE) n. 2052/88 relativo alle missioni dei Fondi a finalità strutturali, alla loro efficacia e al coordinamento dei loro interventi e di quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti e, in particolare, l'articolo 5, paragrafo 5 e l'articolo 12, paragrafo 5 ,

-visto il regolamento (CEE) n. 2082/93, che modifica il regolamento (CEE) n. 4253/88, recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi strutturali, da un lato, e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, dall'altro, e, in particolare, l'articolo 11, (1)

-visto il paragrafo 2 della dichiarazione della Commissione relativa al Codice di condotta per l'attuazione da parte della Commissione delle politiche strutturali,

-vista la sua risoluzione del 28.10.1993 sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali,

-vista la sua risoluzione su un'iniziativa comunitaria a favore delle regioni di frontiera (programma INTERREG),

-vista la sua risoluzione su un'iniziativa comunitaria concernente le reti di trasporto e di distribuzione dell'energia REGEN,

-viste le conclusioni del Consiglio europeo di Edimburgo, dell'11 e 12 dicembre 1992, in base alle quali le iniziative comunitarie dovranno promuovere principalmente la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e l'aiuto alle regioni più periferiche, nel rispetto del principio di sussidiarietà,

-visti i lavori del Consiglio d'Europa e la convenzione-quadro sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali,

-vista la comunicazione della Commissione agli Stati membri con cui si fissano gli orientamenti dei programmi operativi che gli Stati membri dovranno elaborare all'interno di un'iniziativa comunitaria sulla cooperazione transfrontaliera e le reti energetiche selezionate INTERREG II,

-visto l'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio del 29 ottobre 1993 e le prospettive finanziarie allegate,

-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio finanziario 1994 (A3-0280/93) , in particolare il paragrafo 8,

-visto il bilancio generale delle Comunità europee , in particolare l'articolo B2-140 e il capitolo B0-40,

-viste le disposizioni in materia del suo regolamento,

-vista la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e i pareri della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro, della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale e della commissione per i diritti della donna (A3-0267/94),

A.considerando il ruolo che svolgono nella costruzione europea le zone di frontiera, in quanto aree geografiche privilegiate dove società e territori nazionali si incontrano e si interconnettono quotidianamente,

B.considerando le difficoltà storiche delle regioni frontaliere, il cui sviluppo è soffocato dalla presenza di frontiere che le dividono artificialmente e le convertono nella periferia dei loro rispettivi Stati,

C.considerando le ulteriori difficoltà che la creazione del mercato interno comporta per importanti settori di attività delle regioni frontaliere, con una notevole perdita di posti di lavoro a causa della soppressione delle dogane e del ravvicinamento dei prezzi, che hanno provocato seri conflitti in svariate zone,

D.considerando che lo sviluppo armonioso dell'Unione europea passa attraverso una visione globale dello spazio comunitario e che l'integrazione delle zone frontaliere è un elemento essenziale dello sviluppo di una futura politica europea di assetto territoriale,

E.considerando l'ampio consenso che hanno fatto registrare le azioni portate avanti nel quadro dell'iniziativa INTERREG I,

F.considerando che, fra le iniziative comunitarie dell'ultima generazione, il Consiglio europeo di Edimburgo ha dato la massima priorità alla cooperazione transfrontaliera,

G.considerando la proposta di estendere l'iniziativa INTERREG a un numero limitato di regioni frontaliere marittime supplementari,

H.considerando la necessità di ultimare i progetti di trasporto e di distribuzione di gas avviati con l'iniziativa REGEN e di finanziare nello stesso ambito altri progetti che abbiano carattere transnazionale,

1.prende atto dell'inclusione nell'iniziativa INTERREG II dei progetti ancora in sospeso programmati per l'iniziativa REGEN, manifesta la propria sorpresa di fronte a un'osmosi che non sembra giustificata, se non in taluni casi limitati di progetti transnazionali, e chiede pertanto alla Commissione una gestione accuratamente trasparente degli ambiti di applicazione di INTERREG II;

2.chiede che vengano concesse priorità ai programmi a favore delle donne in base a questa iniziativa e invita la Commissione a stanziare risorse per programmi, proposte e azioni a favore delle donne e a riferire regolarmente al Parlamento europeo a tale riguardo;

COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA

3.ritiene che la limitata dotazione di bilancio proposta dalla Commissione contraddica la priorità data alla cooperazione transfrontaliera dal Consiglio europeo di Edimburgo e riaffermata dal Parlamento europeo, e sottolinea, in tal senso, che mentre nella sua precedente fase a INTERREG era destinato circa il 21% dell'importo totale assegnato alle iniziative comunitarie, la dotazione prevista per INTERREG II rappresenta appena il 17% del totale, da distribuirsi fra un più alto numero di zone potenzialmente beneficiarie;

4.ritiene necessario il rafforzamento delle linee previste per la cooperazione transfrontaliera alle frontiere interne ed esterne della UE affinché i relativi stanziamenti rispondano alle esigenze derivanti dall'aumento del numero di regioni aventi diritto in base alle nuove condizioni, e segnatamente affinché il sostegno a tali regioni non venga ridotto in termini di prezzi reali;

5.ritiene che debba essere assegnata una priorità alla cooperazione transfrontaliera alle frontiere interne, poiché alla necessità di sostenere economicamente tali regioni si aggiunge una funzione di integrazione che interessa la Comunità nel suo insieme: la cooperazione transfrontaliera contribuisce alla creazione di uno spazio interno omogeneo, armonizzando il tessuto sociale, economico e culturale;

6.ritiene per contro che sia altresì necessario il sostegno alle regioni svantaggiate ogniqualvolta esse costituiscono zone di frontiera esterna della UE in quanto in tal modo a) si rafforzano le regioni più periferiche, b) si può potenziare a loro vantaggio la cooperazione con paesi terzi contribuendo alla creazione e allo sviluppo di legami economici sia con i paesi terzi del Mediterraneo che con quelli dell'Europa centrale ed orientale;

7.sostiene la priorità data dalla Commissione ai progetti presentati in accordo con le autorità locali e regionali, priorità che deve essere assoluta, e riafferma in tal modo la propria fiducia nel principio di cooperazione definito nell'articolo 4 del regolamento (CEE) n. 2081/93 del Consiglio, del 20 luglio 1993, in particolare per quanto riguarda la cooperazione transfrontaliera;

8.sostiene inoltre la priorità data dalla Commissione a progetti che comprendano la creazione e lo sviluppo di strutture amministrative o istituzionali comuni, ottenute con il consenso di tutte le forze in campo, e ricorda che tale tipo di struttura ha dimostrato, là dove esiste, la propria efficacia nell'ampliamento e nell'approfondimento della cooperazione transfrontaliera;

9.esorta le regioni e i comuni situati nelle regioni frontaliere a creare organismi permanenti di cooperazione transfrontaliera;

10.deplora in tal senso una volta di più la perdurante inesistenza di un quadro giuridico adeguato che faciliti la cooperazione transfrontaliera, in particolare fra autorità locali e regionali ai due lati di una stessa frontiera;

11.raccomanda l'utilizzo e lo sviluppo, ove ciò sia possibile, della convenzione-quadro del Consiglio d'Europa sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali, nonché dei modelli e schemi di accordo allegati alla stessa;

12.ribadisce l'invito agli Stati membri che ancora non l'abbiano fatto a ratificare e avvalersi pienamente della convenzione-quadro del Consiglio d'Europa sulla cooperazione transfrontaliera delle collettività o autorità territoriali;

13.chiede che in casi eccezionali, nell'ambito dei programmi per la cooperazione transfrontaliera e nel pieno rispetto dei confini marittimi, possa essere concesso un sostegno comunitario ad azioni nelle zone NUTS III che non rientrano tra le zone NUTS III citate al paragrafo 8 (progetto di comunicazione COM), qualora in tal modo si riesca a tener in debito conto i centri commerciali più importanti per la cooperazione transfrontaliera che possono rientrare nelle zone dell'Obiettivo 1, 2 o 5b e ciò non assorba più del 20% del totale delle spese dei programmi operativi interessati;

Definizione delle zone che possono beneficiare degli aiuti

14.prende atto dell'ampliamento delle zone beneficiarie di INTERREG, in conformità con la nuova normativa dei Fondi strutturali e sulla base delle indicazioni del Parlamento europeo; non ritiene però accettabile che le organizzazioni transfrontaliere esistenti, create su basi socio-economiche e storiche (per es. Euregios), restino separate e chiede un conseguente adeguamento degli Allegati 1 e 2;

15.concorda sul fatto che una certa flessibilità deve accompagnare la definizione geografico-amministrativa delle zone beneficiarie, in modo che possano essere prese in considerazione, in particolare per il finanziamento di misure relative all'assetto territoriale, compresa la dimensione marittima, zone più ampie di quelle classificate come NUTS III;

