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Parlamento Europeo - 5 maggio 1994
LEADER II - Fondi strutturali

A3-0255/94

Risoluzione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali (LEADER II) (COM(94)0046 - C3-0126/94)

Il Parlamento europeo,

-vista la comunicazione della Commissione sul sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali (LEADER II) (COM(94)0046 - C3-0126/94)

-vista la propria risoluzione del 19 febbraio 1991 sul programma LEADER I e sull'utilizzazione delle zone rurali ,

-vista la propria risoluzione del 28 ottobre 1993 sul bilancio generale delle Comunità europee per l'esercizio 1994 - Sezione III - Commissione , in particolare il suo punto 8,

-visto l'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio del 29 ottobre 1993 e viste le prospettive finanziarie ad esso allegate,

-vista l'adozione definitiva del bilancio generale per l'Unione europea per l'esercizio 1994 , e visti in particolare l'articolo B2-140, inserito mediante un emendamento e relativo all'attuazione di un'iniziativa comunitaria per l'assetto del territorio (INTERAM), e il capitolo B0-40,

-visti la relazione della commissione per l'agricoltura la pesca e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per i bilanci, della commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale, della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro, della commissione per la politica regionale, l'assetto territoriale e le relazioni con i poteri regionali e locali nonché della commissione per i diritti della donna (A3-0255/94),

A.considerando che la prosecuzione dell'iniziativa comunitaria LEADER va accolta molto favorevolmente,

B.considerando che il programma LEADER ha avuto vasta risonanza ed ha contribuito considerevolmente ad accrescere la consapevolezza di sé della popolazione rurale,

C.considerando che l'approccio multisettoriale di LEADER I ha dato risultati positivi,

D.considerando che tutti i progetti di LEADER dovrebbero tener pienamente conto delle problematiche ambientali e del riassetto del territorio,

E.considerando che nell'ambito dell'iniziativa LEADER II verrà prestata in futuro maggior attenzione ai seguenti punti essenziali,

-innovazione in risposta ai significativi cambiamenti che si verificano nell'ambiente rurale,

-sviluppo di progetti di cooperazione transnazionali, nonché

-scambio di esperienze,

F.considerando la necessità che per una maggiore efficacia ed incisività il Programma LEADER II ricomprenda in modo omogeneo tutti i comuni delle aree di montagna interessate il cui territorio si trovi al di sopra di 900 metri s.l.m.,

G.considerando il contesto in cui si situa la nuova iniziativa, ossia l'attuazione della PAC e l'applicazione degli accordi conclusi nel quadro dei negoziati dell'Uruguay Round in seno al GATT,

Politica agricola e sviluppo rurale

1.considera indispensabile che anche i progetti di LEADER II vengano attuati con la partecipazione della più ampia gamma possibile delle più varie organizzazioni (ad esempio pubbliche autorità, organizzazioni locali, cooperative e imprese private);

2.accoglie con favore il fatto che i progetti LEADER appropriati allarghino lo scenario previsto per gli interventi includendovi le regioni limitrofe e quelle degli obiettivi 1 e 5b, onde evitare un effetto "frontiera" fra le varie realtà territoriali;

3.è dell'opinione che l'esigenza di realizzare progetti più ambiziosi ed impegnativi di quelli attuati fino ad oggi, con un contestuale trasferimento delle competenze al livello nazionale, regionale e locale, non debba dar luogo ad eccessive spese amministrative;

4.rileva con preoccupazione che con il sostegno previsto dalla Commissione a progetti settoriali o tematici potrebbe andar perduta l'impostazione locale e multisettoriale attuata con tanto successo nell'ambito del programma LEADER I;

