A3-0335/94
Risoluzione su un progetto di comunicazione della Commissione agli Stati membri che fissa gli orientamenti per la modernizzazione dell'industria tessile e dell'abbigliamento in Portogallo
Il Parlamento europeo,
-visto il progetto di comunicazione della Commissione agli Stati membri che fissa gli orientamenti per l'iniziativa di modernizzazione dell'industria tessile e dell'abbigliamento in Portogallo,
-visto l'articolo 11 del regolamento (CEE) n. 2082/93 del Consiglio (regolamento di coordinamento), che costituisce la base giuridica per le iniziative comunitarie, come pure la disposizione secondo cui le misure finanziate devono essere "di notevole interesse per la Comunità",
-visto l'articolo 3, paragrafo 2 del regolamento (CEE) n. 2083/93 del Consiglio (regolamento FESR), il quale prevede che "i programmi possono essere intrapresi per iniziativa degli Stati membri o della Commissione di concerto con lo Stato membro interessato",
-visto il codice di condotta per l'attuazione da parte della Commissione delle politiche strutturali in cui si stabilisce che sarà cura della Commissione "ogni volta che ciò sarà possibile, studiare le richieste del Parlamento onde tenerne conto prima della decisione su ogni iniziativa",
-vista la comunicazione della Commissione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali ("Libro verde") nonché la sua risoluzione su tale comunicazione,
-vista la comunicazione agli Stati membri (emanata nel 1992) che stabilisce gli orientamenti per i programmi operativi che essi sono invitati a elaborare nel quadro di un'iniziativa comunitaria a favore delle regioni fortemente dipendenti dal settore tessile e dell'abbigliamento (RETEX), nonché la proposta di estendere RETEX al 1999, ampliandone la portata,
-vista la sua risoluzione del 22 ottobre 1991 sulla ristrutturazione dell'industria tessile e dell'abbigliamento nella Comunità,
-vista la relazione annuale della Commissione sulla situazione dell'industria tessile e dell'abbigliamento (COM(93)0525),
-viste le disposizioni in materia del regolamento,
-visti la relazione della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro e della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale (A3-0335/94),
A.considerando che la Commissione nel suo Libro verde ha manifestato l'intenzione di ridurre il numero di iniziative, affermando che "le iniziative comunitarie offrono una piattaforma per incoraggiare la cooperazione transnazionale e lo sfruttamento congiunto delle conoscenze disponibili in settori che hanno problemi comuni,... costituiscono un elemento fondamentale delle politiche strutturali aventi una vera e propria dimensione comunitaria rispetto agli strumenti finanziari della Comunità che si limitano a sovvenzionare le politiche nazionali, ... e possono contribuire all'innovazione in quanto consentono di sperimentare nuove soluzioni",
B.considerando che nella risoluzione del 28 ottobre 1993 sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei fondi strutturali si afferma che "le iniziative comunitarie devono affermare la loro vocazione europea al di là degli interessi nazionali e che esse non dovrebbero trasformarsi in uno strumento indiretto di ridistribuzione delle risorse finanziarie agli Stati",
C.considerando che il regolamento FESR concentra le iniziative comunitarie su problemi associati all'attuazione di altre politiche comunitarie, all'applicazione delle politiche comunitarie a livello regionale nonché a problemi comuni a talune categorie di regioni,
D.considerando che le iniziative comunitarie riguardano soltanto il 9% del finanziamento totale dei Fondi strutturali,
E.considerando che l'accordo GATT avrà probabilmente conseguenze sullo sviluppo economico di diverse regioni dell'Unione europea basate sull'industria tessile, in particolare quando, come nel caso del Portogallo, la loro attuale competitività dipende dal basso costo del lavoro,
F.considerando che l'industria tessile e dell'abbigliamento in Portogallo fornisce un terzo delle esportazioni industriali e dell'occupazione nell'industria; considerando altresì che tale industria è fortemente concentrata nel nord e nel centro del paese,
