(Articolo 52 del regolamento)
A3-0322/94
Risoluzione sulle tecnologie ambientali - possibilità di crescita e occupazione
Il Parlamento europeo,
-visto il Libro bianco della Commissione delle Comunità europee su crescita, competitività e occupazione,
-vista la propria risoluzione del 17 dicembre 1992 sull'ambiente e la competitività industriale ,
-vista la propria risoluzione del 9 marzo 1994 sulla necessità di valutare i costi effettivi derivanti alla Comunità dal "Non-ambiente" ,
-visto il Quinto programma di azione in materia di ambiente,
-visto il progetto del Quarto programma quadro di ricerca,
-visto l'articolo 148 del suo regolamento,
-avendo delegato il potere deliberante, in conformità dell'articolo 52 del suo regolamento, alla commissione per i problemi economici e monetari e la politica industriale,
-vista la relazione della commissione per i problemi economici, monetari e la politica industriale (A3-0322/94),
A.considerando che la competitività dell'industria europea dipende in ampia misura dalla sua capacità di aprire nuovi mercati, ad esempio quelli delle tecnologie ambientali, nell'ambito dei quali già oggi esiste concorrenza con il Giappone e gli Stati Uniti;
B.richiamandosi al grande potenziale di crescita del mercato delle tecnologie ambientali che, su scala mondiale, nel 1990 è stato pari a oltre 200 miliardi di dollari ed entro il 2000 si attesterà, secondo le previsioni, a 300-600 miliardi di dollari all'anno;
C.considerando il grande potenziale in materia di occupazione, in particolare per i posti di lavoro qualificati e con prospettive future inerente alla promozione del settore delle tecnologie ambientali;
D.sottolineando la necessità di riorientare gli investimenti verso le tecnologie ambientali ad alto valore aggiunto, che rappresentano attualmente l'80% della domanda di tecnologie ambientali, nonché di ricorrere maggiormente a tecnologie ambientali integrate e di creare flussi integrati di materiali;
E.riconoscendo che le innovazioni e gli investimenti nel settore delle tecnologie ambientali sono stati indotti in primo luogo da condizioni nonché prescrizioni e divieti nazionali che hanno consentito alle imprese di realizzare "rendite di avanguardia" sui mercati mondiali;
1.ritiene che la domanda di tecnologie ambientali ad alto valore aggiunto non sia ancora esaurita e che negli Stati membri esista una notevole esigenza di una rafforzata protezione ambientale che deve diventare efficace attraverso un'attiva politica;
2.è dell'opinione che, soprattutto, esistono ancora notevoli potenzialità di esportazione per le tecnologie ambientali ad alto valore aggiunto, il cui sfruttamento deve essere promosso attraverso un'attiva politica commerciale dell'Unione europea;
3.sottolinea la necessità di evidenziare l'importanza, in termini ecologici ed innovativi, delle tecnologie ambientali integrate e di realizzare azioni che portino a intensificare l'attività di ricerca in materia di tecnologie ambientali integrate nonché la loro utilizzazione;
4.chiede di orientare maggiormente i programmi di ricerca e tecnologia dell'Unione europea e degli Stati membri verso le tecnologie ambientali integrate;
5.chiede lo sviluppo di un piano in materia di politica industriale coerente e trasversale al fine di promuovere l'industria ambientale dell'Unione europea;
6.chiede che le tecnologie ambientali siano maggiormente integrate nelle misure da adottare per l'attuazione del Libro bianco "Crescita, competitività e occupazione", in quanto mercato di crescita efficace dal punto di vista occupazionale, come pure che si finanzino programmi e progetti in misura maggiore di quanto finora previsto;
7.chiede inoltre un migliore coordinamento della politica ambientale nonché degli assi della domanda in vista dell'utilizzazione di tecnologie ambientali integrate negli Stati membri dell'Unione europea;
8.chiede un ampliamento degli impegni in materia di politica ambientale dell'Unione europea a livello internazionale allo scopo di favorire, con strumenti armonizzati, l'impiego di tecnologie ambientali integrate ed evitare le distorsioni della concorrenza dovute alla disparità delle norme ambientali;
9.chiede un "dialogo verde" tra l'Unione europea, gli Stati membri, gli ambienti scientifici ed economici, le parti sociali nonché le associazioni ambientali e dei consumatori, in vista dell'avvio di una "offensiva tecnologica verde Europa";
10.ritiene sia compito di un tale organo elaborare le linee fondamentali per la promozione delle tecnologie ambientali, individuare gli strumenti necessari per una più ampia applicazione delle tecnologie nell'Unione europea e sviluppare piani che contribuiscano ad attuare, in primo luogo a livello europeo, un sistema di circolazione integrata dei materiali;
11.ritiene necessario conciliare la promozione delle PMI con la promozione della ricerca e del ricorso alle tecnologie ambientali, in quanto circa metà delle imprese che offrono beni e servizi ambientali sono rappresentate da PMI e proprio le tecnologie ambientali integrate che si distinguono per soluzioni su misura destinate alle imprese sono offerte soprattutto dalle PMI;
12.chiede che anche a livello degli Stati membri le PMI partecipino al trasferimento di tecnologie e a programmi che agevolino l'utilizzazione delle tecnologie ambientali integrate;
13.sollecita la Commissione a far effettuare quanto prima uno studio sugli effetti di una più incisiva promozione delle tecnologie ambientali ai fini dell'occupazione e di un'economia orientata verso uno sviluppo durevole, tenendo presenti i vari scenari in materia di politica ambientale;
14.sollecita gli Stati membri, al fine di favorire il ricorso a tecnologie ambientali integrate, a realizzare una riforma fiscale ecologica, a introdurre un'imposta sulle risorse nonché a prendere finalmente misure per la promozione di tecnologie economiche sotto il profilo energetico e poco inquinanti;
15.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione e ai governi degli Stati membri.