5.accoglie con favore le proposte della Commissione relative ad una rete europea per lo sviluppo rurale, proposte che opportunamente riprendono e portano avanti questo aspetto del programma LEADER I che, sebbene comporti un notevole dispendio di tempo e risorse, è tuttavia altamente innovativo; questa rete non deve però sostituirsi alle reti esistenti né avere una struttura burocratica e ritiene anzi che sia necessaria una partecipazione di LEADER II ad una rete europea di regione rurali, anche in quelle regioni che non partecipano direttamente al programma LEADER II;

6.mette ancora una volta in risalto il carattere innovativo dell'iniziativa comunitaria LEADER e la necessità che i progetti promossi nel suo ambito siano innanzitutto in linea con questo aspetto; il concetto di innovazione va inteso in senso lato e adattato di volta in volta ai contesti particolari; il carattere più o meno trasferibile delle azioni non deve essere il criterio più importante di selezione;

7.invita la Commissione a presentare al più presto al Parlamento europeo una relazione di valutazione su LEADER I e a sottoporre allo stesso Parlamento le riflessioni e le conseguenze che ne derivano per il programma LEADER II;

8.è dell'opinione che sulla base dell'esperienza acquisita con i programmi attuati con successo nell'ambito di LEADER I e LEADER II si dovranno sviluppare speciali programmi UE;

9.ritiene necessario che durante l'intera fase di elaborazione e di attuazione dei progetti venga garantita nella maggior misura possibile a tutti gli interessati la possibilità di essere compartecipi delle decisioni;

10.esprime il timore che attraverso il programma LEADER II gli Stati membri finanzino progetti nazionali già esistenti, escludendo così dal finanziamento progetti innovativi di gruppi d'azione locale, e chiede pertanto l'istituzione di un organo arbitrale a livello di Unione che dia ai gruppi d'azione locale la possibilità di un nuovo esame di un loro progetto che sia stato respinto;

11.esprime il timore che nell'assegnazione degli stanziamenti vengano inopportunamente favoriti i progetti a carattere transnazionale;

12.è del parere che il responsabile amministrativo e finanziario dei gruppi d'azione locale dovrà assicurarsi in primo luogo la collaborazione di tutti gli operatori del mondo rurale ed agricolo dotati di esperienze e competenze sia nel campo economico che in quello sociale, culturale, della formazione e dell'ambiente e a tal fine egli dovrà associare strettamente le organizzazioni rappresentative dei vari settori d'attità e in particolare le varie camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura; egli ritiene che il responsabile amministrativo e finanziario debba accertare che il programma alla base dei progetti sia strettamente collegato ed armonizzato con i piani di sviluppo locali e regionali;

13.chiede quindi che LEADER II sia associato alle entità (uffici di consulenza/agenzie) che assistono le iniziative locali nell'elaborazione di proposte di piani e che contribuiscono attivamente a coordinare i piani e i progetti proposti con i principali partecipanti;

14.chiede che tutti i beneficiari della rete previsti da LEADER II, ossia le amministrazioni nazionali e i loro servizi decentrati, gli enti territoriali, i gruppi di sviluppo locale, gli operatori socio-economici, le associazioni, che partecipano allo sviluppo rurale e il cui ambito territoriale di attività si estende oltre le delimitazioni delle zone degli obiettivi 1 e 5 b e delle zone rurali limitrofe che possono assorbire il 10% degli stanziamenti disponibili, e che pertanto consentono a zone non sovvenzionabili di giovarsi dei dati della rete, alimentino la rete stessa partendo dalle realizzazioni, dalle esperienze e dal know-how di tali regioni non coperte direttamente dal regime LEADER II;

15.constata che la politica agricola comune nel suo insieme, con i suoi meccanismi di prezzo e di mercato e soprattutto con le sue strutture, si va sempre più integrando nel più ampio quadro dello sviluppo rurale; appare quindi necessario che la Comunità si impegni, sulla falsariga di taluni Stati, a sostenere maggiormente sotto il profilo finanziario iniziative e reti che operano nel senso di questo nuovo approccio, che essa stessa ha contribuito a mettere in moto; occorre incoraggiare ovunque all'interno dell'Unione europea l'adozione di strategie di sviluppo rurale e la valorizzazione delle risorse locali;