G.considerando l'eccessiva concentrazione della produzione nel regime di "lavoro su ordinazione" per imprese e operatori economici interni od esterni al paese,
H.considerando che si tratta di un settore in cui la manodopera è in maggioranza femminile con una formazione professionale insufficiente,
I.considerando che il valore aggiunto per lavoratore e la produttività, nell'industria tessile portoghese sono molto più bassi rispetto agli altri Stati membri, il che attesta la necessità di ulteriori ammodernamenti e investimenti,
J.considerando che secondo la comunicazione la concessione di aiuti è vincolata all'approvazione da parte della Commissione di una strategia di adeguamento dell'industria tessile e dell'abbigliamento nel periodo 1994-99, che dovrà essere presentata dalle autorità portoghesi,
K.considerando che i progetti di investimento finanziati dall'iniziativa devono essere ammissibili nel quadro degli attuali progetti di aiuto industriale applicabili all'industria portoghese in generale e non possono essere finanziati attraverso un programma specifico a favore dell'industria tessile e dell'abbigliamento,
L.considerando che, per quanto riguarda l'acquisto di attrezzature, non è possibile fornire un'assistenza diretta ma si deve migliorare l'accesso al capitale di rischio e concedere contributi in conto interessi,
M.considerando che 100 MECU saranno destinati ai contributi in conto interessi collegati all'acquisizione e all'ammodernamento delle attrezzature mediante prestiti della BEI,
N.considerando che l'ammodernamento dell'industria non può portare all'aumento della capacità produttiva in termini di volume,
O.considerando che gli aiuti possono essere concessi soltanto alle imprese attualmente attive nel settore tessile e dell'abbigliamento,
P.considerando che le misure ammissibili comprendono la preparazione di piani aziendali per l'ammodernamento delle imprese, un potenziamento della cooperazione tra le diverse imprese, un miglioramento dell'ambiente, la formazione della manodopera, la riqualificazione delle persone minacciate di licenziamento, miglioramenti a livello di progettazione e conoscenze tecniche, servizi di consulenza e migliori standard in materia di salute e sicurezza sul luogo di lavoro,
Gli obiettivi dell'iniziativa
1.riconosce l'importanza dell'industria tessile e dell'abbigliamento quale fonte di esportazioni e di posti di lavoro nell'economia portoghese in generale e in particolare nelle regioni del nord e del centro;
2.appoggia l'impegno, contratto dal Consiglio al termine dei negoziati GATT, in ordine a un contributo da parte dell'Unione europea a favore dell'industria tessile portoghese, e osserva che ciò è coerente con la filosofia di base dell'Unione europea, secondo la quale è più efficace adottare misure preventive a favore di un'industria in declino che affrontarne le conseguenze;
3.non formula obiezioni per quanto concerne l'adozione di un programma speciale volto all'ammodernamento di tale industria e alla relativa assegnazione di 400 MECU, purché sia rispettata la legislazione comunitaria sulla concorrenza leale;
4.sottolinea il fatto che la natura e l'obiettivo dell'aiuto sono pienamente conformi alle disposizioni del titolo XIII: industria, del trattato sull'Unione europea e l'industria tessile e dell'abbigliamento portoghese rappresenta un settore privilegiato di intervento mirante a garantire la competitività attraverso un piano di modernizzazione;
5.sottolinea che gli obiettivi definiti negli orientamenti della Commissione sono analoghi a quelli stabiliti nell'articolo 130 del trattato sull'Unione europea e che le misure a sostegno dell'azione comunitaria sono quelle previste nel paragrafo 1:
a)accelerare l'adattamento dell'industria alle trasformazioni strutturali,
b)promuovere un ambiente favorevole alle PMI,
c)promuovere la cooperazione tra le imprese,
d)favorire l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico;
Opportunità delle iniziative comunitarie quali veicoli per l'aiuto settoriale
