(Articolo 52 del regolamento)
A3-0323/94
Risoluzione sull'economia alternativa e solidale
Il Parlamento europeo,
-vista la proposta di risoluzione dell'on. Pronk sull'iniziativa comunitaria volta a creare un maggior numero di posti di lavoro nel quadro dell'"economia sociale" (B3-0991/93),
-visto il trattato CE e in particolare l'articolo 2 e il titolo VI relativo alla politica economica e monetaria,
-vista la Carta comunitaria dei diritti sociali fondamentali dei lavoratori,
-vista la comunicazione della Commissione del 23 dicembre 1992 "Verso un'Europa delle solidarietà - Intensificare la lotta contro l'esclusione sociale, promuovere l'integrazione" (COM(92) 0542),
-vista la sua risoluzione del 13 luglio 1993 sulla lotta contro la povertà e l'esclusione sociale nella Comunità europea,
-vista la sua risoluzione del 26 maggio 1989 sul ruolo delle donne nelle cooperative e nelle iniziative locali per l'occupazione,
-vista la sua risoluzione dell'11 febbraio 1994 sul contributo delle cooperative allo sviluppo regionale,
-vista la sua risoluzione del 15 maggio 1987 sul seguito dato alle disposizioni della risoluzione del Consiglio del 7 giugno 1984 sul contributo delle iniziative locali per la creazione di posti di lavoro alla lotta contro la disoccupazione,
-vista la sua risoluzione del 20 gennaio 1993 sullo statuto delle associazioni, delle mutue e delle società cooperative europee,
-visti i pareri del Comitato economico e sociale approvati il 21 ottobre 1993 ,
-vista la preparazione del vertice mondiale delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale (Copenaghen - marzo 1995),
-visto l'articolo 45 del suo regolamento,
-avendo delegato il potere deliberante, in conformità dell'articolo 52 del regolamento, alla commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro,
-vista la relazione della commissione per gli affari sociali, l'occupazione e le condizioni di lavoro (A3-0323/94),
A.ritenendo che, nonostante gli sforzi effettuati dall'Unione europea e dagli Stati membri per rivitalizzare l'economia, il numero di disoccupati e di emarginati continui ad aumentare, raggiungendo livelli drammatici,
B.considerando che è quindi assolutamente necessario rafforzare saldamente la politica sociale dell'Unione europea,
C.constatando che l'impostazione classica di rilancio della crescita è uno strumento insufficiente per far diminuire la disoccupazione,
D.consapevole che un numero crescente di cittadini dell'Unione europea considera la situazione insopportabile ed è disposto a sostenere delle iniziative di solidarietà,
E.compiacendosi per i risultati positivi già ottenuti da varie iniziative di cittadini, in materia di economia alternativa e solidale, che sono sorte da una decina d'anni, basate sull'innovazione e sulla solidarietà, creando migliaia di posti di lavoro durevoli con la costituzione di numerose partnership con le istituzioni locali, gli enti territoriali nonché i settori industriali tradizionali,
F.considerando che, da quando esiste, l'economia sociale ha svolto in Europa, sotto forme diverse, un ruolo importante anche nella creazione di posti di lavoro, e constatando che queste iniziative aiutano il settore dell'economia sociale a far fronte alle nuove sfide sorte con la crisi, vale a dire lo sviluppo della grande povertà, le molteplici forme di esclusione, una crisi urbana e rurale preoccupante, lo sfaldamento del tessuto sociale,
G.auspicando che queste iniziative mediante misure adeguate dell'Unione europea e degli Stati membri, possano rafforzarsi e ampliarsi,
1.ritiene che queste iniziative, di economia alternativa e solidale, lanciate in tutti i paesi dell'Unione europea, rivestano un carattere innovativo di estrema importanza e che, nonostante la loro portata ancora modesta, siano sufficientemente esemplari per essere accolte, sostenute e riconosciute come parte integrante della politica economica e sociale dell'Unione europea;
2.osserva con interesse il crescente successo riportato presso l'opinione pubblica dagli strumenti finanziari di solidarietà (casse comuni di solidarietà - risparmio etico e di prossimità - capitale di rischio - garanzia reciproca - fondi di garanzia) messi a punto da reti di cittadini nei vari paesi dell'Unione europea al fine di contribuire alla creazione di attività e di imprese a livello di quartiere, di città, di zona rurale, di regione, o persino di Stato;
3.si compiace, in termini più generali, per la creazione di posti di lavoro durevoli in una serie di industrie e di servizi socialmente ed ecologicamente utili in ambiti molto diversi: alloggi, cultura, sanità, vivibilità, turismo, artigianato, commercio, trasporti, agricoltura, protezione del patrimonio naturale, finanze, energie rinnovabili, comunicazioni, riciclaggio dei rifiuti, nuove tecnologie, formazione, il tutto grazie all'attivazione dello sviluppo locale, grazie all'impegno di migliaia di reti di volontari che individuano i fabbisogni, accolgono e fiancheggiano i promotori dei progetti;
4.insiste sul fatto che tutte queste azioni hanno già creato migliaia di posti di lavoro e consentono, nel contempo, di ricostruire un tessuto socioeconomico dilaniato dalla crisi, di ripristinare solidarietà e legami sociali;
5.sottolinea quante di queste azioni completino perfettamente gli strumenti in materia di integrazione e di formazione già creati e sviluppati nell'ambito dell'Unione europea, del Fondo sociale europeo e degli Stati membri;
6.manifesta la sua volontà di sostenerle politicamente, in modo da renderle più visibili e più numerose;
7.auspica che queste iniziative e strutture siano debitamente coordinate, prese in considerazione e sostenute a livello comunitario;
8.chiede in particolare che l'Unione europea e gli Stati membri adottino delle disposizioni che garantiscano il riconoscimento e la promozione della rappresentanza comune di queste strutture, a livello europeo, e sostengano alcune delle attività portate avanti dalle stesse;
9.chiede alla Commissione di studiare i mezzi per:
a)riflettere sulla possibilità di facilitare il sostegno delle banche e degli strumenti finanziari a queste iniziative e partecipare alla messa a punto di strumenti finanziari solidali e di fondi di avviamento,
b)fare in modo che tale settore dell'economia alternativa e solidale possa beneficiare, come le imprese tradizionali, della politica europea di sostegno alle PMI,
c)agevolare gli incontri e gli scambi di esperienze tra le iniziative,
d)creare nell'ambito dei servizi della Commissione un'unità speciale per il monitoraggio di queste iniziative, in modo da elaborare una politica coerente al riguardo,
e)sostenere parimenti la formazione e il perfezionamento professionale dei produttori e degli operatori locali e regionali di queste reti;
10.chiede che la Commissione, nel quadro dell'approfondimento delle proposte del Libro bianco, faccia compiere analisi a breve termine sull'impatto dell'economia alternativa e solidale - in particolare sull'occupazione - e che comunichi i risultati al Parlamento;
11.esprime il desiderio che si discutano le condizioni necessaria alla rinascita dell'idea di un terzo settore economico: quello di un'economia solidale e volontaria;
12.chiede al Consiglio di esaminare in una delle sue riunioni i risultati ottenuti dal settore e l'interesse degli stessi;
13.incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio e alla Commissione.