Misure sovvenzionabili

16.prende atto dell'ampliamento del ventaglio di misure che possono essere sovvenzionate attraverso INTERREG e si compiace in particolare che si tenga conto dello sviluppo delle reti transeuropee e dell'assetto territoriale;

17.rileva l'importanza di sostenere la formazione e l'occupazione, in particolare nei riguardi dei disoccupati e delle persone direttamente o indirettamente colpite dalle trasformazioni verificatesi nelle attività connesse alle frontiere;

18.ritiene che uno degli obiettivi essenziali della cooperazione transfrontaliera debba essere l'integrazione delle popolazioni, ragion per cui occorre sostenere misure che rafforzino la partecipazione dei cittadini attraverso associazioni e organismi attivi nei settori dell'insegnamento e della cultura, ricorrendo congiuntamente a mezzi e strutture a livello transfrontaliero, e in particolare attraverso la cooperazione a livello di istruzione superiore, tra centri di ricerca e università, e a livello di formazione professionale; che ciò includa altresì azioni di interesse europeo per il potenziamento della cooperazione dei media (stampa ed audiovisivi); che tali azioni abbiano l'obiettivo di smantellare pregiudizi e potenziare la crescita comune dell'Europa, anche al di là delle frontiere esterne;

19.chiede alla Commissione di dare priorità a progetti volti a combattere la piaga della disoccupazione mediante la valorizzazione delle risorse umane e lo sviluppo in via prioritaria delle piccole e medie imprese;

20.torna a sottolineare la sua particolare attenzione in ordine alle misure per la promozione delle piccole e medie imprese e delle aziende artigianali, tanto più che, a quanto pare, il loro sviluppo genera più rapidamente nuovi posti di lavoro;

21.rileva che la promozione della parità di opportunità tra uomini e donne presuppone un approccio integrato e che, di conseguenza, tale particolare angolatura non va trascurata neppure nei programmi INTERREG;

22.prende atto dell'equiparazione delle frontiere interne ed esterne per quanto riguarda il tipo di misure finanziabili e sottolinea che nel caso delle frontiere esterne l'azione di INTERREG deve perseguire in via prioritaria la correzione della situazione di isolamento e l'adattamento alle nuove caratteristiche di frontiera esterna;

23.ritiene che l'azione della Commissione, in virtù delle misure di assistenza tecnica, debba essere uno strumento privilegiato per promuovere la partecipazione delle entità regionali e locali direttamente impegnate nella cooperazione transfrontaliera, includendovi anche gli operatori regionali e locali nelle rispettive zone di frontiera dei paesi terzi confinanti;

Contributo comunitario al finanziamento dei progetti

24.prende atto dei limiti di bilancio fissati per il contributo di INTERREG alle zone non incluse negli obiettivi 1, 2 e 5b e chiede alla Commissione di ruferire con scadenza annua degli stanziamenti destinati a zone non incluse negli obiettivi citati; chiede inoltre alla Commissione di render nota la ripartizione per obiettivi degli stanziamenti attribuiti alle zone che rientrano negli obiettivi 1, 2 e 5b;

25.chiede alla Commissione di precisare la partecipazione rispettivamente del Fondo europeo di Sviluppo Regionale e del Fondo Sociale Europeo al finanziamento dell'iniziativa INTERREG II;

26.ritiene che per giudicare la qualità dei programmi la Commissione debba tenere in gran conto il grado di partecipazione delle entità regionali e locali all'elaborazione ed esecuzione degli stessi;

27.chiede alla Commissione che nel valutare la qualità dei programmi consideri inoltre le caratteristiche geografiche specifiche della zona in questione;

Applicazione

28.giudica insufficiente il termine di quattro mesi fissato per la presentazione di proposte di programmi operativi e chiede alla Commissione di mantenere lo stesso termine di INTERREG I, vale a dire sei mesi, tenendo conto soprattutto delle difficoltà che comporta la presentazione congiunta dei progetti da parte dei due Stati, della necessità di associare gli interlocutori regionali e locali alla loro elaborazione e dell'esigenza di coordinarli in modo adeguato con i Quadri comunitari di sostegno che sono ancora in fase di elaborazione;

29.chiede alla Commissione di garantire che i programmi operativi presentati dagli Stati membri combinino in modo adeguato misure di carattere strutturale con interventi a favore delle risorse umane;

30.chiede alla Commissione di vegliare affinché nei programmi operativi sia definita in modo quanto più preciso possibile la ripartizione dei fondi tra interventi strutturali e azioni a favore delle risorse umane;