16.approva che gli stanziamenti siano previsti in via prioritaria per i territori degli obiettivi 1 e 5b e che possano essere utilizzati soltanto fino al 10% in territori limitrofi; chiede però che sia possibile sostenere nel quadro del Programma LEADER II iniziative meritevoli di aiuto anche in altre regioni dell'UE, indipendentemente dalla loro appartenenza geografica alle regioni degli obiettivi 1 e 5b;

17.esprime l'auspicio che i progetti che prevedono misure per la promozione delle donne ricevano un trattamento preferenziale da parte degli uffici competenti;

18.ritiene che l'azione del Programma LEADER II debba essere estesa a tutti i comuni delle aree interessate il cui territorio si trovi ad un'altitudine superiore ai 900 metri s.l.m.;

19.auspica un rafforzamento delle azioni di aiuto in materia di gestione e amministrazione e ritiene che questa assistenza debba operare per favorire il ricorso a consulenze esterne in materia di amministrazione, studi di sviluppo e analisi di problemi organizzativi in stretto collegamento con le azioni intraprese dagli organismi promotori di sviluppo economico a livello locale;

20.chiede che i progetti per l'innovazione nelle aree rurali stimolino lo sviluppo di una regione in ritardo, a struttura prevalentemente agricola, onde frenare il declino del PIL ed avviare un processo di ripresa economica in settori innovativi e che creano posti di lavoro, nonché ovviare alle carenze locali di risorse umane; ritiene inoltre che i progetti debbano accrescere la capacità di innovazione e di adeguamento tecnologico, come strumento di sviluppo culturale e sociale inserito in partnership europee di reti regionali per scambi di know-how, di idee, di dimostrazioni, ecc;

21.ritiene che l'osservatorio europeo dell'innovazione e dello sviluppo rurale debba disporre, per la sua attività, di un dispositivo integrato mirante ad inquadrare e coordinare i progetti di sviluppo dei vari operatori locali ai fini di una maggiore efficacia, avvalendosi delle competenze e delle conoscenze esistenti; la struttura dovrà presentare un piano coerente che ne dimostri l'affidabilità;

22.ritiene necessario che il campo di applicazione di LEADER II nei progetti riguardanti la formazione professionale e gli aiuti all'occupazione, ricomprenda le persone colpite dalla disoccupazione in zone rurali ed agricole, soprattutto quelle esposte all'emarginazione sociale e preveda l'uguaglianza di opportunità fra uomini e donne e che gli orientamenti di LEADER II tengano conto anche degli aspetti legati all'istruzione nelle regioni degli obiettivi 1 e 5b, rafforzando progetti pilota dimostrativi in materia di ricerca, riqualificazione ed orientamento professionale;

23.auspica, nei progetti relativi alla "conservazione e al miglioramento dell'ambiente e delle condizioni di vita" un rafforzamento dello sviluppo delle infrastrutture rurali a livello locale e il risanamento dei villaggi e ribadisce la volontà di promuovere i prodotti locali e di valorizzare i boschi.

Politica regionale e assetto territoriale

24.sottolinea l'importanza che l'agricoltura riveste per molte delle regioni meno prospere, specialmente quelle periferiche; rileva che gli effetti della riforma della PAC e dell'accordo GATT tenderanno a peggiorare la posizione dei produttori di tali regioni;

25.evidenzia che sarà impossibile garantire un'equilibrata distribuzione demografica, dell'attività economica e della ricchezza sul territorio della Comunità, qualora non si aiutino le zone rurali a mantenere il livello demografico; ritiene che una sana economia rurale sia indispensabile per raggiungere l'obiettivo della coesione economica e sociale sancito dal trattato;