6.manifesta tuttavia profonda preoccupazione per la decisione della Commissione di proporre un'iniziativa comunitaria quale mezzo per assegnare un aiuto rilevante a un singolo settore industriale in uno Stato membro; ritiene che tale proposta sia in flagrante contraddizione con le proposte formulate dalla Commissione stessa sul futuro delle iniziative comunitarie nel suo Libro verde e non sia probabilmente neppure conforme all'articolo 11 del regolamento di coordinamento;
7.ricorda alla Commissione che il Parlamento è uno dei rami dell'autorità di bilancio e svolge nell'approvazione di iniziative uno specifico ruolo consultivo riconosciutogli dal codice di condotta per l'attuazione dei fondi strutturali; ritiene che la Commissione avrebbe dovuto consultare il Parlamento prima di informare il Consiglio in merito alla sua intenzione di destinare preliminarmente 400 MECU del bilancio riservato alle iniziative comunitarie a uno scopo non previsto dal Libro verde;
8.è del parere che gli obiettivi di questo programma non corrispondano alla definizione di Categoria 2 delle Prospettive finanziarie;
9.sottolinea che si può ottenere lo stesso vantaggio per l'industria tessile portoghese se la Commissione propone un programma analogo al programma PEDIP specificamente a favore dell'industria tessile nella Categoria 3 delle Prospettive finanziarie, senza peraltro escludere la possibilità di aumentare la dotazione per l'iniziativa RETEX ed altre iniziative rilevanti con una dimensione industriale, come ADAPT e PMI;
10.sottolinea che le riserve di 1,6 miliardi ecu servono soltanto per iniziative comunitarie;
11.ritiene tuttavia, nonostante tali riserve, che sarebbe sbagliato penalizzare il Portogallo per il fatto che la Commissione non ha scelto lo strumento più adeguato per l'assegnazione dell'aiuto in questione e messo il Consiglio di fronte alle conseguenze delle sue decisioni politiche; ritiene pertanto che la Commissione debba presentare senza indugio una nuova proposta volta a stanziare 400 MECU per l'ammodernamento dell'industria tessile portoghese, sulla base dei suggerimenti di cui al paragrafo 9 della presente risoluzione;
12.ritiene, da parte sua, che sarebbe stato meglio finanziare un programma nella categoria 3 delle Prospettive finanziarie per un importo pari approssimativamente a 67 mecu l'anno per un periodo di 6 anni, a decorrere dal 1994;
13.ciononostante riconosce che:
a)la presente proposta della Commissione mira a soddisfare il bisogno di accelerare ulteriormente il processo di modernizzazione dell'industria tessile portoghese, bisogno riconosciuto dal Consiglio 'Affari generali', con il pieno accordo della Commissione, nella riunione del 15 dicembre 1993;
b)questo bisogno, derivante dal recente accordo del GATT, costituisce una nuova ed imprevista necessità comunitaria, nel senso che figura al paragrafo 11 dell'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio e sul miglioramento della procedura di bilancio, del 29 ottobre 1993 ;
c)nel pieno rispetto della lettera e dello spirito dell'Accordo interistituzionale suddetto e della surriferita decisione del Consiglio 'Affari generali', occorre adottare la presente iniziativa e procedere poi, ai sensi del paragrafo 12 di detto Accordo, alla conseguente revisione delle relative Prospettive finanziarie, per quanto riguarda la categoria 2;
Le condizioni allegate al programma
14.ritiene che la condizione secondo cui le autorità portoghesi devono garantire che la capacità produttiva totale dell'industria tessile e dell'abbigliamento in termini di volume non aumenterà è eccessivamente onerosa e bloccherà l'ulteriore sviluppo di un'industria in cui il Portogallo ha vantaggi competitivi non ancora pienamente sfruttati;
15.segnala pertanto che detto vantaggio competitivo non può basarsi su condizioni retributive al di sotto dei limiti legali e contrattuali, sul ricorso al lavoro infantile, sull'uso del "lavoro su ordinazione" come metodo di supersfruttamento della forza lavoro in condizioni di grande precarietà, in situazioni poco chiare come "officine nel garage" e "lavoro autonomo";