31.chiede alla Commissione di assicurare che, nel presentare detti programmi, gli Stati membri quantifichino quanto più possibile gli obiettivi che essi si prefissano, onde consentire una corretta valutazione dell'efficacia dei progetti cofinanziati;

32.ritiene che, al momento di presentare i loro programmi, gli Stati membri debbano indicare sempre separatamente le spese relative alle zone che non fanno parte degli obiettivi 1, 2 e 5b e, se possibile, ripartire per obiettivi quelle relative alle zone che invece rientrano negli obiettivi 1, 2 e 5b;

33.osserva che il finanziamento delle azioni nelle regioni frontaliere di paesi terzi limitrofi e destinate a integrare gli interventi a titolo di INTERREG II nelle regioni limitrofe interne dell'Unione può avvenire soltanto attraverso l'articolo B7-612, creato espressamente a questo scopo (in conformità dell'accordo concluso tre le istituzioni comunitarie il 12 luglio 1993, nell'ambito della concertazione sulla revisione della regolamentazione dei Fondi strutturali) e soltanto dopo l'approvazione del relativo strumento giuridico;

34.chiede alla Commissione di assicurare, nel caso di una cooperazione transfrontaliera alle frontiere esterne, il coordinamento delle misure finanziate sul territorio comunitario da INTERREG e sul territorio di paesi terzi dalla specifica linea di bilancio del programma PHARE, o da altri strumenti finanziari, quando si tratti di cooperazione con i paesi del Mediterraneo; ritiene altresì che un tale coordinamento possa raggiungersi solo a condizione che gli stanziamenti di PHARE destinati a tal fine vengano fissati su base pluriennale;

35.ritiene altresì necessario, nell'ambito dell'assistenza tecnica, potenziare ed agevolare lo scambio di informazioni e di esperienze tra le zone di frontiera dell'Unione europea e quelle dei paesi limitrofi;

36.ribadisce la presa di posizione in favore di una migliore qualità dell'informazione sugli obiettivi perseguiti nell'ambito della politica attuata;

COMPLETAMENTO DELLE RETI ENERGETICHE

37.considera necessario ultimare i progetti delle reti per il trasporto e la distribuzione del gas avviati con l'iniziativa REGEN, e, pertanto, approva che ne venga proseguito il finanziamento in quanto iniziativa comunitaria;

38.ritiene che si tratti di progetti specifici di trasporto e di distribuzione del gas, che, salvo nel caso concreto di progetti transnazionali, non hanno alcuna relazione con i programmi sovvenzionabili in virtù del capitolo "Cooperazione transfrontaliera" di INTERREG II;

39.chiede alla Commissione di prendere in considerazione il finanziamento di altri progetti di reti per il trasporto e la distribuzione del gas diversi da quelli inizialmente previsti, qualora abbiano carattere transnazionale;

40.deplora che la Commissione non abbia previsto una specifica iniziativa comunitaria per assicurare la continuità di REGEN e, in sua assenza, chiede alla Commissione una completa trasparenza e separazione nella gestione di bilancio dei due capitoli di INTERREG II;

41.chiede alla Commissione di informare periodicamente il Parlamento in merito all'attuazione di tale iniziativa;

42.raccomanda che in una fase intermedia dell'esecuzione delle singole iniziative sia effettuata una valutazione dell'esecuzione stessa al fine di accertare l'efficacia della sua attuazione e dell'assorbimento delle risorse nonché il potenziamento della relativa valorizzazione cosicché, sulla base delle conclusioni rilevate, si decida in merito a eventuali adeguamenti degli importi globali indicativi;

43.chiede che, con un anno di anticipo rispetto alla scadenza della nuova iniziativa, la Commissione pubblichi una relazione di valutazione e la sottoponga all'esame del Parlamento europeo;

44.chiede alla Commissione di includere nell'Allegato, nella categoria corrispondente, le seguenti zone:

Irlanda

Sud-Est

Sud-Ovest

Regno Unito

Glamorgan

Dyfed

East Sussex

Essex

Merseyside

Swansea

Francia

Haute-Normandie

Picardie (département de la Somme)

Corsica

Italia

Toscana

Germania

Kiel

Rendsburg-Eckernförde

45.invita la Commissione l'allegato I, concernente il Regno Unito come segue:

REGNO UNITO

Obiettivo 1

Irlanda del Nord (3 parole soppresse)

46.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

 
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