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Parlamento Europeo - 5 maggio 1994
Iniziativa PESCA - Fondi strutturali

A3-0256/94

Risoluzione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali - Iniziativa PESCA (COM(94) 0046 - C3-0135/94)

Il Parlamento europeo,

-vista la comunicazione della Commissione sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali - Iniziativa PESCA

(COM(94) 0046 - C3-0135/94),

-visto il regolamento (CEE) n. 2082/83, che modifica il regolamento (CEE) n. 4253/88 recante disposizioni di applicazione del regolamento (CEE) n. 2052/88 per quanto riguarda il coordinamento tra gli interventi dei vari Fondi strutturali, da un lato, e tra tali interventi e quelli della Banca europea per gli investimenti e degli altri strumenti finanziari esistenti, dall'altro, in particolare l'articolo 11 ,

-viste le sue risoluzioni del 10 dicembre 1991 e del 15 maggio 1992 sulla politica comune della pesca e sui suoi necessari adeguamenti,

-viste i suoi pareri del 22 giugno 1993 e del 14 luglio 1993 sull'istituzione dello strumento finanziario di orientamento della pesca e sulle relative disposizioni di applicazione,

-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul futuro delle iniziative comunitarie nel quadro dei Fondi strutturali ,

-visti l'Accordo interistituzionale sulla disciplina di bilancio, del 29 ottobre 1993 e le prospettive finanziarie a esso allegate,

-vista la sua risoluzione del 28 ottobre 1993 sul bilancio generale delle Comunità per l'esercizio 1994 (A3-0280/93) - Sezione III (Commissione) - , e in particolare il paragrafo 8,

-visto il bilancio generale dell'Unione europea in particolare l'articolo B2-140 e il capitolo B0-40,

-visti la relazione della commissione per l'agricoltura, la pesca e lo sviluppo rurale e i pareri della commissione per i bilanci e della commissione per i diritti della donna (A3-0256/94),

A.considerando che il settore comunitario della pesca soffre di una sovracapacità strutturale che costringe l'Unione europea ad affrontare un difficile processo di riconversione, con enormi conseguenze di ordine non solo economico, ma anche e soprattutto sociale, dal momento che interessa regioni la cui principale e talvolta unica fonte di entrate è costituita direttamente o indirettamente dalle attività di questo settore,

B.considerando che gli attuali strumenti di intervento strutturale che agiscono sul settore della pesca sono insufficienti per alleviare il complesso di gravi e urgenti problemi socioeconomici che lo affliggono, poiché da una parte non coprono la totalità del territorio comunitario e dall'altra il loro ambito materiale di applicazione non risulta essere il più appropriato per l'adozione di misure di protezione sociale immediata capaci di attenuare i drammatici effetti dei processi di riconversione, né per migliorare direttamente l'ambiente o le condizioni delle persone occupate nel settore della pesca,

C.considerando che la crisi del settore comunitario della pesca e i processi di adattamento e riconversione che essa comporta interessano non solo le regioni tradizionalmente coperte dagli obiettivi nn. 1, 2 e 5 b) ma anche regioni o località fortemente dipendenti dalla pesca situate al di fuori del loro ambito di copertura,

D.considerando che, nonostante le riforme realizzate e l'ampliamento territoriale che può essere ottenuto mediante l'attuazione delle iniziative comunitarie, oltre 74.000 pescatori comunitari si trovano ancora al di fuori delle zone ammissibili all'aiuto sulla base della nuova iniziativa comunitaria in materia di pesca,

E.considerando che le difficoltà del cofinanziamento da parte di alcuni Stati membri impongono un'interpretazione flessibile e ampia del principio di addizionalità, in modo che possa essere considerato ammissibile ai fini di tale principio anche il finanziamento proveniente da enti regionali o locali,

1.valuta positivamente la nascita dell'iniziativa comunitaria "PESCA", ritenendo che essa possa essere un valido strumento complementare agli attuali mezzi di intervento strutturale nel settore;

2.lamenta tuttavia l'esiguità della dotazione di bilancio destinata all'iniziativa comunitaria "PESCA", che fra tutte le iniziative proposte dalla Commissione è, con ampio margine di differenza, quella che dispone di stanziamenti minori;

3.stima che, data l'esiguità delle risorse, si dovrà dare la priorità alle misure tendenti a ridurre al minimo l'impatto sociale del processo di adeguamento della flotta, su scala sia locale che regionale;

4.ritiene che si dovrà prestare particolare attenzione alle misure di diversificazione delle attività economiche e di promozione della mobilità dei lavoratori in esubero provenienti dal settore della pesca a causa delle ristrutturazioni in corso e delle cessazioni d'attività, mentre d'altro canto non si dovranno dimenticare le misure in grado di favorire pensionamenti volontari e anticipati, nonché le eventuali sovvenzioni destinate al pagamento di salari minimi e contributi sociali durante i periodi di fermo biologico e di disoccupazione;

5.ritiene che fra le misure eleggibili dovrebbero essere comprese anche quelle che, direttamente o indirettamente, possono contribuire all'aumento della sicurezza in mare, alla prevenzione degli infortuni sul lavoro a bordo e al miglioramento dell'asssistenza medica a bordo nonché delle infrastrutture portuali necessarie per la riconversione delle aziende del settore verso il turismo marittimo, come previsto al punto 10 della comunicazione della Commissione;

6.chiede che, fra i criteri per la valutazione delle domande di contributo, la Commissione tenga particolarmente conto del tasso di disoccupazione nelle zone interessate;

7.reputa che il principio di addizionalità vada interpretato in maniera flessibile, in modo che il finanziamento comune da parte dello Stato membro previsto al punto 14 della comunicazione della Commissione possa essere assunto anche da enti regionali o locali, come già avviene di norma per talune altre iniziative comunitarie, per esempio il programma "Leader";

8.valuta molto positivamente l'impostazione della Commissione riguardo all'ambito delle categorie dei possibili beneficiari finali e, in tale contesto, ritiene che gli Stati membri e la Commissione debbano prestare la massima collaborazione per rendere possibile l'accesso di enti regionali, locali o associativi a questi contributi;

9.esprime la sua preoccupazione in merito al termine di sei mesi, a partire dalla pubblicazione della comunicazione riguardante l'iniziativa "PESCA", previsto come regola generale per la presentazione delle domande di contributo, termine che può comportare inopportune limitazioni, specialmente se si tiene conto del fatto che l'iniziativa "PESCA" copre un lungo periodo complessivo di cinque anni; ritiene pertanto che la Commissione dovrebbe prevedere la possibilità della presentazione di domande in un momento successivo e non dovrebbe valutare con criteri troppo rigidi il carattere eccezionale delle domande di contributo presentate oltre tale termine;

10.ritiene che il limite del 10%, stabilito al punto 8 della comunicazione della Commissione come percentuale massima degli stanziamenti che possono essere assegnati a regioni non comprese nel campo degli obiettivi nn. 1, 2, e 5 b), sia insufficiente a generalizzare l'ambito di applicazione dell'iniziativa "PESCA" a tutte le regioni comunitarie fortemente dipendenti dalla pesca; propone di conseguenza, di portarlo al 15%, al fine di garantire una maggiore e più equa efficacia di detta iniziativa;

11.ritiene che il processo di ampliamento dell'Unione europea a paesi con forte dipendenza dalla pesca determini l'opportunità non solo dell'adozione di un'iniziativa comunitaria in materia di pesca ma anche del suo eventuale potenziamento;

12.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.

 
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