26.rileva che ogni anno si registra un calo dell'occupazione in campagna e si richiama all'esigenza di fornire a chi abita in campagna lavoro, un ragionevole livello di vita nonché l'accesso a servizi come il trasporto pubblico, la sanità e l'istruzione i quali sono sostanzialmente subordinati ad un livello demografico minimo; sottolinea l'esigenza di garantire che la popolazione rurale non si sposti verso le città, nelle quali risiede già circa l'80% della popolazione dell'Unione, acuendo i problemi sociali e il congestionamento quivi esistenti e lasciando la campagna ad alcune grandi aziende o come occasionale luogo ricreativo di chi abita in città;

27.ricorda che il piccolo agricoltore fornisce uno speciale contributo nel proteggere l'ambiente rurale e garantire che la campagna sia un luogo attraente da visitare;

28.ritiene pertanto che il programma LEADER II giunga a tempo opportuno; approva la decisione della Commissione di proseguire la principale ambizione di LEADER I pur ponendo un maggiore accento sull'acquisizione di competenze su programmi innovativi d'investimento nonché sulla concezione e la realizzazione di progetti comuni;

29.rileva che la spesa destinata a LEADER I nell'ambito del bilancio dell'Unione è pari a 450 mecu per tre anni (1991-1993), mentre l'omologa spesa prevista da LEADER II è pari 1.400 mecu per un periodo di 6 anni (1994-1999); chiede un aumento di tale importo per garantire almeno un raddoppio del contributo dell'Unione;

30.sottolinea tuttavia che LEADER, con il suo modesto bilancio, può costituire solo un complemento alla principale ambizione del FEAOG e non può affrontare le cause alla radice dello spopolamento rurale; ritiene che lo stesso FEAOG debba essere rimodellato per tener maggior conto dello sviluppo rurale nel suo complesso;

31.rileva che il cosiddetto approccio "dal basso" nel cui ambito alla popolazione locale viene conferito un ruolo diverso nella formulazione e nella realizzazione della politica, sembra aver funzionato convenientemente e si compiace del fatto che tale approccio sarà intensificato; rileva che la partecipazione locale è utile in sé ad incoraggiare l'autoaiuto e a rafforzare l'autocoscienza dell'individuo e della sua comunità;

32.raccomanda tuttavia che il maggior ricorso a programmi e alla gestione locale siano accompagnati da una migliore attività di sorveglianza da parte della Commissione per garantire equità e trasparenza;

33.sottolinea l'importanza di coordinare ed integrare l'intera gamma degli strumenti della Comunità europea a vantaggio della popolazione locale delle zone rurali;

34.si richiama al ruolo di rilievo esercitato dalle cooperative di produzione nell'economia rurale e all'importanza di coinvolgerle ulteriormente nell'iniziativa;

35.approva il maggiore accento posto sulle reti, ma rileva che si è spesso riluttanti a credere che possa essere utile l'esperienza acquisita in altre regioni in cui le condizioni sono radicalmente diverse; ritiene che la Commissione dovrebbe esaminare in che misure le reti influenzano concretamente la politica;

36.raccomanda di rivolgere particolare attenzione allo sviluppo dell'agroturismo e alle possibilità di assicurare ai singoli fornitori accesso alla più moderna tecnologia per quanto riguarda la commercializzazione e operazioni quali le prenotazioni e la fatturazione; ritiene che occorra mantenere l'accento sulla tutela dell'ambiente e delle condizioni di vita e soprattutto sul restauro e lo sviluppo di villaggi e del patrimonio architettonico, in quanto tali misure, valide in sé, integrano adeguatamente lo sviluppo del turismo nelle zone rurali;

37.approva l'importanza riservata alle PMI e all'artigianato e ricorda che l'economia rurale dipende in modo particolare dalle piccolissime imprese che non hanno familiarità con molte delle nuove tecnologie e richiedono uno speciale aiuto in tale campo;

38.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e al Consiglio.

 
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