16.ritiene che per la concessione dell'assistenza comunitaria le imprese candidate al cofinanziamento dovranno comprovare il rispetto della legislazione comunitaria e nazionale in materia di condizioni e ambiente di lavoro, segnatamente per quanto riguarda la tutela dei giovani sul lavoro, l'orario di lavoro, la protezione sociale, la salute, l'igiene e la sicurezza sul posto di lavoro;
17.ricorda l'accento posto dalla Commissione sulle misure innovative nel Libro verde e si dichiara pertanto sorpreso per il fatto che sia espressamente escluso un aiuto alle nuove imprese; non ritiene sia coerente escludere nuove imprese da un pacchetto di aiuti intesi a modernizzare un settore industriale e a renderlo più dinamico;
18.sottolinea che un regime specifico di aiuti destinato all'industria tessile e dell'abbigliamento è espressamente proibito nella comunicazione, anche se il principale obiettivo dell'iniziativa è modernizzare tale industria; conclude pertanto che tale aiuto sarà diretto al settore tessile attraverso i piani generali di aiuto industriale finanziati dal QCS, il che costituisce un'ulteriore prova del fatto che sarebbe stato meglio incanalare il pacchetto di aiuti attraverso il QCS;
Misure ammissibili
19.approva l'elenco di misure stabilito nella comunicazione; ritiene che, in taluni casi e nel rispetto delle regole di concorrenza, si dovrebbe prevedere un aiuto diretto alle PMI e, in caso di imprese di grandi dimensioni, prestiti rimborsabili legati a investimenti produttivi;
Prestiti e contributi in conto interessi
20.sostiene la partecipazione della BEI ma chiede alla Commissione di riesaminare la disposizione restrittiva secondo cui soltanto i prestiti di tale banca possono beneficiare di contributi in conto interessi; ritiene che anche i prestiti di altre banche, in particolare di banche che hanno una tradizione di prestiti a imprenditori nelle regioni interessate, dovrebbero godere di tali contributi;
Collegamenti con il QCS per il Portogallo e altre iniziative
21.sottolinea la necessità di coordinare gli aiuti con le misure decise nell'ambito del QCS, con le altre iniziative e, in particolare, con RETEX; sottolinea che le conseguenze sociali del processo di ammodernamento promosso dall'iniziativa dovrebbero essere trattate nel quadro delle misure sociali incluse nel QCS; in particolare, alla manodopera in esubero dovrebbero essere offerte una riqualificazione e l'inserimento professionale;
22.ribadisce la necessità che l'iniziativa sia inserita o articolata all'interno di un piano integrato per le regioni con un carattere monosettoriale, atto a prevenire, attraverso la promozione della diversificazione delle attività economiche più idonee alla creazione di posti di lavoro, le prevedibili situazioni di aggravamento della disoccupazione registrata nel settore;
23.chiede alla Commissione, laddove ciò sia fattibile, di indicare la quota stimata di risorse da assegnare al FSE e al FESR;
Consultazione
24.ritiene che la decisione di concedere il contributo comunitario per un programma operativo debba essere subordinata alla comprova della partecipazione delle autorità regionali e locali interessate e delle parti sociali all'elaborazione dello stesso nonché alla comprova dei meccanismi previsti per consentire la loro partecipazione alla sua esecuzione ai sensi dell'articolo 4 del regolamento n. 2081/93 del 20 luglio 1993;
Relazioni e pubblicità
25.invita la Commissione ad assicurare, in collaborazione con gli Stati membri, un'adeguata pubblicità e divulgazione presso i cittadini dell'Unione di informazioni sulle possibilità di cofinanziamento comunitario offerte dalla presente iniziativa; ricorda al riguardo la sua risoluzione dell'11 marzo 1994 sull'informazione e la pubblicità in materia di Fondi strutturali, in particolare il paragrafo 5 relativo alla creazione di reti informative analoghe agli "eurosportelli";
26.chiede alla Commissione di informare regolarmente il Parlamento sull'attuazione dell'iniziativa e in particolare di trasmettergli il piano strategico per l'industria non appena sarà stato concordato con le autorità portoghesi;
27.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione, al Consiglio, al Comitato delle regioni e allo Stato membro interessato.